18 June 2018

Valtur: partono i licenziamenti. Offerta Alpitour: 1,5 milioni di euro

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Valtur, Mise, LabLaw, licenziamento collettivo,

Neverending story è un capolavoro fantasy che ha segnato più di una generazione. Ma qui, del romanzo fantastico, ci sono solo i colpi di scena. Si parla – ancora – di Valtur e della sua storia infinita che si sussegue con svolte imprevedibili.

Andando con il dovuto ordine per ricostruire le vicende di questi ultimi giorni.
L’altro ieri pareva che la speranza per il futuro dei lavoratori assumesse concretezza, grazie all’interessamento del ministro Centinaio che ha incontrato i dipendenti Valtur in un piccolo summit da ex collega.
Solo ieri invece, data di scadenza della procedura di licenziamento collettivo, il Mise chiedeva alla proprietà di concedere un ulteriore proroga, ora che il governo inizia a muovere i suoi passi, con l’idea di guadagnare tempo e allestire un tavolo di lavoro a più voci per trovare una soluzione che contentasse tutte le parti: lavoratori, marchio prestigioso e potenziali nuovi acquirenti.

E proprio tra le fila di questi, con l’apertura – sempre nella giornata di ieri – dell’asta pubblica, è tornato alla ribalta il nome di Alpitour, sul quale già si vociferava settimane fa, che ha alzato la mano in sede d’asta, mettendo sul piatto un’offerta generosa – forse anche troppo – di 1,5 milioni di euro.
Scenari che cambiano in un’evoluzione tanto rapida quanto schizofrenica, con i lavoratori costretti al mero ruolo di astanti.

E’ di stamattina invece la notizia che la proprietà non concederà proroghe e che i licenziamenti saranno effettivi – con le lettere che probabilmente arriveranno sulle scrivanie già da oggi o domani – e uno scenario possibilistico che metterebbe a dura prova i bookmaker più navigati.
Ora, la volontà politica è chiara, considerato che il governo è alle prime prove ufficiali e non può e non deve tradire la fiducia dei suoi elettori.
Ma la società è privata e, nonostante tutte le indicazioni politiche, la decisione spetta alla proprietà.
Se Alpitour dovesse mettere definitivamente le mani su Valtur, considerato l’asta lampo che si chiuderà il 13 luglio, il colosso del tour operating italiano porterebbe a casa il marchio villaggista per eccellenza e proseguirebbe nella sua volontà di rafforzarsi per competere a livello europeo.

Ma con il marchio tra le mani da Alpitour potrebbero decidere di non confermare i 96 lavoratori della sede Valtur che, di fatto, una volta licenziati, dovrebbero proporsi attraverso un normale colloquio di lavoro.

L’unico vero auspicio è che non si perda l’anima dell’azienda, che è fatta dai suoi lavoratori, fedelissimi alla maglia Valtur, con una presenza media in azienda che oscilla tra i 20 e i 30 anni.




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