13 settembre 2013 09:51

Il logo della manifestazione
Dal 26 al 29 settembre Roma ospiterà il “Festival della letterature di viaggio” una manifestazione dedicata alle diverse forme di narrazione del viaggio, di luoghi e culture attraverso letteratura, geografia, cinema, musica, fotografia, giornalismo. Fra i tantissimi incontri è importante la prima partecipazione in Italia di Brand Usa, l’ente di promozione turistica americano che assieme al patrocinio dell’Ambasciata Americana, sarà di sostegno alla mostra fotografica “Go West! La frontiera, il viaggio, l’immaginario”. «Si tratta di una mostra di foto d’epoca, foto contemporanee e fumetti, a cura di Ilaria Campodonico, Nadia Fusco, Romina Marani – spiega Massimo Loquenzi, che segue l’iniziativa per conto di Brand USA – con fotografie in bianco e nero di Timothy H. O’Sullivan (sulla spedizione di George M. Wheeler in Colorado, Nevada, Arizona, New Mexico, Utah, California del 1871- 1874,) provenienti dagli archivi della Società Geografica Italiana; una serie di fotografie a colori di Antonio Politano su un viaggio da costa a costa attraverso gli Stati Uniti di oggi; le strisce e tavole di Tex Willer». La mostra è allestita in collaborazione con Brand Usa, Bonelli Editore, Nikon, Epson.
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Dal 27 febbraio torna tourismA a Firenze, 12ª edizione del Salone dell’archeologia e del turismo culturale.
«L’archeologia – spiega il presidente della regione Toscana, Eugenio Giani - ha la capacità di trasmettere un passato che guarda al presente e al futuro ed incoraggia a rileggere la storia alla luce delle nuove scoperte, dimostrando di essere una disciplina che non si ferma su ciò che sappiamo: sintetizza uno sforzo di continua interpretazione delle nostre origini, storia, cultura. La rivista Archeologia Viva è stato lo spunto per creare una rassegna arrivata alla dodicesima elezione che onora Firenze e la Toscana e il suo direttore, Piero Pruneti, ha avuto sempre la capacità di offrire ogni anno ai visitatori qualcosa di nuovo ed inedito».
Nel programma di tourismA anche un incontro tematico fra archeologi e produttori del settore viti-vinicolo per presentare il panorama delle aziende agricole e cantine che hanno ideato e realizzato connessioni tra le loro produzioni e i siti archeologici.
«È la prima volta - dichiara Piero Pruneti, direttore della manifestazione e della rivista Archeologia Viva - che organizziamo a tourismA un incontro fra produttori di vino e archeologi. In Italia c'è una serie di zone, ancora non tutte conosciute, dove sono stati fatti rinvenimenti archeologici in vigne. Quindi i produttori poi hanno nominato i propri vini con il nome della località o della scoperta archeologica. Per rimanere in Toscana, vorrei solo citare San Gimignano e l'Isola d'Elba».
Quest’anno tourismA propone un’agenda di appuntamenti che comprende anche film, mostre, laboratori didattici, realtà virtuali, degustazioni a tema storico, presentazioni librarie e spazi dove si parlerà di turismo sostenibile, dati e indicazioni sulle mete più frequentate dai viaggiatori culturali, comunicazione archeologica, le scoperte che fanno la storia, gli ultimi scavi e dialogo tra civiltà.
Un’altra novità assoluta inserita nel calendario della rassegna è la presentazione domenica 1 marzo del report realizzato dall’archeologa fiorentina Chiara Dezzi Bardeschi, responsabile Ufficio UNESCO in Ucraina dal 2022, che descrive le misure in atto per la difesa del patrimonio culturale ucraino nell’incontro Patrimonio sotto le bombe.
Di stretta attualità anche il tema proposto dall’incontro Archeolog-IA, dove si parlerà di come l’intelligenza artificiale può essere utile al mondo dell’archeologia e come sta trasformando metodi, strumenti e prospettive della ricerca sul passato.
TourismA ospita inoltre la terza edizione del premio GIST ACTA - Archeological & Cultural Tourism Award, attribuito dal Gruppo Italiano Stampa Turistica alle opere ed i progetti che intendono favorire il rispetto, la valorizzazione, la fruizione e la comunicazione dei beni culturali.
I temi legati al giornalismo e alla divulgazione culturale chiuderanno, domenica 1 marzo alle 16, l’edizione 2026 di TourismA in compagnia dello scrittore e autore televisivo Alberto Angela, che racconterà la sua ultima fatica editoriale edita da Mondadori e intitolata “Cesare. La conquista dell’eternità”.
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[post_content] => Potrebbe migliorare oggi la situazione voli da e per gli Stati Uniti, dopo che la tempesta di neve dei giorni scorsi sul Nord-est del Paese aveva costretto le compagnie aeree Usa a cancellare oltre 8.000 voli.
La tempesta ha ricoperto di neve diverse aree della regione, causando la chiusura di strade e la sospensione delle lezioni scolastiche. Provvedimenti successivi alla dichiarazione dello stato di emergenza in diversi stati degli Usa, tra cui Massachusetts, Connecticut, Delaware, New Jersey e Rhode Island.
Nella giornata di ieri a New York City sono state chiuse tutte le strade e i ponti al traffico non essenziale.
I principali vettori Usa avvisano che anche oggi, comunque, le condizioni di traffico rimarranno difficili: secondo i dati della società di analisi Cirium, ripresi da Reuters, nel tardo pomeriggio di oggi dovrebbe essere cancellato il 7% dei voli statunitensi, una quantità inferiore quindi rispetto al 19% di ieri, 23 febbraio.
Southwest Airlines ha dichiarato che il suo piano “è sulla buona strada per aumentare le operazioni domani, se le condizioni ci consentiranno di farlo in sicurezza”. La low cost con sede a Dallas ha cancellato circa il 7% dei voli lunedì. Si tratta di una percentuale inferiore rispetto ai concorrenti, dovuta alla limitata esposizione della compagnia nel nord-est.
American Airlines ha precisato di essere stata in grado di riprendere le operazioni all'aeroporto nazionale Reagan di Washington e a Philadelphia.
Delta e American hanno entrambe dichiarato di prevedere la ripresa delle operazioni agli aeroporti LaGuardia e Jfk di New York e a Boston nella tarda mattinata di oggi. Delta prevede anche di riprendere i voli da Newark, sempre oggi.
JetBlue è stata particolarmente colpita, cancellando circa l'80% dei voli a causa della tempesta di lunedì, secondo i dati di FlightAware. La compagnia aerea ha dichiarato di aver cancellato in totale 1.600 voli fino a mercoledì.
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[post_content] => Hanno preso il via a Palazzo Imperiale a Genova gli incontri, ideati come percorsi di avvicinamento e approfondimento alla mostra internazionale “Van Dyck l’Europeo", che sarà inaugurata il 20 marzo a Palazzo Ducale.
A curare questi incontri è Anna Orlando, storica dell’arte, specialista in pittura genovese e curatrice della mostra. Un’occasione unica per ascoltare il racconto della curatrice sul progetto della mostra, i temi, le opere, il contesto europeo e il rapporto di Van Dyck con l’Italia.
Dopo ogni incontro è in programma una cena degustazione con birra e tipicità delle Fiandre, nel contesto dei Saloni delle Feste di Palazzo Imperiale, uno dei più prestigiosi Palazzi dei Rolli e capolavoro dell’architettura genovese.
La mostra su Van Dyck l’Europeo non seguirà un percorso cronologico, ma tematico.
Sarà una mostra di caratura internazionale, costruita anche grazie al dialogo con studiosi di altri Paesi, proprio per evidenziare le caratteristiche di un artista che cambia, si adatta, si sintonizza con la città, la committenza, i diversi contesti.
Calendario degli incontri (ore 18.30):
* Giovedì 2 aprile – Van Dyck. Come nasce un ritratto
* Giovedì 23 aprile – Van Dyck in Italia. Nuove date, nuove tappe
* Giovedì 14 maggio – Van Dyck e il sacro
Quota a persona 38 euro.
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Trenitalia corre verso il futuro, che passa attraverso l'investimento da 2 miliardi di euro per garantirsi la leadership nell'Alta Velocità e ridisegnare i confini della mobilità nazionale.
Lo ha ribadito Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia, in occasione del Forum Masseria Winter Edition, confermando un piano che punta tutto su capacità, innovazione tecnologica e una sfida aperta alla concorrenza internazionale.
Fulcro dell’operazione è il potenziamento della flotta: entro il 2030, sui binari italiani e internazionali arriveranno 74 nuovi Frecciarossa 1000. Non si tratta solo di una questione numerica, ma di un rebranding profondo volto a consolidare il Frecciarossa come il «miglior treno d’Europa».
L'obiettivo dichiarato è duplice: aumentare la frequenza sulle direttrici più sollecitate e sostenere l'espansione transfrontaliera, offrendo il treno come reale alternativa strutturale ai voli aerei di medio raggio. «Il 2026 continua il piano di potenziamento della flotta di Trenitalia che ha nel Frecciarossa il suo prodotto e brand di successo», ha spiegato Strisciuglio, sottolineando come l’impiego di materiali riciclabili superi ormai il 95% della struttura dei convogli.
Il rinnovo non può chiaramente tralasciare il trasporto locale: grazie anche alle risorse del Pnrr, entro il 2027 la flotta regionale italiana sarà la più giovane del continente, con un’età media dei treni compresa tra i 5 e i 10 anni. Ad oggi, oltre l'80% dei mezzi regionali (più di 1.000 su un totale di 1.300) è già di ultima generazione. Parallelamente, il segmento Intercity vedrà l'ingresso di oltre 30 nuovi convogli basati su tecnologie ibride, elettriche e a batteria, fondamentali per garantire efficienza e sostenibilità anche sulle linee non ancora interamente elettrificate.
E ci sono novità anche per i servizio a bordo, dove spicca l'attenzione sulla qualità della connessione. Trenitalia ha già testato con successo una rete proprietaria 5G sulla tratta Torino-Milano, con ottime performance. Tuttavia, l'azienda non chiude le porte a soluzioni alternative per eliminare le zone d'ombra, inclusa la tecnologia satellitare. «Siamo attentissimi ovviamente al tema della connettività a bordo, stiamo studiando tante soluzioni», ha commentato l'ad in merito all'ipotesi di utilizzare Starlink, aggiungendo che l'obiettivo resta quello di rispondere a «uno degli aspetti più richiesti dalla nostra clientela».
Dal punto di vista economico, spiega una nota della società, questa imponente immissione di nuovi Frecciarossa 1000 risponde alla necessità di aumentare l’offerta e migliorare la saturazione delle tracce, sostenendo la crescita dei ricavi a parità di infrastruttura disponibile. In un mercato liberalizzato che ha visto esplodere la domanda, la strategia del Gruppo Fs mira a rafforzare il contributo dell’Alta Velocità alla redditività complessiva.
Le leve per migliorare il margine industriale includono la maggiore efficienza energetica, l'incremento del load factor e la riduzione dei costi operativi per posto/chilometro. In parallelo, il rinnovo della flotta regionale e Intercity contribuisce a ridurre il rischio legato all'obsolescenza dei mezzi, migliorando affidabilità e puntualità. Si tratta di un passaggio chiave non solo per difendere le quote di mercato rispetto ad aereo e auto, ma per confermare la mobilità ferroviaria come asse portante della transizione sostenibile nel medio periodo.
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CDSHotels chiude il 2025 con un fatturato superiore a 65 milioni di euro, un Ebitda al 13% e un RevPAR in incremento del 9% rispetto al 2024.
I primi riscontri sul 2026 confermano un mercato più orientato alla programmazione anticipata: il forecast delle prenotazioni già inserite segna un +37% rispetto alla stessa data del 2025, in linea con la dinamica di early booking già osservata lo scorso anno.
“Il 2025 ha consentito di centrare gli obiettivi economici prefissati, con un miglioramento dei principali indicatori e una maggiore propensione alla prenotazione anticipata. Il +37% registrato sul forecast 2026, rispetto alla stessa data del 2025, conferma la continuità del trend e offre da subito una base più ampia di prenotazioni già acquisite, utile per pianificare con maggiore precisione produzione, pricing e operatività” dichiara Ada Miraglia, direttore commerciale CDSHotels.
Nel 2025 il mercato italiano ha rappresentato il 55,5% del fatturato. In termini di prenotazioni, le regioni del Sud si confermano centrali: Puglia, Sicilia, Campania e Lazio occupano nell’ordine le prime posizioni, seguite dalla Lombardia.
La permanenza media si attesta a cinque notti e la componente di clientela abituale resta elevata.
Centro-Sud
“Il Centro-Sud mostra un profilo di domanda stabile, con soggiorni medi regolari e un’incidenza significativa di repeaters. Ne deriva una composizione della domanda più costante per provenienze e durata del soggiorno, con effetti positivi sulla continuità dei volumi durante la stagione”, aggiunge Ada Miraglia.
Accanto alla performance dell’alta stagione, nel 2025 risulta in aumento anche la domanda nei periodi di primavera e autunno, sostenuta da una maggiore presenza di clientela internazionale, che nel complesso ha inciso per il 45,5% del fatturato. Nello stesso perimetro, il segmento Mice evidenzia una crescita sensibile, con volumi raddoppiati rispetto alla stessa data dello scorso anno. Anche luglio e agosto risultano in progresso: +13% rispetto alla stessa data del 2025.
“L’ampliamento della domanda nei mesi di spalla al picco estivo è legato soprattutto all’incremento della componente estera, mentre il Mice sta contribuendo a rafforzare l’operatività su più periodi dell’anno. Il dato estivo, a sua volta, conferma un andamento positivo già in fase di prenotazione”, prosegue Ada Miraglia.
Nuove strutture
Il percorso di espansione del portafoglio di CDSHotels prosegue e il 2026 vedrà l’ingresso di tre nuove strutture: Baglio Basile, a Marsala, che entrerà nella Hotel Collection, con apertura il 26 marzo; Delfino Beach, villaggio All Inclusive, sulla spiaggia di Marsala, con apertura prevista per il 30 maggio; Ninfe Saracene, 4 stelle superior nella Hotel Collection, in apertura per Pasqua, si trova invece a Le Castella–Isola di Capo Rizzuto, in Calabria.
CDSHotels è, inoltre, in trattativa per due strutture in Puglia e una in Calabria, con l’obiettivo di arrivare alla concretizzazione delle operazioni nel 2027.
“L’evoluzione dell’offerta prosegue con interventi mirati nel Centro-Sud e con aperture già calendarizzate, coerenti con il posizionamento e con le dinamiche di domanda registrate negli ultimi due anni”, conclude Ada Miraglia.
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[post_content] => Con il numero di visitatori previsto in crescita fino a livelli record nel 2026, molte località europee stanno pianificando o hanno già introdotto tasse turistiche per compensare l’impatto. Queste tariffe extra vengono spesso trascurate quando si programma un viaggio, ma possono sommarsi rapidamente.
Ecco un riepilogo completo di tutte le tasse turistiche di cui i viaggiatori dovrebbero essere a conoscenza in Europa quest’anno.
La tassa per i visitatori giornalieri di Venezia torna nel 2026
Il consiglio comunale di Venezia ha confermato che la tassa per i visitatori giornalieri, introdotta nell’estate 2024, tornerà ancora nel 2026. Quest’anno, il numero di giorni in cui la tassa sarà applicata è stato esteso a 60, rispetto ai 54 del 2025. Sono previste numerose esenzioni: non devono pagare la tassa i residenti, i visitatori nati a Venezia, studenti e lavoratori, così come i turisti che hanno prenotazioni in hotel o altre sistemazioni.
I visitatori possono “prenotare” il loro giorno a Venezia su una piattaforma dedicata. La tariffa è di 5 €, che raddoppia a 10 € per i turisti che non effettuano la prenotazione almeno quattro giorni prima.
Bucarest introduce una tassa fissa per l’alloggio
Nel 2026, i turisti che soggiorneranno negli alloggi a Bucarest dovranno pagare 10 lei rumeni (circa 2 €) a notte. A differenza di molte altre città, la tassa non varia in base al prezzo dell’alloggio.
L’imposta sarà raccolta dai fornitori di alloggi, dalle piattaforme di prenotazione online come Airbnb e Booking.com, o dalle agenzie di viaggio.
Secondo i media locali, il mancato pagamento può comportare multe fino a 1.500 lei (circa 294 €) per le persone fisiche o 4.000 lei (circa 785 €) per le imprese. I visitatori giornalieri dovranno pagare la tassa dal venerdì alla domenica nei mesi di aprile, maggio, giugno e luglio.
La Norvegia approva una tassa turistica
La Norvegia ha approvato una nuova tassa che permette ai comuni di introdurre un’aliquota del 3% sui soggiorni notturni nelle “aree particolarmente interessate dal turismo”.
La legge consente alle autorità locali di applicare la tassa a loro discrezione, quindi alcune destinazioni potrebbero scegliere di non farlo. La tariffa sarà aggiunta ai costi dell’alloggio, esclusi tende e roulotte.
Tenerife introduce un’eco-tassa per escursionisti
I turisti dovranno pagare un’“eco-tassa” per percorrere i sentieri più popolari del Parco Nazionale del Teide a Tenerife nel 2026. Il parco, che comprende il vulcano Teide-Pico Viejo, è il sito naturale più visitato delle isole. La tassa è fissata a un massimo di 25 € a persona. Alcuni sentieri prevedono tariffe differenti.
Un’escursione non guidata sul sentiero verso la cima del vulcano (il percorso “Telesforo Bravo”) costa 15 €, mentre una visita guidata costa 10 €.
L’escursione Montaña Blanca-Rambleta costa 6 € nei giorni feriali e 10 € nei fine settimana e nei giorni festivi.
I residenti di Tenerife e i bambini sotto i 14 anni entrano gratuitamente, e i residenti delle Canarie hanno accesso a tariffa ridotta.
Milano aumenta la tassa turistica per il 2026
All’inizio dell’anno, Milano ha aumentato la tassa turistica per finanziare le infrastrutture legate ai Giochi Olimpici Invernali. L’incremento si applica solo nel 2026 e solo agli alloggi situati entro 30 km dai siti olimpici.
Bruxelles aumenta la tassa turistica
Da gennaio 2026, la tassa turistica esistente a Bruxelles aumenta di 1 € a notte, portando la tariffa per i soggiorni in hotel a 5 € a notte e 4 € per alloggi privati e campeggi.
La tassa si applica a ogni unità di alloggio, definita come “una camera da letto o uno spazio organizzato per dormire”.
Barcellona aumenta la tassa cittadina
La tassa cittadina di Barcellona aumenterà a 5 € ad aprile 2026. Lo scorso anno, il consiglio comunale aveva approvato un piano per aumentare la tassa di 1 € all’anno fino a raggiungere 8 € nel 2029.
I visitatori della città spagnola devono inoltre pagare la tassa regionale catalana, che è anch’essa in aumento.
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[post_content] => Sun PhuQuoc Airways ha siglato un ordine con Boeing per un massimo di 40 B787 Dreamliner: la compagnia aerea con sede in Vietnam utilizzerà gli aeromobili a lungo raggio per costruire la propria flotta widebody e collegare i viaggiatori internazionali direttamente al proprio hub presso l'aeroporto internazionale di Phu Quoc.
L'accordo posiziona il Boeing 787-9 come colonna portante delle future operazioni a lungo raggio della compagnia aerea, consentendo rotte non-stop che collegano Phu Quoc con le principali città di Asia, Europa e Nord America.
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[post_content] => L'aeroporto di Perugia guarda alla stagione estiva con un operativo composto da 17 rotte, per circa 580.000 posti disponibili.
La stagione 2026, che decollerà il prossimo 29 marzo, «prevede la conferma delle dieci rotte operate da Ryanair: quattro collegamenti domestici verso Cagliari, Catania, Palermo e Brindisi (quest’ultima operativa dal 3 giugno al 30 settembre) e sei internazionali verso Londra Stansted, Bruxelles Charleroi, Cracovia, Barcellona, Malta e Bucarest» si legge da una nota della società di gestione dello scalo dell'Umbria.
E ancora: «Previsti incrementi di frequenza sulle rotte più richieste: Londra Stansted sarà operata con otto voli settimanali (collegamenti giornalieri e doppio volo la domenica), Catania fino a sette frequenze settimanali, Bruxelles fino a cinque, Barcellona fino a tre e Brindisi con tre voli settimanali».
Per la summer 2026 «British Airways opererà sulla rotta Perugia-Londra Heathrow con fino a quattro voli settimanali; Wizz Air conferma il collegamento giornaliero da e per Tirana; Transavia opererà i voli da e per Rotterdam con fino a tre frequenze settimanali. Aeroitalia conferma i voli da e per Olbia e Lamezia Terme, operativi tra metà giugno e metà settembre con due frequenze settimanali, mentre Hello Fly opererà le rotte su Lampedusa e Pantelleria con collegamenti settimanali».
Intanto, il 2026 è cominciato col segno più: gennaio ha già segnato un nuovo primato mensile con 23.309 passeggeri, +14% rispetto allo stesso mese del 2025, mentre i movimenti aerei sono aumentati del 4%.
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[post_content] => La Stamperia Benedetti di Pescia (Pistoia) è la più antica stamperia della Toscana ed una delle più antiche d’Italia. Un luogo magico, ricco di storia e a disposizione per visite guidate esperienziali grazie ai proprietari, i fratelli Roberta e Rudi Necciari.
La visita guidata è un tour incredibile che comincia idealmente nel 1485. All’ingresso una scritta sulle pareti ricorda che nella Stamperia Francesco Cenni, tipografo fiorentino, stampava il 28 febbraio 1485 “La confessione di San Bernardino da Siena”, il primo libro stampato in città. Rapportando questo evento alla data dell’invenzione di Gutenberg, è facile comprendere quanto Pescia fosse sorprendentemente al passo con i tempi nell’arte della stampa.
«Sul territorio esistiamo da sempre – spiega Rudi Necciari - A Pescia fino agli anni 70 c’erano 5 tipografie ed oggi siamo gli unici. Con l’avvento del pc tante tipografie si trasformarono in stamperie per i moduli continui. Siamo rimasti legati alla stampa tradizionale nel senso che abbiamo mantenuto l’ancoraggio alla storia della stamperia, aprendo le porte ai turisti italiani e stranieri per raccontare come siamo arrivati ad oggi».
Nella stamperia lavorò Artidoro Benedetti, che cominciò la professione all’età di undici anni.Il suo laboratorio divenne un luogo d’incontro per pittori, poeti, musicisti e artisti, grazie a lui la stampa incontrò l’arte. Tanto per accennarne qualcuno, Lorenzo Viani, che veniva di persona a vedere come Artidoro stampava le sue xilografie al torchio, diceva che ogni minimo segno sul legno era musica stampata da Artidoro; il D’Annunzio volle che venisse stampato il suo libro “Lettera al legionario Alceste De Ambris” con xilografie dell’amico Viani, su carta Magnani da Artidoro Benedetti di Pescia.
Gino Necciari entrò alle dipendenze di Artidoro nel 1940, e nel 1967 riuscì a coronare il suo sogno rilevando la stamperia da dipendente a titolare e mantenendo il nome del maestro, Stampeia “Benedetti” di Gino Necciari, e raccogliendo l’eredità del dialogo mai interrotto con gli artisti. Dopo la morte di Gino Necciari, nel 2025, la stamperia passò nelle mani dei figli Rudi e Roberta.
Nel 2019 i fratelli Necciari hanno dato vita ad un Centro Culturale: un’idea che rappresenta un forte aggancio con la storia. In tempi attuali in cui sembra che il vecchio non valga più niente, questi aspetti acquisiscono sempre più valore.
Oggi la stamperia accoglie scuole, piccoli gruppi, individuali, dall’Italia e dall’estero. Si tratta in prevalenza di visitatori che arrivano in Toscana e poi scoprono la Stamperia.
«La visita guidata semplice dura un’ora e mezza (max 20 persone) – aggiunge Necciari - e la visita esperienziale è più lunga (2 ore e 30): se i gruppi sono più numerosi, li dividiamo. Per comporre e stampare ci vuole un’esperienza di almeno un giorno. Le visite sono solo su prenotazione».
I fratelli Necciari puntano ad avviare accordi con t.o. ed agenzie di viaggio.
«Siamo aperti alle forme di collaborazione – sottolinea Necciari - che ci vedono allineati sui valori della diffusione e tutela del patrimonio storico, artistico e culturale : questa è la mission della nostra associazione. Il territorio in generale dovrebbe essere valorizzato maggiormente: Pescia è molto ricca dal punto di vista storico e culturale. All’interno della Stamperia ospitiamo incontri, presentazioni di libri, corsi di scrittura creativa e calligrafia, mostre di pittori e fotografi».
Tutti i visitatori rimangono incantati di fronte a macchinari della stamperia ma sono soprattutto i giovani a restare colpiti dal fascino dei grandi macchinari. «In piena era digitale – conclude Rudi Necciari - quando tutto faceva pensare che l’arte tipografica fosse ormai perduta nei tempi, la scelta di Steve Jobs di utilizzare gli stessi caratteri già in uso in tipografia ha riunito due ere, rendendole vicine come mai nessuno avrebbe pensato, decretando un nuovo inizio». Per questo la Stamperia resta a tutti gli effetti un luogo affascinate e vivo.
Maria Carniglia
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Siamo rimasti legati alla stampa tradizionale nel senso che abbiamo mantenuto l’ancoraggio alla storia della stamperia, aprendo le porte ai turisti italiani e stranieri per raccontare come siamo arrivati ad oggi».\r\n\r\nNella stamperia lavorò Artidoro Benedetti, che cominciò la professione all’età di undici anni.Il suo laboratorio divenne un luogo d’incontro per pittori, poeti, musicisti e artisti, grazie a lui la stampa incontrò l’arte. Tanto per accennarne qualcuno, Lorenzo Viani, che veniva di persona a vedere come Artidoro stampava le sue xilografie al torchio, diceva che ogni minimo segno sul legno era musica stampata da Artidoro; il D’Annunzio volle che venisse stampato il suo libro “Lettera al legionario Alceste De Ambris” con xilografie dell’amico Viani, su carta Magnani da Artidoro Benedetti di Pescia.\r\n\r\nGino Necciari entrò alle dipendenze di Artidoro nel 1940, e nel 1967 riuscì a coronare il suo sogno rilevando la stamperia da dipendente a titolare e mantenendo il nome del maestro, Stampeia “Benedetti” di Gino Necciari, e raccogliendo l’eredità del dialogo mai interrotto con gli artisti. Dopo la morte di Gino Necciari, nel 2025, la stamperia passò nelle mani dei figli Rudi e Roberta.\r\n\r\nNel 2019 i fratelli Necciari hanno dato vita ad un Centro Culturale: un’idea che rappresenta un forte aggancio con la storia. In tempi attuali in cui sembra che il vecchio non valga più niente, questi aspetti acquisiscono sempre più valore.\r\n\r\nOggi la stamperia accoglie scuole, piccoli gruppi, individuali, dall’Italia e dall’estero. Si tratta in prevalenza di visitatori che arrivano in Toscana e poi scoprono la Stamperia.\r\n\r\n«La visita guidata semplice dura un’ora e mezza (max 20 persone) – aggiunge Necciari - e la visita esperienziale è più lunga (2 ore e 30): se i gruppi sono più numerosi, li dividiamo. Per comporre e stampare ci vuole un’esperienza di almeno un giorno. Le visite sono solo su prenotazione».\r\n\r\nI fratelli Necciari puntano ad avviare accordi con t.o. ed agenzie di viaggio.\r\n\r\n«Siamo aperti alle forme di collaborazione – sottolinea Necciari - che ci vedono allineati sui valori della diffusione e tutela del patrimonio storico, artistico e culturale : questa è la mission della nostra associazione. Il territorio in generale dovrebbe essere valorizzato maggiormente: Pescia è molto ricca dal punto di vista storico e culturale. All’interno della Stamperia ospitiamo incontri, presentazioni di libri, corsi di scrittura creativa e calligrafia, mostre di pittori e fotografi».\r\n\r\nTutti i visitatori rimangono incantati di fronte a macchinari della stamperia ma sono soprattutto i giovani a restare colpiti dal fascino dei grandi macchinari. «In piena era digitale – conclude Rudi Necciari - quando tutto faceva pensare che l’arte tipografica fosse ormai perduta nei tempi, la scelta di Steve Jobs di utilizzare gli stessi caratteri già in uso in tipografia ha riunito due ere, rendendole vicine come mai nessuno avrebbe pensato, decretando un nuovo inizio». Per questo la Stamperia resta a tutti gli effetti un luogo affascinate e vivo.\r\n\r\n \r\n\r\nMaria Carniglia\r\n\r\n \r\n\r\n ","post_title":"Stamperia Benedetti, visite guidate a Pescia per scoprire una delle più antiche stamperie d’Italia","post_date":"2026-02-23T09:05:31+00:00","category":["incoming"],"category_name":["Incoming"],"post_tag":[]},"sort":[1771837531000]}]}}