20 June 2021

Tirrenia – Cin: decisione rinviata al 24 maggio. Governo in campo

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Tirrenia GnvTutto rimandato al 24 maggio. E’ questa la decisione dei giudici della sezione fallimentare del tribunale di Milano, che si prende ancora un po’ di tempo per decidere sull’istanza di fallimento presentata dal pubblico ministero Roberto Fontana nei confronti di Cin – Tirrenia del gruppo Onorato. C’è ancora tempo per trovare un accordo di ristrutturazione, anche se la situazione, già complicata di suo, si ingarbuglia ulteriormente, mentre il rischio di insolvenza continua ad aleggiare all’orizzonte.

Stando a una nota dei commissari di Tirrenia in Amministrazione Straordinaria riportata dall’Ansa, il ministero dello Sviluppo economico avrebbe infatti autorizzato alla stipulazione dell’accordo di ristrutturazione con Cin nella versione sottoposta dagli stessi commissari, ma i rappresentanti del gruppo Onorato avrebbero respinto tale documento, presentando una controproposta, “con clausole inaccettabili per l’amministrazione straordinaria”.

Parole, quelle dei commissari, immediatamente contestate da Cin, che ha chiesto per parte sua la costituzione di un tavolo interministeriale pensato per “mediare e accompagnare la definizione dell’accordo con Tirrenia A.S. fattibile giuridicamente ed economicamente. Senza l’accordo di ristrutturazione di Cin – ribadisce quindi la nota della compagnia parte del Gruppo Onorato Armatori – Tirrenia in A.S. recupererebbe forse fra il 10% ed il 19% del proprio credito di 180 milioni di euro. E ciò neppure subito, ma fra diversi anni e senza alcuna garanzia. La nostra offerta, accettata dai commissari di Tirrenia in A.S. e supportata dall’intervento del gruppo Europa Investimenti, con un impegno di 63 milioni di euro, prevede il pagamento di 23 milioni di euro subito, di 20 milioni di euro nel corso del piano e di altri 101 milioni di euro entro il 2025, garantiti da ipoteche sulle navi, per un totale pari all’80% del credito, ovvero 144 milioni di euro. A quanto ci scrivono i commissari il ministro del Mise, Giancarlo Giorgetti, avrebbe autorizzato l’accordo subordinatamente al rispetto di talune condizioni, alcune delle quali risultano ostative al rilascio dell’attestazione, oltre che alla firma finale dell’accordo stesso, perché evidenziano profili di palese illegalità esponendo Tirrenia in AS, Cin e l’investitore a rischio di commettere reati di bancarotta. Non possiamo credere che, dopo aver raggiunto un accordo su un rimborso pari all’80% del credito con garanzie reali sulle navi, ampiamente capienti, il Mise abbia posto condizioni di questa gravità, che non renderebbero possibile l’omologa del piano di risanamento da parte del
tribunale di Milano. Siamo certi della buona fede del Mise e confidiamo in un suo immediato intervento risolutore considerato che in gioco c’è il futuro di 6 mila famiglie e anche il credito di Tirrenia in A.S. L’accordo è pronto per la firma”.




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