19 maggio 2025 11:00
Chiclayo sotto i riflettori di PromPerù: il capoluogo della Regione di Lambayeque, nel nord del paese, acquista infatti un nuovo significato grazie al legame profondo con Papa Leone XIV.
Nota per la sua accoglienza calorosa – è soprannominata “Città dell’Amicizia” – e per la fede radicata della sua gente, la città è un luogo da scoprire come destinazione autentica, dove la dimensione spirituale si fonde con una cultura millenaria, una natura sorprendente e una cucina che parla al cuore.
Ecco allora la maestosa Cattedrale Santa Maria, con le sue colonne doriche e i capitelli corinzi, si erge come simbolo di fede e storia. La sua facciata elegante, che incornicia la Plaza de Armas, cuore pulsante della città, è il luogo dove Papa Leone XIV ha condiviso momenti di grande significato con la sua comunità.
Tra i luoghi di maggiore devozione nei dintorni di Chiclayo, spicca il santuario della Santísima Cruz de Motupe, situato sul Cerro Chalpón: nato dal ritrovamento miracoloso di una croce di legno alla fine dell’Ottocento, è oggi meta di una delle più importanti peregrinazioni religiose del Perù. A pochi chilometri dalla città, anche le testimonianze delle antiche civiltà Moche e Sicán raccontano un passato straordinario. A Huaca Rajada, a 35 chilometri da Chiclayo nel deserto di Batán Grande, si trova l’area di scavo dove venne portata alla luce la tomba del Signore di Sipán, importante reggente di epoca Moche.
Le Piramidi di Túcume, con le loro 26 strutture di adobe, si ergono imponenti, testimoniando la grandezza delle culture Sicán e Inca. Nel vicino Bosque de Pomac, altre necropoli della civiltà Sicán svelano i segreti di un popolo antico, custoditi nel Museo Sicán. Lungo la costa, i templi piramidali di Chotuna-Chornancap, legati alle leggende del popolo Moche, completano il quadro di una destinazione che offre uno spaccato unico della storia preincaica. Chiclayo e i suoi dintorni, inoltre, fanno parte della leggendaria Ruta Moche, un viaggio nel tempo che collega la storia del Perù alle sue meraviglie archeologiche.
Da non sottovalutare l’offerta gastronomica, che fonde sapori ancestrali e influenze coloniali. A pochi passi dal centro, il Mercado Modelo è un intreccio di bancarelle dove si mescolano spezie, prodotti locali, tessuti variopinti e manufatti artigianali. In estate, Chiclayo si anima con feste popolari: la musica, le danze tradizionali come la marinera e i sapori della cucina locale si uniscono in un’esperienza emozionante.
A breve distanza da Chiclayo si trovano spiagge di sabbia fine e acque tiepide. Pimentel è la meta balneare più celebre, a soli 11 km dal centro di Chiclayo, mentre la Caleta di Santa Rosa, baia di pescatori a 20 km dalla città, dove ancora oggi i pescatori artigianali solcano le onde a bordo dei tradizionali “caballitos de totora” – le tipiche imbarcazioni in totora che si muovono agili e leggere sulla superficie del mare.
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[post_content] => Facciamo un po' di ordine sui paesi europei con maggior numero di turisti. Il nostro ministero del turismo sta facendo, giustamente, una campagna per mettere in evidenza i numeri italiani, ma la realtà qual è?
Francia
Allora la Francia parte da una posizione di assoluto rilievo. Nel 2025 aveva raggiunto quota 102 milioni di turisti internazionali, superando ancora una volta tutte le altre destinazioni mondiali. Anche nel 2026 i primi dati indicano una situazione positiva: nei primi mesi dell'anno gli arrivi internazionali in Francia sono cresciuti di circa il 5%, secondo i dati raccolti dalla European Travel Commission.
Spagna
La vera sfidante della Francia è però la Spagna. Il Paese aveva già raggiunto nel 2025 il record di 97 milioni di turisti stranieri, con una crescita del 3,5% rispetto all'anno precedente. Nel 2026 la crescita è proseguita. Nei primi cinque mesi dell'anno sono arrivati 36,8 milioni di visitatori internazionali, circa il 5% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Mantenendo questo andamento, la Spagna potrebbe arrivare a circa 101,6 milioni di turisti stranieri entro la fine dell'anno.
Italia
Anche l'Italia continua a essere tra le grandi protagoniste del turismo europeo. Nel 2025 il nostro Paese aveva registrato circa 60,6 milioni di turisti internazionali, collocandosi dietro Francia e Spagna tra le principali destinazioni mondiali.
Il 2026 è iniziato con numeri incoraggianti. Nel primo semestre gli arrivi turistici complessivi sono aumentati del 4,43% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre gli arrivi dall'estero sono cresciuti del 6,45%.
L'Italia può inoltre contare su una domanda particolarmente forte per la stagione estiva: secondo i dati sulle prenotazioni delle strutture ricettive online, il tasso di saturazione estivo ha raggiunto il 51,2%, davanti a Spagna, al 42,8%, e Francia, al 32,9%.
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[post_content] => Nuova proposta di escursione lungo l'itinerario del Trenino Verde delle Alpi: è quella sullo Stockhorn, nell'Oberland Bernese, una vetta alpina che è essa stessa meta di una natura incontaminata e sorprendente.
Lo Stockhorn si raggiunge scendendo dal Trenino Verde delle Alpi a Spiez per poi prendere un treno regionale diretto a Erlenbach im Simmental, da dove si sale in funivia dopo un percorso a piedi attraverso il paese.
Il biglietto per l'escursione sullo Stockhorn al prezzo di 49 franchi (circa 52 euro), pensato per integrarsi con il viaggio sul Trenino Verde delle Alpi, è acquistabile da oggi, 15 settembre, sul sito della Bls ed è valido esclusivamente in combinazione con la carta giornaliera oppure la carta 2 giorni Trenino Verde Bls.
Acquistando la combinazione Carta giornaliera + Stockhorn al prezzo di 113 franchi (circa 121 euro) oppure la Carta 2 giorni + Stockhorn al prezzo 121 franchi (circa 130 euro) si risparmia fino al 35% circa rispetto al prezzo del biglietto di percorso da Domodossola allo Stockhorn e ritorno.
A quasi 2.200 metri di quota, lo Stockhorn è ideale per escursioni di ogni livello e passeggiate panoramiche immerse nel silenzio alpino. Dalla vertiginosa piattaforma panoramica sulla parete nord, lo sguardo abbraccia il luccicare del lago di Thun, il massiccio del Giura e, se le condizioni meteo sono particolarmente favorevoli, addirittura la Foresta Nera. Basta però spostarsi sul versante sud, poco sotto la vetta, perché il paesaggio cambi volto: qui si svela il suggestivo e più nascosto lago di Hinterstocken, incastonato tra le rocce come una piccola gemma alpina.
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[post_content] => Il governo britannico valuta la possibilità di insignire i sindaci inglesi del potere di introdurre una tassa sui pernottamenti dei turisti. Nello specifico, ai leader locali sarebbe consentito applicare una tassa turistica senza limiti massimi, calcolata in percentuale sul costo di hotel, bed and breakfast e altre tipologie di alloggio, anziché come importo forfettario.
Secondo quanto riferisce Bbc, i rappresentanti del settore ricettivo hanno già avvertito che l'iniziativa potrebbe creare problemi al turismo domestico in Inghilterra e in primis a risentirne sarebbero le famiglie.
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Niente di nuovo sotto il sole. Al termine del periodo estivo, la situazione internazionale continua a pesare sui bilanci dei tour operator e a ridisegnare la mappa del mondo dei viaggi su basi nuove. Lo confermano i trend evidenziati dal ceo di Mappamondo, Andrea Mele, che sottolinea innanzitutto la crescita dei numeri sull’America Latina. «Brasile e Perù in particolare hanno registrato volumi record, con un incremento vicino al 45%. Inutile negare che parte di questo exploit rappresenti un naturale “travaso” da altre destinazioni che ancora sono in difficoltà a causa degli eventi internazionali».
Al contrario, le mete orientali, Indonesia in primis ma anche Tailandia, hanno risentito della situazione, portando il t.o. a prevedere una chiusura d’anno globalmente in flessione del 20% circa rispetto ai numeri – fatturato e passeggeri totali – registrati nel 2025. «La crescita sull’America Latina e sull’Africa – aggiunge il manager – fa da contraltare all’azzeramento pressoché totale delle partenze per gli Emirati Arabi e al forte calo dell’Indonesia e, in misura più contenuta, della Thailandia».
Se questa è la situazione attuale, le premesse sono simili anche per il periodo di Natale e Capodanno. «Al momento, a pari data le prenotazioni si stanno muovendo su valori simili a quelli del 2025. Un dato comunque positivo, considerando che attualmente il booking su Dubai e Oman è a zero e che al contrario ci sono diverse mete, come Messico o Giappone, che si stanno muovendo bene. Il problema è che fino a quando non si avrà una soluzione certa del conflitto mediorientale, i viaggiatori non sceglieranno quell’area del mondo, anche per un semplice transito verso Oriente». Da qui il forte calo patito dall’Indonesia, che non offre collegamenti diretti al contrario di altre destinazioni.
E Shiruq? «In questo caso il discorso è differente, trattandosi di un t.o. che confeziona viaggi sartoriali per piccoli numeri. Positivo il riscontro sulle mete programmate, a cominciare a Mongolia, Uzbekistan, Algeria, Senegal o Cambogia».
Il nodo clima
Un altro tema di riflessione è quello relativo al cambiamento climatico. «Stiamo assistendo a una fase serissima e gravissima – spiega Mele – in cui eventi catastrofici si susseguono in diverse parti del mondo. Quest’anno abbiamo avuto disastri in Colombia, in Indonesia, in Nepal, al Grand Canyon negli Usa… Una serie di tragedie a ripetizione in diverse aree del mondo, che impongono una seria riflessione sul futuro».
Quanto ai prezzi, «il picco del costo carburante è ormai superato e, fatta eccezione per l’altissima stagione, i prezzi dei pacchetti si sono assestati. Per il Capodanno rimane il solito problema, con costi alle stelle che frenano le prenotazioni inducendo i clienti ad aspettare sotto data».
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[post_content] => Il Cresta Palace Celerina punta su settembre e ottobre, con l’Italia al 20% della clientela e nuovi mercati internazionali. A meno di tre ore da Milano, immerso nel paesaggio alpino dell’Engadina, il Cresta Palace Celerina continua a rappresentare un punto di riferimento per il turismo montano quattro stagioni. Dopo un'estate positiva, l’obiettivo ora è rafforzare la domanda nei mesi di settembre e ottobre. È la strategia del Cresta Palace di Celerina, che nei mesi di luglio e agosto ha registrato un’occupazione dell’81% e punta adesso alla crescita della stagione autunnale. «La nostra priorità è far crescere l’occupazione», spiega il general manager Bardhyl Coli, sottolineando il potenziale di un periodo particolarmente interessante anche per i colori dell’autunno.
Il mercato del Cresta Palace è fortemente internazionale. Tra i principali bacini figurano Svizzera, Italia, Germania e Stati Uniti, mentre tra i mercati sui quali la struttura intende lavorare maggiormente nei periodi di spalla ci sono Regno Unito, Brasile, Paesi del Golfo e Turchia. «Vogliamo concentrarci su sette-otto mercati», spiega Coli, distinguendo tra i quattro principali e quelli con maggiori potenzialità nei mesi meno affollati.
L’Italia rappresenta circa il 20% della clientela e proviene soprattutto da Milano, dal lago di Como e da Torino. Un mercato caratterizzato anche da una forte fidelizzazione: circa il 50% degli ospiti è infatti rappresentato da repeaters, con alcune famiglie italiane che frequentano il Cresta Palace da 40 o 50 anni. La permanenza media è di circa due giorni e mezzo in estate e sale a tre giorni e mezzo-quattro in inverno.
«In inverno c'è l'area sulla neve e i bambini possono raggiungere in pochi metri gli spazi dove fare attività e allenarsi, mentre i genitori possono salire in montagna e poi ritrovarsi qui. Questo rende il nostro hotel molto apprezzato dalle famiglie». Durante l'estate l'hotel dispone anche di una palestra e di un'area fitness outdoor. In inverno, invece, la vicinanza all'area sciistica di Marguns e agli spazi dedicati ai bambini rende la struttura adatta alle famiglie.
A rendere particolarmente interessante la posizione è anche la vicinanza ai collegamenti locali: la fermata dell'autobus si trova a pochi passi e permette di raggiungere St. Moritz in circa tre minuti e mezzo.
La strategia passa anche dall’ampliamento dell’offerta nei periodi di spalla. Sport e attività outdoor sono tra gli strumenti individuati per attrarre clientela in settembre e ottobre, attraverso iniziative dedicate alla corsa, allenamenti e attività con trainer. A questi si aggiungono la proposta gastronomica e i tre ristoranti dell’hotel, con cucina italiana, asiatica e turca. «Gli ospiti apprezzano la possibilità di restare in hotel dopo una giornata di sport, utilizzare la spa e scegliere tra diversi ristoranti», racconta Coli.
Offerta rinnovata
Il prodotto è stato intanto rinnovato: tutte le 90 camere sono state oggetto di interventi di restyling, mentre per la prossima primavera è previsto un aggiornamento dell’area bar nella zona Jugendstil. In prospettiva c’è in progetto anche un ampliamento della spa, con nuovi spazi per trattamenti, piscina outdoor e attività dedicate allo sport e al recupero. I ristoranti e la spa sono inoltre accessibili anche agli ospiti esterni, intercettando una domanda proveniente non soltanto da Celerina ma anche dalle località vicine, dove sono presenti numerose seconde case.
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Accanto alla clientela abituale, il Cresta Palace sta osservando anche la crescita di un ospite che cerca un soggiorno sempre più personalizzato. Coli parla di "boutique travelers": clienti che arrivano con richieste specifiche e desiderano costruire insieme all'hotel un programma su misura. «Sono ospiti che vogliono sempre un trattamento speciale. Ci dicono cosa vorrebbero fare e noi costruiamo per loro un soggiorno: una giornata a cavallo, una bella fondue, un'esperienza particolare. È proprio questo il tipo di personalizzazione che cerchiamo di offrire». È una modalità di fruizione che convive con una clientela molto fidelizzata: circa il 50% degli ospiti torna regolarmente e alcune famiglie italiane frequentano l'Engadina da decenni.
(Enzo Scudieri)
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[post_content] => Si chiama Sita Border Flow Lane la nuova soluzione per la gestione dei controlli che trasforma il modello basato su fermata e verifica documentale in un’esperienza fondata sui dati, sulla pre-autorizzazione e sul passaggio fluido dei viaggiatori.
Invece di fermarsi a un gate, a un chiosco o a un posto di controllo per esibire il passaporto, i viaggiatori vengono verificati prima della partenza e all’arrivo, mentre attraversano l’area immigrazione.
L'ultima novità firmata Sita rappresenta l’ultima innovazione nata da decenni di esperienza nel supportare i governi attraverso l’utilizzo anticipato di dati e informazioni di qualità sui passeggeri lungo tutto il percorso di viaggio. La soluzione valorizza anni di progressi nella gestione digitale delle frontiere, favorendo un nuovo modello operativo in cui le decisioni relative ai controlli vengono prese sempre più spesso prima dell’arrivo, rendendo le soste fisiche l’eccezione e non più la regola.
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“L’industria dell’aviazione non può continuare a risolvere ogni problema di capacità costruendo nuove infrastrutture - ha dichiarato Pedro Alves, senior vice president Borders di Sita -. Il flusso di viaggiatori cambia costantemente, ma le infrastrutture aeroportuali no. L’opportunità consiste nel prendere decisioni migliori prima che i viaggiatori arrivino, consentendo a quelli già verificati di continuare il loro percorso e aumentando così la capacità attraverso un uso più efficiente delle infrastrutture esistenti. Fermarsi diventa l’eccezione, non la regola.”
Per gli agenti di frontiera, questo cambia il modo in cui viene impiegato il loro tempo. Oltre il 75% dei viaggiatori può essere autorizzato già prima della partenza, permettendo agli operatori di dedicarsi ai casi più importanti che richiedono verifiche approfondite. Gli agenti mantengono comunque la possibilità di fermare chiunque in qualsiasi momento, disponendo però di un quadro più completo sull’identità delle persone in arrivo e sulle motivazioni del viaggio.
Per aeroporti e autorità di frontiera, la capacità aumenta in modo diverso. Ogni viaggiatore che continua il proprio percorso senza fermarsi libera lo spazio per quello successivo. In questo modo, un numero maggiore di persone può transitare nelle aree immigrazione esistenti, riducendo la pressione sulle infrastrutture e consentendo agli aeroporti di gestire la crescita del traffico senza necessità di ampliare gli spazi disponibili.
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[post_content] => Novità in casa Going, che presenta un catalogo che contiene 128 “racconti” per guardare il mondo con occhi nuovi. Nel segno della Going Stylosophy, la filosofia del progetto su misura, ogni itinerario nasce dall’armonia di elementi scelti con cura, perché ogni dettaglio contribuisca a definire l’esperienza, che si tratti di una fuga a due, di una festa in famiglia o di un’avventura in solitaria.
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Dal Mediterraneo alle isole del Pacifico, dall’Oriente alle Americhe, dall’Oceania al continente africano, la geografia si amplia e tra le novità include una inedita Corea del Sud in treno, con il cuore a Seoul e la cultura K-Pop che diventa un linguaggio globale. E ancora, un tour nelle isole di Komodo, alternando snorkeling con le tartarughe e trekking con i ranger per avvistare i grandi varani di Rinca. Una full immersion agli antipodi tra natura, avventura e navigazione, con conclusione in una Bali che non delude mai, proprio grazie alla migliore accoglienza alberghiera scelta da Going.
Infine, la Cina entra nei programmi con due tour per esprimere tutta la sua poliedricità, tra patrimonio millenario e paesaggi naturali ispiratori di mondi alieni.
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L’anima del volume è l’esclusiva sezione Going Lifestyle, dove il tour operator concentra l’attenzione sull’accoglienza di charme e di raffinata armonia con il paesaggio. Sei i prodotti da concedersi “once in a lifetime” e l’impegno rivolto a considerare l’ambiente una “dimora” da preservare.
Ad Aruba, il Bucuti & Tara Beach Resort porta il lusso sostenibile sulla tranquilla Eagle Beach. Nell’isola di Koh Rong, in Cambogia, il The Royal Sands è un villaggio di sole ville di design affacciato su 550 metri di spiaggia bianca. Sul motu di Tautau, in Polinesia francese, il Le Taha’a by Pearl Resorts interpreta il comfort attraverso il rapporto diretto con la laguna. Negli Stati Uniti, Under Canvas propone un glamping sofisticato nelle grandi aree naturali del Paese. Alle Maldive, Nika Island Resort & Spa punta sulla privacy: molte ville sulla spiaggia dispongono di un proprio tratto di sabbia, mentre il reef è raggiungibile direttamente dalla riva. In Sudafrica, nella Madikwe Game Reserve, il Jaci’s Private Lodge porta il safari dentro l’esperienza del soggiorno. Le sistemazioni si aprono sul bush e alcune guardano direttamente verso un waterhole.
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La pubblicazione si presenta in un formato carré, elegante e contemporaneo, valorizzato da una carta opaca. Le immagini scenografiche a tutta pagina diventano il principale elemento narrativo, lasciando spazio al racconto e costruendo una lettura essenziale ma immersiva. È presente su Going.it in versione sfogliabile e distribuito in agenzia di viaggio.
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[post_content] => Nuovo catalogo per Tour2000AmericaLatina. Un’edizione che propone 93 itinerari e un focus sulle partenze garantite programmate da settembre 2026 a settembre 2027.
Le partenze garantite sono proposte in due formule. La prima comprende voli intercontinentali e domestici, conferma immediata a partire da un minimo di 2 partecipanti, hotel, trasferimenti, servizi a terra, visite e guida in italiano inclusi nella quota. La seconda esclude i voli intercontinentali, mantenendo inclusi i voli domestici e tutti i servizi a terra.
Le destinazioni in portfolio
Il catalogo attraversa le principali destinazioni del Sudamerica, dall’Argentina al Brasile, dal Perù alla Colombia, fino a Bolivia, Cile e isola di Pasqua, Ecuador e Galápagos e Guyana. In Centroamerica la programmazione comprende Messico, Guatemala, Belize, Costa Rica e Panama, mentre nei Caraibi trovano spazio Cuba, Repubblica Dominicana, Giamaica e le isole di Aruba, Curaçao e Bonaire. Completano l’offerta le isole Malvinas/Falkland e le spedizioni in Antartide.
«L’obiettivo era raccogliere tutte le partenze garantite a conferma immediata con un minimo di 2 partecipanti, presentando già le date 2026 e 2027 in un’unica pubblicazione. In questo modo gli agenti di viaggio possono programmare con anticipo e lavorare su proposte definite fin da subito» afferma Bruno Normanno, direttore commerciale Tour2000AmericaLatina.
«Abbiamo voluto creare uno strumento realmente utile per gli agenti di viaggio, capace di restituire a colpo d’occhio tutte le informazioni necessarie alla vendita. Ogni itinerario è presentato in modo chiaro, con durata, date, tappe principali e quota a persona, per rendere la consultazione semplice e immediata» aggiunge Claudia Spreafico, responsabile marketing e comunicazione. Nel catalogo trovano spazio anche i viaggi Slow Travel, che abbinano il tour ad almeno 4 notti sulle spiagge più belle dell’America Latina, i viaggi Individuali e i Viaggi di Marino, partenze di gruppo esclusive con accompagnatore Marino Pagni.
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[post_content] => Quando l'autunno inizia a farsi sentire in Europa, dall'altra parte dell'oceano si apre una finestra di tempo quasi perfetta per scoprire una delle isole più sorprendenti del pianeta. Madagascar, la quarta isola più grande del mondo, vive tra settembre e ottobre uno dei suoi momenti migliori: il clima è secco, le temperature sono gradevoli e la natura si mostra in tutta la sua varietà, lontana dalla calura estiva e dalle piogge dei mesi successivi.
Chi inizia a informarsi su questa destinazione si imbatte spesso in proposte di viaggio strutturate, come quelle raccolte sotto il nome Alpitour Madagascar, pensate per orientarsi tra le tante possibilità che l'isola offre. Al di là degli itinerari commerciali, però, vale la pena soffermarsi su ciò che rende Madagascar un luogo così unico: un ecosistema isolato da milioni di anni, che ha dato origine a specie animali e vegetali che non si trovano in nessun'altra parte del mondo.
Il clima ideale di fine stagione secca
Settembre e ottobre segnano la coda della stagione secca australe. Le piogge diventano rare, l'umidità cala e le giornate si allungano leggermente in vista della primavera australe. Nelle regioni centrali e occidentali, come Morondava o Antsirabe, il cielo resta perlopiù terso, con temperature che oscillano tra i 20 e i 28 gradi durante il giorno. Sulla costa, l'aria si fa più tiepida, ma senza raggiungere l'afa opprimente tipica di dicembre e gennaio. Questo equilibrio climatico rende gli spostamenti interni più agevoli, un aspetto non trascurabile in un paese dove le strade non sono sempre in ottime condizioni e i tempi di percorrenza possono essere lunghi.
Tra baobab e lemuri: la natura protagonista
È proprio in questo periodo che il celebre Viale dei Baobab, vicino a Morondava, regala uno dei suoi spettacoli più suggestivi: gli alberi secolari si stagliano contro un cielo limpido, e le luci dell'alba e del tramonto ne accentuano le forme scultoree. Non lontano, i parchi nazionali come Kirindy o Ranomafana offrono le condizioni migliori per osservare i lemuri, primati endemici dell'isola che in questo periodo sono particolarmente attivi. Nei mesi secchi, la vegetazione più rada facilita l'avvistamento di queste creature, così come di camaleonti, rane e uccelli che popolano le foreste malgasce.
Il Parco Nazionale di Isalo, con i suoi canyon e le formazioni rocciose modellate dall'erosione, diventa in questi mesi una meta ideale per gli escursionisti, grazie a sentieri asciutti e percorribili senza il rischio di improvvisi acquazzoni tropicali.
Le coste e l'oceano: balene e spiagge incontaminate
Non è solo l'entroterra a beneficiare di questo periodo dell'anno. Al largo delle coste di Sainte Marie e Nosy Be, tra luglio e settembre le balene megattere compiono la loro migrazione annuale, offrendo agli osservatori più fortunati la possibilità di assistere da vicino a uno degli spettacoli naturali più emozionanti del mondo marino. Le acque, ancora fresche ma limpide, favoriscono anche lo snorkeling e le immersioni intorno alle barriere coralline, dove si possono incontrare tartarughe marine, pesci pappagallo e una straordinaria varietà di coralli.
Le spiagge dell'arcipelago di Nosy Be, così come quelle più isolate della penisola di Masoala, restano in questo periodo lontane dal sovraffollamento turistico, mantenendo quell'atmosfera autentica che molti viaggiatori cercano quando scelgono il Madagascar come destinazione.
Consigli pratici per il viaggio
Chi decide di visitare il paese in questo periodo dovrebbe considerare alcuni aspetti pratici. Innanzitutto, la varietà climatica tra le diverse regioni: l'altopiano centrale può risultare più fresco al mattino e alla sera, mentre le zone costiere restano più calde tutto il giorno. È quindi consigliabile portare con sé abbigliamento a strati. In secondo luogo, gli spostamenti interni richiedono spesso tempo: molte strade non sono asfaltate e i collegamenti aerei interni, seppur frequenti, vanno pianificati con anticipo.
Infine, vale la pena ricordare che il Madagascar non è solo natura: la cultura malgascia, un mix di influenze africane, asiatiche e arabe, si riflette nella cucina, nella musica e nelle tradizioni locali, elementi che meritano attenzione tanto quanto i parchi naturali.
Un paradiso ancora da scoprire
Settembre e ottobre rappresentano dunque un momento privilegiato per esplorare Madagascar: il clima favorevole, la fauna attiva e la relativa tranquillità delle mete costiere si combinano per offrire un'esperienza di viaggio autentica. Che si tratti di osservare i lemuri nella foresta, ammirare il tramonto tra i baobab o avvistare le balene al largo delle coste, questo periodo dell'anno permette di vivere l'isola nella sua dimensione più genuina, lontano dai ritmi frenetici del turismo di massa e vicino a un ecosistema che continua a sorprendere chiunque abbia la fortuna di visitarlo.
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Nelle regioni centrali e occidentali, come Morondava o Antsirabe, il cielo resta perlopiù terso, con temperature che oscillano tra i 20 e i 28 gradi durante il giorno. Sulla costa, l'aria si fa più tiepida, ma senza raggiungere l'afa opprimente tipica di dicembre e gennaio. Questo equilibrio climatico rende gli spostamenti interni più agevoli, un aspetto non trascurabile in un paese dove le strade non sono sempre in ottime condizioni e i tempi di percorrenza possono essere lunghi.\r\nTra baobab e lemuri: la natura protagonista\r\nÈ proprio in questo periodo che il celebre Viale dei Baobab, vicino a Morondava, regala uno dei suoi spettacoli più suggestivi: gli alberi secolari si stagliano contro un cielo limpido, e le luci dell'alba e del tramonto ne accentuano le forme scultoree. Non lontano, i parchi nazionali come Kirindy o Ranomafana offrono le condizioni migliori per osservare i lemuri, primati endemici dell'isola che in questo periodo sono particolarmente attivi. Nei mesi secchi, la vegetazione più rada facilita l'avvistamento di queste creature, così come di camaleonti, rane e uccelli che popolano le foreste malgasce.\r\n\r\nIl Parco Nazionale di Isalo, con i suoi canyon e le formazioni rocciose modellate dall'erosione, diventa in questi mesi una meta ideale per gli escursionisti, grazie a sentieri asciutti e percorribili senza il rischio di improvvisi acquazzoni tropicali.\r\nLe coste e l'oceano: balene e spiagge incontaminate\r\nNon è solo l'entroterra a beneficiare di questo periodo dell'anno. Al largo delle coste di Sainte Marie e Nosy Be, tra luglio e settembre le balene megattere compiono la loro migrazione annuale, offrendo agli osservatori più fortunati la possibilità di assistere da vicino a uno degli spettacoli naturali più emozionanti del mondo marino. Le acque, ancora fresche ma limpide, favoriscono anche lo snorkeling e le immersioni intorno alle barriere coralline, dove si possono incontrare tartarughe marine, pesci pappagallo e una straordinaria varietà di coralli.\r\n\r\nLe spiagge dell'arcipelago di Nosy Be, così come quelle più isolate della penisola di Masoala, restano in questo periodo lontane dal sovraffollamento turistico, mantenendo quell'atmosfera autentica che molti viaggiatori cercano quando scelgono il Madagascar come destinazione.\r\nConsigli pratici per il viaggio\r\nChi decide di visitare il paese in questo periodo dovrebbe considerare alcuni aspetti pratici. Innanzitutto, la varietà climatica tra le diverse regioni: l'altopiano centrale può risultare più fresco al mattino e alla sera, mentre le zone costiere restano più calde tutto il giorno. È quindi consigliabile portare con sé abbigliamento a strati. In secondo luogo, gli spostamenti interni richiedono spesso tempo: molte strade non sono asfaltate e i collegamenti aerei interni, seppur frequenti, vanno pianificati con anticipo.\r\n\r\nInfine, vale la pena ricordare che il Madagascar non è solo natura: la cultura malgascia, un mix di influenze africane, asiatiche e arabe, si riflette nella cucina, nella musica e nelle tradizioni locali, elementi che meritano attenzione tanto quanto i parchi naturali.\r\nUn paradiso ancora da scoprire\r\nSettembre e ottobre rappresentano dunque un momento privilegiato per esplorare Madagascar: il clima favorevole, la fauna attiva e la relativa tranquillità delle mete costiere si combinano per offrire un'esperienza di viaggio autentica. Che si tratti di osservare i lemuri nella foresta, ammirare il tramonto tra i baobab o avvistare le balene al largo delle coste, questo periodo dell'anno permette di vivere l'isola nella sua dimensione più genuina, lontano dai ritmi frenetici del turismo di massa e vicino a un ecosistema che continua a sorprendere chiunque abbia la fortuna di visitarlo.","post_title":"Madagascar a settembre e ottobre: il paradiso segreto","post_date":"2026-09-08T14:05:13+00:00","category":["informazione-pr","tour_operator"],"category_name":["Informazione PR","Tour Operator"],"post_tag":[]},"sort":[1788876313000]}]}}