3 March 2024

Demoskopika: nel turismo italiano rincari pari a 3,9 miliardi di euro

[ 0 ]

Demoskopika e prezzi. Adesso è accertato. I prezzi in Italia volano in alto, e impoveriscono le tasche dei turisti e dei viaggiatori. Il problema è che non c’è un istituto che sorvegli e che abbia il potere di imporre dei prezzi equilibrati. Il libero mercato ha questo di brutto, che va a pescare sempre nelle tasche dei cittadini, per il profitto di pochi.

Infatti il caro prezzi si abbatte sul turismo. Secondo le rilevazioni di Demoskopika, che l’Ansa pubblica in anteprima, l’incremento dell’inflazione nel settore – calcolata superiore di oltre 3 punti percentuali rispetto a quella dell’indice generale Istat – genererebbe rincari pari a 3,9 miliardi della spesa turistica di italiani e stranieri che hanno scelto di trascorrere una vacanza nei mesi estivi nelle località italiane.

A pesare prioritariamente alcune voci con in testa, per inflazione tendenziale al giugno del 2023 rispetto allo stesso mese 2022, il trasporto aereo (+23,5%), i pacchetti vacanza (+17,7%) e l’alloggio (+12,8%). 

Condividi



Articoli che potrebbero interessarti:

Array ( [0] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 460963 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Cresce il turismo in Sicilia, anche nel segno della destagionalizzazione. In aumento i flussi turistici del 2023 mentre i dati scalano la classifica del regional tourism reputation index dell’istituto Demoscopica e posizionano la Sicilia al secondo posto. «La seconda posizione per turismo di reputazione giunge con un balzo in avanti di cinque posti rispetto allo scorso anno - ha dichiarato in occasione dell'ultima Bit l'assessore al turismo Elvira Amata -. È il risultato di misure ed azioni che hanno fatto centro. Una crescita avvenuta grazie a scelte precise come il turismo lento ed esperienziale, oggi tra le forme preferite dai viaggiatori. Sono state 16462 mila le presenze nel 2023, di cui una grossa percentuale stranieri, il 28% in più rispetto al 2022. È il frutto di grande impegno, buona comunicazione ma soprattutto la volontà dei territori e dei comuni di fare sistema, abbattendo ogni campanilismo ed offrendo così un prodotto turistico più completo. Ulteriore obiettivo da mettere meglio a segno sarà la destagionalizzazione. Quest’anno per la prima volta abbiamo iniziato a registrare movimenti di flussi turistici anche in bassa stagione». Anche il presidente della Regione Renato Schifani ha descritto un settore turistico in buona salute confermando la volontà di un forte impegno da parte del governo regionale: «La Sicilia vive di due grandi componenti legate alla crescita del Pil, l’agricoltura e il turismo, un settore portante della nostra economia regionale su cui stiamo puntando molto. È una leva che se ben azionata può creare ricchezza, lavoro e occupazione grazie a clima, patrimonio culturale e naturale invidiabili della nostra regione». Le presenze turistiche cresciute del 10% nel 2023 superano le aspettative rispetto al 2022. L’alberghiero cresce del 9,8% e l’extralberghiero del 13%. Ottima performance anche dai movimenti aeroportuali: Palermo è a 8 milioni di passeggeri con un aumento del 13% rispetto all’anno precedente; Catania con oltre 10 milioni registra un aumento del 6%; Trapani tornata al pareggio di bilancio è a 1 milione e 300 mila passeggeri con un aumento del 50%. Nota a margine: continua ad aleggiare la questione di insufficienza di trasporti e infrastrutture, viarie e ferroviarie in primis, fabbisogno di un settore che potremmo definire motore immobile o primo motore, secondo il concetto aristotelico, causa prima del divenire dello sviluppo turistico, che accomuna le regioni meridionali, ma mai risolta e sempre ignorata dai governi. [post_title] => Sicilia, Elvira Amata: «Migliorare la destagionalizzazione». Bene la crescita degli stranieri [post_date] => 2024-02-12T13:07:30+00:00 [category] => Array ( [0] => enti_istituzioni_e_territorio ) [category_name] => Array ( [0] => Enti, istituzioni e territorio ) [post_tag] => Array ( [0] => elvira-amata [1] => renato-schifani [2] => sicilia ) [post_tag_name] => Array ( [0] => elvira amata [1] => renato schifani [2] => sicilia ) ) [sort] => Array ( [0] => 1707743250000 ) ) [1] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 458395 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => L’inflazione pesa sulla stagione invernale che rischia di assistere a una contrazione della spesa turistica complessiva. Se i numeri dei tour operator tricolori sono decisamente positivi, come rivelano le ultime stime Astoi, non altrettanto si può invece dire del turismo italiano considerato nella sua totalità. Secondo i dati più recenti elaborati dall’istituto di ricerca Demoskopika, i prossimi mesi dovrebbero infatti registrare una riduzione dei flussi nel Paese: poco più di 23,2 milioni di arrivi e quasi 72 milioni di presenze, con una flessione rispettivamente pari al 6,1% e allo 0,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, segnato da quasi 25 milioni di arrivi e poco meno di 72,2 milioni di pernottamenti. Inevitabili ripercussioni anche sulla spesa turistica, che sarebbe destinata a registrare una sforbiciata di oltre 1,3 miliardi di euro. L'incoming però regge Tra i motivi condizionanti, c’è in particolare l’andamento dei prezzi, con l’inflazione turistica che si stima possa mostrare una crescita tendenziale dell’1,8%, per un differenziale inflazionistico pari a un punto percentuale in più rispetto alla variazione dell’indice generale calcolato dall’Istat allo 0,8%. In tale contesto, tiene però l’incoming, sostanzialmente stabile rispetto alla passata stagione: +0,5% per gli arrivi e -0,6% per i pernottamenti. Anche se, a oggi, oltre il 60% di turisti provenienti dall’estero è mediamente concentrato prevalentemente in alcune realtà regionali, con in vetta Veneto e Lazio. Serve una distribuzione dei flussi più equilibrata “Tra i numerosi interventi da mettere in campo per evitare l’effetto gambero – suggerisce allora il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio - risulta quanto mai necessaria, in primo luogo, una distribuzione dei flussi più equilibrata e strategica sull’intero territorio nazionale, con il conseguenziale beneficio di un incremento complessivo del livello di internazionalizzazione e di una riduzione del fenomeno dell’overtourism”. In Veneto, Lazio e Trentino la maggior parte degli arrivi internazionali Se è vero che, a livello complessivo, l’Italia presenta infatti un equilibrio tra quota italiana (51,4) e quota estera (48,6%) degli arrivi, risulta altrettanto vero che la maggior parte dei turisti provenienti dall’estero in media si dirige prevalentemente in sole sei realtà regionali su 20: Veneto (64,3%), Lazio (62,1%), Trentino Alto Adige (55,7%), Toscana (54,2%), Lombardia (54%) e Friuli Venezia Giulia (52,5%). [post_title] => Demoskopika: sull'inverno pesa l'inflazione. Ricavi turismo giù di 1,3 mld [post_date] => 2023-12-19T13:31:59+00:00 [category] => Array ( [0] => mercato_e_tecnologie ) [category_name] => Array ( [0] => Mercato e tecnologie ) [post_tag] => Array ( [0] => in-evidenza ) [post_tag_name] => Array ( [0] => In evidenza ) ) [sort] => Array ( [0] => 1702992719000 ) ) [2] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 457697 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Stagione invernale: secondo le stime dell'istituto Demoskopika pubblicate dall'Ansa in anteprima sono previsti poco più di 23,2 milioni di arrivi e quasi 72 milioni di presenze, con una flessione rispettivamente pari al 6,1% e allo 0,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, segnato da quasi 25 milioni di arrivi e poco meno di 72,2 milioni di pernottamenti. A pesare sull'andamento al ribasso degli arrivi solo la componente italiana: 13,5 milioni di arrivi (-10,4% rispetto allo stesso periodo del 2022-23) a fronte di una crescita dello 0,5% degli stranieri. Sul versante delle presenze, invece, il contributo alla decrescita, seppur molto contenuta, è pressoché identico: 32,6 milioni di presenze straniere a fronte dei 39,3 milioni di pernottamenti italiani con una contrazione rispettivamente dell'0,6% e dello 0,3%. Per la stagione invernale si stima che la dinamica dei prezzi nel turismo registri una variazione tendenziale in aumento pari all'1,8% rispetto allo stesso arco temporale precedente (dicembre 2022-marzo 2023) con un differenziale inflazionistico pari a un più 1% rispetto alla variazione dell'indice generale calcolato dall'Istat allo 0,8%. Ciò nonostante la riduzione congiunturale dell'indice dei prezzi al consumo turistico (da 123,7 di agosto 2023 a 118,3 di marzo 2024). U n andamento che tendenzialmente non può che ripercuotersi anche sulla spesa turistica con una contrazione di 7,8 punti percentuali, pari a oltre 1,3 miliardi di euro. A novembre del 2023, l'andamento in crescita su base tendenziale dell'indice generale dei prezzi al consumo Nic (per l'intera collettività nazionale) per il settore turistico italiano si deve prevalentemente all'incremento dei prezzi dei voli nazionali (+29%), dei pacchetti vacanza (19,9%), dei servizi di alloggio (+8,7%) con in testa gli alberghi (+9,3%) e del trasporto ferroviario (+8%). Se a livello complessivo, l'Italia presenta un equilibrio tra quota italiana (51,4%) e quota estera (48,6%) degli arrivi turistici, oltre il 60% di turisti provenienti dall'estero è mediamente concentrato prevalentemente in sole 6 realtà regionali su 20 con in vetta Veneto e Lazio. [post_title] => In flessione del 6,1% l'imminente stagione invernale [post_date] => 2023-12-07T12:40:08+00:00 [category] => Array ( [0] => enti_istituzioni_e_territorio ) [category_name] => Array ( [0] => Enti, istituzioni e territorio ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1701952808000 ) ) [3] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 450554 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Demoskopika e prezzi. Adesso è accertato. I prezzi in Italia volano in alto, e impoveriscono le tasche dei turisti e dei viaggiatori. Il problema è che non c'è un istituto che sorvegli e che abbia il potere di imporre dei prezzi equilibrati. Il libero mercato ha questo di brutto, che va a pescare sempre nelle tasche dei cittadini, per il profitto di pochi. Infatti il caro prezzi si abbatte sul turismo. Secondo le rilevazioni di Demoskopika, che l'Ansa pubblica in anteprima, l'incremento dell'inflazione nel settore - calcolata superiore di oltre 3 punti percentuali rispetto a quella dell'indice generale Istat - genererebbe rincari pari a 3,9 miliardi della spesa turistica di italiani e stranieri che hanno scelto di trascorrere una vacanza nei mesi estivi nelle località italiane. A pesare prioritariamente alcune voci con in testa, per inflazione tendenziale al giugno del 2023 rispetto allo stesso mese 2022, il trasporto aereo (+23,5%), i pacchetti vacanza (+17,7%) e l'alloggio (+12,8%).  [post_title] => Demoskopika: nel turismo italiano rincari pari a 3,9 miliardi di euro [post_date] => 2023-07-31T10:28:49+00:00 [category] => Array ( [0] => enti_istituzioni_e_territorio ) [category_name] => Array ( [0] => Enti, istituzioni e territorio ) [post_tag] => Array ( [0] => in-evidenza ) [post_tag_name] => Array ( [0] => In evidenza ) ) [sort] => Array ( [0] => 1690799329000 ) ) [4] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 446781 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Demoskopica. Prima di leggere questa notizia abbastanza confortante, non vorrei che coloro che si esaltano per questi numeri memorabili, poi inizino a piangere per l'overtourism. Questa specie di ipocrisia non la tollero. Prima tutti a stracciarsi le vesti perché finalmente i numeri del turismo superano quelli del 2019 e poi tutti a piangere per l'overtourism. Bene se volete fare arrivare pochi turisti non promuovete le vostre destinazioni. Punto e basta. E ora andiamo a vedere i numeri: ben 68 milioni di turisti, quasi 267 milioni i pernottamenti previsti nell'estate 2023, con una crescita rispettivamente pari al 4,3% e al 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2022, segnato 65,2 milioni di arrivi e 258 milioni di pernottamenti. Effetto positivo anche sulla spesa turistica: stimati circa 46 miliardi di euro, con una crescita del 5,4% rispetto al 2022. Emerge dalla nota previsionale di Demoskopika che l'Ansa pubblica in anteprima. Scenario confortante sull'incoming: scelgono l'Italia 35,3 milioni di stranieri pari a poco più della metà (51,7%) del dato complessivo degli arrivi previsti con 131,5 milioni di presenze. Emilia Romagna Inoltre, l'analisi storica dei flussi turistici evidenzia che il periodo giugno-settembre del 2023 dovrebbe caratterizzarsi per il maggior numero di arrivi sia rispetto al periodo pre-pandemico del 2019 (+3,7% di arrivi e + 2,6% di presenze) e sia, addirittura, dal 2000 (+71,9% di arrivi e + 26,2% di presenze).   Incoraggianti le previsioni per l'Emilia Romagna, nonostante l'emergenza alluvione, dalle ripercussioni, ad oggi, difficilmente quantificabili. In particolare, il sistema turistico emiliano-romagnolo risulta tra le prime dieci destinazioni regionali italiane per incremento degli arrivi nel 2023: 6,3 milioni rispetto ai 6,1 milioni del 2022 registrando una crescita pari al 4 per cento. Significativo anche l'aumento delle presenze sul territorio regionale, pari a quasi 500 mila notti in più rispetto ai 12 mesi dello scorso anno. Bene, infine anche la spesa turistica, con una stima di 3,7 miliardi di euro pari ad un balzo in avanti di 6,2 punti percentuale per la sola estate dell'anno in corso. [post_title] => Demoskopica: 68 milioni di turisti in estate 2023. Overtourism? cos'è? [post_date] => 2023-05-31T11:09:55+00:00 [category] => Array ( [0] => enti_istituzioni_e_territorio ) [category_name] => Array ( [0] => Enti, istituzioni e territorio ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1685531395000 ) ) [5] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 441104 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Il turismo riparte con forza dopo lo stop della pandemia. Secondo i dati di Demoskopica anticipati dall’Ansa, infatti, si stimano quest'anno 127 milioni di arrivi, +11,2% sull'anno scorso. Ci si avvicina quindi ai record registrati nel 2019 (131 milioni) e 2018 (128 milioni). Il grande ritorno del settore però si scontra con alcune difficoltà nel reperimento del personale. Secondo le stime di Assoturismo Confesercenti per la Pasqua e i mesi primaverili dei Ponti sono oltre 50 mila i lavoratori ‘mancanti' nelle imprese turistiche. Nel 2022 i pernottamenti nelle strutture ricettive italiane hanno raggiunto quota 400 milioni e la tendenza appare favorevole anche per il 2023 sia sul fronte del turismo interno che da oltre confine. Lavoro L’effetto traino sulla spesa turistica è pesante: in termini assoluti sfiorerebbe la soglia degli 89 miliardi di euro con una crescita stimata del 22,8% rispetto al 2022. Quindi, da un lato si prospetta un aumento del volume della produzione e dei posti di lavoro creati, dall'altro le imprese del settore continuano a registrare carenza di addetti. La difficoltà nella ricerca del personale ha dimensioni ormai strutturali, che si manifesta regolarmente già dagli anni pre-pandemia, ma che sta diventando sempre più grave con la ripartenza del comparto. Per il trimestre febbraio-aprile, vale a dire il periodo di riapertura delle imprese stagionali e della ripresa dei flussi turistici in Italia, si prevede un fabbisogno di circa 210mila addetti nelle imprese turistiche. In media però le imprese segnalano difficoltà di reperimento delle figure professionali nel 34% dei casi, non solo per preparazione inadeguata ma, sempre più spesso, per mancanza di candidati. Una percentuale che sale addirittura al 52% nella ristorazione, mentre scende al 26,7% nelle altre imprese del turismo. [post_title] => Demoskopica: 127 milioni di arrivi in Italia nel 2023 [post_date] => 2023-03-09T10:26:10+00:00 [category] => Array ( [0] => mercato_e_tecnologie ) [category_name] => Array ( [0] => Mercato e tecnologie ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1678357570000 ) ) [6] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 426042 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Dalla Sicilia alla Puglia, fino alla Liguria cresce l'offerta mare di Halldis: le novità includono, per una clientela medio-alta, una villa d’epoca a Trapani e un palazzo storico nel centro di Ostuni appena restaurato; per un target più familiare una struttura a Celle Ligure. Con questo bouquet di nuove proprietà balneari, Halldis asseconda quindi da un lato la strategia del nuovo ceo, Michele Diamantini, che contempla, oltre a una rinnovata capacità distributiva e di vendita, l’innalzamento della qualità degli immobili gestiti e un miglior equilibrio del portafoglio tra strutture urbane e di vacanza, dall’altro lato la ripresa della domanda turistica: nel 2022 si prevedono 34 milioni di presenze tra italiani e stranieri (+35% sul 2021) e un italiano su due si appresta ad andare in vacanza in estate e di questi il 57% sceglie il mare (dati Demoskopica/Bit). “Siamo fiduciosi per la prossima stagione calda – afferma lo stesso Diamantini – e condividiamo le previsioni positive fatte da Demoskopica per l’ultima Bit. Nell’anno in corso gli arrivi saliranno a 92 milioni e la spesa a 26 miliardi (+11,8%), anche se siamo lontani dai risultati del 2019. L’estate sarà fondamentale per il nostro settore: 30 milioni di italiani andranno in vacanza, c’è voglia di viaggiare dopo i due anni di pandemia. Arricchiamo perciò la nostra proposta mare con le residenze di Trapani, Ostuni e Celle Ligure, accomunate da un profilo di qualità e da un approccio sostenibile e di tutela del patrimonio artistico, come dimostrano in particolare per quest'ultimo punto le strutture in Sicilia occidentale e nella città Bianca.” [post_title] => Cresce l'offerta mare di Halldis con tre proprietà in Sicilia, Puglia e Liguria [post_date] => 2022-06-06T10:24:28+00:00 [category] => Array ( [0] => alberghi ) [category_name] => Array ( [0] => Alberghi ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1654511068000 ) ) [7] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 423301 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Restano ancora incerte le prospettive per il turismo in Italia e in Emilia Romagna. Tra aumento dei costi dei carburanti e preoccupazioni per l’evolversi della situazione internazionale, italiani e stranieri stanno riducendo il budget per le loro vacanze pasquali e primaverili. A fronte di un crescente interesse nei confronti della destinazione Italia, il conflitto russo-ucraino con tutte le sue implicazioni socio-economiche sta condizionando l’andamento delle prenotazioni internazionali da tutta l’area europea e anche dal mercato americano. Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio Turistico di Trademark Italia e Sigma Consulting che hanno effettuato il periodico sondaggio sul panel di operatori turistici della Riviera ed un’indagine demoscopica per inquadrare ancora meglio i trend, il 43% dei nostri connazionali ha deciso di fare qualche giorno di vacanza nel periodo primaverile. Sul fronte della domanda nazionale, dunque, al canonico “milione e mezzo” di turisti italiani in vacanza per qualche giorno lontano da casa, si aggiungeranno circa 10 milioni di escursionisti per il primo assaggio stagionale di mare e di passeggiate sulle rive dell’Adriatico e dei mari Tirreno e Ligure, per le ultime escursioni in montagna o per le mostre e gli eventi delle grandi e piccole città d’arte e cultura della Penisola. II sondaggio indica che i turisti italiani nel 2022 faranno gli stessi giorni di vacanza del 2019 (2/3 giorni), meteo permettendo. La variabile meteo, in un momento di prenotazioni last minute sempre più prudenti (per garantirsi zero complicazioni in caso di cancellazione), inciderà in maniera determinante sulla performance di strutture ricettive, parchi di divertimento e ristoranti. Le destinazioni preferite alla data del sondaggio sono per l’86% in Italia, per il 9% all’estero, mentre il 5% sta aspettando l’occasione fortunata dell’ultimo secondo. Il budget di spesa per il tempo libero segue un percorso logico, di incremento naturale rispetto agli scorsi anni. In effetti, dal 2019 al 2021, per l’emergenza pandemia, i prezzi del settore hospitality nei mesi di alta stagione hanno subito ovunque sensibili aumenti (mediamente del 15-20%). Nella primavera 2022, a causa degli incrementi dei costi dell’energia, dei carburanti, dei prezzi delle materie prime e delle tariffe alberghiere, si sta verificando un altro incremento della spesa media non inferiore al 10% e tendenzialmente crescente. [post_title] => Trademark: il last minute (prudente) decide le vacanze di Pasqua [post_date] => 2022-04-15T09:57:04+00:00 [category] => Array ( [0] => enti_istituzioni_e_territorio ) [category_name] => Array ( [0] => Enti, istituzioni e territorio ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1650016624000 ) ) ) { "size": 9, "query": { "filtered": { "query": { "fuzzy_like_this": { "like_text" : "demoskopica" } }, "filter": { "range": { "post_date": { "gte": "now-2y", "lte": "now", "time_zone": "+1:00" } } } } }, "sort": { "post_date": { "order": "desc" } } }{"took":9,"timed_out":false,"_shards":{"total":5,"successful":5,"failed":0},"hits":{"total":8,"max_score":null,"hits":[{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"460963","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Cresce il turismo in Sicilia, anche nel segno della destagionalizzazione. In aumento i flussi turistici del 2023 mentre i dati scalano la classifica del regional tourism reputation index dell’istituto Demoscopica e posizionano la Sicilia al secondo posto.\r\n\r\n«La seconda posizione per turismo di reputazione giunge con un balzo in avanti di cinque posti rispetto allo scorso anno - ha dichiarato in occasione dell'ultima Bit l'assessore al turismo Elvira Amata -. È il risultato di misure ed azioni che hanno fatto centro. Una crescita avvenuta grazie a scelte precise come il turismo lento ed esperienziale, oggi tra le forme preferite dai viaggiatori. Sono state 16462 mila le presenze nel 2023, di cui una grossa percentuale stranieri, il 28% in più rispetto al 2022. È il frutto di grande impegno, buona comunicazione ma soprattutto la volontà dei territori e dei comuni di fare sistema, abbattendo ogni campanilismo ed offrendo così un prodotto turistico più completo. Ulteriore obiettivo da mettere meglio a segno sarà la destagionalizzazione. Quest’anno per la prima volta abbiamo iniziato a registrare movimenti di flussi turistici anche in bassa stagione».\r\n\r\nAnche il presidente della Regione Renato Schifani ha descritto un settore turistico in buona salute confermando la volontà di un forte impegno da parte del governo regionale: «La Sicilia vive di due grandi componenti legate alla crescita del Pil, l’agricoltura e il turismo, un settore portante della nostra economia regionale su cui stiamo puntando molto. È una leva che se ben azionata può creare ricchezza, lavoro e occupazione grazie a clima, patrimonio culturale e naturale invidiabili della nostra regione».\r\n\r\nLe presenze turistiche cresciute del 10% nel 2023 superano le aspettative rispetto al 2022. L’alberghiero cresce del 9,8% e l’extralberghiero del 13%. Ottima performance anche dai movimenti aeroportuali: Palermo è a 8 milioni di passeggeri con un aumento del 13% rispetto all’anno precedente; Catania con oltre 10 milioni registra un aumento del 6%; Trapani tornata al pareggio di bilancio è a 1 milione e 300 mila passeggeri con un aumento del 50%.\r\n\r\nNota a margine: continua ad aleggiare la questione di insufficienza di trasporti e infrastrutture, viarie e ferroviarie in primis, fabbisogno di un settore che potremmo definire motore immobile o primo motore, secondo il concetto aristotelico, causa prima del divenire dello sviluppo turistico, che accomuna le regioni meridionali, ma mai risolta e sempre ignorata dai governi.","post_title":"Sicilia, Elvira Amata: «Migliorare la destagionalizzazione». Bene la crescita degli stranieri","post_date":"2024-02-12T13:07:30+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":["elvira-amata","renato-schifani","sicilia"],"post_tag_name":["elvira amata","renato schifani","sicilia"]},"sort":[1707743250000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"458395","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"L’inflazione pesa sulla stagione invernale che rischia di assistere a una contrazione della spesa turistica complessiva. Se i numeri dei tour operator tricolori sono decisamente positivi, come rivelano le ultime stime Astoi, non altrettanto si può invece dire del turismo italiano considerato nella sua totalità. Secondo i dati più recenti elaborati dall’istituto di ricerca Demoskopika, i prossimi mesi dovrebbero infatti registrare una riduzione dei flussi nel Paese: poco più di 23,2 milioni di arrivi e quasi 72 milioni di presenze, con una flessione rispettivamente pari al 6,1% e allo 0,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, segnato da quasi 25 milioni di arrivi e poco meno di 72,2 milioni di pernottamenti. Inevitabili ripercussioni anche sulla spesa turistica, che sarebbe destinata a registrare una sforbiciata di oltre 1,3 miliardi di euro.\r\n\r\nL'incoming però regge\r\n\r\nTra i motivi condizionanti, c’è in particolare l’andamento dei prezzi, con l’inflazione turistica che si stima possa mostrare una crescita tendenziale dell’1,8%, per un differenziale inflazionistico pari a un punto percentuale in più rispetto alla variazione dell’indice generale calcolato dall’Istat allo 0,8%. In tale contesto, tiene però l’incoming, sostanzialmente stabile rispetto alla passata stagione: +0,5% per gli arrivi e -0,6% per i pernottamenti. Anche se, a oggi, oltre il 60% di turisti provenienti dall’estero è mediamente concentrato prevalentemente in alcune realtà regionali, con in vetta Veneto e Lazio.\r\n\r\nServe una distribuzione dei flussi più equilibrata\r\n\r\n“Tra i numerosi interventi da mettere in campo per evitare l’effetto gambero – suggerisce allora il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio - risulta quanto mai necessaria, in primo luogo, una distribuzione dei flussi più equilibrata e strategica sull’intero territorio nazionale, con il conseguenziale beneficio di un incremento complessivo del livello di internazionalizzazione e di una riduzione del fenomeno dell’overtourism”.\r\n\r\nIn Veneto, Lazio e Trentino la maggior parte degli arrivi internazionali\r\n\r\nSe è vero che, a livello complessivo, l’Italia presenta infatti un equilibrio tra quota italiana (51,4) e quota estera (48,6%) degli arrivi, risulta altrettanto vero che la maggior parte dei turisti provenienti dall’estero in media si dirige prevalentemente in sole sei realtà regionali su 20: Veneto (64,3%), Lazio (62,1%), Trentino Alto Adige (55,7%), Toscana (54,2%), Lombardia (54%) e Friuli Venezia Giulia (52,5%).","post_title":"Demoskopika: sull'inverno pesa l'inflazione. Ricavi turismo giù di 1,3 mld","post_date":"2023-12-19T13:31:59+00:00","category":["mercato_e_tecnologie"],"category_name":["Mercato e tecnologie"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1702992719000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"457697","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Stagione invernale: secondo le stime dell'istituto Demoskopika pubblicate dall'Ansa in anteprima sono previsti poco più di 23,2 milioni di arrivi e quasi 72 milioni di presenze, con una flessione rispettivamente pari al 6,1% e allo 0,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, segnato da quasi 25 milioni di arrivi e poco meno di 72,2 milioni di pernottamenti.\r\n\r\nA pesare sull'andamento al ribasso degli arrivi solo la componente italiana: 13,5 milioni di arrivi (-10,4% rispetto allo stesso periodo del 2022-23) a fronte di una crescita dello 0,5% degli stranieri. Sul versante delle presenze, invece, il contributo alla decrescita, seppur molto contenuta, è pressoché identico: 32,6 milioni di presenze straniere a fronte dei 39,3 milioni di pernottamenti italiani con una contrazione rispettivamente dell'0,6% e dello 0,3%.\r\n\r\nPer la stagione invernale si stima che la dinamica dei prezzi nel turismo registri una variazione tendenziale in aumento pari all'1,8% rispetto allo stesso arco temporale precedente (dicembre 2022-marzo 2023) con un differenziale inflazionistico pari a un più 1% rispetto alla variazione dell'indice generale calcolato dall'Istat allo 0,8%. Ciò nonostante la riduzione congiunturale dell'indice dei prezzi al consumo turistico (da 123,7 di agosto 2023 a 118,3 di marzo 2024). U\r\n\r\nn andamento che tendenzialmente non può che ripercuotersi anche sulla spesa turistica con una contrazione di 7,8 punti percentuali, pari a oltre 1,3 miliardi di euro. A novembre del 2023, l'andamento in crescita su base tendenziale dell'indice generale dei prezzi al consumo Nic (per l'intera collettività nazionale) per il settore turistico italiano si deve prevalentemente all'incremento dei prezzi dei voli nazionali (+29%), dei pacchetti vacanza (19,9%), dei servizi di alloggio (+8,7%) con in testa gli alberghi (+9,3%) e del trasporto ferroviario (+8%).\r\n\r\nSe a livello complessivo, l'Italia presenta un equilibrio tra quota italiana (51,4%) e quota estera (48,6%) degli arrivi turistici, oltre il 60% di turisti provenienti dall'estero è mediamente concentrato prevalentemente in sole 6 realtà regionali su 20 con in vetta Veneto e Lazio.","post_title":"In flessione del 6,1% l'imminente stagione invernale","post_date":"2023-12-07T12:40:08+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1701952808000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"450554","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Demoskopika e prezzi. Adesso è accertato. I prezzi in Italia volano in alto, e impoveriscono le tasche dei turisti e dei viaggiatori. Il problema è che non c'è un istituto che sorvegli e che abbia il potere di imporre dei prezzi equilibrati. Il libero mercato ha questo di brutto, che va a pescare sempre nelle tasche dei cittadini, per il profitto di pochi.\r\n\r\nInfatti il caro prezzi si abbatte sul turismo. Secondo le rilevazioni di Demoskopika, che l'Ansa pubblica in anteprima, l'incremento dell'inflazione nel settore - calcolata superiore di oltre 3 punti percentuali rispetto a quella dell'indice generale Istat - genererebbe rincari pari a 3,9 miliardi della spesa turistica di italiani e stranieri che hanno scelto di trascorrere una vacanza nei mesi estivi nelle località italiane.\r\n\r\nA pesare prioritariamente alcune voci con in testa, per inflazione tendenziale al giugno del 2023 rispetto allo stesso mese 2022, il trasporto aereo (+23,5%), i pacchetti vacanza (+17,7%) e l'alloggio (+12,8%). ","post_title":"Demoskopika: nel turismo italiano rincari pari a 3,9 miliardi di euro","post_date":"2023-07-31T10:28:49+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1690799329000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"446781","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Demoskopica. Prima di leggere questa notizia abbastanza confortante, non vorrei che coloro che si esaltano per questi numeri memorabili, poi inizino a piangere per l'overtourism. Questa specie di ipocrisia non la tollero. Prima tutti a stracciarsi le vesti perché finalmente i numeri del turismo superano quelli del 2019 e poi tutti a piangere per l'overtourism. Bene se volete fare arrivare pochi turisti non promuovete le vostre destinazioni. Punto e basta.\r\n\r\nE ora andiamo a vedere i numeri: ben 68 milioni di turisti, quasi 267 milioni i pernottamenti previsti nell'estate 2023, con una crescita rispettivamente pari al 4,3% e al 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2022, segnato 65,2 milioni di arrivi e 258 milioni di pernottamenti.\r\nEffetto positivo anche sulla spesa turistica: stimati circa 46 miliardi di euro, con una crescita del 5,4% rispetto al 2022. Emerge dalla nota previsionale di Demoskopika che l'Ansa pubblica in anteprima.\r\nScenario confortante sull'incoming: scelgono l'Italia 35,3 milioni di stranieri pari a poco più della metà (51,7%) del dato complessivo degli arrivi previsti con 131,5 milioni di presenze.\r\nEmilia Romagna\r\nInoltre, l'analisi storica dei flussi turistici evidenzia che il periodo giugno-settembre del 2023 dovrebbe caratterizzarsi per il maggior numero di arrivi sia rispetto al periodo pre-pandemico del 2019 (+3,7% di arrivi e + 2,6% di presenze) e sia, addirittura, dal 2000 (+71,9% di arrivi e + 26,2% di presenze).\r\n \r\nIncoraggianti le previsioni per l'Emilia Romagna, nonostante l'emergenza alluvione, dalle ripercussioni, ad oggi, difficilmente quantificabili. In particolare, il sistema turistico emiliano-romagnolo risulta tra le prime dieci destinazioni regionali italiane per incremento degli arrivi nel 2023: 6,3 milioni rispetto ai 6,1 milioni del 2022 registrando una crescita pari al 4 per cento. Significativo anche l'aumento delle presenze sul territorio regionale, pari a quasi 500 mila notti in più rispetto ai 12 mesi dello scorso anno. Bene, infine anche la spesa turistica, con una stima di 3,7 miliardi di euro pari ad un balzo in avanti di 6,2 punti percentuale per la sola estate dell'anno in corso.","post_title":"Demoskopica: 68 milioni di turisti in estate 2023. Overtourism? cos'è?","post_date":"2023-05-31T11:09:55+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1685531395000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"441104","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Il turismo riparte con forza dopo lo stop della pandemia. Secondo i dati di Demoskopica anticipati dall’Ansa, infatti, si stimano quest'anno 127 milioni di arrivi, +11,2% sull'anno scorso. Ci si avvicina quindi ai record registrati nel 2019 (131 milioni) e 2018 (128 milioni). Il grande ritorno del settore però si scontra con alcune difficoltà nel reperimento del personale.\r\n\r\nSecondo le stime di Assoturismo Confesercenti per la Pasqua e i mesi primaverili dei Ponti sono oltre 50 mila i lavoratori ‘mancanti' nelle imprese turistiche.\r\n\r\nNel 2022 i pernottamenti nelle strutture ricettive italiane hanno raggiunto quota 400 milioni e la tendenza appare favorevole anche per il 2023 sia sul fronte del turismo interno che da oltre confine.\r\nLavoro\r\nL’effetto traino sulla spesa turistica è pesante: in termini assoluti sfiorerebbe la soglia degli 89 miliardi di euro con una crescita stimata del 22,8% rispetto al 2022. Quindi, da un lato si prospetta un aumento del volume della produzione e dei posti di lavoro creati, dall'altro le imprese del settore continuano a registrare carenza di addetti. La difficoltà nella ricerca del personale ha dimensioni ormai strutturali, che si manifesta regolarmente già dagli anni pre-pandemia, ma che sta diventando sempre più grave con la ripartenza del comparto.\r\n\r\nPer il trimestre febbraio-aprile, vale a dire il periodo di riapertura delle imprese stagionali e della ripresa dei flussi turistici in Italia, si prevede un fabbisogno di circa 210mila addetti nelle imprese turistiche. In media però le imprese segnalano difficoltà di reperimento delle figure professionali nel 34% dei casi, non solo per preparazione inadeguata ma, sempre più spesso, per mancanza di candidati. Una percentuale che sale addirittura al 52% nella ristorazione, mentre scende al 26,7% nelle altre imprese del turismo.","post_title":"Demoskopica: 127 milioni di arrivi in Italia nel 2023","post_date":"2023-03-09T10:26:10+00:00","category":["mercato_e_tecnologie"],"category_name":["Mercato e tecnologie"],"post_tag":[]},"sort":[1678357570000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"426042","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Dalla Sicilia alla Puglia, fino alla Liguria cresce l'offerta mare di Halldis: le novità includono, per una clientela medio-alta, una villa d’epoca a Trapani e un palazzo storico nel centro di Ostuni appena restaurato; per un target più familiare una struttura a Celle Ligure. Con questo bouquet di nuove proprietà balneari, Halldis asseconda quindi da un lato la strategia del nuovo ceo, Michele Diamantini, che contempla, oltre a una rinnovata capacità distributiva e di vendita, l’innalzamento della qualità degli immobili gestiti e un miglior equilibrio del portafoglio tra strutture urbane e di vacanza, dall’altro lato la ripresa della domanda turistica: nel 2022 si prevedono 34 milioni di presenze tra italiani e stranieri (+35% sul 2021) e un italiano su due si appresta ad andare in vacanza in estate e di questi il 57% sceglie il mare (dati Demoskopica/Bit).\r\n\r\n“Siamo fiduciosi per la prossima stagione calda – afferma lo stesso Diamantini – e condividiamo le previsioni positive fatte da Demoskopica per l’ultima Bit. Nell’anno in corso gli arrivi saliranno a 92 milioni e la spesa a 26 miliardi (+11,8%), anche se siamo lontani dai risultati del 2019. L’estate sarà fondamentale per il nostro settore: 30 milioni di italiani andranno in vacanza, c’è voglia di viaggiare dopo i due anni di pandemia. Arricchiamo perciò la nostra proposta mare con le residenze di Trapani, Ostuni e Celle Ligure, accomunate da un profilo di qualità e da un approccio sostenibile e di tutela del patrimonio artistico, come dimostrano in particolare per quest'ultimo punto le strutture in Sicilia occidentale e nella città Bianca.”","post_title":"Cresce l'offerta mare di Halldis con tre proprietà in Sicilia, Puglia e Liguria","post_date":"2022-06-06T10:24:28+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":[]},"sort":[1654511068000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"423301","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Restano ancora incerte le prospettive per il turismo in Italia e in Emilia Romagna. Tra aumento dei costi dei carburanti e preoccupazioni per l’evolversi della situazione internazionale, italiani e stranieri stanno riducendo il budget per le loro vacanze pasquali e primaverili. A fronte di un crescente interesse nei confronti della destinazione Italia, il conflitto russo-ucraino con tutte le sue implicazioni socio-economiche sta condizionando l’andamento delle prenotazioni internazionali da tutta l’area europea e anche dal mercato americano.\r\n\r\nSecondo le rilevazioni dell’Osservatorio Turistico di Trademark Italia e Sigma Consulting che hanno effettuato il periodico sondaggio sul panel di operatori turistici della Riviera ed un’indagine demoscopica per inquadrare ancora meglio i trend, il 43% dei nostri connazionali ha deciso di fare qualche giorno di vacanza nel periodo primaverile.\r\n\r\nSul fronte della domanda nazionale, dunque, al canonico “milione e mezzo” di turisti italiani in vacanza per qualche giorno lontano da casa, si aggiungeranno circa 10 milioni di escursionisti per il primo assaggio stagionale di mare e di passeggiate sulle rive dell’Adriatico e dei mari Tirreno e Ligure, per le ultime escursioni in montagna o per le mostre e gli eventi delle grandi e piccole città d’arte e cultura della Penisola.\r\n\r\nII sondaggio indica che i turisti italiani nel 2022 faranno gli stessi giorni di vacanza del 2019 (2/3 giorni), meteo permettendo. La variabile meteo, in un momento di prenotazioni last minute sempre più prudenti (per garantirsi zero complicazioni in caso di cancellazione), inciderà in maniera determinante sulla performance di strutture ricettive, parchi di divertimento e ristoranti. Le destinazioni preferite alla data del sondaggio sono per l’86% in Italia, per il 9% all’estero, mentre il 5% sta aspettando l’occasione fortunata dell’ultimo secondo.\r\n\r\nIl budget di spesa per il tempo libero segue un percorso logico, di incremento naturale rispetto agli scorsi anni. In effetti, dal 2019 al 2021, per l’emergenza pandemia, i prezzi del settore hospitality nei mesi di alta stagione hanno subito ovunque sensibili aumenti (mediamente del 15-20%). Nella primavera 2022, a causa degli incrementi dei costi dell’energia, dei carburanti, dei prezzi delle materie prime e delle tariffe alberghiere, si sta verificando un altro incremento della spesa media non inferiore al 10% e tendenzialmente crescente.","post_title":"Trademark: il last minute (prudente) decide le vacanze di Pasqua","post_date":"2022-04-15T09:57:04+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1650016624000]}]}}

Clicca per lasciare un commento e visualizzare gli altri commenti