16 August 2026

Demoskopika: sull’inverno pesa l’inflazione. Ricavi turismo giù di 1,3 mld

iI presidente di Demoskopica, Raffaele Rio

L’inflazione pesa sulla stagione invernale che rischia di assistere a una contrazione della spesa turistica complessiva. Se i numeri dei tour operator tricolori sono decisamente positivi, come rivelano le ultime stime Astoi, non altrettanto si può invece dire del turismo italiano considerato nella sua totalità. Secondo i dati più recenti elaborati dall’istituto di ricerca Demoskopika, i prossimi mesi dovrebbero infatti registrare una riduzione dei flussi nel Paese: poco più di 23,2 milioni di arrivi e quasi 72 milioni di presenze, con una flessione rispettivamente pari al 6,1% e allo 0,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, segnato da quasi 25 milioni di arrivi e poco meno di 72,2 milioni di pernottamenti. Inevitabili ripercussioni anche sulla spesa turistica, che sarebbe destinata a registrare una sforbiciata di oltre 1,3 miliardi di euro.

L’incoming però regge

Tra i motivi condizionanti, c’è in particolare l’andamento dei prezzi, con l’inflazione turistica che si stima possa mostrare una crescita tendenziale dell’1,8%, per un differenziale inflazionistico pari a un punto percentuale in più rispetto alla variazione dell’indice generale calcolato dall’Istat allo 0,8%. In tale contesto, tiene però l’incoming, sostanzialmente stabile rispetto alla passata stagione: +0,5% per gli arrivi e -0,6% per i pernottamenti. Anche se, a oggi, oltre il 60% di turisti provenienti dall’estero è mediamente concentrato prevalentemente in alcune realtà regionali, con in vetta Veneto e Lazio.

Serve una distribuzione dei flussi più equilibrata

“Tra i numerosi interventi da mettere in campo per evitare l’effetto gambero – suggerisce allora il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio – risulta quanto mai necessaria, in primo luogo, una distribuzione dei flussi più equilibrata e strategica sull’intero territorio nazionale, con il conseguenziale beneficio di un incremento complessivo del livello di internazionalizzazione e di una riduzione del fenomeno dell’overtourism”.

In Veneto, Lazio e Trentino la maggior parte degli arrivi internazionali

Se è vero che, a livello complessivo, l’Italia presenta infatti un equilibrio tra quota italiana (51,4) e quota estera (48,6%) degli arrivi, risulta altrettanto vero che la maggior parte dei turisti provenienti dall’estero in media si dirige prevalentemente in sole sei realtà regionali su 20: Veneto (64,3%), Lazio (62,1%), Trentino Alto Adige (55,7%), Toscana (54,2%), Lombardia (54%) e Friuli Venezia Giulia (52,5%).

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