11 October 2026

Arsenale ed Fs lanciano il Treno della Dolce vita: versione tricolore dell’Orient Express

Cinque treni premium verso le bellezze più nascoste dell’Italia, per 16 mila chilometri su rotaia, da nord a sud, in compagnia dell’atmosfera della Dolce vita romana degli anni ‘60. Sarà l’offerta a regime, a partire dal prossimo mese di gennaio, del nuovo progetto di Arsenale, in collaborazione con Trenitalia. Sulle orme di altre esperienze simili, tra cui quella celebre dell’Orient Express, l’idea è quella di offrire esperienze di viaggio uniche a bordo di carrozze di lusso, per visitare i diversi luoghi del nostro territorio con tratte riservate, capaci di raggiungere sia le aree turistiche più conosciute, sia quelle logisticamente meno servite o frequentate.

Denominata il Treno della Dolce vita, l’iniziativa è stata illustrata oggi a Roma dal ceo di Arsenale, Paolo Barletta e dall’amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia, Luigi Corradi. Ogni convoglio sarà in particolare dotato di un totale di 32 cabine, tra cui 20 suite per una capienza totale di 64 passeggeri, mentre le tratte si snoderanno su percorsi della durata da uno a tre notti, toccando 128 città in 14 regioni differenti. L’obiettivo è quello di accogliere 74 mila passeggeri a bordo entro il 2026. Tra le proposte, il percorso lungo le vie dell’Amarone da Milano a Cortina, quello circolare del tartufo e del vino con partenza sempre dalla capitale lombarda, nonché il tour dei borghi della val d’Orcia e della Maremma toscana, un itinerario circolare da Roma attraverso la via Transiberiana, ferrovia del Gargano e i Sassi di Matera, e tre viaggi alla scoperta della Sicilia occidentale e orientale, nonché del barocco dell’isola. Infine, ancora la città dei Sassi e il Salento saranno protagonisti di un percorso circolare in partenza da Bari, così come le coste lucane e calabresi lato Jonio saranno attraversate da un tour con partenza e arrivo a Napoli.

Con investimenti già attivi e un portafoglio di prossime aperture che comprende, tra gli altri, il Soho House e il primo Orient Express griffato Accor di Roma (l’ex hotel de La Minerve), nonché il Rosewood di Venezia e il Santavenere di Maratea, Arsenale avvia così la sua seconda divisione nel settore del turismo. Il progetto sostiene la strategia di sviluppo della società che, oltre alla valorizzazione di asset italiani di pregio nel segmento lusso a fianco dei più grandi brand internazionali, mira a creare un’offerta premium uplevel integrata.

“Oggi aggiungiamo un nuovo e importante tassello al nostro sviluppo – ha spiegato Barletta -. Turismo non significa infatti solo alberghi e ristoranti. L’Italia è un’esperienza a 360 gradi. E proprio dall’esperienza dobbiamo ripartire per un’offerta integrata e completa. Vogliamo collegare la Penisola e creare quel passaparola che nei prossimi anni porterà i turisti a scoprire le mete oggi meno conosciute. Vorremmo poter portare i viaggiatori su nuovi itinerari, dove la resilienza del made in Italy costruirà nel tempo esperienze dedicate, nuova accoglienza e un calore tutto nostrano. Con il progressivo stabilizzarsi della situazione sanitaria globale, siamo convinti che il settore del lusso fungerà da traino per la ripresa del turismo nazionale. Il nostro lavoro è orientato a creare le condizioni per accogliere nuovamente i milioni di viaggiatori che nei prossimi 50 anni sceglieranno l’Italia come loro prima destinazione. Questo non è solo un augurio ma un impegno”.

“Viaggiare in treno per visitare l’Italia da nord a sud significa scegliere un mezzo sicuro ed ecosostenibile, tutelando l’ambiente e riscoprendo i luoghi più affascinanti, nascosti e inconsueti della Penisola –  gli ha fatto eco Corradi -. Il Treno della Dolce vita è un progetto che va proprio in questa direzione, portando sulle rotaie una nuova forma di turismo slow di lusso, per valorizzare le bellezze del nostro Paese: dalle grandi città d’arte alla piccola provincia”.

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Non una semplice lezione di cucina, ma un modo immediato per entrare nella cultura locale attraverso profumi, gesti e sapori.\r\nE poi ci sono luoghi nei quali viene spontaneo fermarsi. Il Café Hafa, aperto nel 1921 e affacciato sul Mediterraneo, è uno di questi. Come Villa Mabrouka, la dimora che fu di Yves Saint Laurent, dove anche un aperitivo diventa un momento da assaporare con calma, immersi in un'atmosfera particolare.\r\nLa giornata si chiude al Safran by Koya, a Tanja Marina Bay, dove la cucina marocchina incontra quella mediterranea, in una cena accompagnata da musica originale e danze. Un'esperienza che unisce sapori, spettacolo e convivialità e che completa una giornata vissuta attraverso le diverse anime di Tangeri.\r\n\r\nDa Tangeri a Rabat con Al Boraq\r\nIl passaggio alla seconda città è semplice e confortevole. A collegare Tangeri e Rabat è Al Boraq, il treno ad alta velocità di ONCF, che in poco più di un'ora porta da Tangeri a Rabat, cambiando rapidamente paesaggio e atmosfera.\r\nRabat appare più ordinata, elegante e misurata. È una capitale, ma senza la frenesia che spesso associamo alle grandi città. Qui il patrimonio storico convive con una dimensione contemporanea sempre più evidente.\r\nUno dei luoghi che meglio raccontano questa stratificazione è Chellah. Le testimonianze dell'antica città romana di Sala Colonia convivono con la necropoli merinide, la moschea e la Medersa.\r\nE poi ci sono le cicogne. I loro grandi nidi sulle antiche strutture sono diventati parte integrante del paesaggio. Tra le rovine, la natura sembra essersi presa il proprio spazio, creando un'immagine che rimane impressa.\r\nSi prosegue verso la Torre Hassan e il Mausoleo di Mohammed V, due dei simboli di Rabat, fino al Palazzo Reale, che restituisce la dimensione istituzionale della capitale.\r\nAnche la cucina entra nel racconto del viaggio. Al La Tour Hassan Palace, palazzo centenario oggi elegante hotel di lusso, abbiamo gustato alcuni piatti della tradizione marocchina, soprattutto un ottimo couscous. Una pausa piacevole in una struttura di grande fascino, dove l'atmosfera storica accompagna l'esperienza dell'ospitalità e della cucina marocchina.\r\n\r\nIl volto contemporaneo di Rabat\r\nEppure Rabat non è soltanto la sua storia. Sulle rive del Bouregreg, il fiume che separa Rabat dalla vicina Salé, emergono due segni del Marocco contemporaneo: la Mohammed VI Tower, nuovo elemento dello skyline della capitale, e il Grand Théâtre de Rabat, progettato da Zaha Hadid, con le sue forme fluide che sembrano dialogare con il corso dell'acqua.\r\nIl contrasto è evidente: da una parte le rovine di Chellah e i monumenti che attraversano i secoli, dall'altra un'architettura decisamente contemporanea.\r\nÈ forse proprio questo uno degli aspetti più interessanti di Rabat: la capacità di far convivere epoche e linguaggi diversi senza perdere la propria identità.\r\n\r\nDue città, un viaggio\r\nTangeri e Rabat sono vicine, ma non si assomigliano. La prima ha lo sguardo rivolto verso il mare e verso l'Europa, con una storia internazionale che ancora oggi si percepisce nelle sue atmosfere. La seconda ha il passo più tranquillo della capitale e un patrimonio nel quale passato e futuro convivono.\r\nA renderle ancora più interessanti insieme è proprio la facilità con cui si possono collegare: poco più di un'ora di Al Boraq e il paesaggio cambia, così come cambia l'atmosfera.\r\nDue città diverse, quindi, ma capaci di completarsi. E forse è proprio questa la sorpresa di un viaggio breve: scoprire, in pochi giorni, quanto possa essere sfaccettato il Marocco.\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n(Quirino Falessi)\r\n\r\n\r\n[gallery ids=\"523577,523578,523579,523580,523582,523581,523716,523717,523718,523719,523720,523722\"]\r\n\r\n\r\n\r\n \r\n","post_title":"Tangeri e Rabat, il Marocco che non ti aspetti","post_date":"2026-10-06T09:30:13+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1791279013000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"523478","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"«Il Vallese si trova nel cuore delle Alpi e qui si innalzano quarantacinque delle ottantadue cime sopra i quattromila metri della catena montuosa: cime accessibili a tutti grazie alla funivie e ai sentieri disponibili. - racconta Lucie Guntern, responsabile dell’Ente del turismo vallesano per il mercato italiano - È una destinazione ideale in ogni stagione: offre un’ampia gamma di possibilità per chi ama le attività outdoor, con trekking, camminate, alpinismo e bicicletta durante l’estate, oppure sci, sci d’alpinismo, ciaspolate e anche escursioni in montagna sulla neve d’inverno. E nei mesi autunnali incanta con la bellezza dei colori del foliage».\r\n\r\n\r\nCome raggiungere il Vallese\r\nIl Canton Vallese si trova nel sud della Svizzera ed è facilmente raggiungibile dall'Italia. Un treno diretto Eurocity in partenza da Milano porta a Brig, nel cuore di queste montagne, da dove ci si muove a bordo dei bus locali, viaggiando tra splendidi panorami. Ci si può anche spostare in macchina dal Nord Italia attraversando il passo del Sempione, oppure in aereo, arrivando all’aeroporto di Zurigo e poi utilizzando il bus. Importante sapere che in Svizzera si viaggia facilmente usando lo Swiss Travel Pass, che consente spostamenti illimitati in tutto il paese in treno, autobus e anche battello per 3, 4, 6, 8 o 15 giorni consecutivi. Il pass include anche biglietti scontati per gli impianti di risalita e l'ingresso gratuito ai musei (swisstravelpass.com).\r\n\r\nLa Saastal e Saas-Fee, tra storia e attività outdoor\r\nSi raggiunge così la Saastal, un territorio modellato nei millenni dall’azione dei ghiacciai e dall’erosione delle acque e composta da quattro villaggi: Saas-Fee, Saas-Almagell, Saas-Grund e Saas-Balen. Saas-Fee, su un altopiano di 1800 metri, è il centro principale, una delle più antiche colonie walser del Vallese, fondata nella metà del XIII secolo e apertasi al turismo verso la metà del ‘900. Sin dal 1951, con uno sguardo precursore, ci si sposta solo a piedi o con veicoli elettrici per preservare l’aria incontaminata e ridurre a zero le emissioni di gas serra. 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