13 December 2019

I problemi ai B737 Max costringono Ryanair a tagliare alcune rotte

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Prende sempre più corpo l’ipotesi di un ulteriore slittamento del ritorno all’operatività dei Boeing 737 Max, fino a oggi ancora previsto per settembre. Un’eventualità a cui si sta preparando anche Ryanair, annunciando una seria revisione dei propri piani di espansione a partire già dal prossimo inverno.

«La nostra compagnia continua a credere nei B737 Max. Ci aspettiamo che l’aereo possa ritornare in servizio prima della fine del 2019 – ha dichiarato in particolare il ceo di Ryanair, Michael O’Leary -. Tuttavia, il momento esatto del loro ritorno nei cieli rimane incerto. La Boeing continua a sperare nel prossimo settembre, noi però riteniamo che sia meglio essere prudenti e cominciare a pensare più realisticamente a dicembre. Stiamo perciò già pianificando i programmi per l’estate 2020, tenendo in considerazione che probabilmente avremo a disposizione circa una trentina dei 58 nuovi B737 Max stimati fino a oggi. Tutto ciò ridurrà il nostro ritmo di espansione da una previsione iniziale del +7% a un più modesto +3%. Anche l’obiettivo prefissato per marzo 2021, che parlava di 162 milioni di passeggeri trasportati, è stato tagliato a circa 157 milioni».

Tali ridimensionamenti comporteranno quindi una serie di interventi sulle basi operate da Ryanair: «Ridimensioneremo alcune rotte e ne chiuderemo altre già a partire dal prossimo orario invernale – prosegue O’Leary -. Stiamo iniziando una serie di colloqui con i nostri aeroporti partner, per capire quali tra le basi meno performanti andranno incontro a questi tagli, seppur temporanei. A questo fine, ci stiamo confrontando anche con i nostri collaboratori e i sindacati, nella piena consapevolezza che queste misure sono esclusivamente dovute ai ritardi del programma di consegne dei B737 Max. L’obiettivo è quello di ritornare ai nostri normali ritmi di crescita entro l’estate del 2021».




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