28 August 2026

Qantas: utili in calo a fronte dell’impennata del costo del fuel

E’ un impatto pesante quello dell’aumento dei prezzi del carburante sui conti di Qantas Airways, che si protrarrà nell’anno fiscale in corso, mentre la compagnia aerea registra un calo del 14% dell’utile annuale.

Il vettore ha sottolineato in una nota come il conflitto tra Stati Uniti e Iran ha comportato un aumento di 610 milioni di dollari australiani, pari a circa 437 milioni di dollari Usa, dei costi annuali per il carburante. I costi totali del fuel sono così aumentati di oltre il 14%, raggiungendo i 5,72 miliardi di dollari australiani.

Qantas ha inoltre deciso per un phase out anticipato degli Airbus A380, che avrà inizio nel 2028: la compagnia ha quindi dichiarato di essere in trattativa con Airbus e Boeing per convertire 20 opzioni in ordini fermi per gli A350 e i 787 a partire dal 2030.

«Gli A380 non sono più in produzione, quindi il costo di questi aeromobili è destinato ad aumentare nel tempo in termini di manutenzione, ma aumenteranno anche i costi legati alle interruzioni di servizio che ne deriveranno», ha spiegato il ceo di Qantas, Vanessa Hudson.

Il nuovo ordine sarebbe separato dai piani della compagnia aerea relativi al “Progetto Sunrise”, che prevede voli diretti da Sydney a Londra e New York con una flotta di 12 A350-1000 a lungo raggio appositamente progettati, che inizieranno ad arrivare a partire dal prossimo anno.

Hudson ha affermato che l’anno è stato «caratterizzato da due contesti operativi molto diversi», poiché la forte domanda di viaggi registrata per gran parte dell’anno si è scontrata con un’impennata dei costi del carburante, causata dal conflitto in Medio Oriente. L’aumento delle tariffe, la riduzione della capacità sui voli domestici e il riassegnazione degli aeromobili alle rotte internazionali più redditizie hanno compensato solo in parte gli effetti negativi derivanti dall’aumento dei costi del carburante.

Nonostante tutto, Qantas conferma prospettive di fatturato «positive. Il fatturato totale per ogni posto occupato dovrebbe crescere tra l’8% e il 10% nella prima metà dell’anno».

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