26 agosto 2026 09:56
L’Europa ha evitato di rimanere senza carburante per aerei nonostante il crollo delle forniture provenienti dal Medio Oriente, grazie alla rapida risposta delle sue raffinerie. Lo afferma la Iata, che sottolinea come tra marzo e giugno Europa, Nord America e Africa occidentale abbiano aumentato la produzione di cherosene di circa 640.000 barili al giorno, una quantità che ha praticamente compensato tutte le perdite registrate nelle zone colpite dalla guerra.
Il conflitto ha ridotto la produzione di carburante per aerei nella regione di una media di 640.000 barili al giorno rispetto a febbraio. Allo stesso tempo, numerose raffinerie asiatiche hanno dovuto ridimensionare le proprie attività a causa della minore disponibilità di petrolio greggio proveniente dalla zona, aggravando la pressione sull’offerta globale.
Cambio di strategia
Secondo Iata, la chiave di tutto è stata il cambio di strategia delle raffinerie. Il forte aumento dei prezzi del cherosene rispetto al gasolio ha reso più redditizia la produzione di carburante per l’aviazione, quindi hanno aumentato la percentuale di produzione destinata a questo prodotto. La resa è passata da circa il 10% prima della crisi al 12% a maggio, il valore più alto registrato nel periodo analizzato.
Questo aumento ha permesso al mercato di stabilizzarsi in pochi mesi. I dati mostrano che, con l’aumento della produzione di cherosene, anche il differenziale di prezzo con il gasolio ha iniziato a ridursi, segno che la pressione sull’offerta stava cominciando ad attenuarsi.
Ma la risposta delle raffinerie non è stata l’unico fattore. La temporanea riduzione della domanda dovuta alla cancellazione dei voli e l’utilizzo delle riserve strategiche di petrolio hanno contribuito a evitare problemi di approvvigionamento, soprattutto in Europa, dove la preoccupazione per l’impatto del conflitto era maggiore.
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[post_content] => Un mosaico di colori, profumi e atmosfere fuori dal tempo: è questo il volto autunnale dell'Estonia, quando le foreste si accendono di rosso, oro e ambra, i bog (le torbiere) assumono sfumature sorprendenti e l’aria frizzante invita a rallentare il passo.
Dalle vaste aree protette dell’entroterra alle isole del Baltico, ogni angolo del Paese offre prospettive diverse su questo spettacolo effimero. Anche Tallinn partecipa a questa trasformazione: parchi storici come Kadriorg e le numerose aree verdi urbane si accendono di tonalità autunnali, confermando la capitale dell’Estonia come una delle città europee in cui natura e vita cittadina convivono più armoniosamente.
Per chi desidera immergersi completamente nell’ambiente naturale, il Parco Nazionale di Soomaa rappresenta una delle esperienze più iconiche dell’autunno estone. Prima che l’inverno trasformi il paesaggio, è possibile esplorare i corsi d’acqua in canoa, osservare il foliage riflettersi sulla superficie dei fiumi e percorrere sentieri che attraversano foreste e torbiere. Qui il viaggio nella natura si completa con uno dei rituali più amati della cultura estone: la sauna, un’esperienza che combina benessere, relax e connessione con l’ambiente circostante.
L’autunno invita inoltre a scoprire la costa baltica e le isole estoni, dove il ritmo rallenta ulteriormente. A Saaremaa, conosciuta anche come “SPA-remaa” per la sua consolidata tradizione legata al benessere, centri termali e spa utilizzano ingredienti locali come alghe marine, foglie di ginepro, fanghi minerali e acqua sorgiva per trattamenti naturali e rigeneranti. Sempre sull’isola, il sentiero di Koigi Bog offre l’opportunità di attraversare paesaggi dai colori straordinari e di vivere la natura attraverso attività tradizionali come la raccolta di bacche e piante aromatiche.
L’autunno è anche il periodo ideale per scoprire un lato meno conosciuto dell’enogastronomia estone. Ai confini settentrionali della viticoltura europea, il Paese ha sviluppato una produzione originale di vini ottenuti da frutta, bacche e varietà nordiche. L’itinerario dell’Eesti Veinitee collega decine di produttori e cantine.
La stagione autunnale è anche un periodo di celebrazioni e cultura. Dal 2009 Narva detiene il titolo simbolico di Capitale d’Autunno dell’Estonia e propone ogni anno un programma di appuntamenti che coinvolgono residenti e visitatori.
Con l’accorciarsi delle giornate, l’Estonia rivela infine uno dei suoi aspetti più affascinanti. Le celebri Black Nights diventano il palcoscenico di un ricco calendario culturale che anima il Paese durante la stagione più buia dell’anno. Tra gli appuntamenti principali spicca il Tallinn Black Nights Film Festival (PÖFF), uno dei più importanti festival cinematografici del Nord Europa
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[post_content] => I ritardi nella consegna di nuovi aeromobili costringono le compagnie aeree a mantenere in servizio più a lungo i velivoli più vecchi, con un conseguente aumento di 3 miliardi di dollari all'anno in costi del carburante. La stima della Iata quantifica l'impatto economico di una crisi di produzione e approvvigionamento che sta rallentando il rinnovo della flotta.
Il problema riguarda centinaia di velivoli la cui sostituzione è stata posticipata. La lobby stima che fino a 1.662 velivoli destinati alla sostituzione siano stati rinviati al 2025 e avverte che alcune compagnie aeree potrebbero dover aspettare fino a sette anni per ricevere gli aerei ordinati.
Efficienza
La differenza di efficienza tra le due generazioni spiega gran parte di tale costo aggiuntivo. I nuovi velivoli a fusoliera larga riducono le emissioni di CO2 per posto-chilometro disponibile del 20%, mentre il miglioramento raggiunge il 24% negli aerei a fusoliera stretta e il 40% nei jet regionali.
In base a questi dati, la Iata stima che i ritardi nelle consegne causino circa 12 milioni di tonnellate aggiuntive di CO2 ogni anno, una quantità equivalente alle emissioni di circa 2,6 milioni di automobili. Questa cifra rappresenta l'1,2% di tutte le emissioni del settore aereo.
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La nuova compagnia aerea spagnola ha aperto le prenotazioni in vista del lancio previsto per il prossimo 1° dicembre, con una programmazione iniziale che include 17 partenze settimanali da Santiago de Compostela verso otto destinazioni in Spagna e in Europa.
Obiettivo dichiarato è quello di avvicinare la Galizia al resto del mondo, favorendo sia i viaggi di piacere che quelli d’affari. Il network includerà Alicante, Saragozza e Granada, Bruxelles, Monaco di Baviera, Praga e ben due destinazioni italiane: Milano Malpensa e Venezia Marco Polo. Alicante sarà servita da tre voli settimanali, mentre le altre sette rotte saranno operative due volte alla settimana.
I primi voli partiranno il 1° dicembre alla volta di Saragozza e Bruxelles, seguiti da Praga e Venezia il 2 dicembre. Le rotte per Alicante, Granada e Monaco di Baviera inizieranno il 3 dicembre, mentre quella per Milano Malpensa seguirà il 4 dicembre.
Fly2Galicia opererà come compagnia aerea virtuale, utilizzando un Airbus A320 noleggiato nell’ambito di un accordo ACMI. L’aeromobile e l’equipaggio saranno forniti dall’operatore rumeno Flyyo, mentre Fly2Galicia si occuperà delle vendite, del marketing e della rete commerciale.
Le agenzie di viaggio possono accedere alla distribuzione gds tramite Hahn Air, con condizioni speciali riservate per gruppi e tour operator.
La flotta iniziale della compagnia aerea sarà costituita dall’A320 noleggiato, mentre un secondo velivolo sarebbe atteso per la stagione estiva 2027, a supporto di un’ulteriore espansione della rete.
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[post_content] => E' un impatto pesante quello dell’aumento dei prezzi del carburante sui conti di Qantas Airways, che si protrarrà nell’anno fiscale in corso, mentre la compagnia aerea registra un calo del 14% dell’utile annuale.
Il vettore ha sottolineato in una nota come il conflitto tra Stati Uniti e Iran ha comportato un aumento di 610 milioni di dollari australiani, pari a circa 437 milioni di dollari Usa, dei costi annuali per il carburante. I costi totali del fuel sono così aumentati di oltre il 14%, raggiungendo i 5,72 miliardi di dollari australiani.
Qantas ha inoltre deciso per un phase out anticipato degli Airbus A380, che avrà inizio nel 2028: la compagnia ha quindi dichiarato di essere in trattativa con Airbus e Boeing per convertire 20 opzioni in ordini fermi per gli A350 e i 787 a partire dal 2030.
«Gli A380 non sono più in produzione, quindi il costo di questi aeromobili è destinato ad aumentare nel tempo in termini di manutenzione, ma aumenteranno anche i costi legati alle interruzioni di servizio che ne deriveranno», ha spiegato il ceo di Qantas, Vanessa Hudson.
Il nuovo ordine sarebbe separato dai piani della compagnia aerea relativi al “Progetto Sunrise”, che prevede voli diretti da Sydney a Londra e New York con una flotta di 12 A350-1000 a lungo raggio appositamente progettati, che inizieranno ad arrivare a partire dal prossimo anno.
Hudson ha affermato che l’anno è stato «caratterizzato da due contesti operativi molto diversi», poiché la forte domanda di viaggi registrata per gran parte dell’anno si è scontrata con un’impennata dei costi del carburante, causata dal conflitto in Medio Oriente. L’aumento delle tariffe, la riduzione della capacità sui voli domestici e il riassegnazione degli aeromobili alle rotte internazionali più redditizie hanno compensato solo in parte gli effetti negativi derivanti dall’aumento dei costi del carburante.
Nonostante tutto, Qantas conferma prospettive di fatturato «positive. Il fatturato totale per ogni posto occupato dovrebbe crescere tra l’8% e il 10% nella prima metà dell’anno».
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Allarme alluvione al confine fra Tibet e Nepal. La causa dovrebbe essere stata un terremoto di magnitudo 4.4 avvenuto alle 8,37 ora locale con epicentro in Tibet a 10 chilometri di profondità, che avrebbe causato l'esondazione repentina del fiume Bhote Koshi, al confine tra Nepal e Tibet cinese. A confermarlo, come riporta il Corriere della Sera, l'agenzia Nuova Cina.
Il bilancio provvisorio destinato a salire sarebbe, stando a La Repubblica, di 95 morti e centinaia di dispersi.
La grande frana caduta nella regione di Gyirong (Xizang) in Tibet, avrebbe provocato un numero imprecisato di vittime e dispersi presso il posto di frontiera con il Nepal, la principale via di comunicazione tra i due Paesi. Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato il massimo sforzo per prestare soccorso alle vittime.
In Nepal, sulla sponda opposta della frontiera, il ministro degli esteri ha detto che il problema è stato causato da un terremoto. La zona più colpita risulta quella di Syapru Besi e Timure. «Interi villaggi, ponti e infrastrutture sono stati spazzati via» ha detto alla Reuters il direttore amministrativo del distretto montano di Rasuwa.
I dispersi
Secondo i media locali citati da La Repubblica, sarebbero 403 i dispersi, di cui 384 stranieri. Tra gli stranieri scomparsi nelle alluvioni che hanno colpito le regioni di Nepal e Tibet ci sarebbero 133 indiani, 47 statunitensi, 34 australiani, 33 britannici, 24 canadesi, 19 malesi, sette ucraini, sei singaporiani e sei sudafricani. La lista comprende inoltre cinque giapponesi, cinque neozelandesi, quattro tedeschi, tre francesi, due irlandesi, due olandesi, due russi e i due spagnoli, oltre a cittadini di Bielorussia, Finlandia, Ungheria, Israele, Lituania, Portogallo e Filippine.
In base a quanto definito dalla Farnesina, come riporta anche riporta il Corriere della Sera, in tutta la regione del Tibet ci sono anche 90 italiani: due sarebbero bloccati ma in buone condizioni con la guida a monte della frana.
I media locali riferiscono che, dei dispersi, 92 viaggiavano con il tour operator Trekkers Society, 71 con Samrat Tour and Travels, 55 con Leaf Holidays, 52 con Himalayan Glacier, 31 con Kailash Journey, 27 con Fishtail Tours & Travels, 20 con Alpine Eco Trek, 17 con Kathmandu Holiday Tours & Travels, dodici con Richa Tours & Travels e sette con Explore Vacation. Fonti della Corea del Sud dicono che almeno otto sudcoreani che lavoravano in un impianto idroelettrico non compaiono nei conteggi e altri dieci sarebbero dispersi o non raggiungibili.
«L'Unità di crisi della Farnesina è in raccordo con il consolato generale d'Italia a Calcutta, il consolato onorario a Kathmandu e l'ambasciata d'Italia a Pechino» si legge in una nota del ministero degli Esteri.
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Cambiamenti ai vertici della Americas Region di Costa Crociere: Dario Rustico lascerà l'azienda e Jorge Serrano Martín de Vidales è stato nominato nuovo Americas Region director. Nel suo nuovo ruolo, il manager risponderà direttamente a Luigi Stefanelli, vice president worldwide sales, e guiderà la strategia commerciale e lo sviluppo del business di Costa per l’area Nord e Sud America.
La nomina fa seguito alla decisione di Dario Rustico di lasciare Costa Crociere, a partire dal prossimo 14 settembre, per dedicarsi a obiettivi personali al di fuori dell'azienda, dopo oltre due decenni di servizio. «Sono profondamente grato per le esperienze, le relazioni e i traguardi raggiunti durante i miei 24 anni in Costa. È stato un privilegio lavorare al fianco di colleghi, partner e team straordinari nell’area Asia-Pacifico, in Europa e, in quest'ultimo decennio, nelle Americhe. Lascio con grande orgoglio per quanto abbiamo realizzato insieme e con piena fiducia nel continuo successo di Costa per gli anni a venire» ha dichiarato Dario Rustico.
Luigi Stefanelli ha sottolineato che "Dario Rustico ha dato un contributo straordinario allo sviluppo del nostro business a livello globale. Il suo spirito imprenditoriale, la sua determinazione e la sua leadership lasciano un'eredità duratura in tutta la nostra organizzazione. Lo ringraziamo sinceramente per il suo impegno, i risultati ottenuti e gli auguriamo ogni successo nel prossimo capitolo del suo percorso personale e professionale».
Il nuovo manager
Jorge Serrano Martín de Vidales, attualmente alla guida delle vendite trade Costa in Spagna e Portogallo, assumerà formalmente il suo nuovo ruolo a gennaio 2027, una volta completato il trasferimento presso gli uffici di Costa in Brasile. Fino ad allora, il team dell’Americas Region risponderà direttamente a Luigi Stefanelli. «Jorge Serrano Martín de Vidales porta con sé una vasta esperienza commerciale e una comprovata capacità di generare crescita in mercati e canali distributivi diversificati. La sua nomina riflette l'impegno di Costa nella valorizzazione dei talenti e nella promozione della leadership interna. La competenza commerciale, la sua approfondita conoscenza del settore e la sua mentalità internazionale lo rendono la persona ideale per guidare l'importante Americas Region ».
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[post_content] => Bilancio in rosso per il primo semestre 2026 di Kenya Airways, che archivia il periodo con un passivo ante imposte di circa 123 milioni di dollari, in peggioramento rispetto ai circa 94 milioni di dollari registrati nello stesso periodo dell'anno precedente.
A pesare sui conti, secondo quanto spiegato dalla compagnia aerea africana, sono stati soprattutto il forte aumento del costo del carburante per l'aviazione, cresciuto in seguito alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, le difficoltà nella disponibilità degli aeromobili e l'incremento dei costi operativi.
«I prezzi del carburante per aerei sono aumentati del 66% a causa delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, determinando un aumento del 32% dei costi del carburante», ha dichiarato Kiprono Kittony, presidente del consiglio di amministrazione del vettore.
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Nel frattempo, secondo quanto riferito da Bloomberg, Kenya Airways sarebbe a poche settimane dal presentare una proposta per la vendita di una quota a un investitore strategico, a quasi un decennio di distanza da quando la compagnia di bandiera aveva avviato per la prima volta il progetto.
La compagnia ha suscitato l’interesse di diversi potenziali acquirenti che hanno contattato la compagnia aerea, ha affermato in un’intervista l’amministratore delegato ad interim George Kamal. La compagnia aerea aveva già annunciato in precedenza di aver bisogno di circa 1,5 miliardi di dollari di finanziamenti.
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Secondo Iata, la chiave di tutto è stata il cambio di strategia delle raffinerie. Il forte aumento dei prezzi del cherosene rispetto al gasolio ha reso più redditizia la produzione di carburante per l'aviazione, quindi hanno aumentato la percentuale di produzione destinata a questo prodotto. La resa è passata da circa il 10% prima della crisi al 12% a maggio, il valore più alto registrato nel periodo analizzato.
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[post_content] => Sun PhuQuoc Airways ha scelto Tal Aviation Group come agente generale di vendita in oltre 20 paesi in tutta Europa, inclusa l’Italia. Una partnership che rappresenta un passo importante nella strategia della compagnia aerea di espandere la propria presenza internazionale.
Tal Aviation gestirà tutte le attività commerciali del vettore in questi mercati, tra cui vendite, marketing, sviluppo commerciale, supporto alle prenotazioni, distribuzione e creazione di partnership con gli operatori del settore turistico. Il nuovo ruolo di gsa entra in vigore immediatamente, con le attività di coinvolgimento commerciale e la strategia di vendita già in corso.
Sun PhuQuoc Airways è una compagnia aerea full service e fa parte del Sun Group. Basata sull'isola di Phu Quoc, collega i principali hub del Vietnam con i mercati internazionali in tutta l'Asia e prevede di espandersi in Europa e in altre regioni del mondo.
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