29 giugno 2022 14:49
Mauritius ha revocato la maggior parte delle restrizioni sanitarie ancora in vigore per contrastare la diffusione del Covid-19, consentendo la riapertura di bar e discoteche e rimuovendo l’obbligo di indossare mascherine nei luoghi pubblici, così da incentivare ulteriormente anche i flussi turistici.
Dal 1° luglio, viene abolito il test all’arrivo sia per i viaggiatori vaccinati sia per i non vaccinati; in particolare, per questi ultimi, sarà eliminato anche l’obbligo di quarantena di sette giorni.
L’Isola dell’oceano Indiano, sta “entrando in una nuova fase“, ha dichiarato il primo ministro Pravind Jugnauth, ieri sera in occasione di un discorso alla nazione – ripreso da L’Echo Touristique – durante il quale ha annunciato le nuove misure dopo due anni di restrizioni e sottolineato il “successo della campagna di vaccinazione e il conseguente basso tasso di infezione”.
“È stato necessario prendere decisioni difficili, soprattutto un contenimento totale che ha avuto conseguenze sull’economia”, ha ricordato il primo ministro, apprezzando in particolare il tasso di vaccinazione raggiunto da Mauritius.
L’utilizzo delle mascherine non sarà più obbligatorio nello spazio pubblico, ma continuerà a essere imposto nei centri sanitari e sui trasporti pubblici. I bar e i locali notturni possono riaprire, così come i principali impianti sportivi, e il divieto di fare picnic sulle spiagge è stato abolito.
Mauritius aveva riaperto le porte ai visitatori internazionali all’inizio di ottobre, ma una recrudescenza della pandemia il mese successivo ha imposto una nuova ondata di misure restrittive, con ripercussioni anche sull’industria turistica del Paese.
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[post_content] => Leukerbad, nel Canton Vallese, è una destinazione per lo sport alpino e il benessere attiva in tutti i mesi dell’anno. Si raggiunge in auto o in treno EuroCity di Trenitalia, arrivando a Leuk, oppure in aereo atterrando a Zurigo e percorrendo l’ultimo tratto in bus.
I viaggi in treno e bus in territorio svizzero sono coperti dallo Swiss Travel Pass: un biglietto turistico da acquistare online o tramite i siti di Ferrovie Federali Svizzera e Svizzera Turismo, che offre accesso illimitato a treni, autobus e battelli, sconti su funivie e ferrovie di montagna ed escursioni e visite a musei e castelli gratuite.
Leukerbad è la destinazione termale più grande delle Alpi, situata a 1400 metri di altezza nel cuore della Valle della Dala, circondata da boschi e montagne. I turisti provengono soprattutto dal mercato interno e dal Liechtenstein, dalla Germania e dalla Francia. L’Italia si posiziona al 4° posto con circa 9500 pernottamenti annuali: 7250 nella stagione invernale e 2250 in quella estiva. I viaggiatori sono attratti dalla ricca proposta termale e da quella sportiva, sia estiva che invernale. Il turismo invernale prese il via nel 1948 con la costruzione del primo skilift. Nel corso degli anni gli impianti sono aumentati con le funivie che salgono a Gemmipass e al Torrenthorn, formando il vasto comprensorio del Torrent: la cima più alta raggiunge i 2600 metri, con vista su una ventina di cime sopra i 4000 metri. La rete di piste si estende per circa 55 chilometri e comprende percorsi per sci, snowboard, sci di fondo (18 chilometri tracciati) e anche slittino - con una vasta area per i bambini - oltre a 40 chilometri di sentieri battuti per le ciaspolate. Il turismo estivo vanta invece 200 km di sentieri escursionistici, come Il sentiero delle sorgenti termali e 20 percorsi per le mtb. Affascinante la storia delle terme.
«L'acqua termale proviene dalla regione del Torrenthorn: la neve cade su cime di 2500 metri, si infiltra nel terreno e scende fino a 500 metri sotto il livello del mare, saturandosi di calcio e solfato, cloro, sodio e ferro, che hanno effetti benefici per il sistema muscolo-scheletrico. - racconta Florent Moos, guida di media montagna dell’Ente del turismo di Leukerbad - L’acqua riemerge poi in superficie spinta dal calore; l'intero ciclo dura 40 anni. Ogni giorno dalle sorgenti sgorgano 3,9 milioni di litri d'acqua a 51° di temperatura, che, opportunamente raffreddata, alimenta i bacini di 3 centri termali pubblici e di 5 hotel. Sia i celti che i romani hanno frequentato le nostre sorgenti, - prosegue Moos - questi ultimi lasciando piccoli reperti, monete e una strada lastricata larga due metri che collegava il paese al fondovalle. Non costruirono nulla in muratura perché l’area era accessibile solo pochi mesi all’anno per via dell’altitudine e delle rigide temperature invernali. Ancora oggi troviamo testimonianze dell’epoca, soprattutto nell’area in cui si sta completando un tratto dell'Autostrada A9 del Canton Vallese, un'infrastruttura fondamentale destinata a collegare stabilmente Losanna al Passo del Sempione. Il progetto, le cui prime bozze risalgono addirittura agli anni '60, ha richiesto decenni di discussioni e mediazioni per via dell'alto valore naturalistico del territorio».
Le terme di Leukerbad sono note sin dall'antichità, ma solo a fine '400 vennero aperte le prime locande per i ricchi signori europei. Lo sviluppo strutturato iniziò alcuni decenni dopo, quando il cardinale Matthäus Schiner, un potente politico originario di Leuk, riscattò i diritti di sfruttamento delle acque termali, diventandone il proprietario e finanziando la costruzione dei primi edifici per i bagni aperti alla cittadinanza (Burgerbad). Il turismo termale iniziò a svilupparsi tra il XVIII e il XIX secolo, quando nacquero gli alberghi storici di Leukerbad, mentre un’importante clinica per le malattie reumatiche e per la riabilitazione venne costruita a metà secolo scorso ed è ancora oggi attiva. È interessante sapere che la comunità della cittadina del Vallese ha trovato un modo sostenibile per utilizzare il calore delle acque termali durante l’inverno: dagli ultimi decenni del ‘900 vengono riscaldati gli edifici e si impedisce alle strade di ghiacciare alimentando una rete di canali sotto il manto stradale.
(Chiara Ambrosioni)
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Sono numerose le compagnie aeree che hanno sospeso i voli verso Riyadh, in seguito agli attacchi degli ultimi giorni contro l'Arabia Saudita da parte dai ribelli houthi dello Yemen, tra cui quello subito ieri dall'aeroporto internazionale della capitale.
Lufthansa, Air France-Klm e Air India hanno deciso per l'interruzione dei collegamenti con Riyadh, mentre ripercussioni ci sono anche negli altri scali sauditi.
Anche Ita Airways sospende i voli verso la capitale saudita «a causa dei recenti sviluppi geopolitici» per ora fino al 16 ottobre (incluso).
"Inoltre, per motivi operativi - precisa Ita Airways - i voli da e per Dubai sono sospesi fino al 30 novembre compreso. I passeggeri possono richiedere la riprenotazione su un volo alternativo o il rimborso del biglietto. Per ulteriori informazioni, i clienti sono invitati a visitare il nostro sito web o a contattare la propria agenzia di viaggi".
Secondo quanto riporta oggi Il Corriere.it, che cita i dati forniti da Flightradar24 alle 19.45 (ora italiana) dell’8 ottobre, l’aeroporto di Riyadh registrava 331 voli cancellati (tra partenze e arrivi), il 41% di quelli programmati, ma il dato è in costante aggiornamento. Secondo la piattaforma specializzata Cirium cancellazioni si registrano anche a Gedda e Dammam.
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«L’Italia, oggi secondo mercato europeo per Antigua e Barbuda, continua a rappresentare un mercato importante per Antigua e Barbuda - spiega Cherrie Osborne, director of Tourism Uk & Europe dell’Antigua and Barbuda Tourism Authority - con un significativo potenziale di ulteriore crescita - Negli ultimi cinque anni abbiamo registrato un forte incremento dei viaggiatori italiani verso la destinazione, con arrivi passati da poco più di 500 nel 2021 a oltre 3.000 sia nel 2024 che nel 2025.
Un andamento che conferma le concrete opportunità di consolidare e accrescere ulteriormente l’interesse del mercato italiano nei confronti di Antigua e Barbuda. Vogliamo inoltre far conoscere ai viaggiatori italiani un volto della destinazione che va oltre la classica vacanza balneare. Antigua e Barbuda offrono infatti un patrimonio ricco di cultura, gastronomia e storia, oltre a rappresentare un punto di riferimento per il turismo nautico. Continueremo quindi a investire sul mercato italiano con l’obiettivo non solo di incrementare gli arrivi, ma anche di attrarre viaggiatori interessati a soggiornare più a lungo, scoprire più a fondo la destinazione e trovare sempre nuovi motivi per tornare».
L'offerta comprende non solo spiagge ma natura, cultura, gastronomia, tradizioni locali e un ricco calendario di eventi, che rappresentano una delle espressioni più autentiche dell’identità delle due isole.
Tra gli appuntamenti più imminenti, dall’11 al 18 novembre 2026 tornerà Antigua and Barbuda Art Week, giunta alla quarta edizione.
Ad aprile il Regatta Month celebra la storica tradizione velica dell’isola con eventi internazionali come l’Antigua Classic Yacht Regatta e l’Antigua Sailing Week; a maggio il Culinary Month porta in primo piano la gastronomia locale con ristoranti, chef ed esperienze dedicate al gusto. Seguono il Romance Month a giugno e, tra fine luglio e inizio agosto, l’Antigua Carnival, la più importante celebrazione culturale delle isole, tra musica, danza.
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[post_content] => Il lavoro di rappresentanza portato avanti da Fiavet-Confcommercio presso le istituzioni porta i suoi frutti. Con il nuovo Regolamento (UE) 2026/2202, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 2 ottobre 2026, l'Unione Europea riscrive, dopo oltre vent'anni, la disciplina sui diritti dei passeggeri aerei, introducendo tutele più forti per i viaggiatori e un ruolo di primissimo piano per gli agenti di viaggi.
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Tra le novità principali spiccano i nuovi obblighi d'informazione, che coinvolgono direttamente sia le compagnie aeree sia le agenzie d'intermediazione. Queste ultime dovranno inserire sui propri siti web e app mobili una nota informativa chiara sui diritti dei passeggeri, inclusa la procedura per la gestione dei reclami. Per rispettare le nuove norme, vettori e intermediari dovranno attivare sistemi trasparenti, veloci e con tempi certi per ricevere e gestire le segnalazioni dei clienti.
Viaggiatori e garanzie
Il regolamento introduce inoltre importanti garanzie per i viaggiatori. Vengono stabilite regole chiare per lo spostamento su voli di classe superiore o inferiore, con diritto al rimborso parziale del biglietto, e si introduce l'obbligo di riproteggere i passeggeri anche tramite voli di altre compagnie. Diventa possibile correggere gratuitamente eventuali errori materiali sul biglietto (ad esempio la modifica del nome) ed è vietato alle compagnie negare l'imbarco a chi utilizza il solo volo di ritorno di un biglietto d'andata e ritorno. Infine, viene garantita la possibilità di presentare la carta d'imbarco in formato cartaceo e non solo digitale.
Pacchetti turistici
Importante anche il chiarimento sul rapporto tra i diritti dei passeggeri e la disciplina dei pacchetti turistici. La normativa stabilisce la prevalenza delle tutele del pacchetto di viaggio su quelle del singolo volo. Per evitare doppi rimborsi, le somme già versate dalla compagnia o dall'organizzatore del viaggio per un disservizio subìto sul volo verranno detratte da eventuali ulteriori indennizzi.
Il comment0 di Pileri
«Abbiamo seguito da vicino per anni l’iter di questa importante revisione legislativa – commenta il presidente di Fiavet Confcommercio, Gian Mario Pileri – partecipando alle audizioni parlamentari e veicolando le istanze delle agenzie attraverso i vari canali istituzionali italiani ed europei, in stretto raccordo con il ministero del turismo e la confederazione. Questo costante lavoro di confronto ha permesso di raggiungere risultati fondamentali a tutela del comparto e dei clienti. Questo aggiornamento fornisce indicazioni utili che chiariscono molti dubbi e faciliteranno il lavoro degli agenti nei rapporti con le compagnie aeree e con i viaggiatori. Ora attendiamo che si concretizzi anche la garanzia obbligatoria contro l'insolvenza dei vettori nell'ambito della revisione della normativa di settore, come già auspicato nel testo europeo».
«La nuova normativa, inoltre, invia un messaggio molto forte al nostro comparto – conclude Pileri – riconoscendo un ruolo di centrale importanza all'agenzia intermediaria nella vendita della biglietteria aerea. Si tratta di un'evoluzione che richiede più qualificazione e maggiore responsabilità, imponendo un cambio radicale nel rapporto tra compagnie aeree e agenti di viaggi. Non siamo più meri distributori di biglietti da compensare solo in base ai volumi di vendita, ma partner commerciali che prestano un servizio professionale di prenotazione e assistenza che va riconosciuto e valorizzato con un equo compenso».
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[post_content] => Iberostar Hotels & Resorts ha esaminato i risultati dei primi nove mesi dell'anno, durante i quali ha registrato un aumento del 7% delle vendite globali, trainato da una crescita del 7% della tariffa media giornaliera. I risultati confermano, tra l'altro, la ripresa del turismo in uscita dalla Germania, il crescente interesse per le isole Canarie e Baleari e la solidità del mercato delle Americhe e dei Caraibi, con la Repubblica Dominicana e il Brasile che hanno registrato una crescita delle vendite rispettivamente dell'8% e del 10%.
«Finora quest'anno Iberostar ha mantenuto un volume d'affari positivo grazie alla stabilità della domanda in Europa, influenzata dalla ripresa della Germania, e alla crescita registrata in America, trainata da paesi di provenienza come Brasile e Canada» sottolinea l'azienda in un comunicato riportato da Hosteltur.
A livello regionale , la catena evidenzia le vendite nelle isole Canarie e Baleari nell'area Emea, con una crescita superiore al 10% per i soggiorni nel 2026 e un aumento del 6% della tariffa media giornaliera ( nella regione. I mercati britannico e tedesco (con incrementi prossimi al 10%) hanno registrato le performance migliori, mentre Svizzera e Belgio hanno raggiunto una crescita a doppia cifra.
Le previsioni
L'azienda prevede una significativa crescita della domanda globale nel 2026, con incrementi sostenuti nei mercati di origine tradizionali e una crescita delle vendite superiore al 10% verso destinazioni chiave come le isole Canarie e le Isole Baleari in Europa, e il Brasile e la Repubblica Dominicana nelle Americhe. Anche il mercato interno spagnolo mantiene un trend positivo, soprattutto verso le isole Canarie (dove ha registrato una ripresa di oltre il 10%). Altre destinazioni della regione, come Tunisia e Marocco, stanno registrando performance favorevoli, consolidando il trend degli ultimi anni.
Nelle Americhe, dove la crescita media dell'Adr è stata dell'8%, il Messico continua a essere la principale destinazione per la compagnia nella regione, mentre la Repubblica Dominicana e il Brasile hanno incrementato le vendite rispettivamente dell'8% e del 10%. Nel frattempo, Stati Uniti, Argentina e Canada rimangono i principali mercati di provenienza della domanda, ma il Brasile, con un aumento cumulativo del 17%, e il Messico, con il 23%, mostrano una crescita molto positiva della domanda locale.
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«Questi risultati riaffermano la solidità del nostro modello di business in un contesto internazionale in continua evoluzione e riflettono il sostegno dei nostri clienti a una proposta di valore basata sulla qualità. Il nostro arrivo nella prima destinazione in Africa orientale apre un capitolo decisivo nella nostra strategia di crescita selettiva, volta a generare valore duraturo per il nostro team, i nostri clienti e le destinazioni in cui operiamo» ha dichiarato Phil McAveety, ceo di Iberostar Hotels & Resorts.
A dicembre, Iberostar riaprirà il resort Joia Rose Hall in Giamaica e gli hotel Iberostar Waves Tucán e Iberostar Waves Quetzal in Messico, tutti dopo una completa ristrutturazione.
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[post_content] => La Turchia torna al Ttg Travel Experience, con un’ampia presenza di operatori qualificati e la compagnia di bandiera Turkish Airlines per offrire, oltre le mete più conosciute, nuovi itinerari culturali, archeologici, gastronomici e naturalistici.
Nel 2025 la destinazione ha accolto circa 64 milioni di visitatori, generando oltre 65 miliardi di dollari di entrate turistiche. L'anno scorso più di 810.000 italiani hanno visitato il paese.
Nel segno di “Exist”, tema di Ttg Travel Experience 2026, la Turchia punta su esperienze legate ai territori, alle comunità locali e a modi diversi di vivere il patrimonio.
Accanto a Istanbul, Cappadocia, Antalya, Bodrum e alle grandi destinazioni costiere, meritano spazio città e territori dell’Anatolia, piccoli centri, percorsi enogastronomici, itinerari archeologici e modalità di visita pensate per distribuire maggiormente i flussi durante l’anno.
Istanbul rappresenta il principale snodo internazionale del paese e una porta d’ingresso verso le diverse regioni della Türkiye tanto da essere stato considerato, recentemente, lo scalo europeo con il maggior numero di movimenti.
Anche Ankara guarda a una maggiore integrazione dei trasporti. È entrato nella fase operativa il progetto per il collegamento ferroviario tra la stazione dell’Alta Velocità della capitale e l’aeroporto Esenboğa. La linea prevista avrà una lunghezza di 36 chilometri e 12 stazioni e punta a facilitare l’accesso alla capitale e all’Anatolia centrale.
Tra le esperienze che stanno contribuendo a rinnovare il modo di visitare la Turchia c’è il progetto Night Museums, arrivato nel 2026 alla terza stagione. L’iniziativa ha coinvolto 20 tra musei e siti archeologici, permettendo di visitare nelle ore serali alcuni dei luoghi più importanti del patrimonio del paese.
Nel 2025 oltre un milione di visitatori ha scelto di entrare nei musei e nei siti archeologici durante le aperture serali.
Il 2026 si sta rivelando particolarmente significativo anche sul fronte archeologico. A Troia, gli scavi hanno riportato alla luce nuovi elementi dell’antica agorà risalente a circa 2.800 anni fa, aggiungendo un nuovo tassello alla lettura di uno dei siti più conosciuti del Mediterraneo. La scoperta arriva in un anno nel quale il rapporto tra Troia e l’Italia è particolarmente evidente grazie alla mostra “Troia e Roma. Alle origini del mito”, ancora per qualche settimana al Colosseo.
Nel 2026 Ortahisar, nel cuore della Cappadocia, è entrata ufficialmente nella rete internazionale Cittaslow, portando a 29 il numero delle località turche aderenti al movimento.
La storia di Cittaslow crea inoltre un interessante legame con il mercato italiano: il movimento è nato proprio in Italia nel 1999 e in Turchia ha iniziato a svilupparsi nel 2009 con Seferihisar, prima città turca a entrare nella rete. Oggi le 29 località Cittaslow della Türkiye sono distribuite nelle sette regioni del Paese e raccontano un’altra geografia del viaggio, fatta di piccoli centri, paesaggi, produzioni locali e ritmi più lenti.
Anche il Türkiye Culture Route Festival contribuisce ad allargare la geografia turistica del paese. Nel 2026 il progetto raggiunge 26 città distribuite nelle sette regioni dellaTurchia, con un calendario lungo quasi otto mesi che combina mostre, concerti, teatro, patrimonio storico, arte contemporanea e gastronomia.
Dai prodotti dell’Egeo alle cucine dell’Anatolia centrale e sud-orientale, dallo street food di Istanbul alle produzioni vinicole dell’area di Troia e della Tracia, ogni regione offre una propria identità gastronomica.
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[post_content] => Flessibilità. Questa la parola chiave che sta indirizzando l’attività di marketing di Alpitour World, costretto come tutti gli altri operatori del comprato a fare i conti con una situazione estremamente fluida e incerta. «Abbiamo dovuto rimodulare le campagne che avevamo programmato per il 2026 alla luce degli eventi internazionali – conferma Tommaso Bertini, chief corporate & tour operating marketing officer di Alpitour Word, incontrato in occasione della presentazione della mostra dedicata a Matisse al Mudec, di cui il gruppo Alpitour è sponsor -. Per questo abbiamo proposto un’immagine che richiamasse a quel concetto di serenità che oggi rappresenta uno dei valori più preziosi da associare alla vacanza». Serenità nel sapere che è sempre possibile far riferimento a persone in carne e ossa nel caso di qualsiasi disguido possa verificarsi durante il viaggio, e serenità di poter contare su un gruppo che grazie alla sua integrazione verticale offre una gamma di soluzioni amplissima.
«In questa fase, stiamo ancora ragionando sulle prossime mosse da compiere. Nel prossimo anno finanziario, in avvio il 1° novembre, dal punto di vista del marketing prevedo sosterremo in modo particolare i brand Bravo ed Eden, andando a sollecitare una fascia di mercato che ultimamente sta prenotando più sotto data».
Un altro aspetto segnalato dal manager è quello relativo al marchio-ombrello del gruppo. «Ci concentreremo anche sulla promozione del brand Alpitour World, in quanto vogliamo trasmettere in questa fase di incertezza il valore aggiunto che risiede nel gruppo. Questo perché il vero problema oggi è l’indecisione, l’attendismo di chi aspetta a prenotare perché teme che la situazione possa cambiare all’improvviso».
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La chiusura dell'anno
Le stime sulla chiusura dell’anno finanziario si mantengono comunque positive. «Penso archivieremo un anno su valori simili a quelli del 2025 – spiega Bertini -. Un risultato assolutamente soddisfacente, considerato il delicato contesto internazionale in cui si inserisce. Paradossalmente, il fatto di avere al nostro interno marchi affermati sia sul fronte trade sia su quello consumer potrebbe avvantaggiarci in un clima di generale insicurezza».
Per il futuro, molto dipenderà dal caro fuel: «Il costo del carburante è quasi raddoppiato. Se non intervengono novità, questo andrà a influire sul futuro costo dei pacchetti, con un rincaro di qualche punto percentuale e un inevitabile abbassamento della nostra marginalità».
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[post_content] => Continua la crescita di Omnia Hotels, tra nuovi ingressi, importanti interventi di riqualificazione e investimenti destinati a far evolvere le strutture già presenti nel portfolio.
Allo Shangri La di Roma, dove è stata recentemente completata una nuova palazzina dedicata alle camere degli ospiti, è prevista la prossima apertura al pubblico di un nuovo polo ristorativo concepito come uno spazio di design articolato tra bar, ristorante, grill e privé, con un’area esterna con piscina.
L'evoluzione
Negli ultimi anni Omnia Hotels ha ampliato il proprio perimetro: tra le tappe più recenti c’è l’apertura dell’Aria Palace accanto al Teatro dell’Opera di Roma, hotel completamente nuovo che ha portato nel portfolio una struttura contemporanea e il centro congressi polifunzionale allo Shangri La dell’Eur.
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[post_content] => Matera come porta d’ingresso, il potenziale ancora inespresso di alcune aree, il nodo dei collegamenti e le prospettive della Pista Mattei.
Francesco Garofalo, fondatore di Welcome Lucania e Regional Manager di Destination Italia Group per Basilicata, Puglia e Calabria, traccia le priorità per lo sviluppo turistico della regione a margine dell'evento ItaliAbsolutely on Tour – Basilicata Edition, l’iniziativa promossa da APT Basilicata in collaborazione con ItaliAbsolutely che ha portato sulla costa ionica venti buyer internazionali e si è conclusa a Policoro con una giornata di incontri B2B, workshop e formazione insieme agli operatori turistici lucani.
«La Basilicata è cresciuta sistematicamente sul mercato nazionale e internazionale grazie al dinamismo imprenditoriale che negli anni ha saputo strutturare un’offerta diversificata, attraverso importanti investimenti strutturali e commerciali», spiega Garofalo, che osserva il settore dalla prospettiva di un imprenditore di lunga esperienza nell’incoming e nella costruzione di prodotto turistico.
La crescita, però, non procede ovunque allo stesso ritmo: «I dati APT fotografano un sistema turistico regionale con aree più forti ed evolute e altre più deboli, non per attrattività turistico-culturale, ma per sistema turistico organizzato». Nei primi otto mesi del 2026, ricorda Garofalo, il Metapontino-Basso Sinni ha concentrato circa il 53% delle presenze regionali, mentre Matera ha intercettato oltre il 44% degli arrivi, ma con una permanenza media di circa 1,6 notti.
Più indietro territori dal forte potenziale come il Vulture-Melfese, che potrebbe costruire un prodotto più strutturato intorno a cultura, paesaggio ed enogastronomia, e il Pollino, dove a una buona offerta esperienziale non corrisponde ancora una ricettività altrettanto sviluppata. Maratea, invece, secondo Garofalo possiede margini importanti sul segmento luxury.
Matera, da attrattore a porta d’ingresso
Il successo della Capitale europea della Cultura 2019 ha generato una domanda straordinaria, non sempre trasformata in permanenze più lunghe sul territorio. Garofalo osserva come la Puglia abbia saputo utilizzare Matera efficacemente come estensione dei propri itinerari, intercettando visitatori che spesso proseguono verso Valle d’Itria e Bari senza pernottare ulteriormente in Basilicata.
La risposta, però, non è chiudersi nei confini regionali, perché «il turismo non ha confini territoriali - spiega -. La strada è una promo-commercializzazione sempre più orientata a una logica di South Italy, capace di mettere in relazione Basilicata, Puglia e Calabria e di accompagnare questa offerta con eventi culturali di livello internazionale in grado di sostenere anche la destagionalizzazione».
È una visione che Garofalo applica da tempo anche alla costruzione del prodotto. Dai wine tour tra Puglia e Basilicata fino agli itinerari che coinvolgono anche la Calabria, il principio è partire dal comportamento reale del viaggiatore, soprattutto internazionale. «Bisogna avere una visione South Italy che connetta l’intero Mezzogiorno. Chi arriva dalle Americhe o anche dall’Europa ha spesso una permanenza di due o tre settimane ed è itinerante. Poter vivere un’esperienza enogastronomica, visitare un museo o un attrattore e nel pomeriggio fare il bagno al mare è un privilegio unico. Se saremo bravi a connettere questi asset, il successo è sicuro».
Ma il passaggio dalla risorsa al prodotto richiede anche un rapporto più stretto tra istituzioni e imprese. «Non ci potrà essere sviluppo socio-economico senza una partnership pubblico-privata sulle strategie. L’imprenditoria da sola non potrà raggiungere gli stessi risultati senza il pubblico nel ruolo di facilitatore».
Accessibilità e ultimo miglio
Oltre alla partnership tra imprese e istituzioni, per costruire un prodotto competitivo resta centrale il tema dei collegamenti. Bari e Brindisi sono le principali porte d’ingresso per Matera e il Metapontino, Foggia può giocare un ruolo per Vulture e Melfese, mentre Napoli e Salerno sono strategici per il versante tirrenico e Potenza.
Garofalo indica la necessità di rafforzare i collegamenti shuttle con gli aeroporti e di integrare meglio aereo, ferro e gomma, anche in vista del nuovo Piano regionale dei trasporti. In questo scenario rientra anche la Pista Mattei di Pisticci, infrastruttura che Garofalo segue da anni. «Sarà un’opportunità se accompagnata da una visione industriale. Non uno scalo alternativo a Bari e Brindisi, ma un tassello di una rete più ampia: in una prima fase con funzioni legate alla Protezione Civile e alla logistica e successivamente con possibili sviluppi sul fronte del trasporto passeggeri e merci».
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