7 febbraio 2024 10:50

Il ministro del turismo Daniela Santanchè
Davanti ad una platea sterminata di agenti di viaggio (circa 1600 o giù di lì) riunite per la grandiosa performance di Welcome Travel durante la Bit, il ministro del turismo Daniela Santanchè ha fatto un’altra gaffe.
Vediamo di cosa si tratta. Quegli agenti sono soprattutto specializzati in outgoing, che significa (per chi ancora non l’abbia capito) che cercano di mandare in viaggio gli italiani fuori dai confini nazionali. Naturalmente il ministro, che da quando lo ascolto fa sempre lo stesso discorso indifferente a chi gli stia davanti, ha ripreso la sua tiritera. E cioè: “Mi raccomando fate arrivare più stranieri così l’Italia ritornerà ad essere il primo paese al mondo”. E diceva questa cosa con un certo entusiasmo, tanto che alcuni agenti erano presi da una specie di convulsione per evitare di ridere in modo fragoroso.
Curricula
Non contenta ha continuato: “Vi abbiamo tolto il reddito di cittadinanza così vi arrivano di nuovo i curricula (si dice curriculum anche al plurale. Come si dice i quorum, i referendum, ecc ecc ndr) sulla scrivania”.
Un agente dietro di me a queste parole ha fatto il gesto tipico degli italiani, convergendo tutte le dita sul pollice e muovendo il braccio come a dire: ma che dici?
Giuseppe Aloe
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Mayfair Jets parteciperà a Bit 2026 (pad 9- stand B22 C19), in collaborazione con la Egyptian Tourism Authority, a testimonianza del forte impegno sui collegamenti verso l’Egitto.
A rappresentare Mayfair Jets in fiera saranno Ramon Parisi, business development per Italia e Spagna, e Mohamed Ahmed, co-founder della compagnia. Con loro anche Dania Marone, recentemente nominata sales executive per il Sud Italia, figura che conferma l’attenzione strategica dell’operatore verso lo sviluppo commerciale sul territorio nazionale.
Durante la manifestazione milanese, il team Mayfair incontrerà tour operator, agenzie di viaggio e partner strategici per presentare soluzioni tailor made dedicate al traffico charter e condividere le prossime novità. Tra queste, il management annuncia il lancio, entro pochi mesi, di una nuova piattaforma tecnologica avanzata, completamente integrata con i sistemi gds, progettata per rendere ancora più efficienti e immediati i processi di prenotazione e gestione operativa dei voli.
«La partecipazione alla Bit rappresenta quindi un momento chiave per consolidare il dialogo con il trade, rafforzare le partnership esistenti e sostenere ulteriormente la crescita di Mayfair Jets nel settore dell’aviazione charter» dichiara Parisi.
Mayfair Jets, specializzata in voli charter commerciali, trasporto cargo e servizi Acmi, oltre a jet privati e supporto operativo. Ad oggi la compagnia ha effettuato 7.900 voli, servendo 330 destinazioni e trasportando più di 1,2 milioni di passeggeri, consolidando il proprio posizionamento nel segmento charter internazionale. Dati che confermano la solidità operativa e la crescente presenza nel panorama dell’aviazione charter internazionale.
In Italia la compagnia è fortemente impegnata nello sviluppo dei collegamenti charter leisure e incoming, con un focus particolare sulle destinazioni egiziane più richieste dal mercato, tra cui Sharm el Sheikh, Hurghada, Luxor, Il Cairo ed El Alamein, aree considerate strategiche per la prossima stagione.
Mayfair Jets collega destinazioni in tutto il mondo e coordina le proprie attività attraverso una rete internazionale di sedi operative. Oltre al quartier generale di Dubai, dove opera un team attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, la compagnia è presente nei mercati di Egitto, Germania, Regno Unito, Arabia Saudita, Indonesia, Spagna e Italia. garantendo supporto continuo ai partner.
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Dal 2019 a oggi il baricentro delle nazionalità protagoniste si è spostato: mentre americani e arabi hanno preso il posto di cinesi e russi, America Latina, Turchia e India sono oggi i nuovi osservati speciali. Insieme hanno più che triplicato la spesa Tax Free (+208% vs 2019), raddoppiando il proprio peso sul mercato dal 7% al 14%.
Il trend
Un trend che non appare congiunturale. Le previsioni di Lybra Tech per il primo quadrimestre 2026 confermano una domanda in rafforzamento, soprattutto da Brasile, Argentina, Turchia e India: mercati che pianificano viaggi articolati, multi-città e con una forte componente esperienziale e di shopping.
Il blocco latinoamericano rappresenta oggi l’area più rilevante tra le nazionalità emergenti (8% del totale), con una crescita della spesa del +161% rispetto al 2019. Roma si conferma hub privilegiato, mentre il profilo di consumo evolve: meno ultra-high spender, più shopper aspirazionali, attenti non solo al lusso ma anche a brand premium, lifestyle e profumeria. Brasile, Messico e Argentina concentrano quasi l’80% dei volumi, con comportamenti d’acquisto e destinazioni differenti, ma un comune denominatore: tempi di permanenza medio-lunghi e viaggi spesso in famiglia.
La Turchia firma la crescita più esplosiva (+428% vs 2019). Milano resta centrale, ma il canale outlet emerge come leva strategica, intercettando una quota crescente della spesa. Lo shopper turco spende di più, compra moda, calzature e orologi e mostra una polarizzazione generazionale che premia sia Gen Z sia over 59, con un ritorno deciso degli UHNWI.
L’India completa il quadro: +164% di spesa rispetto al 2019, una clientela giovane, pianificatrice e fortemente orientata al lusso, con Milano e outlet come poli d’acquisto e Venezia come destinazione simbolica, prevalentemente in primavera con soggiorni medi di 3-4 notti.
Sia il mercato indiano che quello turco mostrano una predilezione per Venezia, con Roma particolarmente forte a gennaio. Milano è composta da un target più eterogeneo, con mix equilibrato di coppie, famiglie e gruppi. Firenze è scelta per soggiorni più brevi e prevalentemente in viaggio con la famiglia, all’interno di itinerari multi-tappa.
Per il sistema Italia – retail, ospitalità e territori – questi mercati non sono più una promessa, ma una traiettoria già in atto. Intercettarli significa leggere nuovi ritmi stagionali, nuovi comportamenti di consumo e nuove geografie del valore.
(Enzo Scudieri)
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Salerno prova a compiere un salto di qualità nel proprio percorso di internazionalizzazione, mettendo a confronto istituzioni, operatori, imprese e mondo della formazione. L’evento “Turismo, infrastruttura strategica e motore di sviluppo: Salerno verso l’internazionalizzazione”, promosso da Salerno Experience Network APS, ha acceso i riflettori su una destinazione che oggi intercetta flussi importanti, ma è chiamata a trasformarli in valore economico stabile per il territorio.
«L’obiettivo è superare l’idea di un turismo di passaggio – spiega Rosaria Chechile, presidente di Salerno Experience Network APS –. Vogliamo costruire dal basso un’offerta di qualità, mettendo insieme la filiera territoriale e puntando su enogastronomia e cultura per intercettare flussi medio-alto spendenti che oggi non si fermano in città».
Un tema ripreso anche dall’onorevole Milanese, che ha richiamato il ruolo delle istituzioni: «Dobbiamo raccogliere i fermenti culturali di Salerno e metterli a sistema, trasformandoli in un progetto condiviso».
Il cuore del confronto ruota attorno alla strategia della destinazione. Salerno ha registrato nel 2025 una crescita del 46% rispetto al periodo pre-Covid e, come sottolinea l’assessore al Turismo e allo Sviluppo Economico del Comune di Salerno, Alessandro Ferrara –«la città ora è pronta per costruire un progetto turistico capace di generare valore economico per il territorio, dialogando in modo strutturato con i mercati esteri, puntando a un’offerta rinnovata e competitiva». Per Ferrara, le sfide future passano da «innovazione digitale, qualità dei servizi e risorse umane», leve decisive per far crescere il brand Salerno nei circuiti internazionali.
Sulla necessità di fare rete insiste anche Enzo Maraio, assessore al Turismo della Regione Campania: «La connessione tra pubblico e privato è fondamentale. Il turismo non cresce senza creare relazioni tra destinazioni e territori. Napoli Capitale Europea dello Sport 2026 deve essere un’opportunità per tutta la Campania».
Dal punto di vista culturale, Anna Onesti, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino, evidenzia come «la vera sfida sia dare continuità all’offerta, strutturandola durante tutto l’anno, anche in funzione dei nuovi mercati esteri».
Il tema dell’offerta ricettiva viene rilanciato da Palmiro Noschese, presidente di Confassociazioni Tourism Food Hospitality: «Salerno è diventata riconoscibile, ma ora serve un salto di qualità nell’hotellerie, anche in chiave MICE. Le compagnie alberghiere contribuiscono a costruire la destinazione».
Centralità dell’identità e dei beni immateriali anche per Rosanna Romano, DG Cultura e Turismo della Regione Campania: «Stiamo lavorando sulla mappatura del patrimonio identitario. Su questi elementi si costruisce un turismo di ritorno. Fondamentale anche l’enogastronomia, legata alle tradizioni locali».
Sul fronte mercati esteri, Giovanni Leone di Southall Travel (UK) sottolinea che «il turista inglese chiede accessibilità, sicurezza e qualità. Salerno è ancora poco conosciuta, ma ha tutti gli ingredienti per crescere, a partire dall’aeroporto, che rappresenta una connessione fondamentale per il turismo estero».
Le strutture alberghiere rappresentano sempre più delle vere e proprie destinazioni, e sono in grado di muovere flussi importanti di turisti, legati alla fidelizzazione dei brand dell'hotellerie. Occorre dunque investire per strutture adeguate agli standard richiesti dal turista internazionale.
Mentre Giancarlo Vitolo (Travel Before e AIDIT) avverte: «All’estero Salerno è percepita come città mordi e fuggi. Se vuole trattenere i flussi diretti alle Costiere, deve ripensare la propria offerta alberghiera e rispondere alle nuove esigenze della clientela straniera».
Le infrastrutture restano un asset chiave. Marco De Angelis (Italo) ricorda che «il 60% dei passeggeri diretti a Salerno è straniero», mentre Fabio Gentile (Quick Ferries) evidenzia come «i flussi ci siano già: ora occorre lavorare sull’offerta per farli restare».
A chiudere la giornata, il focus sulle competenze. «Il mercato del turismo è cambiato e c’è un gap da colmare – avverte Enzo Carella, presidente di FederTerziario Turismo –. Serve un nuovo approccio anche nella formazione». Per Carmen Bizzarri, docente all’Università Europea di Roma, «è fondamentale rimettere al centro la geografia come insieme di risorse naturali, ambientali e umane». Mentre Giulio Contini, DG della Scuola Italiana di Ospitalità, sottolinea come «formazione continua, hard e soft skills, big data e AI devono oggi essere alla base di ogni percorso professionale nel turismo».
A dare una lettura di sintesi è Massimiliano Bencardino, professore ordinario di Pianificazione territoriale strategica all’Università degli Studi di Salerno: «La giornata di oggi dà valore al progetto di rilancio di Salerno come destinazione turistica internazionale. È fondamentale che l’Università sieda a questo tavolo, perché alla formazione va riconosciuta una ricaduta concreta sul territorio. Il turismo è un sistema complesso: occorre fare rete, leggere il territorio e parlare lo stesso linguaggio. Servono alte competenze per costruire la destinazione e una sua narrazione. Non dobbiamo inseguire il mercato, ma educare il mercato ad apprezzare le nostre caratteristiche»
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Un confronto che segna un passaggio strategico nel percorso di internazionalizzazione di Salerno, chiamata sempre di più a misurarsi con le dinamiche del turismo globale.
«L’internazionalizzazione di Salerno richiede continuità e collaborazione tra pubblico e privato. Stiamo lavorando per costruire una destinazione competitiva sui mercati esteri, valorizzando infrastrutture, competenze e identità del territorio» conclude l’assessore Alessandro Ferrara.
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«Stiamo lavorando con il ministro Piantedosi, per inserire, nel nuovo decreto, una norma che consenta ai comuni di destinare parte dei proventi della tassa di soggiorno al finanziamento dell’installazione di sistemi di videosorveglianza. Si tratta di una misura concreta di attenzione verso i territori e di un utilizzo mirato delle risorse pubbliche per garantire la sicurezza delle città, sempre più mete ambite dai turisti di tutto il mondo». Così il ministro Santanchè.
Già alcune federazioni di albergatori stanno protestando per questa ipotesi. La tassa di soggiorno che dovrebbe essere usata per il turismo viene diretta verso la sicurezza. Naturalmente gli albergatori hanno ragione. Secondo il governo la videosorveglianza sarebbe un deterrente per i reati. Quando mai! Milano è completamente mappata eppure la criminalità è in aumento. Diciamo che la videosorveglianza serve a riconoscere, quando possibile, i vari colpevoli, ma sicuramente non rafforza la sicurezza.
Si tratta di palliativi da un lato e di una sottrazione ai fondi del turismo. Tutto sbagliato. Tutto da rifare.
Giuseppe Aloe
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Durante il Forum del turismo che si è svolto a Milano, il ministro del turismo Santanchè ha lanciato uno piano strategico per rivoluzionare il turismo declinato in 6 punti. Ora li analizziamo.
Prima però mi piacerebbe sottolineare il fatto che i relatori e il pubblico qualificato stava in una sala e i giornalisti in un'altra a guardare i vari interventi sul monitor. Ai giornalisti era vietato entrare nella sala dove si stavano svolgendo i lavori. Non riesco a capire il motivo di questo ostracismo (esilio, isolamento, decidete voi la parola giusta) verso i giornalisti, chiusi in uno stanzone (gelato) con mangiare e bere e con i banchetti come quando si stava a scuola. Non so, questa ipotesi che il potere non debba mai scambiare opinioni o non debba arrovellarsi il cervello per rispondere a qualche domanda la trovo scandalosa. Dicono: ma nelle grandi manifestazioni funziona così. E' scandaloso uguale.
Proposte e commenti
Comunque passiamo alla Santanchè. Prima proposta.
1 Dobbiamo combattere il nanismo delle imprese del turismo. Ci vogliono aziende sempre più grosse per essere competitivi. Il nanismo limita la crescita. Per questo lavoreremo per un'aggregazione delle imprese alberghiere attraverso la leva fiscale.
Commento. Non sono d'accordo, la miriade di alberghi è la forza del nostro Paese. Noi riusciamo ad essere concorrenti con gli altri Paesi proprio perché offriamo un prodotto non standardizzato, come sono tutti quelli grandi. E' come distruggere i negozi e mettere supermercati o centri commerciali, cancellando le vere particolarità del territorio.
2 Il turismo deve essere un'industria, non è un sistema di servizi. Il ministro si sta adoperando per cambiare allocazione del comparto.
Commento. Be' dire che il turismo non offra servizi è falso. Il turismo è servizio. Se poi la categoria dal punto di vista economico finanziario debba essere considerata un fattore industriale, questo è possibile. Ma bisogna stare attenti.
3 Nuovo patto sociale: il turismo non può crescere nella precarietà dei suoi addetti. Ci vuole un patto sociale. Potremmo ridurre il 10% delle tasse che verrà distribuito ai dipendenti.
Commento. Magari fosse così. Attualmente, specialmente gli stagionali, sono trattati come servi della gleba di tolstojana memoria
4 Rivedere il calendario scolastico. Questo è una delle cose essenziali per rafforzare e destagionalizzare il turismo. Niente più tre mesi estivi e 20 giorni a Natale ma pause più spezzettate durante tutto l'anno scolastico.
Commento. Lodevole intento. Credo che si scontrerà con potenze molto più forti di lei.
5 Sfida finanziaria. Non è possibile che in Europa non ci sia un budget per il turismo. Lavorare per colmare la lacuna.
Commento. Perfettamente d'accordo
6 Amministrazione efficiente, più rigorosa. Lotta alla burocrazia. Sveltire i tempi dei pagamenti.
Commento. D'accordo.
Giuseppe Aloe
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[post_content] => 23 gennaio, Milano. Tre gradi fuori. Due gradi nella sala riservata ai giornalisti così, tanto per rinfrescare le idee. Così inizia il Forum internazionale del turismo. Abbiamo atteso il ministro che a dire la verità è stata puntuale: ore 13,30.
Naturalmente i colleghi l'hanno assaltata con microfoni cinepresa cellulari. Una specie di ressa senza senso.
«Il nostro obiettivo - ha iniziato Daniela Santanchè - è quello di ritornare ad essere i numeri uno nel turismo europeo. E abbiamo una strategia ben chiara. Rafforzare il turismo nelle zone meno conosciute».
Nel quadro della crescita complessiva dell’industria turistica italiana, infatti, un contributo rilevante arriva dai piccoli comuni, che lo scorso anno sono cresciuti del 6,85% nelle presenze e del 7,86% negli arrivi sul 2024, contribuendo a circa il 20% dei pernottamenti complessivi. Un risultato particolarmente rilevante nell’ottica della destagionalizzazione e della diversificazione dell’offerta, anche grazie alla strategia del ministero del turismo. Tanto che il fondo da 34 milioni di euro dedicato ai piccoli comuni ha generato un impatto economico stimato di oltre 98 milioni di euro, con un moltiplicatore pari a 3,07 per ogni euro pubblico investito.
Santanchè ha poi messo in evidenza come le imminenti Olimpiadi saranno un momento di grande visibilità per l'Italia, facendo da volano al turismo.
I colleghi hanno poi chiesto al ministro cosa ne pensasse degli accordi internazionali con Trump, delle comunali di Milano, ecce ecc. Ma come si fa?
(Giuseppe Aloe)
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Incontriamo alla Fitur Gianluca Caramanna, consigliere del ministro del turismo, Daniela Santanchè. La prima domanda naturalmente verte sul riconoscimento da parte dell'Unesco della cucina italiana.
«L'enogastronomia è un punto fondamentale del nostro turismo. Sappiamo che 6 turisti su 10 che vengono nel nostro Paese lo scengono per l'enogastronomia. Adesso inizieremo a immaginare dei percorsi turistici legati ai prodotti del territorio. Quindi promuovere delle destinazioni valorizzando i prodotti locali. Possiamo dire che turismo e agricoltura avranno nei prossimi mesi un lavoro da fare insieme. Il nostro scopo è massimizzare il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio immateriale dell'Unesco e ci stiamo lavorando».
A che punto è arrivato questo lavoro?
«Adesso non possiamo ancora "spoilerare" quello che stiamo per mettere in campo, ma saranno fatte azioni concrete per per promuovere i territori insieme. Quindi usare i prodotti agroalimentari come traino per il turismo».
Ci saranno altri investimenti sul turismo?
«Certo, adesso dovremo lavorare per valorizzare questi percorsi. Vedremo nei prossimi mesi, seguendo le tracce del ministro Santanchè e del ministro Lollobrigida. Sarà necessario inoltre lavorare con gli operatori per confezionare pacchetti che possano puntare al turismo estero».
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Aci blueteam presenta una nuova struttura organizzativa pensata per affrontare con maggiore efficacia le sfide dei prossimi anni e garantire a Clienti business e privati servizi sempre più evoluti, personalizzati e tecnologicamente avanzati. La riorganizzazione rappresenta un passaggio strategico verso un modello più solido, reattivo e orientato allo sviluppo.
Il nuovo assetto prevede la creazione di due Divisioni operative, ciascuna con un focus chiaro e complementare: Travel4Business, dedicata ai servizi per le Aziende, e Travel4People, focalizzata sull’esperienza dei viaggiatori privati. Un cambiamento che punta a elevare la specializzazione, rendere più efficienti i processi e valorizzare pienamente le competenze interne.
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La guida delle due nuove Divisioni è stata affidata a Fausto Portelli, chief operating officer| Travel4Business, e a Piergiorgio Reggio, chief operating officer| Travel4People.
Fausto Portelli sottolinea come questa trasformazione rappresenti un’opportunità decisiva per il segmento corporate: “La nostra priorità sarà quella di elevare ulteriormente gli standard qualitativi, investendo in processi sempre più efficienti e in soluzioni tecnologiche avanzate. Attraverso il team commerciale, consolideremo la nostra presenza con un approccio capillare e proattivo al fianco dei Clienti, garantendo servizi ad alto valore aggiunto nel Corporate Travel e nel MICE, affidabili e orientati all’innovazione. Allo stesso tempo, grazie al team supplier, continueremo a sviluppare e rafforzare le relazioni con i nostri Fornitori Partner, elemento strategico per assicurare un’offerta competitiva e sempre più distintiva”.
Piergiorgio Reggio evidenzia invece la spinta verso una maggiore personalizzazione e verso il potenziamento delle linee Leisure e Premium: «La nascita della Divisione Travel4People ci permette di rafforzare la nostra presenza nei segmenti Leisure, attraverso il brand PrenotACI, e Luxury con il brand Exclusive, ma anche di dare piena centralità al nuovo progetto Incoming, che presenteremo al mercato con un brand dedicato in occasione del Gran Premio di Monza 2026. Un’evoluzione che ci consentirà di valorizzare ancora di più l’esperienza del cliente e l’identità italiana nel mondo».
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[post_content] => Il prossimo 27 gennaio Salerno, nella suggestiva cornice della Cappella Palatina di San Pietro a Corte, ospiterà l’evento “Turismo, infrastruttura strategica e motore di sviluppo: Salerno verso l’internazionalizzazione” .
Istituzioni, operatori, professionisti e realtà locali si confronteranno in modo concreto sulle opportunità e le criticità che la città deve affrontare per competere sui mercati esteri. Salerno si trova infatti davanti a una fase cruciale della propria evoluzione turistica: trasformare l’attuale interesse internazionale in un flusso stabile, qualificato e capace di generare valore per l’intero territorio.
Promossa da Salerno Experience Network APS, l’iniziativa punta a individuare i fattori che possono rendere Salerno una destinazione riconoscibile, desiderabile e competitiva, definendo priorità, strategie e azioni operative per attrarre visitatori dall’estero in modo sostenibile e coerente con l’identità del territorio.
I temi al centro dell’evento
Nel corso della giornata il confronto si concentrerà sulle traiettorie strategiche che possono sostenere la crescita turistica di Salerno, con un taglio operativo e orientato al mercato. Il punto di partenza sarà la definizione di un’identità turistica riconoscibile e condivisa, condizione necessaria per rafforzare il posizionamento della destinazione e renderla più competitiva nello scenario nazionale e internazionale. Il panel di apertura analizzerà come valorizzare gli elementi distintivi della città e trasformarli in un racconto coerente, in grado di intercettare le aspettative dei viaggiatori contemporanei.
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L’importanza del confronto
Accanto ai principali stakeholder del territorio - amministratori, associazioni e istituzioni locali - saranno presenti anche esperti, manager e figure di rilievo nazionale, a testimonianza dell’interesse crescente verso il percorso di internazionalizzazione intrapreso dalla città.
«Questo convegno rappresenta un passo importante verso una visione condivisa del futuro turistico di Salerno. Mettere insieme competenze diverse e guardare ai mercati esteri con maggiore consapevolezza è fondamentale per far crescere il territorio in modo sistemico, sostenibile e competitivo», dichiara Rosaria Chechile, presidente di Salerno Experience Network APS.
Il dialogo tra competenze locali e contributi provenienti da contesti più ampi offrirà una visione articolata delle sfide e delle opportunità che attendono Salerno nei prossimi anni.
(Enzo Scudieri)
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Il punto di partenza sarà la definizione di un’identità turistica riconoscibile e condivisa, condizione necessaria per rafforzare il posizionamento della destinazione e renderla più competitiva nello scenario nazionale e internazionale. Il panel di apertura analizzerà come valorizzare gli elementi distintivi della città e trasformarli in un racconto coerente, in grado di intercettare le aspettative dei viaggiatori contemporanei.\r\nLo sguardo si sposterà quindi sui mercati esteri, con un’analisi delle aree a maggiore potenziale per il Sud Italia e dei segmenti di domanda più interessanti in chiave trade. Buyer, operatori e specialisti dell’internazionalizzazione offriranno una lettura aggiornata su attrattività, accessibilità e strategie di promozione, mettendo in evidenza la necessità di un’offerta integrata capace di dialogare con i canali distributivi e di rispondere in modo competitivo alle esigenze dei mercati internazionali.\r\nAmpio spazio sarà riservato anche al tema delle infrastrutture, considerate leve determinanti per lo sviluppo turistico. Dall’alta velocità al terminal crociere firmato Zaha Hadid, fino al nuovo aeroporto, il confronto tra istituzioni e stakeholder consentirà di valutare impatti, sinergie e prospettive di crescita, all’interno di un sistema di mobilità sempre più connesso ed efficiente.\r\nA completare il quadro, il focus sulle competenze e sul capitale umano, fattore chiave per sostenere l’evoluzione dell’offerta e migliorare la qualità dell’accoglienza. Il coinvolgimento di scuole, università e ITS aprirà una riflessione sul ruolo della formazione nella costruzione dei profili professionali richiesti da un turismo sempre più internazionale, strutturato ed esigente.\r\nL’importanza del confronto\r\nAccanto ai principali stakeholder del territorio - amministratori, associazioni e istituzioni locali - saranno presenti anche esperti, manager e figure di rilievo nazionale, a testimonianza dell’interesse crescente verso il percorso di internazionalizzazione intrapreso dalla città.\r\n\r\n«Questo convegno rappresenta un passo importante verso una visione condivisa del futuro turistico di Salerno. Mettere insieme competenze diverse e guardare ai mercati esteri con maggiore consapevolezza è fondamentale per far crescere il territorio in modo sistemico, sostenibile e competitivo», dichiara Rosaria Chechile, presidente di Salerno Experience Network APS.\r\n\r\nIl dialogo tra competenze locali e contributi provenienti da contesti più ampi offrirà una visione articolata delle sfide e delle opportunità che attendono Salerno nei prossimi anni.\r\n\r\n(Enzo Scudieri)","post_title":"Incoming e mercati esteri: Salerno ridisegna la strategia turistica","post_date":"2026-01-22T10:38:08+00:00","category":["incoming"],"category_name":["Incoming"],"post_tag":["incoming","salerno"],"post_tag_name":["Incoming","Salerno"]},"sort":[1769078288000]}]}}
Ma non c’era nessun rappresentante delle Associazioni di categoria o dei giornali specializzati nel turismo a farle presente l’incongruenza fra quanto stava dicendo e il tipo di platea che aveva davanti?
Tutte Agenzie di viaggio Outgoing presumo.
Ma non aveva anche lei una agenzia di viaggio prima di fare la minestra, cioè ministra (scusate)
Sarebbe interessante avere un elenco di Agenzie di viaggio prettamente Incoming (divise per tipo di attività: Incoming Zonale, Provinciale, Regionale, Nazionale o Internazionale). Giusto per vedere quanti sono quei benemeriti che si danno da fare per portare turisti stranieri in Italia o attraverso l’Italia e quindi valuta pregiata a beneficio dell’economia nazionale.
Da circa 45 anni fa, checchè se ne dicesse, l’ENIT organizzava Workshop in varie città degli USA per esempio, a cui partecipavano (a loro spese e senza alcun contributo regionale o statale) vari operatori Incoming da tutta Italia. Oggi i tempi sono cambiati e con Internet gli operatori che operano dall’Italia sono penalizzati dalla becera ed inutile burocrazia creata da funzionari ministeriali che sembra lavorino per il nemico. La ministra dovrebbe cercare, assieme al ministero delle Finanze di fare qualcosa di utile e non girare il mondo a fare “la gaffista”.
Il plurale di curriculum è senza dubbio curricula, ma questa forma viene usata con qualche resistenza perché, se la forma singolare è talmente diffusa che si suppone sia conosciuta da tutti, il plurale del neutro latino con la tipica terminazione in -a è più lontano dal sistema morfologico dell’italiano e presuppone la conoscenza almeno delle nozioni elementari del latino.
appunto…