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16 luglio 2012 09:49
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L'Emilia-Romagna si propone come un sistema di destinazioni complementari per sostenere il buon andamento del turismo regionale nel primo semestre del 2026. È questa la fotografia che emerge dai dati provvisori raccolti dall’ufficio regionale di statistica, che confermano una crescita degli arrivi e dei pernottamenti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Il bilancio dei primi sei mesi del 2026 registra infatti 6.208.353 arrivi (+1,40%), di cui 1.829.788 provenienti dall'estero, e 17.539.149 pernottamenti (+3,05%), con 5.596.537 presenze straniere.
Bimestre
Nel solo bimestre maggio-giugno l'Emilia-Romagna ha accolto 3.242.163 turisti, di cui circa un terzo (984.306) provenienti dall'estero, per un totale di 10.482.375 pernottamenti, 3.247.044 dei quali riconducibili ai mercati internazionali. Rispetto allo stesso periodo del 2025, il mese di maggio ha registrato una crescita del +7,57% degli arrivi e del +13,25% dei pernottamenti. Per quanto riguarda il mese di giugno, i dati - ancora provvisori - risentono del tasso di risposta non completo delle strutture ricettive e restituiscono un quadro in fase di assestamento, con una flessione del 4,91% degli arrivi e dell'1,19% dei pernottamenti rispetto allo stesso mese dello scorso anno.
Sulla lettura dei dati incide anche la diversa collocazione nel calendario di alcuni periodi di maggiore afflusso turistico rispetto allo scorso anno. La Pentecoste, festività particolarmente rilevante per mercati come Germania, Austria e Svizzera, quest'anno è caduta a maggio, anticipando parte dei flussi internazionali. A questo si è aggiunto il fatto che una quota significativa delle prenotazioni legate al ponte del 2 giugno si è concentrata tra il 29 e il 31 maggio. È il bilancio del semestre, pertanto, a offrire la fotografia più significativa dell'andamento del turismo regionale.
Trend in rafforzamento
“I risultati dell'ultimo bimestre confermano il buon andamento della stagione turistica in Emilia-Romagna- afferma l’assessora al turismo, Roberta Frisoni-. Nei primi sei mesi dell’anno sono aumentati sia gli arrivi, sia i pernottamenti e, considerando il bimestre maggio-giugno, i dati provvisori evidenziano, nel complesso, una crescita dei pernottamenti compresa tra il 2 e il 4%, a seconda dei territori. Un trend che, sulla base delle analisi dell'Osservatorio turistico regionale sull'evoluzione dei dati provvisori, stimiamo destinato a rafforzarsi ulteriormente con il consolidamento dei dati definitivi, una volta completata la rilevazione del mese di giugno.
"La forte crescita registrata a maggio, con incrementi a doppia cifra in molte località- spiega l’assessora-, quest’anno è stata favorita anche dalla collocazione delle festività della Pentecoste tedesca in quel mese, che ha anticipato una parte significativa dei flussi provenienti da uno dei nostri principali mercati esteri, la Germania. Allo stesso tempo, numerosi eventi e manifestazioni si sono svolti tra maggio e giugno, contribuendo a distribuire gli arrivi su un arco temporale più ampio”.
[post_title] => Emilia-Romagna, primi sei mesi del 2026 in crescita di arrivi del 1,40%
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[post_content] => Malta ha accolto, tra gennaio e maggio 2026, 1.673.602 turisti, pari ad una crescita del 17,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Includendo i passeggeri delle crociere con pernottamento, gli arrivi totali hanno raggiunto quota 1.696.157, con un incremento del 17,4%.
La crescita si è tradotta in 9,17 milioni di pernottamenti, con un aumento del 12% rispetto allo stesso periodo del 2025, sebbene la durata media del soggiorno sia scesa da 5,8 a 5,5 notti.
La spesa dei visitatori è rimasta solida, raggiungendo un livello stimato di 1,34 miliardi di euro, +14,7% rispetto all’anno precedente. La spesa media per visitatore è scesa leggermente a 800 euro, in calo del 2,8%, riflettendo la durata media più breve del soggiorno. Tuttavia, la spesa per notte è aumentata del 2,4% a 146 euro, indicando che i viaggiatori hanno continuato a spendere di più durante le loro visite.
L’Europa si è confermata primo bacino di origine dei visitatori, con i turisti provenienti dai paesi dell’Ue che hanno rappresentato il 66% di tutti i visitatori in arrivo nel periodo gennaio-maggio. I mercati extra-Ue hanno generato un totale di 565.053 viaggiatori.
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Fino al prossimo 28 agosto il viaggio in treno fra Milano e Genova durerà fino a 60 minuti in più: da ieri, 20 luglio, sono infatti partite una serie di modifiche e deviazioni per consentire l’avanzamento dei lavori tra Voghera e Pavia.
L’intervento rientra nel più ampio programma di potenziamento infrastrutturale, articolato per fasi dal 3 giugno al 30 settembre 2026, che riguarda uno degli assi ferroviari strategici per i collegamenti tra Lombardia, Piemonte e Liguria.
Nel periodo dell’interruzione, i collegamenti tra Milano, Genova e le località delle riviere liguri saranno garantiti su itinerari alternativi e con servizi bus dedicati. Le modifiche coinvolgeranno sia i treni del Regionale sia i collegamenti a lunga percorrenza di Trenitalia, con variazioni di orario, fermate e tempi di viaggio già inserite nei sistemi di vendita.
Gli Intercity Milano-Ventimiglia, Milano-La Spezia, Milano-Livorno e Milano-Grosseto percorreranno l’itinerario alternativo via Piacenza-Voghera, con variazioni di fermate e orari e un allungamento medio dei tempi di viaggio di circa 60 minuti. Alcuni collegamenti non circoleranno nella tratta Milano-Voghera e viceversa, dove sarà attivato un servizio sostitutivo con autobus. Non circoleranno inoltre gli Intercity periodici 1539 e 1549 Milano-Savona.
In accordo con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Regione Liguria, le associazioni dei consumatori e i comitati pendolari, l’offerta sarà potenziata con cinque autobus aggiuntivi no-stop tra Genova e Milano nelle fasce orarie pendolari.
Per i clienti Intercity Trenitalia mette a disposizione 100.000 posti con tariffe Economy e Super Economy, con sconti medi del 20% sul singolo biglietto. Agli abbonati sarà riconosciuto il 25% di indennizzo e la gratuità della Carta Tutto Treno.
I Frecciarossa Genova Brignole-Venezia Santa Lucia 9744 e 9710 saranno limitati a Milano Centrale. I Frecciabianca Roma-Genova Piazza Principe-Milano Centrale saranno limitati a Genova Piazza Principe.
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Saranno inoltre garantiti alcuni collegamenti tra Genova e Voghera, con possibilità di proseguire o raggiungere le destinazioni tramite bus dedicati. Previsti anche autobus tra Arquata e Voghera in coincidenza con i treni deviati via Alessandria e un collegamento bus diretto Genova-Milano.
Per informare i viaggiatori, Trenitalia invierà sms ed e-mail ai passeggeri del Regionale in possesso di biglietto digitale, acquistabile anche nelle biglietterie di stazione. Dall’app Trenitalia sarà inoltre possibile attivare le notifiche Smart Caring. Nelle stazioni di Genova Brignole, Genova Piazza Principe, Voghera e Milano Centrale sarà presente personale Trenitalia, riconoscibile dalla pettorina rossa, dedicato all’assistenza e alle informazioni per facilitare gli spostamenti.
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Welcome Travel Group, attraverso il proprio osservatorio privilegiato sul mercato turistico italiano, fotografa l'andamento del primo semestre 2026, caratterizzato da un contesto più complesso rispetto agli anni precedenti, influenzato dall'incertezza geopolitica internazionale e, in particolare, dagli effetti della crisi in Medio Oriente sulle decisioni di acquisto dei viaggiatori.
Nonostante questo scenario, il mercato conferma la propria capacità di tenuta. Dopo alcuni mesi di andamento negativo, giugno segna un'inversione di tendenza, con vendite di nuovo crescita (+3,9%), evidenziando i primi concreti segnali di recupero.
Il comparto leisure sviluppato dal network ha raggiunto a giugno 2026 un volume complessivo di 1,41 miliardi di euro, registrando un -4,5% rispetto allo scorso anno. Un risultato che riflette l'alternarsi di due differenti comportamenti d'acquisto: una marcata propensione all'advance booking fino alla fine di febbraio e, successivamente, una progressiva concentrazione delle prenotazioni sotto data, accentuatasi con l'intensificarsi del conflitto in Medio Oriente.
Apicella
“Il primo semestre del 2026 conferma come il mercato turistico sia oggi fortemente influenzato dal contesto internazionale e da consumatori che modificano con rapidità le proprie scelte in funzione dello scenario geopolitico – afferma Adriano Apicella, amministratore delegato di Welcome Travel Group –. Il conflitto in Medio Oriente ha fortemente condizionato l'andamento dell'anno, con i volumi progressivi passati dal +12% registrato a fine febbraio, quando è iniziato il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, al -8% di maggio.
"In questi mesi abbiamo assistito a un cambiamento significativo nei comportamenti d'acquisto: le prenotazioni si concentrano sempre più a ridosso della partenza, ma la voglia di viaggiare rimane forte. La ripresa registrata a giugno rappresenta un segnale importante e conferma la capacità del settore di reagire anche a situazioni di elevata complessità. In questo contesto il valore della consulenza professionale delle Agenzie di Viaggio diventa ancora più determinante: la capacità di orientare il cliente, individuare le soluzioni più adatte e assisterlo con competenza e tempestività nelle scelte di viaggio rappresenta oggi un elemento distintivo.
Come network continueremo a investire in servizi, tecnologia e strumenti a supporto delle nostre Agenzie, affinché possano cogliere al meglio le opportunità di un mercato in continua evoluzione”.
Mete, crociere e vettori
Sul fronte delle destinazioni, l'Egitto si conferma la meta più richiesta, pur segnando una lieve flessione rispetto al 2025. Continua invece la forte crescita dell'East Africa, trainata in particolare da Tanzania e Kenya, che registrano le migliori performance del semestre, prosegue inoltre il trend positivo di Capo Verde, mentre l’Italia cresce, seppure con ritmi più contenuti.
Per quanto riguarda le crociere, il mercato evidenzia una leggera flessione nella prima parte dell'anno, compensata da una buona ripresa registrata nel mese di giugno. Le prospettive per l'autunno e l'inverno restano positive, sostenute da un livello di domanda che continua a dimostrare segnali incoraggianti.
Anche il comparto vettori riflette un mercato in evoluzione, nel quale la solidità delle partnership commerciali continua a rappresentare un importante fattore competitivo per il Network. Tra novembre 2025 e giugno 2026 il volume sviluppato ha raggiunto 380,7 milioni di euro (-3,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente). Rimane tuttavia estremamente elevata la quota di vendite realizzate con i vettori partner contrattualizzati, pari all'89% del totale.
Domestico, NDC e crociere
Tra i mercati serviti dai vettori, il traffico domestico rappresenta il 17% dei volumi e si mantiene stabile rispetto allo scorso anno, mentre gli Stati Uniti, con un’incidenza del 16%, registrano una leggera flessione. In controtendenza rispetto all'andamento generale si distinguono la Cina, che cresce a doppia cifra e il Brasile.
Sul fronte della distribuzione del prodotto aereo, i canali NDC registrano una crescita significativa, sostenuta dagli investimenti tecnologici realizzati sulle piattaforme Welgo e GeoQuick. Le Agenzie affiliate utilizzano sempre più questi strumenti grazie alla possibilità di accedere al miglior contenuto disponibile sul mercato.
Anche il comparto assicurativo registra un andamento sostanzialmente stabile: a fine giugno 2026 il volume dei premi ha raggiunto 8,18 milioni di euro, con una lieve flessione (-1,9%) rispetto allo scorso anno. Un risultato che conferma come l'attenzione dei Clienti verso gli strumenti di tutela e protezione del viaggio rimanga elevata, a testimonianza di un approccio sempre più consapevole all'acquisto della vacanza.
[post_title] => Welcome Travel registra una buona tenuta del mercato e vendite in crescita
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[post_content] => La meeting industry italiana si consolida e trova un nuovo punto di equilibrio. Nel 2025 il settore ha generato un valore economico diretto di 13,2 miliardi di euro e, nel periodo 2022-2025, ha registrato un tasso medio annuo di crescita composto del 6,4%.
Dopo il rimbalzo seguito alla pandemia, il mercato dei congressi e degli eventi entra in una fase più matura, in cui gli appuntamenti internazionali mantengono un peso superiore al periodo pre-Covid, gli eventi diventano più brevi ma conservano livelli di partecipazione superiori al 2019 e cresce la domanda di format più flessibili, anche in spazi non convenzionali.
È quanto emerge dai dati presentati durante l’evento “Il valore della meeting industry: interpretare il futuro attraverso i dati OICE”, promosso da Federcongressi&eventi al Centro Congressi Confindustria di Roma e dedicato all’evoluzione del turismo congressuale, alla lettura dei trend e alle prospettive di sviluppo per il biennio 2026-2027.
Secondo il rapporto “Il mercato dei congressi e degli eventi in Italia nel 2025”, realizzato da ASERI – Università Cattolica del Sacro Cuore per l’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi, nel 2025 in Italia sono stati realizzati 365.789 eventi, con 28.627.455 partecipanti e 43.275.254 presenze.
Il primo elemento che emerge dalla lettura dei numeri, illustrati da Roberto Nelli, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e responsabile scientifico della ricerca, riguarda la composizione del mercato. Nel 2025 gli eventi locali rappresentano il 54,8% del totale, quelli nazionali il 32,3% e quelli internazionali il 12,9%. Se rispetto al 2024 cresce il peso degli eventi locali e diminuisce quello degli appuntamenti nazionali, il confronto con il 2019 evidenzia come gli eventi internazionali restino sopra i livelli pre-pandemia, passando dal 9,8% al 12,9%.
«I valori assoluti e i valori medi a livello nazionale non consentono di comprendere la reale situazione della meeting industry italiana, che presenta un’elevata eterogeneità, soprattutto in relazione ai caratteri dell’evento e all’area geografica», spiega Nelli, sottolineando come il mercato vada letto considerando le diverse tipologie di eventi e le differenti aree del Paese.
Un segnale positivo arriva anche dalla domanda internazionale: gli arrivi di partecipanti stranieri per finalità congressuali risultano in lieve crescita rispetto al 2024. Anche il formato degli eventi continua a evolversi. La durata media scende da 1,42 a 1,39 giornate, mentre i partecipanti medi per evento si attestano a 78,3, in lieve calo rispetto agli ultimi due anni ma ancora nettamente superiori ai 67,5 del 2019.
«A livello internazionale sta succedendo così – commenta Nelli –. Nel mondo delle imprese si punta alla qualità piuttosto che alla durata: eventi esperienziali, densi di valore, piuttosto che lunghi».
Il peso economico della meeting industry resta significativo anche sul fronte turistico. Nel 2025 gli eventi di oltre una giornata hanno generato circa 30 milioni di presenze, pari al 10,4% del totale delle presenze alberghiere in Italia, con una spesa media pro capite di 312 euro, in crescita del 3,7% rispetto al 2024.
Sul fronte della domanda, le imprese si confermano il principale mercato di riferimento, con il 61,4% degli eventi, pur tornando su livelli più vicini al periodo pre-pandemico dopo il boom del post-Covid. Cresce invece il segmento associativo (24,4%), a conferma di una progressiva diversificazione del mercato.
L'analisi territoriale restituisce un'Italia a più velocità. Il Nord si conferma il motore della meeting industry, concentrando oltre la metà delle sedi e quasi il 60% degli eventi, con il Nord Est protagonista della crescita. Il Centro rallenta dopo due anni di forte espansione ma, come sottolinea Nelli, «ha elevate potenzialità e una significativa crescita tendenziale». Il Sud, pur rappresentando una quota più contenuta del mercato, mostra «segnali di equilibrio e di crescita potenziale che va sviluppata, assistita e gestita».
Tra i trend emergenti si consolida inoltre la ricerca di format più flessibili: gli spazi non convenzionali registrano una crescita media annua del 12,5% dal 2022, mentre gli alberghi con sale meeting continuano a rappresentare la principale sede degli eventi congressuali.
Onorato: «Roma oggi compete grazie ai grandi eventi»
Nel suo intervento, l’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato, ha sostenuto che la Capitale abbia cambiato posizionamento negli ultimi anni grazie a una strategia che integra turismo, congressi, sport, moda e grandi eventi. Secondo l’assessore, la ricaduta mediatica dei grandi eventi sportivi ospitati dalla città equivale a 400 milioni di euro di investimenti pubblicitari. Onorato ha inoltre ricordato che «negli ultimi quattro anni e mezzo hanno aperto 147 hotel, di cui 27 a cinque stelle», indicando questo dato come uno degli effetti del crescente appeal internazionale di Roma.
Gentile: «Ora progetti concreti per consolidare»
Per la presidente di Federcongressi&eventi, Gabriella Gentile, il rapporto OICE restituisce un quadro incoraggiante per la meeting industry, ma ora è il momento di trasformare i risultati in azioni concrete. Tra le priorità indicate figurano gli investimenti nelle infrastrutture congressuali, il rafforzamento della promozione internazionale e la valorizzazione del capitale umano. «Quando le persone si incontrano, si incontrano culture, competenze e conoscenze – sottolinea –: è questo uno dei grandi valori che la meeting industry continua a generare per i territori».
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[post_content] => Un totale di 6,1 milioni di turisti internazionali sono giunti in Egitto nei primi quattro mesi del 2026, pari ad una crescita del 7% rispetto ai 5,7 milioni di visitatori registrati nello stesso periodo del 2025.
Gli ultimi dati resi noti dal governo egiziano fanno seguito a un andamento positivo nel 2025, quando gli arrivi turistici sono aumentati del 20,5% rispetto all’anno precedente. Il governo ha affermato che lo slancio positivo è proseguito anche nel 2026, mentre il Paese porta avanti la propria strategia di sviluppo turistico.
Sempre secondo i dati del governo, attualmente la destinazione accoglie visitatori provenienti da 179 paesi e sta attuando campagne promozionali mirate a specifici mercati, volte a rafforzare la propria presenza internazionale. Le iniziative rientrano nell’obiettivo del Paese di accogliere 30 milioni di turisti all’anno entro il 2030.
Particolare focus sullo sviluppo delle infrastrutture, tra cui la rete stradale, il trasporto ferroviario e gli aeroporti; grande attenzione è poi rivolta alla creazione di condizioni favorevoli agli investimenti nel settore alberghiero, con l’obiettivo di ampliare l’offerta di camere e soddisfare la prevista crescita della domanda.
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[post_content] => I dati del rapporto ‘Viaggiare con la bici 2026’ elaborato da Isnart-Unioncamere certificano la rilevanza economica del comparto in Italia, che ha registrato 25 milioni di presenze e un impatto economico superiore ai 6 miliardi di euro. All’interno di questa filiera operano circa 800 imprese specializzate nel noleggio e nei servizi ancillari, con oltre 1.600 unità locali attive che intercettano un target trasversale, segmentato dai servizi di lusso fino al comparto ricettivo extralberghiero.
Per strutturare la crescita del settore, Federterziario turismo sottolinea la necessità di accelerare l’impiego delle risorse destinate alle infrastrutture. I monitoraggi della Fondazione Openpolis sul portale Pnrr evidenziano un piano di investimenti complessivo da 657 milioni di euro per 184 progetti dedicati alla mobilità ciclistica.
Nel dettaglio, lo stanziamento prevede 244 milioni di euro per 149 progetti di ciclovie urbane (con uno stato dei pagamenti al 42%) e 413 milioni di euro per 35 progetti legati alle ciclovie turistiche, dove lo stato dei pagamenti è fermo al 23%. L’obiettivo finale prevede la realizzazione di 570 chilometri di piste urbane e circa 1.250 chilometri di percorsi cicloturistici, ma la federazione esprime preoccupazione per i ritardi di spesa e le criticità gestionali già rilevate in passato dalla Corte dei Conti.
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[post_content] => Scendendo dal Trenino dell’Albula alla stazione di Bergün si raggiunge un’altra unicità della tratta che attraversa il verde territorio dei Grigioni: il Kurhaus Hotel Bergün.
Un hotel antico, ma con forme di accoglienza molto moderna. Uno degli Swiss Historic Hotels, eppure dotato di un sistema di riscaldamento sostenibile e parte del programma Swisstainable promosso da Svizzera Turismo. Una struttura dotata di 68 camere modulabili per formare appartamenti con cucina e bagno su richiesta, con un’attenzione per tutte le esigenze alimentari. Un hotel che accoglie fino a 6000 ospiti nei mesi più affollati e oggi si riempie anche a gennaio grazie al World Economic Forum della vicina Davos. «La storia del Kurhaus Hotel Bergün inizia nel 1903, con la costruzione della Ferrovia Retica. - racconta Christof Steiner, managing director dell’hotel -. Il paese di Bergün, a 1400 metri di altitudine, era un importante punto di passaggio per le carrozze che attraversavano il passo dell’Albula trasportando beni e persone. Ma quando venne costruita la ferrovia tutti i trasporti a cavallo si fermarono, perché il treno era più conveniente e rapido. Un gruppo di imprenditori locali capì, però, l’importanza del passaggio di una rete ferroviaria internazionale: bisognava dare a chi arrivava a Bergün un motivo per fermarsi».
Anno 1906
«Venne allora costruito il Kurhaus Hotel: era il 1906. Inizialmente venne aperto come Grand Hotel di lusso destinato all’alta borghesia. C’erano la luce elettrica e l’acqua calda corrente, un sistema di riscaldamento centralizzato e anche qualche camera oscura per sviluppare le fotografie. Ma le cose non andarono bene: il treno era troppo conveniente, poi esplose la Prima Guerra Mondiale, seguita dalla Depressone degli anni Venti e dalla Seconda Guerra Mondiale. Bergün non riuscì mai a decollare. Nel 1949 un incendio devastò parte dell’hotel e fu la sua fine. Allora la comunità di Bergün acquistò l’edificio, lo rimise in ordine e lo vendette a una compagnia specializzata in family-holiday. L’hotel venne suddiviso in appartamenti di diverse dimensioni. C’erano addirittura 200 letti e, per aggiungerne altri, venne eliminato anche il ristorante; il progetto ha funzionato per 50 anni, fino al 2002».
«A causa della mancanza di fondi, non è mi stata fatta manutenzione, quindi l’edificio si è ben preservato - continua Steiner –. Risale al 2002 la trasformazione successiva: i proprietari non erano più in grado di mantenere l’hotel e lo vendettero agli ospiti che lo frequentavano con le loro famiglie. Questi formarono una s.p.a. e vendettero le azioni. Ancora oggi il Kurhaus Hotel è una s.p.a. condivisa da 900 azionisti che prendono insieme ogni decisione. L’obiettivo comune è quello di preservare una forma di accoglienza fondata su tre pilastri: l’Hotel, i Family Apartments e la Location dove organizzare per eventi di ogni tipo. Le nostre 68 camere, che possiamo trasformare in appartamenti da 3,4 spazi, sono le stesse di 120 anni fa: semplici ma autentiche. Abbiamo poi 30 cucine che si possono aggiungere alle camere. Durante le vacanze scolastiche lavoriamo soprattutto con ospiti che usano l’hotel come family-apartments: possono accedere al nostro ristorante o servirsi della cucina (nelle vicinanze c’è un supermercato); è come avere un appartamento, ma all’interno di un hotel di cui si possono usare i servizi. Abbiamo per l’86% ospiti svizzeri, per il resto olandesi, italiani e britannici; per la maggior parte sono ospiti europei - conclude Steiner -. Durante l’anno chiudiamo solo ad aprile - perché il tempo non è bello - e due settimane a novembre».
(Chiara Ambrosioni)
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[post_content] => In occasione della Giornata mondiale degli oceani, Costa Crociere Foundation celebra il primo anno di “Guardiani del Mare", il progetto di edutainment ambientale dedicato alla sensibilizzazione delle nuove generazioni sui temi della biodiversità marina e della tutela degli ecosistemi costieri.
Lanciato l'8 giugno 2025 e sviluppato insieme a La Fabbrica, società specializzata in progetti educativi e culturali, Guardiani del Mare ha coinvolto nel suo primo anno quasi 26.000 giovani attraverso iniziative educative online, attività a bordo e incontri in presenza.
In particolare i 3 laboratori internazionali di edutainment realizzati a bordo della flotta Costa per i giovani di diverse nazionalità: Beach Detective e EcosySTEM per bambini e OceanOlympic Games per i ragazzi. Laboratori innovativi che in un anno hanno fatto esplorare e preservare l'ecosistema marino a 14.945 bambini e 6.444 teenagers;
Il Blu Lab, laboratorio interattivo che unisce attività pratiche e strumenti digitali per far conoscere agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado, il mare, i suoi abitanti e gli equilibri che li regolano e che tra dicembre 2025 e aprile 2026 ha raggiunto 149 scuole e 3.615 studenti, di cui 22 istituti provenienti da aree caratterizzate da dispersione scolastica;
Il Blu Grand Tour Show, un’esperienza immersiva che coinvolge ragazze e ragazzi che, con le proprie classi, cercano di superare 5 round di quiz, con l'obiettivo di apprendere e conoscere la biodiversità marina. Il ciclo di masterclass, ospitate su alcune navi della flotta, che ha coinvolto 692 studenti provenienti da 18 scuole, di cui 7 situate in contesti socialmente fragili.
“Guardiani del Mare” rappresenta l’evoluzione naturale del programma “Guardiani della Costa”, che in otto edizioni ha coinvolto oltre 100.000 fra studenti e docenti italiani, permettendo di raccogliere oltre 130.000 dati scientifici sulla biodiversità nel Mediterraneo, sui rifiuti marini e sull’inquinamento del mare.
Nel corso degli anni, Guardiani della Costa ha raggiunto 61.491 studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado attraverso attività educative dedicate alla conoscenza del mare e della biodiversità, e 29.998 studenti delle scuole secondarie di secondo grado con percorsi teorici e pratici finalizzati alla salvaguardia delle coste italiane.
«Con Guardiani del Mare portiamo l’educazione ambientale nelle comunità toccate dalle nostre navi, coinvolgendo le scuole dei territori visitati - anche in aree ad alta dispersione scolastica - e, allo stesso tempo, migliaia di bambini e ragazzi provenienti da tutto il mondo in vacanza a bordo. È in questo intreccio tra impatto locale e comunità internazionale che il progetto esprime il suo valore più grande: far crescere nei giovani, ovunque provengano, una cultura condivisa di rispetto e amore per il mare» spiega Sara Dotta, direttore comunicazione ed Eventi di Costa Crociere e Segretaria Generale di Costa Crociere Foundation.
Alla base di Guardiani del Mare vi è la convinzione che la conoscenza rappresenti il primo passo per sviluppare consapevolezza e responsabilità verso l'ambiente.
Per questo il progetto combina momenti educativi, attività Stem, esperienze immersive e iniziative concrete di tutela del territorio, trasformando studenti e giovani partecipanti in veri e propri esploratori dell'ecosistema marino.
Un esempio significativo è rappresentato dall'appuntamento di Genova del Blu Grand Tour Show, conclusosi con attività pratiche dedicate alla salvaguardia dell'ambiente costiero, realizzate insieme a Scuola di Robotica. Attraverso laboratori scientifici, esperienze di coding applicato alla raccolta dei rifiuti marini e una sessione di pulizia della spiaggia, gli studenti hanno raccolto complessivamente 80 chilogrammi di rifiuti, sperimentando in prima persona il valore dell'impegno ambientale.
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Un gruppo di imprenditori locali capì, però, l’importanza del passaggio di una rete ferroviaria internazionale: bisognava dare a chi arrivava a Bergün un motivo per fermarsi».\r\nAnno 1906\r\n«Venne allora costruito il Kurhaus Hotel: era il 1906. Inizialmente venne aperto come Grand Hotel di lusso destinato all’alta borghesia. C’erano la luce elettrica e l’acqua calda corrente, un sistema di riscaldamento centralizzato e anche qualche camera oscura per sviluppare le fotografie. Ma le cose non andarono bene: il treno era troppo conveniente, poi esplose la Prima Guerra Mondiale, seguita dalla Depressone degli anni Venti e dalla Seconda Guerra Mondiale. Bergün non riuscì mai a decollare. Nel 1949 un incendio devastò parte dell’hotel e fu la sua fine. Allora la comunità di Bergün acquistò l’edificio, lo rimise in ordine e lo vendette a una compagnia specializzata in family-holiday. L’hotel venne suddiviso in appartamenti di diverse dimensioni. C’erano addirittura 200 letti e, per aggiungerne altri, venne eliminato anche il ristorante; il progetto ha funzionato per 50 anni, fino al 2002».\r\n\r\n«A causa della mancanza di fondi, non è mi stata fatta manutenzione, quindi l’edificio si è ben preservato - continua Steiner –. Risale al 2002 la trasformazione successiva: i proprietari non erano più in grado di mantenere l’hotel e lo vendettero agli ospiti che lo frequentavano con le loro famiglie. Questi formarono una s.p.a. e vendettero le azioni. Ancora oggi il Kurhaus Hotel è una s.p.a. condivisa da 900 azionisti che prendono insieme ogni decisione. L’obiettivo comune è quello di preservare una forma di accoglienza fondata su tre pilastri: l’Hotel, i Family Apartments e la Location dove organizzare per eventi di ogni tipo. Le nostre 68 camere, che possiamo trasformare in appartamenti da 3,4 spazi, sono le stesse di 120 anni fa: semplici ma autentiche. Abbiamo poi 30 cucine che si possono aggiungere alle camere. Durante le vacanze scolastiche lavoriamo soprattutto con ospiti che usano l’hotel come family-apartments: possono accedere al nostro ristorante o servirsi della cucina (nelle vicinanze c’è un supermercato); è come avere un appartamento, ma all’interno di un hotel di cui si possono usare i servizi. Abbiamo per l’86% ospiti svizzeri, per il resto olandesi, italiani e britannici; per la maggior parte sono ospiti europei - conclude Steiner -. 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