3 April 2026

Flyr rimane a terra e chiede il fallimento. A soli 19 mesi dal primo volo

Flyr presenterà istanza di fallimento dopo non essere riuscita a raccogliere la liquidità necessaria per le sue operazioni. La comunicazione ufficiale da parte della low cost norvegese è arrivata ieri in tarda serata: “Realisticamente non ci sono più opportunità per risolvere la mancanza di liquidità a breve termine”, ha precisato il vettore sottolineando che la decisione del consiglio di amministrazione è stata unanime. “Tutte le partenze e le vendite di biglietti sono state di conseguenza annullate”.

Saranno circa 400 i dipendenti che perderanno il loro posto di lavoro a causa del fallimento.

Flyr, che aveva avviato le operazioni a metà del 2021 collegando destinazioni nazionali in Norvegia e in Europa, ha dichiarato lunedì che la debolezza dei mercati finanziari e l’incertezza sulla domanda di viaggi aerei hanno impedito di raccogliere ulteriori fondi. Il vettore opera con una flotta in leasing di 12 aerei Boeing 737, tra cui sei 737 Max, acquistati da Air Lease Corp.

Lo scorso ottobre la low cost aveva annunciato pesanti tagli alle spese per preservare la liquidità durante l’inverno, compresi i licenziamenti, e che avrebbe sospeso le rotte non redditizie.

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