18 April 2026

Gruppo Carnival: conti in netto miglioramento ma il 2023 chiuderà ancora in rosso

Prosegue il percorso di recupero del gruppo Carnival, che chiude un secondo trimestre sopra le aspettative. In particolare i margini operativi lordi (ebitda rettificato) hanno raggiunto quota 681 milioni di dollari, posizionandosi nel quarto più elevato della forbice previsionale dello scorso marzo, compresa tra i 600 e i 700 milioni di euro. Il risultato è stato trainato da livelli di fatturato record, che tra aprile e giugno hanno raggiunto quota 4,9 miliardi di dollari. Grazie alla spinta di prenotazioni in costante crescita, la holding americana che, ricordiamo, include anche il brand Costa Crociere, pensa quindi di vedere i propri conti in bottom line tornare in territorio positivo a partire dal prossimo trimestre, per un dato rettificato che dovrebbe oscillare tra i 950 milioni e gli 1,05 miliardi di dollari. Il tutto, dopo aver però chiuso gli ultimi tre mesi ancora in rosso per 395 milioni.

Nonostante il previsto miglioramento, l’anno per Carnival dovrebbe perciò concludersi ancora in negativo per un cifra compresa tra i 100 e i 250 milioni di euro. E ciò anche a causa del costante aumento dei costi operativi, che subiscono gli effetti di una pressione inflattiva in diminuzione più lenta del previsto. Ottime invece le stime dei margini operativi lordi per l’intero 2023. Grazie a un’occupazione prevista superiore al 100%, Carnival ritiene infatti di raggiungere un ebitda rettificato annuo compreso tra i 4,1  e i 4,25 miliardi di dollari.

La wave season quest’anno è partita già verso la fine del quarto trimestre 2022 – spiega il ceo, Josh Weinstein -.  Il trend ha poi accelerato costantemente fino a oggi. Le prenotazioni sono su livelli eccezionali e anche le tariffe medie stanno crescendo, grazie sia alle nostre attività commerciali, sia ai nostri investimenti promozionali. In Europa, in particolare, le prenotazioni registrate nel trimestre aprile – giugno, e riferite alla seconda parte dell’anno, hanno messo a segno una crescita in doppia cifra percentuale in volumi e tariffe, rispetto al medesimo periodo dell’anno pre-Covid 2019″.

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