17 June 2024

Albatravel – Whl in concordato preventivo. Interessati fondi stranieri

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Arriva un’altra tegola sul mondo del turismo organizzato, ancora alle prese con gli strascichi degli effetti post-pandemia. Ad andare in difficoltà è questa volta la Worldwide Hotel Link (Whl). La società che fa capo al Albatravel, racconta Milano Finanza, è stata  ammessa al concordato preventivo dal tribunale di Venezia. La richiesta della procedura, inoltrata dallo studio Gianni Origoni, è stata deliberata dall’assemblea dei soci guidata dal presidente Aldo Fabris. Infatti l’azienda starebbe “attraversando una fase di forte tensione economica e finanziaria”. La corte lagunare ha già proceduto a nominare Danilo Capone quale commissario preposto.

Nel frattempo gli advisor Whl sarebbero già al lavoro “al fine di identificare l’investitore che auspicabilmente interverrà nella ristrutturazione”. Al momento sarebbero peraltro già stati firmati alcuni “non disclosure agreement con fondi internazionali interessati a svolgere una due diligence”. In ogni caso i soci si sono detti pronti a immettere 600 mila euro per garantire la continuità aziendale. Mentre lo stesso tribunale ha concesso a Whl le misure protettive dai creditori fino alla fine del prossimo agosto.

Pandemia

La crisi di Whl – Albatravel è stata sostanzialmente innescata dalla pandemia. «Che ha determinato l’interruzione del processo di riorganizzazione aziendale appena avviato», si legge nel ricorso. Tra il 2019 e il 2021 i ricavi sono in particolare crollati da 91,3 a 5,7 milioni di euro con i margini operativi lordi che due anni fa sono scesi fino a un rosso di 2,1 milioni. Durante tale periodo Whl è ricorsa alla cassa integrazione per oltre 350 mila ore. Riducendo al contempo il numero dei suoi collaboratori  da 158 a 42. La parziale ripresa del 2022 ha permesso alla società di registrare un giro d’affari in crescita, fino a quota 13,2 milioni. Il che non è però valso a far ritornare l’ebitda in territorio positivo, che anzi è rimasto fermo a -2,1 milioni.

Albatravel è controllata dall’imprenditore veneziano Renzo Ferro, che deteneva la holding Fininven, finita in concordato nel 2021 (sempre con l’assistenza di Gianni Origoni). La società è inoltre partecipata da alcuni soci di minoranza tra i quali l’amministratore delegato, Davide Cori, col 18,7%.

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