24 September 2026

Prato lancia Tipo: le fabbriche diventano oggetto di una nuova esperienza di viaggio

Prato lancia Tipo: un progetto immersivo ed esperienziale pensato per tutti coloro che vogliono scoprire la nuova frontiera del turismo, quello industriale. Nell’ultimo weekend del mese, fino a maggio 2022, i visitatori saranno guidati in un percorso emozionale che, partendo dagli inizi della manifattura pratese, li condurrà nel cuore delle fabbriche moderne, apprezzate per qualità e varietà dei lavorati e per l’investimento in processi produttivi rispettosi della natura che hanno reso Prato Città per la circolarità: una città tra le più europee e contemporanee d’Italia, anagraficamente giovane, multiculturale e multietnica, impegnata da alcuni anni sui temi della rigenerazione urbana e della transizione ecologica, circolare e digitale. Il progetto Tipo, dopo una fase di sperimentazione a fine 2021, è pronto per rivolgersi a un pubblico più ampio con un programma che si svolgerà fino a maggio 2022 e riprenderà nuovamente dopo l’estate.

«Anche se il territorio è a vocazione tessile – commenta Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana – vi è un profilo culturale molto originale. Le fabbriche pratesi raccontano storie e creano manufatti conosciuti in tutto il mondo. Entrare nelle fabbriche, conoscerne la storia, è un’esperienza unica in Italia. Speriamo che questo turismo espressivo di un made in Tuscany possa diventare un esempio per gli altri distretti industriali».

Tipo Prato è un modello di turismo contemporaneo: un “dentro e fuori” dalle fabbriche, tra eventi culturali, spettacoli, trekking urbano e momenti per le famiglie, nella città del museo del Tessuto, del centro Pecci e del Mumat – Museo delle macchine tessili di Vernio, modello di imprenditorialità, cura dell’ambiente e progettazione culturale. Ogni sabato dell’ultimo fine settimana del mese Tipo proporrà spettacoli in luoghi della produzione tessile solitamente non aperti al pubblico; la domenica ci si muoverà invece sul territorio, per scoprire il patrimonio di architettura industriale e di ex fabbriche rigenerate con progetti di innovazione urbana. In programma anche laboratori didattici per bambini al museo del Tessuto, al centro Pecci e al Mumat.

«Si tratta di un progetto che parla di noi: siamo noi, ci rappresenta con la nostra cultura  – spiega il sindaco di Prato, Matteo Biffoni – E quando poi il turista arriva in città può esplorare molto altro: Filippo Lippi, palazzo Pretorio, l’arte contemporanea del Pecci».

Il 29 gennaio il palcoscenico sarà così quello dell’azienda Picchi, con uno spettacolo del musicista, comico e blogger Elianto. Il 30 gennaio toccherà al lanificio Lucchesi, con laboratori per famiglie. Il 26 febbraio l’azienda Ricceri ospiterà il giornalista Federico Rampini e il suo spettacolo Moriremo cinesi?, tema doppiamente di attualità in un distretto connotato da una forte presenza di aziende e immigrati provenienti dal grande paese asiatico.  Il 27 febbraio occhi puntati sulla rigenerazione urbana e sulle trasformazioni subite da grandi edifici industriali del passato diventati ‘altro’: dal polo Campolmi, che in pieno centro della città ospita oggi il museo del Tessuto e la biblioteca Lazzerini, all’ex lanificio Bini nella corte di via Genova, oggi effervescente realtà artistica e sociale, fino alla ex Anonima Calamai, tra i più grandi complessi industriali cittadini, e il Macrolotto Zero.

A marzo ci si sposta in provincia: il 26 alla cartaia di Vaiano, dove si esibirà il musicista Fabio Celenza, e il 27 alle origini della grande industria tessile pratese, dal museo delle Macchine tessili di Vernio all’ex lanificio Romei di Cerbaia e al villaggio fabbrica Forti de La Briglia.  Tutti i dettagli su www.tipo.prato.it.

Il progetto è promosso da comune di Prato, fondazione museo del Tessuto, fondazione Cdse Centro di documentazione storico etnografica e dai comuni di Cantagallo, Carmignano, Poggio a Caiano, Montemurlo, Vaiano e Vernio in collaborazione con Acte (Associazione comunità tessili europee), Visit Tuscany e Prato Turismo. La direzione artistica degli spettacoli è a cura di Fonderia Cultart.

Un invito quindi a visitare l’altra Toscana, quella al di fuori dei soliti itinerari più conosciuti.

«I viaggi di affari – aggiunge Leonardo Marras, assessore al Turismo della regione – si sono trasformati: oltre a un evento commerciale hanno bisogno di esperienze. E qui l’idea geniale è stata trasformare quell’esperienza in fabbrica in qualcosa di popolare. L’impresa che si apre lo fa abbracciando la sicurezza e la trasparenza: un manifesto di chiarezza anche dal punto di vista dell’identità valoriale».

 

 

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In crescita poi l’interesse verso le Marchesi, per l’aspetto culturale che le rende un luogo estremamente suggestivo: distano ben 4 ore di voli da Tahiti, ma una volta arrivato a destinazione il viaggiatore si sente privilegiato di essere in un luogo che consente di entrare in contatto con l’anima stessa del Pacifico».\r\n\r\nUna diversità che si estende a tutti i mesi dell’anno: «L’alta stagione raccoglie inevitabilmente un maggior numero di visitatori, ma teniamo molto a promuovere la ‘bassa’» prosegue Vaihere Lissant, sottolineando che non ha nulla da invidiare ai mesi di luglio e agosto: «In realtà, dal punto di vista culturale e anche per altri aspetti sarebbe la stagione migliore quella che va da novembre fino a marzo. 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