7 aprile 2026 11:02
Entra in vigore, oggi 7 aprile, la Legge annuale sulle Pmi (Legge n. 34/2026), che introduce per la prima volta una specifica disciplina contro le false recensioni.
La rapida espansione del “mercato” delle recensioni online ha reso necessaria una riflessione, a livello europeo e nazionale, sull’introduzione di una disciplina specifica, con l’obiettivo di rendere l’ecosistema digitale più credibile e responsabile. Il fenomeno ha infatti un impatto significativo sul settore: nella ristorazione le recensioni influenzano circa il 70% delle scelte dei consumatori (Centro studi Mimit – ottobre 2024), mentre – come evidenziato sia dalla Commissione Europea che dall’Associazione Europea dei Consumatori (Beuc) – il numero di recensioni false continua a crescere, anche a causa di controlli ancora insufficienti da parte delle piattaforme e dei motori di ricerca.
Compromesso
La legge sulle PMI, dunque, seppur nella sua natura di compromesso tra diverse istanze, rappresenta un primo passo per recensioni più affidabili e genuine. Essa, infatti, fornisce anzitutto, criteri chiari per identificare una recensione come lecita – il termine massimo di 30 giorni per la pubblicazione, il collegamento indispensabile tra la recensione e l’effettiva fruizione del servizio, il necessario riferimento a prodotti/servizi effettivamente utilizzati e, in aggiunta, l’assenza di qualsivoglia promessa di sconti, benefici o altre utilità che potrebbero compromettere l’imparzialità della recensione – tutti elementi che consentono di dare risposta a fattispecie che prima non erano individuate dal legislatore.
Ad esempio, la scelta di collocare un limite temporale per la pubblicazione delle recensioni, risponde all’esigenza di garantire maggiore attendibilità e verificabilità delle recensioni, che tendono ad attenuarsi con il trascorrere del tempo, senza però voler comprimere la libertà di espressione dei consumator e consentire all’esercente di potersi attivare tempestivamente rispetto al caso segnalato. Lo scorrere del tempo – precisamente il periodo di due anni dalla pubblicazione della recensione – è, inoltre, condizione rilevante per determinare l’illiceità della recensione, in ragione proprio della progressiva perdita di attualità e affidabilità della recensione per il consumatore.
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L'hotel sarà caratterizzato da un'architettura ispirata al design tradizionale bhutanese, dalle “Tui Blue Experiences”, da strutture incentrate sul benessere e da concetti gastronomici di alto livello che esaltano i sapori regionali. Inoltre, la struttura integrerà pratiche edilizie sostenibili e modalità operative responsabili in linea con la visione ambientale del Bhutan.
Situato nel villaggio di Shari e circondato da un maestoso scenario montano, il Tui Blue Paro Taktsang dispone di 34 junior suite e suite, ristorante, ue bar, una sala da ballo, piscina interna riscaldata, spa e palestra.
La struttura gode della vicinanza ad alcuni dei monumenti culturali più noti del Bhutan, tra cui il monastero del Nido della Tigre, il tempio Kyichu Lhakhang e il palazzo Ugyen Pelri Thang.
Il debutto in Bhutan rappresenta l'aggiunta di una nuova destinazione all'ambiziosa strategia di crescita del gruppo Tui in Asia, il cui portfolio comprende attualmente 25 hotel in Cina e nel Sud-est asiatico, con oltre 30 progetti in fase di sviluppo in tutta la regione.
«Il Bhutan è una destinazione davvero unica e stimolante, che si allinea perfettamente alla nostra visione di viaggi incentrati sull’esperienza - ha dichiarato in una nota ufficiale il ceo del gruppo, Artur Gerber -. L’introduzione di Tui Blue in Bhutan sottolinea la nostra fiducia nel potenziale della destinazione e il nostro impegno a favore di uno sviluppo dell’ospitalità sostenibile e rispettoso delle culture in tutta l’Asia-Pacifico. In questo contesto, il nostro team sta attualmente lavorando a ulteriori progetti alberghieri. Stiamo valutando attivamente nuove destinazioni e opportunità di sviluppo, compreso un altro potenziale progetto in Bhutan».
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[post_content] => Lo Sri Lanka accelera sull'introduzione di visti gratuiti per i viaggiatori provenienti da 40 paesi: una mossa che arriva mentre la destinazione cerca di contrastare un forte calo degli arrivi turistici legato alle tensioni in Medio Oriente e alle conseguenti interruzioni del traffico aereo.
L'iniziativa, di cui si discute da tempo e che è stata proposta per la prima volta nel 2024, sta ora procedendo con tempistiche accelerate: il ministro degli Affari esteri e del turismo Vijitha Herath ha confermato che il programma di autorizzazione elettronica di viaggio (Eta) gratuita è in fase di finalizzazione e sarà sottoposto al Consiglio dei ministri, con l'approvazione parlamentare prevista per aprile.
Intanto, le autorità segnalano un calo del 15% degli arrivi legato all'instabilità regionale, che ha avuto ripercussioni sulle rotte aeree, ha fatto aumentare le tariffe aeree e ha provocato cancellazioni, in particolare sui corridoi Europa-Asia.
I dati più recenti evidenziano che tra il 1° e il 25 marzo, la destinazione ha accolto 151.693 visitatori, in calo del 22% su base annua. Gli arrivi medi giornalieri sono scesi a 6.068, rispetto ai 7.407 dello stesso periodo del 2025, con i volumi giornalieri di picco ancora al di sotto dei livelli stagionali tipici.
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L’immobile, che si distingue per il valore storico e architettonico, sarà interessato da un intervento di riqualificazione conservativa, con l’obiettivo di convertirlo in una struttura alberghiera cinque stelle di alto profilo.
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[post_content] => Quattro scali del Nord Italia introducono restrizioni sul cherosene a causa della crisi energetica. Il blocco di Hormuz impone priorità ai voli lunghi e sanitari. Ryanair avverte: se il conflitto in Iran prosegue, i voli estivi sono a rischio in tutta Europa
A causa della severa contrazione nelle scorte di combustibile, sono state introdotte restrizioni operative in quattro nodi strategici del trasporto aereo italiano: Milano Linate, Bologna, Venezia e Treviso. A cui si è aggiunto Reggio Calabria.
Secondo quanto comunicato da Air Bp Italia, la divisione specializzata del gruppo British Petroleum dedicata al settore dell'aviazione, le limitazioni resteranno in vigore almeno fino al 9 aprile, con l'obiettivo di preservare le riserve per i servizi essenziali. Negli avvisi ufficiali si specifica chiaramente che "la priorità sarà data ai voli di ambulanza, ai voli di Stato e ai voli con durata superiore a tre ore".
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Per tutti gli altri collegamenti di breve durata è stato imposto un tetto massimo di erogazione pari a 2.000 litri per singolo aeromobile, ha riportato Il Corriere della Sera, che ha passato in rassegna i bollettini Notam distribuiti alle società aeroportuali. Sebbene tale ammontare possa apparire consistente, i calcoli tecnici forniti dai piloti al quotidiano chiariscono che questa quantità garantisce meno di un'ora di autonomia per velivoli come i Boeing 737 o gli Airbus A320.
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Gianmarco Mazzi, nuovo ministro del turismo (Foto reperita sulla pagina pubblica di Facebook)Allora ci siamo. Gianmarco Mazzi è il nuovo ministro del turismo. Come spesso accade, di turismo non sa nulla. A meno di non considerare i viaggi che sicuramente in questi anni ha fatto. Dalla scheda Wikipedia si legge che ha lavorato nel campo della produzione televisiva, lavorando con Adriano Celentano, i Pooh, Gianni Morandi, Tony Renis, Riccardo Cocciante e altri.
Un'altra bella scelta per un sistema complesso come il turismo. Naturalmente qui non vogliamo mettere il carro davanti ai buoi, però le prerogative e le attività svolte non hanno niente a che fare con il turismo.
Di solito i politici rispondono: ma mica uno deve fare il medico per essere ministro della sanità, o il poliziotto se deve ricoprire il ministero dell'interno. Possiamo dire che è una posizione di comodo. Perché poi al ministero dell'economia mettono sempre uno specializzato nella materia? Potrei fare un lungo elenco di ministri dell'economia che erano economisti, tecnici, governatori della Banca d'Italia, ecc. ecc. Solo negli altri ministeri la conoscenza non vale.
Va bene andiamo avanti. Vedremo e considereremo le attività del ministro. Come si muoverà in questo momento complesso per il turismo organizzato e poi potremo trarre un giudizio più corposo.
Giuseppe Aloe
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Attualmente in fase pilota, il progetto è già online su alcune piattaforme del gruppo: sulla homepage di Go World, a dare il benvenuto agli utenti è un avatar d’eccezione: quello del presidente e fondatore Ludovico Scortichini, che diventa il volto – letteralmente – del racconto del tour operator. In parallelo, sul sito Go to Fish prende vita Finn, la mascotte digitale che guida gli appassionati nel mondo dei viaggi di pesca.
La scelta di utilizzare il volto del fondatore non è precisa: Go World sceglie di "metterci la faccia", unendo l'autorevolezza e la garanzia di un tour operator solido all’innovazione e alla scalabilità offerte dall'Intelligenza Artificiale.
Prende così il via un nuovo modo di comunicare: più umano, più immediato, più vicino alle persone. Grazie all’uso dell’intelligenza artificiale, gli avatar sono in grado di presentare contenuti, spiegare le proposte e accompagnare l’utente in una navigazione più intuitiva e interattiva.
L’obiettivo è chiaro: trasformare la scoperta del viaggio in un’esperienza già coinvolgente online. Un'innovazione che si inserisce in un piano di sviluppo multicanale che guarda con attenzione anche al b2b: gli avatar, infatti, nascono anche per affiancare e supportare le agenzie di viaggio partner, agevolando la narrazione di linee di prodotto altamente specializzate e accorciando le distanze tra il to, la rete distributiva e il viaggiatore.
“Crediamo che il futuro della comunicazione passi attraverso strumenti sempre più interattivi e immersivi”, commenta Ludovico Scortichini. “Con questo progetto vogliamo avvicinare ancora di più i nostri brand ai viaggiatori, offrendo un’esperienza digitale evoluta e distintiva.”
Aggiunge il responsabile strategico di progetto, Gabriele Micozzi: «Oggi la vera sfida per i brand non è digitalizzare i processi, ma umanizzare il digitale, per creare un'impronta emotiva e calda fin dal primissimo contatto. In questa scelta, Ludovico Scortichini si conferma un assoluto visionario del settore: ha compreso prima di altri che la tecnologia non deve allontanarci dai nostri clienti, ma permetterci di accoglierli in modo ancora più intimo e personale. Questa è la dimostrazione che L'AI, se guidata da una forte visione empatica, è lo strumento perfetto per “scaldare” l'esperienza utente, unendo la velocità del futuro con la passione e la garanzia che solo un volto umano autentico sa trasmettere».
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Alla luce della situazione attuale, molti operatori ritengono plausibile uno spostamento di pesi dall'Oriente alle Americhe per le prossime stagioni turistiche. Con molti distinguo. «Più che a uno spostamento netto, stiamo assistendo a una riallocazione dell’interesse – spiega il direttore commerciale di Quality Group, Marco Peci -. L’Oriente resta centrale, ma le Americhe stanno vivendo una fase di forte riattivazione. Non è quindi una vera e propria “sostituzione”, ma un riequilibrio naturale di un mercato che oggi è meno “polarizzato” verso Oriente».
Le attività in campo
Sul fronte delle attività, Peci conferma un’operatività su più fronti. «Continuiamo a sostenere tutte le destinazioni con un mix integrato di attività: newsletter, social, academy, eventi e momenti relazionali. Non sono strumenti isolati, ma parti di un unico disegno ampio e complessivo spesso sviluppato in condivisione con gli enti del turismo e i vettori. Avendo nove brand con strutture operative altamente specializzate sulle proprie destinazioni, i nostri sforzi sono corali e indirizzati a tutte quelle mete dove domanda, accessibilità e nostre capacità si incontrano. Oggi il punto di equilibrio è comunque su tutti i continenti, compresa l’Asia quindi, anche se America, Europa e Africa sono le macro aree sulle quali si sta concentrando la domanda».
Quanto all’andamento del booking, «La clientela sta in parte attendendo l’evoluzione del conflitto del Golfo ma le prenotazioni non sono calate in modo così significativo come ci saremmo attesi, se non per alcune destinazioni direttamente o indirettamente coinvolte nel conflitto».
Su questo quadro, si allunga l’ombra di una aumento dei prezzi dei biglietti aerei fuori controllo. «Il caro voli incide, ma non in modo uniforme e soprattutto non in modo determinante; è certamente un fattore critico, ma non è ciò che guida la decisione finale. Il vero tema non è il costo del volo, ma la capacità di dare senso e valore al viaggio. Ed è su questo che continuiamo a lavorare».
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La situazione sul fronte outoing sta vivendo un momento di fermo, in attesa della fine di un conflitto che ogni giorno si fa più pesante. Lo conferma anche Luca Manchi, titolare di Karisma TravelNet, che programma diverse destinazioni in tutto il mondo: «Al momento la situazione è ancora in una fase di stallo. Non registriamo trend che facciano presagire un netto spostamento dei flussi verso le Americhe. Questo anche perché, soprattutto per quanto riguarda gli Stati Uniti, non c'è mai stata una vera e propria ripresa, complice il lungo periodo di flessione legato ai Mondiali di calcio. Detto questo, va da sé che le nuove dinamiche della domanda stiano naturalmente spostando l'ago della bilancia verso ovest».
Intanto, Karisma TravelNet è impegnato nella gestione delle pratiche e delle cancellazioni. «Il nostro sforzo principale è attualmente concentrato sul contenimento delle numerose richieste di cancellazione. Queste riguardano spesso destinazioni di per sé sicure, ma che geograficamente richiedono il sorvolo di aree di conflitto».
Il nodo voli
Anche sul fronte dei collegamenti aerei la situazione è complessa. «Non ritengo che il caro voli sia l'elemento determinante che in questo momento condiziona il booking. Al contrario, gli adeguamenti tariffari applicati sulle pratiche già confermate stanno generando un diffuso malumore tra i clienti. Come spesso accade, adv e t.o. si ritrovano in trincea a gestire queste criticità in prima persona, una dinamica che purtroppo dobbiamo accettare».
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