29 agosto 2022 12:13

Il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca
A luglio il conto energetico degli hotel è triplicato rispetto allo stesso mese di un anno fa. Lo rivela una recente indagine del centro studi Federalberghi, che ha esaminato nel dettaglio le bollette emesse da 15 gestori, relative a un campione di oltre 2 mila camere d’albergo, di tutte le regioni italiane. La bolletta energetica degli alberghi italiani ha raggiunto il livello record di 3,8 miliardi di euro, con un costo medio di circa 120 mila euro per ciascuna struttura (94 mila per l’energia elettrica e 26 mila per il gas), che aumenta con progressione geometrica. In pratica, ciò significa che oltre il 18% del volume d’affari del settore viene assorbito dal pagamento delle forniture di energia elettrica e di gas.
“Le aziende, che con grande fatica stavano tentando di rimettersi in marcia dopo due anni devastanti, sono di nuovo in debito di ossigeno e non riescono a pagare le bollette – dichiara il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca -. Sinora gli hotel hanno resistito, ma guardiamo con preoccupazione a quel che potrà accadere nei prossimi mesi, con il prezzo dell’energia che continua a crescere e le condizioni generali del mercato a dir poco incerte, tra inflazione galoppante e avvisaglie di recessione. Per far quadrare i conti dovremmo aumentare in modo consistente i prezzi. Ma molte aziende e intere località, non disponendo di spazi di manovra, sono costrette a valutare alternative dolorose. Chi va incontro alla bassa stagione, caratterizzata dal calo dei prezzi e del tasso di occupazione delle strutture, dovrà anticipare il momento della chiusura. E anche tra le aziende che solitamente rimangono aperte tutto l’anno, c’è chi sta considerando seriamente la possibilità di chiudere durante l’inverno, prima che l’accensione dei riscaldamenti faccia saltare del tutto i conti”.
Secondo il presidente di Federalberghi, “la prima urgenza è costituita dalla
sterilizzazione degli aumenti, fissando un tetto al prezzo del gas e dell’energia elettrica e riconoscendo un credito di imposta che compensi gli aumenti record sin qui registrati. È una misura che serve a tutte le nostre imprese. Sarebbe una beffa se gli aiuti venissero riservati solo ai cosiddetti settori energivori che già in passato hanno beneficiato degli incentivi. È inoltre importante sancire il diritto alla rateizzazione delle bollette, che oggi viene accordata dai gestori in base a criteri discrezionali. Altrettanto importante è la possibilità di far accedere alla cassa integrazione i dipendenti delle aziende che sospenderanno l’attività, senza costi per i datori di lavoro e con un pacchetto di ore ad hoc”.
Bocca conclude ricordando che “alle misure necessarie per fronteggiare l’emergenza si deve affiancare la promozione del ricorso alle energie rinnovabili, eliminando i vincoli all’installazione dei sistemi fotovoltaici nei centri storici e consentendo la realizzazione di comunità energetiche anche tra soggetti che non sono alimentati dalla stessa cabina di trasformazione”.
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«Abbiamo cambiato il concetto di Fiera introducendo una lettura verticale e individuando cluster di significato. Dallo sport, all'enogastronomia, allo sport, al lusso. Gli ingredienti sono buoni e la partecipazione è andata oltre le nostre aspettative. Naturalmente stiamo parlando di un progetto a medio termine, quindi le valutazioni dovremo farle nel corso del tempo».
Emanuele Guido, head of business unit home, fashion & leisure Exhibitions di Fiera Milano, ha le idee chiare su come costruire e definire la nuova Bit 2026, che inizierà il prossimo 10 febbraio.
«54 paesi saranno rappresentati con i loro stand e inoltre sul lato travel produrremo nuovi argomenti, nuove discussioni per aprire finestre su scenari non ancora sfiorati. E' una sfida interessante e complessa che ci spinge a ricercare soluzioni diverse ma nello stesso tempo stimolanti».
Insomma un rinnovato punto di vista, che si esprime anche nel nuovo calendario, dove il viaggiatore sarà ancora più protagonista: non più una sola giornata aperta al pubblico, ma tre giorni durante i quali chi il viaggio lo ama e lo vive dialogherà e si confronterà fianco a fianco con chi lo progetta, lo propone e lo racconta. Perché in questo scenario in cui sfumano i confini siamo tutti “Travel Makers”: un’unica community che trova casa a Bit 2026.
Ispirazione
«Ospitalità, tecnologia e trasporti sono presenti e presenteranno le loro iniziative e i loro progetti. Per quanto riguarda il turismo organizzato posso dire, che alcuni saranno presenti in pianta stabile, altri parteciperanno ai dibattiti, e infine altri ancora saranno solo visitatori. In questa edizione calcoliamo i benefici che si possono trarre da una nuova ispirazione. Saranno presenti , inoltre, 350 buyer internazionali, un terzo europei, ma anche asiatici, americani, sia del nord che del sud, e africani, che verranno ospitati dalla nostra organizzazione».
l cuore pulsante di BIT 2026 sarà il Travel Makers Fest, spazio culturale e relazionale in cui il viaggio viene esplorato da tutti i punti di vista. Sei arene integrate nel layout della manifestazione – quattro dedicate a tematiche verticali e due main plaza – ospiteranno centinaia di appuntamenti in tre giorni tra talk, workshop e momenti di confronto. Un’occasione imperdibile per scoprire in anteprima non solo verso dove, ma anche in che modo viaggeremo nei prossimi anni.
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L'hotel dispone di 121 camere ed è situato sulla costa nord-occidentale di Maiorca. Offrendo viste panoramiche sul mar Mediterraneo e sulla catena montuosa della Serra de Tramuntana, patrimonio nesco, la struttura ha ottenuto la certificazione Leed Platinum a conferma del suo impegno verso la sostenibilità e le elevate performance ambientali.
La strategia del gruppo
L’acquisizione riflette la strategia di Dubai Holding di investire in asset di alta qualità nei principali mercati internazionali, sostenendo la visione di lungo periodo del gruppo volta a costruire un portafoglio globale diversificato e resiliente. Amit Kaushal, group chief executive officer di Dubai Holding, ha dichiarato: «Questa acquisizione rappresenta un’aggiunta strategica al nostro crescente portafoglio globale nel settore dell’ospitalità e sottolinea il nostro impegno a investire in asset di alta qualità in grado di generare valore nel lungo periodo per Dubai Holding. Jumeirah Mallorca incarna gli elevati standard e l’esperienza di ospitalità eccezionale associati sia a Dubai Holding Hospitality sia a Jumeirah. Mentre continuiamo a espandere la nostra presenza in destinazioni di livello mondiale, restiamo focalizzati sull’ottimizzazione delle performance del nostro portafoglio e sulla creazione di valore sostenibile attraverso una crescita disciplinata».
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[post_content] => L'aeroporto di Londra Heathrow ha completato l'installazione dei nuovi scanner TC in tutti i punti di controllo dei passeggeri, eliminando il limite di 100 ml per i liquidi nei bagagli a mano.
Di conseguenza, i passeggeri ai controlli di sicurezza non dovranno più rimuovere i liquidi o i dispositivi elettronici dal bagaglio a mano.
Il tanto criticato limite di 100 ml era stato introdotto nel 2006 a causa dei potenziali rischi legati agli esplosivi a base liquida. I nuovi scanner sono ora in grado di monitorare il contenuto dei bagagli tramite un'immagine 3D.
La tecnologia di screening è stata implementata anche negli aeroporti di Birmingham, Bristol, Gatwick ed Edimburgo.
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Dal 2019 a oggi il baricentro delle nazionalità protagoniste si è spostato: mentre americani e arabi hanno preso il posto di cinesi e russi, America Latina, Turchia e India sono oggi i nuovi osservati speciali. Insieme hanno più che triplicato la spesa Tax Free (+208% vs 2019), raddoppiando il proprio peso sul mercato dal 7% al 14%.
Il trend
Un trend che non appare congiunturale. Le previsioni di Lybra Tech per il primo quadrimestre 2026 confermano una domanda in rafforzamento, soprattutto da Brasile, Argentina, Turchia e India: mercati che pianificano viaggi articolati, multi-città e con una forte componente esperienziale e di shopping.
Il blocco latinoamericano rappresenta oggi l’area più rilevante tra le nazionalità emergenti (8% del totale), con una crescita della spesa del +161% rispetto al 2019. Roma si conferma hub privilegiato, mentre il profilo di consumo evolve: meno ultra-high spender, più shopper aspirazionali, attenti non solo al lusso ma anche a brand premium, lifestyle e profumeria. Brasile, Messico e Argentina concentrano quasi l’80% dei volumi, con comportamenti d’acquisto e destinazioni differenti, ma un comune denominatore: tempi di permanenza medio-lunghi e viaggi spesso in famiglia.
La Turchia firma la crescita più esplosiva (+428% vs 2019). Milano resta centrale, ma il canale outlet emerge come leva strategica, intercettando una quota crescente della spesa. Lo shopper turco spende di più, compra moda, calzature e orologi e mostra una polarizzazione generazionale che premia sia Gen Z sia over 59, con un ritorno deciso degli UHNWI.
L’India completa il quadro: +164% di spesa rispetto al 2019, una clientela giovane, pianificatrice e fortemente orientata al lusso, con Milano e outlet come poli d’acquisto e Venezia come destinazione simbolica, prevalentemente in primavera con soggiorni medi di 3-4 notti.
Sia il mercato indiano che quello turco mostrano una predilezione per Venezia, con Roma particolarmente forte a gennaio. Milano è composta da un target più eterogeneo, con mix equilibrato di coppie, famiglie e gruppi. Firenze è scelta per soggiorni più brevi e prevalentemente in viaggio con la famiglia, all’interno di itinerari multi-tappa.
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(Enzo Scudieri)
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Glamour compie un nuovo passo avanti presentando la rinnovata squadra dei destination manager. Un team rafforzato, giovane e specializzato, chiamato a guidare lo sviluppo prodotto in una fase cruciale per il tour operating, sempre più orientato a competenze verticali, conoscenza diretta delle destinazioni e capacità di intercettare nuove opportunità di business.
Accanto a Silvia Failli, da anni solido punto di riferimento per Africa e oceano Indiano, entrano in squadra tre nuove figure strategiche che segnano un ulteriore salto di qualità nell’organizzazione prodotto di Glamour.
Le tre nuove figure
«Glamour sta crescendo in ogni reparto e l’area prodotto raggiunge oggi un traguardo fondamentale: affiancare al lavoro sul prodotto stesso persone qualitativamente e strategicamente in grado di sostenere l’ambizioso piano aziendale avviato negli ultimi due anni» commenta Nicola Bonacchi, direttore generale di Glamour.
Tra le new entry spicca Susanna Sorci, nominata destination manager per Stati Uniti, Canada, Messico e Caraibi. Professionista di grande esperienza sul Nord America, Susanna Sorci è nata e cresciuta professionalmente in Go America, dove ha costruito il proprio percorso fino a raggiungere il ruolo di product manager Usa/Canada e Caraibi. Gli studi negli Stati Uniti e le numerose esperienze dirette a destinazione le hanno permesso di sviluppare una conoscenza profonda e concreta di un’area chiave per Glamour, oggi più che mai strategica. La sua missione sarà quella di consolidare i capisaldi storici del prodotto Glamour affiancandoli a un lavoro di rilancio su aree più specialistiche e su nuove nicchie ad alto potenziale.
Entra inoltre Cristina Nannini, che assume la responsabilità dell’area Oriente, con un focus particolare su Thailandia e Giappone. Proprio in Giappone Cristina Nannini ha vissuto per dieci anni, ricoprendo ruoli chiave presso dmc locali e realtà impegnate nella progettazione di travel experience autentiche e ad alto valore aggiunto.
Completa il quadro Martina Lorenzini che, già con successo destination manager per Dubai e Medio Oriente, amplia ora il proprio perimetro assumendo anche la responsabilità di Maldive e Sri Lanka. Un’area considerata tra le più promettenti per lo sviluppo futuro, dove Martina è già attiva nel rafforzamento delle partnership, nello scouting e nella cura del livello qualitativo del prodotto, forte di una solida esperienza pregressa nell’hotellerie di alta gamma.
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Con questa nuova squadra, Glamour rafforza ulteriormente il proprio posizionamento come player dinamico e innovativo, capace di coniugare visione strategica, competenza sulle destinazioni e valorizzazione dei talenti. Un investimento sulle persone che conferma la volontà dell’azienda di affrontare il futuro del tour operating con solidità, entusiasmo e uno sguardo sempre più internazionale.
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[post_content] => Parte in rialzo la stagione invernale per gli appassionati della montagna: secondo l’indagine realizzata da Tecnè per conto della Federalberghi, quest’anno saranno 6,2 milioni gli italiani che si sposteranno in giro per il Belpaese per concedersi una vacanza sulla neve. Il grosso delle partenze (4,4 milioni), si concentrerà in febbraio, mentre il resto si muoverà in marzo.
Sarà per l’effetto Olimpiadi, sarà per la voglia di rimettere gli sci o per il bisogno di dedicarsi una pausa dal lavoro, ma a quanto pare gli italiani considerano la vacanza sulla neve un’esigenza da rispettare, e la onoreranno restando per la maggior parte in Italia (97%), prediligendo in larga parte le aree settentrionali del Paese e riservando all’hotel la pole position in termini di soggiorno preferito.
Tra coloro che seguiranno i giochi olimpici direttamente dai luoghi di gara, il 70% dichiara che soggiornerà entro una trentina di chilometri dalle aree delle competizioni, mentre il 28% prevede di soggiornare in zone che si estendono oltre i 30 chilometri. Anche in riferimento ai soggiorni legati alla partecipazione in presenza alle Olimpiadi, la scelta dell’albergo ha la meglio (34%), seguita a ruota da B&B e casa di parenti ed amici.
Sentiment
Ciò che conforta è il sentiment dimostrato dagli intervistati: il 94% di essi ritiene infatti che le Olimpiadi Invernali rappresentino un’occasione per promuovere l’Italia e le altre località turistiche.
“Non vi è dubbio - ha commentato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca - che i Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina attivino indirettamente una sorta di circuito virtuoso nell’andamento del turismo invernale: nell’immaginario collettivo, ci si sente un po’ tutti coinvolti. Ad assistere in presenza alle gare nei luoghi delle competizioni, abbiamo rilevato che saranno circa 2 milioni di italiani. Ma è altrettanto vero che la stragrande maggioranza seguirà, ciascuno a suo modo, l’appuntamento con le Olimpiadi”
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Contratti pirata. È un quadro a tinte fosche quello che emerge dal rapporto “Il dumping contrattuale nel settore turismo: quali rischi per le imprese”, realizzato da Federalberghi, l’organizzazione maggiormente rappresentativa delle imprese turistico ricettive italiane, in collaborazione con l’Ente bilaterale nazionale del settore turismo e con Adapt, l’Associazione per gli studi sul diritto del lavoro fondata dal professor Marco Biagi.
Secondo le risultanze della ricerca, presentata a Bologna, che si basa sui dati dell’Archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi di lavoro del CNEL, sull’analisi approfondita della normativa vigente e sulla giurisprudenza, i rischi connessi all’utilizzo di contratti collettivi di lavoro stipulati da soggetti non rappresentativi (associazioni datoriali e sindacali fantasma, sigle prive di legittimazione e rappresentatività) sono quantificabili in diverse decine di migliaia di euro annui di maggiori costi, sia in termini di recupero di contributi spettanti da parte degli enti previdenziali, sia sotto forma di recupero dei crediti retributivi da parte dei lavoratori interessati.
Contestazione
Infatti, il costo vivo per l’impresa alberghiera “media” (14 dipendenti) che si veda contestata l’applicazione di un “contratto pirata” può facilmente eccedere i 40mila euro annui, cui si aggiungono le ricadute in termini di impossibilità di ricorrere agli istituti contrattuali (contratti a termine, apprendistato, flessibilità dell’orario di lavoro, etc.) che il legislatore riserva ai c.d. contratti leader, come il CCNL Turismo sottoscritto da Federalberghi, Faita e dalle controparti sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, applicato da oltre l’80% delle imprese e dei dipendenti del settore.
Secondo Giuseppe Roscioli, vicepresidente vicario di Federalberghi e presidente della Commissione sindacale della stessa organizzazione: “Lo studio chiarisce una volta per tutte quali sono i rischi che le imprese corrono affidandosi a soggetti privi di ogni legittimazione e rappresentatività ed esponendosi a ricadute economiche, normative e di immagine assai gravi: oltre al maggior costo dovuto al recupero dei contributi non versati, si pensi al contenzioso e alla perdita degli eventuali benefici derivanti dalle diverse forme di agevolazione. Uno scenario da incubo che giustifica la massima prudenza”.
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Cavalcare l’onda della rivoluzione I.A. con il supporto della formazione: questo l’obiettivo del Piano Formativo 2026 lanciato da Fiavet Toscana in collabirazione con l’Ente Bilaterale Turismo Toscano che si compine di 15 corsi ed oltre 330 ore di formazione dedicati alle agenzie di viaggio e tour operator.
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[post_content] => Il traffico passeggeri globale dovrebbe raggiungere i 10,2 miliardi nel 2026 (+3,9% su base annua) secondo le ultime previsioni firmate da Aci World. Da quanto emerge dal World Airport Traffic Forecasts 2025–2054, la domanda a lungo termine rimane forte, con un traffico passeggeri globale che dovrebbe raddoppiare entro il 2045 e raggiungere i 18,8 miliardi (3,4% Cagr).
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Le prospettive a lungo termine sono decisamente positive: si prevede che la domanda globale di traffico passeggeri raddoppierà entro la metà degli anni '40, trainata principalmente dai mercati emergenti e in via di sviluppo.
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