9 luglio 2024 10:54
A Barcellona una folla di manifestanti, sabato, ha spruzzato acqua sui turisti seduti nei ristoranti come parte di una protesta contro il sovraffollamento turistico. Hanno chiuso le verande dove stavano i turisti con una specie di nastro segnaletico rosso e bianco, fra lo stupore di tutti. La manifestazione, che ha visto la partecipazione di circa 2.800 persone, si è svolta nel centro della città e ha avuto come slogan principale “Basta! Mettiamo limiti al turismo”.
I manifestanti, molti dei quali portavano cartelli con scritte come “Barcellona non è in vendita” e “Turisti a casa”, hanno marciato lungo un quartiere costiero, fermandosi anche davanti agli ingressi degli hotel e nei punti di ritrovo turistici più popolari.
Costo degli alloggio
La protesta è scaturita dall’aumento vertiginoso del costo degli alloggi a Barcellona, che negli ultimi dieci anni è salito del 68%. Gli affitti sono incrementati del 18% solo nell’ultimo anno in città turistiche come Barcellona e Madrid, causando gravi difficoltà per i residenti locali.
Questo aumento dei prezzi è attribuito in parte al turismo di massa, che ha modificato l’economia locale e portato alla chiusura di molti negozi tradizionali.
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[post_content] => La meeting industry italiana si consolida e trova un nuovo punto di equilibrio. Nel 2025 il settore ha generato un valore economico diretto di 13,2 miliardi di euro e, nel periodo 2022-2025, ha registrato un tasso medio annuo di crescita composto del 6,4%.
Dopo il rimbalzo seguito alla pandemia, il mercato dei congressi e degli eventi entra in una fase più matura, in cui gli appuntamenti internazionali mantengono un peso superiore al periodo pre-Covid, gli eventi diventano più brevi ma conservano livelli di partecipazione superiori al 2019 e cresce la domanda di format più flessibili, anche in spazi non convenzionali.
È quanto emerge dai dati presentati durante l’evento “Il valore della meeting industry: interpretare il futuro attraverso i dati OICE”, promosso da Federcongressi&eventi al Centro Congressi Confindustria di Roma e dedicato all’evoluzione del turismo congressuale, alla lettura dei trend e alle prospettive di sviluppo per il biennio 2026-2027.
Secondo il rapporto “Il mercato dei congressi e degli eventi in Italia nel 2025”, realizzato da ASERI – Università Cattolica del Sacro Cuore per l’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi, nel 2025 in Italia sono stati realizzati 365.789 eventi, con 28.627.455 partecipanti e 43.275.254 presenze.
Il primo elemento che emerge dalla lettura dei numeri, illustrati da Roberto Nelli, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e responsabile scientifico della ricerca, riguarda la composizione del mercato. Nel 2025 gli eventi locali rappresentano il 54,8% del totale, quelli nazionali il 32,3% e quelli internazionali il 12,9%. Se rispetto al 2024 cresce il peso degli eventi locali e diminuisce quello degli appuntamenti nazionali, il confronto con il 2019 evidenzia come gli eventi internazionali restino sopra i livelli pre-pandemia, passando dal 9,8% al 12,9%.
«I valori assoluti e i valori medi a livello nazionale non consentono di comprendere la reale situazione della meeting industry italiana, che presenta un’elevata eterogeneità, soprattutto in relazione ai caratteri dell’evento e all’area geografica», spiega Nelli, sottolineando come il mercato vada letto considerando le diverse tipologie di eventi e le differenti aree del Paese.
Un segnale positivo arriva anche dalla domanda internazionale: gli arrivi di partecipanti stranieri per finalità congressuali risultano in lieve crescita rispetto al 2024. Anche il formato degli eventi continua a evolversi. La durata media scende da 1,42 a 1,39 giornate, mentre i partecipanti medi per evento si attestano a 78,3, in lieve calo rispetto agli ultimi due anni ma ancora nettamente superiori ai 67,5 del 2019.
«A livello internazionale sta succedendo così – commenta Nelli –. Nel mondo delle imprese si punta alla qualità piuttosto che alla durata: eventi esperienziali, densi di valore, piuttosto che lunghi».
Il peso economico della meeting industry resta significativo anche sul fronte turistico. Nel 2025 gli eventi di oltre una giornata hanno generato circa 30 milioni di presenze, pari al 10,4% del totale delle presenze alberghiere in Italia, con una spesa media pro capite di 312 euro, in crescita del 3,7% rispetto al 2024.
Sul fronte della domanda, le imprese si confermano il principale mercato di riferimento, con il 61,4% degli eventi, pur tornando su livelli più vicini al periodo pre-pandemico dopo il boom del post-Covid. Cresce invece il segmento associativo (24,4%), a conferma di una progressiva diversificazione del mercato.
L'analisi territoriale restituisce un'Italia a più velocità. Il Nord si conferma il motore della meeting industry, concentrando oltre la metà delle sedi e quasi il 60% degli eventi, con il Nord Est protagonista della crescita. Il Centro rallenta dopo due anni di forte espansione ma, come sottolinea Nelli, «ha elevate potenzialità e una significativa crescita tendenziale». Il Sud, pur rappresentando una quota più contenuta del mercato, mostra «segnali di equilibrio e di crescita potenziale che va sviluppata, assistita e gestita».
Tra i trend emergenti si consolida inoltre la ricerca di format più flessibili: gli spazi non convenzionali registrano una crescita media annua del 12,5% dal 2022, mentre gli alberghi con sale meeting continuano a rappresentare la principale sede degli eventi congressuali.
Onorato: «Roma oggi compete grazie ai grandi eventi»
Nel suo intervento, l’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato, ha sostenuto che la Capitale abbia cambiato posizionamento negli ultimi anni grazie a una strategia che integra turismo, congressi, sport, moda e grandi eventi. Secondo l’assessore, la ricaduta mediatica dei grandi eventi sportivi ospitati dalla città equivale a 400 milioni di euro di investimenti pubblicitari. Onorato ha inoltre ricordato che «negli ultimi quattro anni e mezzo hanno aperto 147 hotel, di cui 27 a cinque stelle», indicando questo dato come uno degli effetti del crescente appeal internazionale di Roma.
Gentile: «Ora progetti concreti per consolidare»
Per la presidente di Federcongressi&eventi, Gabriella Gentile, il rapporto OICE restituisce un quadro incoraggiante per la meeting industry, ma ora è il momento di trasformare i risultati in azioni concrete. Tra le priorità indicate figurano gli investimenti nelle infrastrutture congressuali, il rafforzamento della promozione internazionale e la valorizzazione del capitale umano. «Quando le persone si incontrano, si incontrano culture, competenze e conoscenze – sottolinea –: è questo uno dei grandi valori che la meeting industry continua a generare per i territori».
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[post_content] => Altra batosta per Ryanair che aveva presentato vari ricorsi sui finanziamenti statali alle compagnie europee durante il Covid. Il regime di aiuti consistente in sovvenzioni erogate dall'Italia alle compagnie aeree colpite dalla crisi del Covid-19 è conforme al diritto dell'Unione Europea.
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Tale regime di aiuti mirava a indennizzare le compagnie aeree interessate per i danni subiti tra l’1 marzo e il 15 giugno 2020 a causa delle restrizioni di viaggio e delle altre misure di confinamento adottate per limitare la diffusione della pandemia di Covid-19. La Commissione ha approvato la misura in quanto compatibile con il mercato interno.
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[post_content] => UniCredit e Federalberghi hanno stipulato una convenzione che prevede per gli alberghi aderenti un’offerta commerciale dedicata, con l’obiettivo di supportare le imprese associate, affiancandole nel loro percorso di crescita.
La convenzione è stata sottoscritta per UniCredit da Luisella Altare e Stefano Gallo, rispettivamente responsabile corporate Italy e responsabile Ttrritorial development Italy, e per Federalberghi dal direttore generale, Alessandro Nucara.
Alessandro Nucara, direttore generale Federalberghi: “L'accordo siglato oggi rappresenta un passo concreto per sostenere le imprese alberghiere italiane in un momento in cui l'accesso al credito e la capacità di investire sono più che mai determinanti per la competitività del settore. Grazie a questa convenzione, le strutture associate potranno contare su soluzioni dedicate, pensate per rispondere alle esigenze specifiche dell'ospitalità: dalla gestione della stagionalità alla realizzazione di interventi di ammodernamento e riqualificazione. Il turismo merita strumenti finanziari all'altezza del suo ruolo strategico. Con questo accordo dimostriamo che la collaborazione tra rappresentanza di categoria e sistema bancario può produrre risultati tangibili per le imprese e, in ultima analisi, per la qualità dell'accoglienza offerta ai visitatori del nostro Paese”.
In dettaglio il sostegno di UniCredit, messo a punto sulle specifiche esigenze delle imprese alberghiere, prevede: finanziamenti dedicati per innovazione tecnologica, riqualificazione alberghiera e supporto al circolante anche tramite forme di ammortamento flessibili, che tengono conto della stagionalità degli incassi; un pacchetto di condizioni dedicate per l’accettazione dei pagamenti con carta a supporto di una completa gestione degli incassi per gli alberghi aderenti; un’ampia gamma di soluzioni di leasing, progettate per sostenere in modo flessibile e sostenibile gli investimenti delle strutture ricettive, con la possibilità di integrare e valorizzare le principali agevolazioni e incentivi pubblici disponibili.
Inoltre il programma “Made4Italy” che promuove un modello di sviluppo integrato tra turismo e agroalimentare, volto a valorizzare in chiave sistemica l’insieme degli asset territoriali - culturali, produttivi, paesaggistici e identitari - contribuendo a rafforzarne attrattività e posizionamento competitivo; una consulenza specialistica e il supporto nell’accesso alle misure agevolative previste dal Pnnr; iniziative di formazione attraverso la Banking Academy, l’offerta strutturata di formazione e financial education che UniCredit in Italia propone, a titolo gratuito, a persone e imprese.
Una particolare attenzione viene riservata dalla convenzione ai temi ESG con soluzioni su misura per investimenti sostenibili volti all’efficienza energetica, alla riduzione delle emissioni di CO₂, all’uso efficiente delle risorse idriche e a servizi orientati a una transizione verso modelli di business più sostenibili.
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New entry nel network lungo raggio di Air Europa con il decollo, il prossimo 17 dicembre, della nuova rotta per El Salvador, che sarà collegata da Madrid con tre voli settimanali.
Il collegamento consolida la presenza del vettore in Centro America, dove già vola verso Honduras e Panama. I attesa dell'assegnazione definitiva degli slot aeroportuali, i voli da Madrid sono programmati per partire ogni martedì, giovedì e sabato alle ore 23:55, mentre quelli in partenza da El Salvador ogni mercoledì, venerdì e domenica alle ore 12:10.
Grazie all'hub strategico di Madrid-Barajas, i passeggeri potranno beneficiare di comode coincidenze verso numerose destinazioni in Europa e Africa, all'interno dell'ampia rete di collegamenti offerta dalla compagnia.
Negli ultimi anni El Salvador è diventata una delle destinazioni più dinamiche e attrattive del continente americano: nel 2025 il Paese ha superato i 4 milioni di visitatori internazionali, registrando una crescita di quasi il 100% rispetto al 2019, grazie alla ricchezza del suo patrimonio culturale e naturalistico, nonché ai significativi progressi compiuti in termini di sicurezza e sviluppo delle infrastrutture.
La rotta sarà servita da Boeing 787-8 Dreamliner: i passeggeri della Business Class potranno contare su importanti novità, tra cui una nuova carta delle bevande, rinnovati amenity kit e transfer esclusivi presso l'aeroporto di Madrid-Barajas.
L'avvio dei collegamenti con El Salvador rientra nel piano di espansione di Air Europa che, nel corso del 2026, ha inaugurato nuove rotte verso Oviedo, Siviglia, Ginevra e Johannesburg, oltre ad ampliare la consueta operatività estiva con due ulteriori destinazioni: Bologna e Tangeri.
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[post_content] => Un nuovo edificio per lo Shangri-La Roma Eur che rafforza l’offerta con altre 65 camere e suite.
Le nuove camere sono concepite per offrire agli ospiti spazi ancora più confortevoli, funzionali e versatili ed un legame con il verde circostante. Si distinguono per ambienti luminosi, materiali naturali, tonalità calde e dettagli che richiamano in chiave contemporanea il patrimonio architettonico dell’Eur.
L’apertura del nuovo edificio rappresenta inoltre un tassello nel percorso di sviluppo dello Shangri-La Roma Eur e di Omnia Hotels, che si aggiunge all’inaugurazione del nuovo centro congressi avvenuta nel 2023.
Omnia Hotels attualmente conta otto strutture nella Capitale e continua a investire in progetti di sviluppo e riqualificazione, volti a migliorare l’offerta ricettiva cittadina e a contribuire alla valorizzazione del territorio.
«L’ampliamento dello Shangri-La Roma Eur rappresenta un ulteriore passo nel percorso di crescita e valorizzazione del nostro gruppo - dichiara Francesco Lazzarini, ceo di Omnia Hotels - Con questa novità incrementiamo la capacità ricettiva dell’hotel e rispondiamo alle esigenze di una domanda sempre più articolata, composta da viaggiatori business, famiglie e ospiti che scelgono Roma per soggiorni di medio-lungo periodo. Con otto hotel presenti nella Capitale continuiamo a investire in interventi che contribuiscono alla valorizzazione del territorio e all’evoluzione dell’offerta turistica romana, creando spazi contemporanei, efficienti e integrati nel contesto urbano».
A completare il progetto di ampliamento dello Shangri-La Roma Eur è il nuovo foyer del centro congressi, concepito come uno spazio contemporaneo e rappresentativo capace di introdurre gli ospiti all’esperienza di soggiorno attraverso un linguaggio architettonico fortemente identitario. Spicca il grande bar centrale, caratterizzato da archi bronzati retroilluminati e da una luminosa serra interna che contribuisce ad amplificare la percezione degli ambienti.
La scelta di materiali, finiture e illuminazione crea un equilibrio tra eleganza, comfort e rappresentatività, trasformando il foyer nella porta d’accesso alla novità dello Shangri-La Roma Eur e in un elemento distintivo dell’intero progetto di ampliamento.
Dal punto di vista architettonico, la nuova palazzina dedicata alle camere per gli ospiti riprende le geometrie pulite e rigorose del complesso. Elemento distintivo delle camere è la grande grafica decorativa collocata dietro le testate letto, ispirata alle architetture monumentali del quartiere Eur.
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Con questo nuovo ampliamento, lo Shangri-La Roma Eur conta oggi 280 camere, servizi di ristorazione, un centro congressi di 1800 mq con spazi polifunzionali e terrazze nel verde.
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[post_content] => L'ospitalità di alta gamma non si misura più soltanto in stelle o servizi esclusivi. Oggi il lusso passa dall'autenticità delle esperienze, dalla sostenibilità, dal valore del capitale umano e dalla capacità di raccontare un territorio. È questo il filo conduttore emerso dall'edizione siciliana di Travel Hashtag, ospitata da Monaci delle Terre Nere - struttura simbolo dell’hotellerie di charme e dell’ospitalità esperienziale siciliana, parte del portfolio di Relais & Chateau - che ha riunito istituzioni, manager alberghieri e protagonisti del turismo italiano per riflettere sulle nuove dinamiche del segmento premium.
«Dobbiamo continuare a interrogarci su quali siano le leve capaci di dare una spinta ancora maggiore al nostro incoming» ha sottolineato Nicola Romanelli, founder di Travel Hashtag Advisory, ricordando anche il calendario internazionale del format, che nei prossimi mesi del 2026 farà tappa a Toronto, Philadelphia, New York e Dubai.
Per Guido Coffa, fondatore di Monaci delle Terre Nere, il lusso nasce innanzitutto dal rispetto dei luoghi: «Questo era un luogo di lavoro, di silenzio e di rispetto. Non ho voluto cambiarlo, ma comprenderlo. Oggi non mi sento proprietario di questo luogo, ma custode. La sostenibilità non è una strategia di marketing, è il nostro modus operandi quotidiano».
Una visione condivisa anche da Giovanna Manganaro, general manager della struttura: «Il lusso del tempo è il valore su cui fondiamo il nostro lavoro. La sostenibilità non è un valore aggiunto ma uno stile di vita, e l'eccellenza non è mai in contrapposizione con l'identità».
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Il dibattito ha confermato come il turismo di fascia alta stia vivendo una fase di profonda trasformazione. «È superato il concetto della vendita di camere - ha osservato Enzo Carella, presidente di Filiera Turismo Italia -. Oggi il turista cerca esperienze autentiche e locali». Un'evoluzione che, secondo Giorgio Palmucci, continua ad attrarre investimenti: «C'è ancora un importante potenziale di crescita nel turismo di qualità. Crescono gli investimenti nell'immobiliare alberghiero e i progetti di riconversione di luoghi con una storia da raccontare».
Il nuovo lusso mette sempre più al centro le persone. «Siamo artigiani dell'ospitalità e delle relazioni - ha evidenziato Massimiliano Zanardi, general manager del Baccarat Hotel Rome -. Il lusso deve ricominciare dall'empatia». Dello stesso avviso Sara Abdel Masih, board member e general manager di Maison Senato Milano: «Sono sempre le persone a fare la differenza. Il lusso è la consapevolezza del valore che possiamo trasferire agli altri».
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[post_content] => Apre nel cuore di Barcellona il nuovo Ibis budget Barcelona Center, un hotel di nuova costruzione situato nel distretto Poblenou e parte di 22@ Barcelona, uno dei più importanti progetti di rigenerazione urbana della città, che comprende un polo tecnologico, centri di ricerca, università e nuovi spazi residenziali.
L'hotel comprende 189 camere, tutte dotate di terrazza o patio privato e progettate secondo gli standard distintivi del brand, all’insegna di efficienza e funzionalità. La struttura offre inoltre camere comunicanti pensate per gruppi e famiglie, oltre a una nuova piscina rooftop, un’oasi urbana con vista panoramica su Barcellona.
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Ibis budget Barcelona Center è di proprietà di Sih e Agp Hotels, che gestiranno la struttura in qualità di partner alberghieri chiave di Accor in Spagna e Francia. Questa nuova apertura rappresenta un ulteriore passo nella crescita continua di Accor in Spagna, dove il gruppo conta oltre 100 hotel distribuiti in più di 10 brand.
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Il turismo non si ferma, ma cambia ritmo. Dopo settimane di dati contrastanti sull’andamento della stagione estiva, Aiav fotografa il sentiment del comparto attraverso una survey condotta presso un campione di 700 agenzie associate. Il quadro che emerge è di un mercato ancora fragile, selettivo e molto più prudente rispetto al passato.
Come prevedibile, i ponti di primavera sono andati male per l’86% del campione, con punte del -50%. Cali che si sono protratti nella prima parte della stagione estiva: la maggior parte delle agenzie registra una contrazione delle prenotazioni compresa tra il 20% e il 40%, pur evidenziando segnali di recupero a partire dal mese di giugno.
Incertezza
Il clima di incertezza ha contribuito a contrarre la finestra di prenotazione e il last minute è tornato protagonista: con l’avvicinarsi dell’alta stagione, complice la progressiva distensione del quadro geopolitico, gli italiani stanno rientrando nelle agenzie. Lo dimostrano le buone performance di giugno e dei primi giorni di luglio, che lasciano ben sperare sul prosieguo della stagione.
Tra i fattori chiave della ripresa si annovera l’attenzione dimostrata dalle compagnie assicurative, che in questi mesi hanno sviluppato polizze sempre più complete e allineate agli attuali fattori di rischio, permettendo agli agenti di viaggio di offrire concrete garanzie di sicurezza e affidabilità anche ai clienti più titubanti. I dati registrati davAiav confermano che ormai tutte le agenzie indirizzano i clienti verso adeguate coperture assicurative, considerate una componente strutturale del pacchetto, non più un servizio opzionale.
Prudenza
“I dati ci dicono che, fortunatamente, gli italiani non hanno smesso di viaggiare, ma che decidono con maggiore prudenza – dichiara Fulvio Avataneo, presidente Aiav -. Aspettano fino all’ultimo momento e cercano soluzioni sicure e affidabili. La crisi del Golfo ha contribuito a riportare al centro il valore percepito delle agenzie di viaggio: molti viaggiatori partiti in autonomia si sono trovati bloccati, esposti a disagi importanti e senza un interlocutore in grado di assisterli tempestivamente”.
Tra le destinazioni più richieste per l’estate, circa il 75% delle agenzie indica Spagna e isole, Grecia e isole e mare Italia, con una buona risposta anche sull’Egitto. Torna il turismo di prossimità, emblema del post-pandemia, in crescita per l’84% del campione: viaggi in Italia, inclusi lago e montagna, con e senza volo. Stabili le crociere.
Sul lungo raggio, le richieste si concentrano soprattutto su Kenya e Oriente, con la Thailandia in testa, ma in larga parte per partenze da ottobre in avanti. Calano gli Usa.
I numeri confermano un trend ormai consolidato: l’estate si orienta soprattutto sul corto e medio raggio, mentre il lungo raggio tende a spostarsi verso l’autunno e l’inverno.
“Il turismo organizzato sta affrontando una stagione lenta, condizionata dalla geopolitica, dai costi in aumento e dal potere di spesa ridotto delle famiglie, ma resta il presidio più efficace per trasformare una domanda instabile in viaggi reali. La ripresa è timida ma c’è, e passa dalla capacità di leggere in tempo reale i comportamenti del cliente e di offrire soluzioni flessibili e sostenibili dal punto di vista economico, con le adeguate coperture assicurative” – conclude Avataneo.
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Non possiamo parlare di turismo e territorio senza considerare quello intercontinentale che viene per visitare le mete italiane più iconiche e genera tanto valore aggiunto. Un turismo di qualità, normalmente altospendente e che al 90% si affida al "turismo organizzato". Lo ha detto Franco Gattinoni, presidente di Fto, durante l'evento 'Turismo è territorio' di Confturismo-Confcommercio, a Roma.
"Bisogna mettere il turismo al centro dell'economia e serve una cabina di regia nazionale - ha aggiunto Gattinoni -. Quindi è importante valorizzare i borghi grazie alle reti di viabilità e trasporti, di cui Trenitalia è un fiore all'occhiello. Ma le due parole chiave per noi sono programmazione e collaborazione. Noi ci muoviamo con anni di anticipo e dobbiamo sapere almeno un anno prima, ad esempio, chi, quando e come opererà sulle nostre isole maggiori. Anche le compagnie aeree low cost devono essere partner affidabili, lavorare con noi per il bene del Paese e il governo deve agire su questo fronte".
"Il turismo di prossimità c'è, ci sarà sempre e merita di essere sviluppato, ma il turismo organizzato - ha concluso il presidente Fto - ha bisogno di prevedibilità e di interlocutori credibili per rendere il sistema Italia sempre più appetibile e apprezzato".
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