27 March 2026

Thrends: continua la lenta crescita dei brand alberghieri in Italia. Roma in testa alla pipeline

Continua, seppur lentamente, la crescita del tasso di penetrazione degli hotel di catena in Italia. Stando all’ormai consueta analisi semestrale condotta dalla società di consulenza riminese Thrends, Chains Monitor, nei primi sei mesi dell’anno sono state in particolare 141 le strutture entrate a far parte di un brand, il 60% delle quali appartenenti al segmento upscale. Allo stesso tempo, sono state 89 le proprietà che al contrario hanno chiuso qualsiasi forma di affiliazione. Pure in questo caso il 60% degli indirizzi apparteneva al cluster upscale, mentre il 73% era associato a una catena domestica.

Nonostante l’incremento netto registrato nel primo semestre, l’Italia rimane comunque uno dei paesi europei con il più basso tasso di penetrazione degli hotel di catena. Tale valore, escludendo la regione con la percentuale più alta e quella con la più bassa, si attesta infatti attorno al 6%, con picchi del 16,9%, dell’11,5% e dell’11% rispettivamente in Sardegna, Lazio e Lombardia. Dall’altro lato dello spettro si situano invece l’Abruzzo (2%) e il Trentino – Alto Adige (1,8%).

Nei prossimi tre anni è quindi in programma lo sviluppo e/o l’affiliazione di 164 hotel, di cui il 75% appartenenti a gruppi internazionali. Si tratta di quattro strutture del segmento economy, 15 midscale, 55 upscale e 74 luxury, a cui si aggiungono 16 proprietà di cui ancora non è noto il posizionamento. Di questi il 75% entrerà a far parte di brand internazionali: nel 39% dei casi americani, nel 15% francesi e nell’11% spagnoli. 

A trainare la crescita dei marchi di catena saranno in particolare il Lazio, che detiene il 22% delle nuove aperture in pipeline, seguito dalla Lombardia (21%), dal Veneto (15%) e dalla Toscana (7%). In termini di singole mete si annoverano Roma (20%), Milano (12%), Venezia (8%), Firenze (4%) e Cortina d’Ampezzo (3%). Infine, scorporando i dati per tipologia di destinazione, il 39% dei nuovi hotel di catena debutterà in città d’arte, il 24% in località leisure, il 13% in mete business e il’12% in location sun & beach.

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Le date degli incontri","post_date":"2026-03-24T11:34:25+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":[]},"sort":[1774352065000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"510312","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_510313\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] David Pambianco e Alan Mantin[/caption]\r\n\r\nIn Italia, a oggi, le strutture a marchio Hilton sono 108 fra aperte e in apertura. Parte da questo dato di fatto l’analisi di Alan Mantin, vice president develpoment Suothern Europe di Hilton, da 25 anni manager all'interno del gruppo. A livello globale, il gruppo ha chiuso il 2025 con ricavi a 12,03 miliardi di dollari (+7,7%), con un utile netto a 1,46 miliardi di dollari (in calo del 4,8%).\r\n\r\n«Si evince facilmente come quello italiano sia un mercato di fondamentale importanza per il gruppo – spiega il manager -. 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