Francesco Muntoni (Delphina) è stato nominato Cavaliere del Lavoro
3 giugno 2024 11:25
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha nominato Francesco Muntoni Cavaliere del Lavoro. Francesco Muntoni è presidente della catena alberghiera sarda Delphina hotels & resorts
“Ringrazio il Presidente Mattarella, è una grandissima soddisfazione ricevere questa nomina a Cavaliere del Lavoro. Questo riconoscimento non è rivolto solo a me, ma anche alla grande famiglia di Delphina hotels & resorts che in questi 32 anni ha lavorato con passione per promuovere l’ospitalità autentica gallurese. Abbiamo puntato sulla valorizzazione della terra in cui siamo nati e cresciuti con una filosofia costruttiva attenta alla salvaguardia della natura e sulla collaborazione con i fornitori locali. Per questo è un risultato importante che condivido con tutta la comunità dei territori in cui operiamo”.
Queste le parole di Francesco Muntoni, classe 1948, presidente del gruppo alberghiero Delphina hotels & resorts, dopo aver appreso la notizia della nomina a Cavaliere del Lavoro da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con decreto del 31 maggio 2024.
La “natura come progetto” è stata fin dall’inizio la linea guida dell’impresa con costruzioni basse e integrate nel paesaggio, che richiamano le geometrie degli stazzi, abitazioni rurali tipiche della Gallura. E così, dopo aver costruito tutti gli alberghi, nel 1992 nasce Delphina hotels & resorts, società ad hoc con tour operator interno che possiede, gestisce e commercializza direttamente 12 hotel 5 stelle, 4 stelle superior e 4 stelle, 6 centri SPA e thalasso, prestigiose ville e residence, oasi dell’ospitalità sostenibile immerse in parchi mediterranei affacciati sul mare tra la Costa Smeralda, l’Arcipelago di La Maddalena e il Golfo dell’Asinara:
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[post_content] => Nuove tendenze e nuove sfide del turismo in Toscana protagoniste del convegno ‘Regione e Comuni all’opera – Note e strumenti per il turismo in Toscana’, organizzato da Anci in collaborazione con Regione, Toscana Promozione Turistica e Fondazione Sistema Toscana, a Firenze.
Focus sugli strumenti a disposizione di tutti i soggetti del settore con il nuovo Testo Unico. «A partire dalla rilevazione e organizzazione dei dati – spiega l’assessore a economia, turismo e agricoltura Leonardo Marras - consumi, viaggi, spostamenti, ispirazione di viaggio. In questa nuova fase abbiamo potenziato la gestione dei dati e delle tecnologie disponibili, a partire dall’IA, rendendo ancora più forti i comuni. Abbiamo rafforzato la collaborazione, tanto da poter parlare di una cooperativa istituzionale, capace di organizzare le funzioni della promozione in senso unitario e le funzioni di accoglienza e informazione sul territorio in maniera strutturata».
La Toscana continua ad occupare una posizione di rilievo a livello internazionale ma deve puntare sui nuovi strumenti a disposizione ed utilizzarli per orientare le scelte.
«In base ai nuovi dati, che per la prima volta abbiamo disponibili a febbraio – aggiunge Marras - la Toscana si è nuovamente assestata ai livelli del 2019. Il segno per il 2025 è positivo ma ci sono segnali che vanno interpretati, e che ci impongono di rinnovare prodotti. Cambiano continuamente i contesti: il mercato americano, per noi fondamentale, con il secondo mandato Trump subisce oscillazioni continue dovute all’andamento del dollaro e delle politiche protezioniste. Diventa importante far crescere le destinazioni meno note, e far trovare un equilibrio a quelle più affollate. Il nuovo Testo Unico è stato oggetto di impugnativa, ma abbiamo vinto, e questo ci riempie di soddisfazione perché abbiamo affrontato tante questioni non banali».
«È importante – sottolinea l’assessora alla cultura Cristina Manetti – puntare anzitutto sul confronto, premessa per un gioco di squadra. Il tutto con un’attenzione particolare ad uno dei capisaldi della legislatura, la Toscana diffusa. Stiamo lavorando perché ogni realtà, dalle isole alla montagna, non resti indietro. La spinta deve essere verso la sostenibilità: i piccoli borghi non soltanto una nicchia, ma una componente strutturale del settore. Quindi non solo una Toscana diffusa ma un turismo diffuso. Stiamo lavorando alla Carta della cultura toscana, una carta digitale per mettere in rete gallerie, musei, cammini e percorsi meno noti».
Secondo il direttore di Toscana Promozione Turistica Francesco Tapinassi, «è importante una riflessione collettiva, per raccontare meglio le opportunità e valutarle in coincidenza della nuova legislatura. La prima sfida è uscire dalle chiacchere e approfondire il fenomeno turismo, capirlo e darci una capacità reattiva perché gli equilibri internazionali si stanno profondamente modificando».
«Con Visittuscany la Fondazione – commenta il direttore di Fondazione Sistema Toscana, Francesco Palumbo - si occupa di tutta la parte di promozione digitale, attraverso due strumenti importanti: il Destination Management System, un sistema di gestione complesso di tutta la governance turistica, pubblica e privata, che fa della Toscana dal punto di vista dell’innovazione tecnologica, la seconda regione italiana dopo il Trentino. Inoltre, per i comuni che svolgono le funzioni di accoglienza e di informazione, presentiamo Make Iat, il sistema digitale che raccoglie e mappa tutti i turisti che arrivano in Toscana. Un patrimonio di dati di quasi 1 milione di turisti registrati. Di circa la metà di questi siamo riusciti a definire un profilo: dove vanno, come sono arrivati, cosa fanno, come si spostano, che tipo di turismo, ecc. Un patrimonio incredibile da condividere per definire strategie turistiche per ogni destinazione».
«Il turismo oggi impone di superare definitivamente il campanilismo – evidenzia la sindaca di Poggibonsi e presidente di Anci Toscana Susanna Cenni - Grazie alla collaborazione che Anci ha messo in atto con la regione e le agenzie, anche con progetti innovativi come AmbiTour, è nata un’importante rete di relazioni tra tutti gli amministratori: rafforzare le Comunità di Ambito, investire nella gestione associata e governare fenomeni come le locazioni turistiche è una sfida decisiva per tenere insieme accoglienza e residenza».
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Omnia Hotels è ancora una volta al fianco di Eurospin Roma Ostia Half Marathon, mentre prosegue lo sviluppo delle sue attività a Roma.
In primo piano lo Shangri La Roma
Quartier generale per i principali atleti, lo Shangri La Roma, l’hotel del gruppo all’Eur, vicino alla zona di partenza della gara in programma domenica 1° marzo; a questo si aggiunge la possibilità, per tutti i partecipanti che arrivano in città, di soggiornare in uno dei vari hotel del gruppo dislocati nei diversi quartieri, con attenzioni dedicate.
Guidato da Francesco e Riccardo Lazzarini, il gruppo prosegue il suo impegno a supporto delle grandi manifestazioni che mettono Roma al centro della scena nazionale ed internazionale, di pari passo con lo sviluppo delle proprie strutture alberghiere, tra ristrutturazioni e nuove aperture. Il portfolio di Omnia Hotels comprende a oggi otto hotel in zone diverse di Roma, ai quali si aggiungerà a breve il nuovissimo Aria Palace, che aprirà accanto al Teatro dell’Opera.
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Questo traguardo si fonda sulla collaborazione strategica avviata nel 2024 tra Relais & Châteaux e l’Unesco. I progetti riuniscono chef di fama mondiale e siti riconosciuti dall’Unesco come patrimonio mondiale, riserve della biosfera, geoparchi globali e patrimonio culturale immateriale. Ciascuna delle quattro dimore Relais & Châteaux (il Fyn Restaurant in Sudafrica, Maison Pic in Francia, Eleven Madison Park negli Stati Uniti e L’Effervescence in Giappone) si impegna a rafforzare il proprio contributo nella tutela della biodiversità e nell’azione per il clima, supportando le comunità locali e coinvolgendo un ampio pubblico nell’adozione di pratiche e comportamenti sostenibili, in linea con i 12 impegni di Relais & Châteaux e il mandato dell’Unesco.
Un progetto in divenire
All’origine di questa iniziativa c’è Mauro Colagreco, vicepresidente, chef di Relais & Châteaux e proprietario del ristorante Mirazur a Mentone. Nominato ambasciatore di buona volontà dall’Unesco per il suo impegno a favore della biodiversità nel 2022, Mauro Colagreco ha infuso nelle sue creazioni culinarie una profonda consapevolezza ambientale, che orienta e guida il suo lavoro.
«In qualità di ambasciatore di buona volontà per la biodiversità dell’Unesco, negli ultimi tre anni mi sono dedicato a promuovere la biodiversità e a ispirare il maggior numero possibile di persone a unirsi a questa missione collettiva. Nel mio ruolo di vicepresidente chef di Relais & Châteaux, ho l’onore di collaborare con una rete di chef di oltre 800 ristoranti in 580 dimore e 65 Paesi per plasmare il futuro della gastronomia e il suo legame fondamentale con la natura. Credo che la cucina abbia il potere di trasformare il mondo. Non solo creando sapori, ma vivendo insieme: passando il tempo con gli altri, cucinando l’uno accanto all’altro e dando vita a momenti memorabili. Significa creare ricordi, tramandare ricette, conoscenze e savoir-faire di generazione in generazione. Ma, soprattutto, significa ripensare i sistemi alimentari per promuovere la vita e l’armonia. Tale visione prende vita grazie ai quattro progetti pilota: dalla tutela delle specie autoctone in Africa e la pesca sostenibile in Asia, alla salvaguardia del savoir-faire culinario in Europa e all’educazione alimentare incentrata sulla comunità in Nord America. Ciascuno dimostra come la gastronomia possa proteggere attivamente gli ecosistemi» afferma Mauro Colagreco.
«Questi quattro progetti rappresentano la prima espressione concreta della nostra collaborazione con l'Unesco. Onorando ingredienti autoctoni e dimenticati, preservando il patrimonio culturale e il savoir-faire, promuovendo l’educazione alimentare e sostenendo l’approvvigionamento sostenibile, questi chef rinomati di Relais & Châteaux incarnano i nostri impegni per una sostenibilità in armonia con il pianeta» aggiunge Laurent Gardinier, presidente di Relais & Châteaux.
«Questi progetti dimostrano come la gastronomia possa diventare una forza da cui le persone possono attingere per tutelare la biodiversità, mantenere vivo il patrimonio culturale e promuovere stili di vita più sostenibili. Collaborando con Relais & Châteaux e le sue dimore, l’Unesco contribuisce a trasformare il rispetto per ogni forma di vita sul pianeta in azioni concrete, radicate nel know-how delle comunità locali e condivise a livello globale» chiude Khaled El-Enany, direttore generale dell’Unesco.
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[post_content] => Non più una parola d’ordine, ma una strategia industriale che tiene insieme impresa, territorio e capitale umano. È questo il messaggio emerso dal convegno “Sostenibilità condivisa: l’ospitalità che restituisce valore al territorio”, ospitato il 3 febbraio a Palazzo di Varignana, modello di hospitality integrata sui colli bolognesi.
Un appuntamento, organizzato in collaborazione con Travel Hashatag Advisory, che ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni, imprese e mondo accademico per riflettere sulla sostenibilità come leva economica e competitiva per il turismo. «Migliorare il territorio e lasciare un’eredità al futuro significa generare impatto economico, ma anche sociale e ambientale», ha spiegato Carlo Gherardi, founder di Palazzo di Varignana, richiamando la necessità di politiche di previsione e cura del paesaggio in un contesto climatico sempre più instabile.
Un approccio condiviso anche dalle amministrazioni locali. Per Francesca Marchetti, sindaca di Castel San Pietro Terme, «Palazzo di Varignana ha una rilevanza che va oltre i confini comunali» ed è un esempio concreto di come la sostenibilità, nelle politiche pubbliche, richieda «azioni integrate, non limitate alla sola dimensione ambientale».
Al centro del confronto il rapporto tra agricoltura e ospitalità, inteso come filiera produttiva e culturale. «La produzione responsabile è il primo gesto di accoglienza», ha sottolineato Chiara Del Vecchio, AD delle aziende agricole del gruppo, illustrando il progetto Agrivar come strumento di valorizzazione territoriale e coinvolgimento diretto degli ospiti. Un modello circolare che si sviluppa su 700 ettari, con 265 ettari di uliveti – il più grande della regione – e una produzione a km zero che alimenta i cinque ristoranti del resort, trasformando l’agricoltura in esperienza turistica ed economia reale.
Dal fronte istituzionale, il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio ha evidenziato come «il binomio agricoltura e turismo abbia una potenzialità altissima e ancora inespressa», sottolineando il ruolo crescente della dop economy nella costruzione di nuove destinazioni. «Non esiste sostenibilità ambientale senza quella economica e sociale», ha aggiunto, richiamando la formazione manageriale come pilastro per la competitività del settore. Una visione condivisa da Enzo Carella, presidente di Filiera Turismo Italia, per il quale «il turismo deve produrre economia nei territori, preservandoli», puntando su competenze, rete e “intelligenza artigianale”.
A proposito di competenze, la professoressa Tassinari del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari UNIBO ha evidenziato la necessità di ripensare la formazione universitaria “ancora molto verticale sulle tematiche legate ai corsi di studio; è fondamentale invece sviluppare una formazione interdisciplinare, per potersi inserire nel mondo del lavoro”.
La riflessione di Domenico Scordari, CEO e founder di Naturalis Bio Resort, ha invitato a spostare il focus «dalla sostenibilità all’economia rigenerativa». «Il primo investimento deve essere sulle persone che lavorano in azienda: se stanno bene loro, anche il servizio e l’esperienza dell’ospite saranno all’altezza», ha spiegato, sottolineando come le imprese turistiche abbiano oggi «un impatto sociale altissimo sui territori» e come la scelta di lavorare con personale e prodotti locali possa generare sviluppo, occupazione e persino il ritorno dei giovani nelle aree interne.
Ampio spazio anche al tema del benessere come fattore di sviluppo. «Non esiste sostenibilità del territorio senza sostenibilità umana», ha ricordato Annamaria Acquaviva, direttrice scientifica del resort, presentando gli Health & Wellness Retreats basati sul Metodo Acquaviva. Un approccio integrato che unisce nutrizione funzionale, movimento, riposo e gestione dello stress. Un cambio di paradigma necessario anche sul piano narrativo, secondo Cinzia Galletto, giornalista esperta di turismo del benessere: «Serve un’identità coerente: una vacanza di benessere ha valore solo se genera una trasformazione autentica». Concetto rafforzato da Maria Letizia Petroni (Unibo): «Un ambiente tutelato significa migliori condizioni di salute non solo per il turista, ma anche per chi lavora e vive quei territori».
Il tema delle persone come asset strategico è emerso con forza anche nella governance. Clara Gasparri, People & Culture Manager di Four Seasons Hotels and Resorts, ha posto l’accento su «autenticità, empatia e fiducia» come basi della sostenibilità sociale, indicando welfare e ascolto come leve fondamentali per attrarre e trattenere talenti, soprattutto tra le nuove generazioni.
A rafforzare il quadro, gli strumenti di policy e investimento. La Regione Emilia-Romagna ha stanziato 45 milioni di euro per la riqualificazione delle strutture ricettive, confermando – come sottolineato anche da Andrea Guizzardi, presidente Clust-ER Turismo – che «il turismo è l’industria che garantisce la ricaduta più duratura sui territori», soprattutto quando pubblico e privato lavorano in modo interconnesso per destagionalizzare e distribuire i flussi.
Una visione che trova riscontro anche nel percorso di Palazzo di Varignana, recentemente certificato Green Key e UNI/PdR 125. «Per noi le certificazioni non sono un punto di arrivo, ma uno strumento», ha concluso Cecilia Bortolotti, Corporate Communications & Sustainability Manager. «La sostenibilità è un patto tra visione imprenditoriale e persone: solo così può tradursi in azioni concrete e lasciare un’impronta positiva e duratura sul territorio».
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[post_content] => Volonline Group accelera nella sua strategia di sviluppo internazionale. Fa i punti fermi che indirizzeranno la crescita, il potenziamento del prodotto hotel diretto. Grazie al lavoro sinergico di Gianni Galli, che da febbraio scorso è al timone del ufficio prodotto del broker alberghiero eHotelXml, e dei responsabili delle singole business unit di Volonline Group, il gruppo ha contrattualizzato e connesso direttamente numerose catene alberghiere internazionali e migliaia di singoli hotel. Questa operazione ha permesso uno sviluppo rapidissimo dell’offerta, che oggi vanta oltre a un ampio prodotto (+800.000 hotel in tutto il mondo) di dmc, wholesaler e partner strategici, ma soprattutto oggi può contare su più di 23.500 hotel in contrattazione diretta a livello internazionale.
«eHotelXml si conferma un motore della distribuzione multicanale tramite wholesaler, ota, oto, banche letti, tour operator e dmc a livello globale. I numeri testimoniano il successo di questa visione: per quanto riguarda la presenza internazionale, l’attività di vendita si svolge in 27 paesi, tramite più di 160 clienti ed è pari a oltre l’'11% del fatturato di Volonline Group» dichiara Luca Adami.
Tra le destinazioni più vendute, Stati Uniti, Giappone, Italia, Emirati Arabi e Spagna. Per il 2026, l’attività di consolidamento internazionale si espanderà ulteriormente includendo la biglietteria con logicaPoint of Sales e il consolidamento legato ai tour.
Nel retail straniero
Inoltre, il 2026 segna l’ingresso ufficiale di Volonline Group nel mercato retail estero. Le aree individuate per il presidio commerciale sono i Balcani (con focus su Albania, Kosovo e Azerbaijan) e la Spagna. Per supportare questa espansione, il team commerciale internazionale, guidato da Francesco Catalano, si è recentemente arricchito di figure di grande esperienza come Andi Iole, professionista proveniente da una lunga collaborazione con EasyMarket, per il mercato balcanico, e di Stefano Colombo, attraverso il gsa Abanico, dedicato al mercato spagnolo.
Per sostenere lo sviluppo internazionale, Volonline Group sarà presente nelle principali fiere di settore nei prossimi mesi; oltre a Fitur, da poco conclusasi a Madrid, il gruppo sarà a Satte (Nuova Delhi), Itb (Berlino) e Wtm (San Paolo).
«La spinta all’internazionalizzazione non risponde solo a logiche commerciali, ma è parte integrante dello sviluppo strategico del gruppo. Molti degli strumenti innovativi proposti alle agenzie e lo stesso modello di business verticale di Volonline Group si ispirano ai modelli di successo presenti nei mercati esteri più evoluti, puntando a una costante innovazione di processo e di prodotto” aggiunge Luigi Deli, founder & cEO del gruppo.
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“AlUla e Red Sea” è la nuova proposta di Viaggi del Mappamondo. Si tratta di un itinerario con partenze giornaliere dal 15 febbraio al 15 marzo, con voli Qatar Airways da Roma, Milano e Venezia, che abbina tre notti ad AlUla a tre notti nel mar Rosso saudita, dove gli ospiti soggiorneranno presso il The Red Sea Edition, struttura di categoria lusso, a Shura Island.
«Si tratta di un viaggio che consente di combinare ad AlUla la novità Red Sea, per andare alla scoperta di un Paese che sta vivendo una profonda trasformazione e che si presenta al mercato internazionale come un nuovo polo di intrattenimento ed esperienze culturali - dichiara Andrea Mele, ceo di Viaggi del Mappamondo -. Le partenze programmate cadono sul periodo del Ramadan, che ad AlUla e Red Sea è molto meno sentito rispetto alle grandi città dell’Arabia Saudita, e questo permette oltretutto di poter approfittare di condizioni economiche migliori rispetto ad altri periodi dell’anno. Si tratta anche di una stagione particolarmente indicata dal punto di vista climatico, con un caldo piacevole ma mai eccessivo. Grazie alle connessioni Qatar Airways inoltre, l’itinerario è comodo anche dal punto di vista della connettività - spiega ancora Mele -, perchè AlUla si raggiunge da Doha, e su Doha si rientra direttamente dal Red Sea, senza scali intermedi. Il trasferimento privato in 4x4 che conduce da AlUla alla costa del mar Rosso è un altro punto di forza della proposta, perché lungo il tragitto si snodano panorami e scenari desertici di incredibile bellezza».
Le escursioni incluse
Per consentire ai clienti di assaporare tutto il fascino di AlUla, Mappamondo include due escursioni esclusive nel pacchetto di viaggio. La prima è la visita di Hegra a bordo di un 4x4, per scoprire il sito, oggi patrimonio Unesco, che era la principale città meridionale del Regno nabateo e che attualmente conta oltre 140 tombe monumentali ben conservate. La seconda escursione, conduce invece alla scoperta della Old Town dove i partecipanti al viaggio, accompagnati da un rawi (la guida-narratore), entreranno nel dedalo di viuzze della vecchia città per passeggiare in un labirinto di oltre 900 case in mattoni di fango, prima di raggiungere il Castello, testimone di quella storia che rende l’AlUla Old Town un luogo unico. Ad AlUla i clienti Mappamondo soggiorneranno presso l’Habitas AlUla Resort, di categoria lusso, struttura ispirata all’ospitalità ecosostenibile e immersa nel canyon della Valle di Ashar.
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[post_content] => Ryanair ha lanciato l'operativo per l’estate 2026 dall’aeroporto di Genova, con 12 rotte verso Bari, Brindisi, Bruxelles, Bucarest, Cagliari, Catania, Lamezia Terme, Londra, Manchester, Napoli, Palermo, e la new entry stagionale per Tirana.
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«L'operativo 2026 da Genova - spiega Fabrizio Francioni, head of communications Italy Ryanair - dimostra il nostro continuo impegno verso la città e la regione Liguria. Per stimolare ulteriormente traffico e turismo in Italia, invitiamo il governo italiano e le regioni ad abolire l’addizionale municipale in tutti gli aeroporti italiani, così come hanno già fatto con successo le regioni Abruzzo, Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Sicilia ed Emilia-Romagna – sbloccando così una crescita significativa di Ryanair. Se l’addizionale comunale venisse abolita in tutte le regioni, la compagnia risponderebbe con un investimento di 4 miliardi di dollari in Italia, aggiungendo 40 nuovi aeromobili, aumentando il traffico fino a 80 milioni di passeggeri l’anno, introducendo oltre 250 nuove rotte e creando 15.000 nuovi posti di lavoro nelle regioni italiane».
«Siamo lieti che la stagione estiva 2026 registri una crescita ulteriore rispetto al 2025 - aggiunge Francesco D’Amico, direttore generale dell’aeroporto di Genova - un segno concreto di una collaborazione che non solo prosegue, ma continua a rafforzarsi nel tempo. Auspichiamo che questo percorso possa consolidarsi ulteriormente, generando risultati ancora più significativi e contribuendo allo sviluppo del Genova City Airport come hub sempre più al servizio della città di Genova e dell’intera regione Liguria».
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[post_content] => Il Parco nazionale delle Cinque Terre e il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico rinnovano la propria collaborazione attraverso una nuova convenzione che si colloca nel segno della continuità, ma che risponde in modo concreto alle esigenze emergenti di un territorio sempre più frequentato, articolato e complesso, protagonista di un crescente interesse da parte del turismo naturalistico e outdoor.
Nel solo Parco Nazionale delle Cinque Terre si sono registrate 79 missioni di soccorso nel 2025, con un impegno di quasi 1.000 ore/uomo e un trend in costante crescita negli ultimi anni. Un aumento legato alla forte attrattività internazionale dell'area protetta interamente attraversata da una rete sentieristica di oltre 130 km di percorsi.
In questo contesto, la nuova convenzione ribadisce un principio fondamentale: la mitigazione del rischio passa da azioni che devono procedere di pari passo.
Accanto all’importante investimento e al corposo lavoro di manutenzione, ripristino e riqualificazione della rete sentieristica, il parco rafforza infatti il presidio operativo del Soccorso alpino, consapevole che infrastrutture curate e presenza professionale sul territorio rappresentano due elementi complementari e inseparabili della stessa strategia di gestione del rischio.
La convenzione
La convenzione, approvata dalla giunta esecutiva del Parco, prevede infatti un impegno economico complessivo di quasi 50mila euro per l’annualità 2026, destinato a sostenere il presidio lungo la rete sentieristica e una serie di azioni integrate di prevenzione e intervento.
Di questi, come di consueto una parte delle risorse è dedicata alle attività di presidio e supporto operativo del Soccorso Alpino, mentre novità di quest’anno oltre 10mila euro sono specificamente destinati a un progetto strutturato di rinnovo dei punti di soccorso e della cartellonistica di emergenza.
«Vogliamo sviluppare un turismo outdoor di qualità, capace di valorizzare anche la dimensione più verticale e impegnativa del Parco – dichiara il presidente del Parco nazionale delle Cinque Terre, Lorenzo Viviani – Per farlo dobbiamo investire contemporaneamente nella manutenzione della rete sentieristica e in un presidio sempre più qualificato e organizzato anche per ridurre i tempi di intervento. Sono azioni che vanno in parallelo. La nuova convenzione rafforza questa visione: consolida la presenza, integra nuove risorse e ci consente di rinnovare i punti di soccorso lungo i sentieri, un intervento concreto di mitigazione del rischio a beneficio di chi vive e frequenta la rete sentieristica del Parco».
Il Soccorso Alpino si conferma così partner strategico del Parco, dalla gestione degli interventi, alla prevenzione, passando per la formazione e la costruzione di una fruizione del territorio sempre più consapevole.
«Avere un ruolo così rilevante all’interno di un Parco così importante come quello delle Cinque Terre per noi è una responsabilità, ma anche un prestigio – dice il capostazione della Spezia del Soccorso alpino Francesco D’Ambra -. Il fatto di essere in presidio sul territorio è anche una garanzia in più per i tanti turisti che arrivano da tutto il mondo. In caso di necessità è chiaro che i tempi di intervento si accorciano notevolmente. Anche l’incarico che ci è stato affidato relativamente alla cartellonistica è un servizio in più per i frequentatori dei sentieri del Parco: predisporre cartelli omogenei permette alle persone di avere indicazioni più chiare nel percorso da seguire. Chiaramente i tanti interventi in zona sono figli anche delle tante presenze. Confidiamo anche nel buon senso delle persone durante le escursioni. Spesso ci capita di essere fermati durante i nostri presidi da turisti che chiedono informazioni sui comportamenti corretti da tenere. Anche in questo modo cerchiamo di contribuire al diffondersi delle buone pratiche».
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Futura Vacanze in pista con la nuova programmazione dedicata ai Futura Club. Quest'anno il t.o. porta da 20 a 25 le strutture introducendo un modello di segmentazione pensato per rendere più leggibile e mirata la proposta sul mercato.
In linea con questa evoluzione il nuovo catalogo Futura Club 2026, disponibile online e a breve anche presso le agenzie di viaggio: uno strumento pensato non solo per raccontare il prodotto, ma anche per supportare l’attività del trade con una narrazione strutturata e coerente delle diverse anime dell’offerta.
L’ampliamento del portafoglio Futura Club segue una logica strategica precisa, che mira a consolidare la presenza del brand in segmenti e destinazioni chiave, valorizzando la gestione diretta e le partnership esclusive.
Le new entry
Sul fronte del Mare Italia, due strutture già note al pubblico e agli agenti di viaggio: il Futura Club Chiusurelle in Puglia e il Futura Club Baia Tropea in Calabria entrano nel perimetro Futura Club dopo il percorso come Futura Style. Entrambe gestite direttamente, testimoniano l’impegno dell’operatore nel consolidare il controllo sul prodotto.
Il comparto montagna torna protagonista con l’ingresso nella programmazione del Futura Club Schlöss Rosenegg, sulle Alpi tirolesi, e del Futura Club Parc Hotel Posta, nel cuore delle Dolomiti altoatesine, struttura già presente in passato nella programmazione Futura e ora nuovamente inserita per rispondere alla crescente richiesta di soggiorni alpini.
Completa il quadro l’ampliamento della proposta all’estero con il Futura Club Invidia Coral Beach Tiran, a Sharm el Sheikh.
La segmentazione dell'offerta
Accanto all’ampliamento dell’offerta, il 2026 segna l’avvio di un nuovo modello di classificazione, che risponde alla necessità di rendere più strutturata e distintiva la proposta Futura Club, sia per il cliente finale sia per la rete agenziale.
La segmentazione nasce da un lavoro congiunto tra direzione, marketing, prodotto, ufficio villaggi e team di gestione. Un processo approfondito che ha analizzato posizionamento, servizi, target e caratteristiche di ogni struttura, con l’obiettivo di tradurre la varietà del portafoglio in un sistema chiaro, leggibile e orientato al mercato.
«La segmentazione non è solo uno strumento di marketing, ma il risultato di un processo interno che ha coinvolto tutte le funzioni aziendali. L'obiettivo è duplice: offrire agli ospiti una guida chiara per scegliere la vacanza che meglio incontra le proprie aspettative e valorizzare le specificità di ogni Club, per creare un sistema di prodotto coerente e riconoscibile. Il progetto ha richiesto un'analisi approfondita su posizionamento, servizi, target e caratteristiche distintive di ogni struttura, con l’intento di tradurre la varietà del portafoglio in un'offerta chiara e orientata al cliente» commenta Francesca Delmonte, cmo e innovation manager di Futura Vacanze.
Quattro linee di prodotto
Le quattro linee di prodotto delineano altrettanti modi di vivere la vacanza: Futura Club Original rappresenta l’essenza del villaggio italiano, nella sua espressione più completa. È la linea in cui l’animazione ha un ruolo centrale, la socialità è parte integrante dell’esperienza e il programma serale contribuisce a creare un clima dinamico e partecipato. La formula tutto incluso e l’organizzazione delle attività rendono questa proposta particolarmente adatta a famiglie e gruppi che cercano una vacanza attiva, condivisa e ricca di momenti di aggregazione.
Futura Club Hotel Collection interpreta invece un’idea di soggiorno più raccolta e misurata, ispirata ai codici dell’ospitalità alberghiera. Le strutture, al mare come in montagna, si distinguono per comfort, cura del servizio e atmosfere rilassate. L’animazione è presente ma discreta, mentre i servizi personalizzabili rispondono alle esigenze di chi privilegia privacy, tranquillità e qualità del tempo.
Futura Club Smart nasce per intercettare una domanda orientata alla concretezza. È una proposta essenziale, costruita attorno a un buon equilibrio tra qualità e prezzo, con servizi funzionali, formule snelle e un’animazione leggera. Una linea pensata per chi desidera una vacanza ben organizzata, senza elementi superflui, mantenendo comunque gli standard di affidabilità e cura tipici del marchio.
Futura Club Experience raccoglie una selezione di resort internazionali offerti in esclusiva per il mercato italiano, in destinazioni come Egitto, Kenya, Tunisia e Portogallo. Con questa linea, proposta con trattamento all inclusive, l’esperienza si amplia oltre il soggiorno, grazie allo stile italiano che caratterizza l’accoglienza e alla possibilità di integrare il viaggio con tour, escursioni e crociere. Un prodotto pensato per chi vuole esplorare nuove mete con la certezza di sentirsi a casa.
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Un aumento legato alla forte attrattività internazionale dell'area protetta interamente attraversata da una rete sentieristica di oltre 130 km di percorsi.\r\n\r\nIn questo contesto, la nuova convenzione ribadisce un principio fondamentale: la mitigazione del rischio passa da azioni che devono procedere di pari passo.\r\nAccanto all’importante investimento e al corposo lavoro di manutenzione, ripristino e riqualificazione della rete sentieristica, il parco rafforza infatti il presidio operativo del Soccorso alpino, consapevole che infrastrutture curate e presenza professionale sul territorio rappresentano due elementi complementari e inseparabili della stessa strategia di gestione del rischio.\r\nLa convenzione\r\nLa convenzione, approvata dalla giunta esecutiva del Parco, prevede infatti un impegno economico complessivo di quasi 50mila euro per l’annualità 2026, destinato a sostenere il presidio lungo la rete sentieristica e una serie di azioni integrate di prevenzione e intervento.\r\n\r\nDi questi, come di consueto una parte delle risorse è dedicata alle attività di presidio e supporto operativo del Soccorso Alpino, mentre novità di quest’anno oltre 10mila euro sono specificamente destinati a un progetto strutturato di rinnovo dei punti di soccorso e della cartellonistica di emergenza.\r\n\r\n«Vogliamo sviluppare un turismo outdoor di qualità, capace di valorizzare anche la dimensione più verticale e impegnativa del Parco – dichiara il presidente del Parco nazionale delle Cinque Terre, Lorenzo Viviani – Per farlo dobbiamo investire contemporaneamente nella manutenzione della rete sentieristica e in un presidio sempre più qualificato e organizzato anche per ridurre i tempi di intervento. Sono azioni che vanno in parallelo. La nuova convenzione rafforza questa visione: consolida la presenza, integra nuove risorse e ci consente di rinnovare i punti di soccorso lungo i sentieri, un intervento concreto di mitigazione del rischio a beneficio di chi vive e frequenta la rete sentieristica del Parco».\r\n\r\nIl Soccorso Alpino si conferma così partner strategico del Parco, dalla gestione degli interventi, alla prevenzione, passando per la formazione e la costruzione di una fruizione del territorio sempre più consapevole.\r\n\r\n«Avere un ruolo così rilevante all’interno di un Parco così importante come quello delle Cinque Terre per noi è una responsabilità, ma anche un prestigio – dice il capostazione della Spezia del Soccorso alpino Francesco D’Ambra -. Il fatto di essere in presidio sul territorio è anche una garanzia in più per i tanti turisti che arrivano da tutto il mondo. In caso di necessità è chiaro che i tempi di intervento si accorciano notevolmente. Anche l’incarico che ci è stato affidato relativamente alla cartellonistica è un servizio in più per i frequentatori dei sentieri del Parco: predisporre cartelli omogenei permette alle persone di avere indicazioni più chiare nel percorso da seguire. Chiaramente i tanti interventi in zona sono figli anche delle tante presenze. Confidiamo anche nel buon senso delle persone durante le escursioni. Spesso ci capita di essere fermati durante i nostri presidi da turisti che chiedono informazioni sui comportamenti corretti da tenere. 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Il progetto ha richiesto un'analisi approfondita su posizionamento, servizi, target e caratteristiche distintive di ogni struttura, con l’intento di tradurre la varietà del portafoglio in un'offerta chiara e orientata al cliente» commenta Francesca Delmonte, cmo e innovation manager di Futura Vacanze.\r\nQuattro linee di prodotto\r\nLe quattro linee di prodotto delineano altrettanti modi di vivere la vacanza: Futura Club Original rappresenta l’essenza del villaggio italiano, nella sua espressione più completa. È la linea in cui l’animazione ha un ruolo centrale, la socialità è parte integrante dell’esperienza e il programma serale contribuisce a creare un clima dinamico e partecipato. La formula tutto incluso e l’organizzazione delle attività rendono questa proposta particolarmente adatta a famiglie e gruppi che cercano una vacanza attiva, condivisa e ricca di momenti di aggregazione.\r\n\r\nFutura Club Hotel Collection interpreta invece un’idea di soggiorno più raccolta e misurata, ispirata ai codici dell’ospitalità alberghiera. Le strutture, al mare come in montagna, si distinguono per comfort, cura del servizio e atmosfere rilassate. L’animazione è presente ma discreta, mentre i servizi personalizzabili rispondono alle esigenze di chi privilegia privacy, tranquillità e qualità del tempo.\r\n\r\nFutura Club Smart nasce per intercettare una domanda orientata alla concretezza. È una proposta essenziale, costruita attorno a un buon equilibrio tra qualità e prezzo, con servizi funzionali, formule snelle e un’animazione leggera. 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