Mazzi: «La spesa turistica in Italia cresce del 7,5%»
28 agosto 2026 09:42

Il ministro del turismo Mazzi
«I dati elaborati da Demoskopika confermano l’ottimo andamento del turismo italiano nell’estate 2026. La spesa turistica cresce del 7,5% trainata dai volumi di 43,3 milioni di arrivi e 188,8 milioni di pernottamenti. L’inflazione turistica si attesta al 2,6%, per il quarto mese consecutivo al di sotto dell’indice generale dei prezzi, circostanza che non si verificava dal 2023.
«Un buon risultato al quale hanno contribuito le misure messe in campo dal Governo sulla trasparenza dei prezzi, la qualità dell’offerta, la destagionalizzazione e il contrasto alle pratiche speculative. Lavoriamo perché il turismo continui a creare valore per il Paese e sia sempre più accessibile alle famiglie italiane». Commenta così il ministro del turismo Gianmarco Mazzi i dati diffusi oggi da Demoskopika.
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Secondo l'Asociación de Desarrolladores Inmobiliarios, si prevede che il settore turistico diventerà il secondo maggiore destinatario di investimenti immobiliari nel 2026. Si stima che gli investimenti previsti per lo sviluppo del turismo ammontino a 3,882 miliardi di dollari, superando gli investimenti in impianti industriali. Le principali destinazioni che attraggono capitali includono Quintana Roo e Nayarit, mentre Jalisco e Città del Messico stanno acquisendo importanza come mercati del turismo di lusso.
Come riporta TravlDailyNews, il turismo di lusso rappresenta attualmente circa il 20% del fatturato totale del settore alberghiero. Secondo un'analisi di Onirius Capital, si prevede che questo segmento genererà oltre 4,2 miliardi di dollari all'anno entro la fine del 2026, circa il doppio rispetto al livello registrato dieci anni fa.
La metamorfosi di Città del Messico
La trasformazione del settore del turismo urbano in Messico sta diventando sempre più evidente, soprattutto a Città del Messico. Secondo Luis Ruiz, socio amministratore di Onirius Capital, le città che in passato si concentravano principalmente sui viaggiatori d'affari durante la settimana si stanno ora trasformando in destinazioni turistiche di lusso indipendenti.
A Città del Messico, i visitatori nazionali continuano a rappresentare la quota maggiore del volume turistico. Tuttavia, i viaggiatori internazionali generano una quota significativa della spesa turistica. Nel 2025, i visitatori stranieri hanno speso 102,174 miliardi di pesos messicani per l'alloggio nella capitale, con un aumento del 18,8% rispetto al 2024 e superando il livello del 2019, pari a 72,127 miliardi di pesos messicani. Anche i prezzi degli hotel di lusso riflettono la crescente domanda di esperienze esclusive. A Los Cabos, diversi resort di lusso superano ormai i 1.000 dollari a notte. Nei quartieri più esclusivi di Città del Messico, tra cui Reforma, Polanco e Condesa, le tariffe delle camere hanno raggiunto i 700 dollari a notte. I nuovi progetti di hotel di lusso, come le strutture Andaz e Mondrian, stanno introducendo tariffe comprese tra i 300 e i 400 dollari a notte.
Oltre ai tradizionali hotel e resort, il mercato del turismo di lusso in Messico si sta espandendo anche attraverso residenze. Questi progetti combinano ville e appartamenti privati con servizi di ospitalità di alto livello, creando prodotti residenziali legati a marchi alberghieri di lusso e destinazioni turistiche. I progetti di residenze di lusso con marchio stanno prendendo piede a Città del Messico, Guadalajara e Monterrey. Si stima che circa il 60% di questi immobili venga acquistato da acquirenti stranieri, principalmente provenienti da Stati Uniti e Canada.
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Nei mesi di luglio e agosto 2026 i flussi turistici in Italia genererebbero una spesa complessiva pari a 20,4 miliardi di euro, di cui 541 milioni riconducibili esclusivamente all'aumento dei prezzi.
Si tratta della maggiore spesa che i turisti sosterrebbero, a parità di vacanza, rispetto ai listini della scorsa estate: 2,86 euro per ogni pernottamento e 12,50 euro per soggiorno, con un impatto pari a 244,5 milioni di euro nel mese di luglio e a 296,3 milioni in quello di agosto.
Emerge dal rapporto dell'Istituto Demoskopika che l'Ansa ha pubblicato in anteprima. Sul versante della dinamica dei prezzi, l'indice nazionale dei prezzi al consumo turistico per l'intera collettività (Nict), elaborato dall'Istituto di ricerca su dati Istat, registra nel mese di luglio 2026 una crescita del 2,6% su base annua: il valore più contenuto dell'ultimo triennio e inferiore al 2,9% dell'indice generale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic).
Rallentamento
A rallentare, tuttavia, è la velocità dell'aumento e non il livello dei prezzi, che nel mese di luglio 2026 risultano comunque superiori del 2,6% rispetto a quelli dello stesso mese del 2025 e si sommano agli incrementi degli anni precedenti.
Nel paniere turistico crescono soprattutto i prezzi del trasporto aereo nazionale (+6,2%) e dei servizi di alloggio (+4,0%); sul versante opposto il trasporto aereo di passeggeri arretra nel suo complesso (−5,6%), con le tariffe internazionali a −7,6%, e diminuiscono anche i pacchetti vacanza nazionali (−5,2%). La maggiore spesa per pernottamento raggiunge i valori più elevati in Liguria (4,58 euro), Calabria (4,17) e Puglia (4,05), a fronte di 1,61 euro in Valle d'Aosta e Piemonte
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[post_content] => La Thailandia ridisegna il proprio futuro turistico con il varo della nuova strategia 2027, 'The Year of Transformation'. Il principale intento della Tourism Authority of Thailand è quello di spostare l'attenzione dall'aumento del numero dei visitatori per concentrarsi su quattro iniziative strategiche, volte ad attrarre viaggiatori con un potere di spesa più elevato, offrire esperienze significative e una distribuzione più uniforme dei turisti sull'intero territorio nazionale.
Il traguardo finale è quello di fare della Thailandia «la destinazione numero uno in Asia per valore e significato».
Le quattro iniziative della strategia, che rientrano nel più ampio piano “Winning Goal 2027” della Tat, mirano ad aumentare i ricavi turistici di almeno il 5% rispetto al 2026 e a raggiungere una ripartizione dei visitatori in un rapporto 60-40 tra destinazioni principali ed emergenti.
Thapanee Kiatphaibool, governatore della Tat, ha spiegato che si tratta di una precisa transizione, da una crescita basata sui volumi verso esperienze che «conquistino la fedeltà dei viaggiatori» e «distribuiscano i ricavi in modo più ampio».
La prima iniziativa, “Rebalance Market Portfolio”, mira a ridurre la dipendenza da un unico mercato di provenienza o da un’unica destinazione, rafforzando il turismo interno e attirando viaggiatori di alto profilo interessati al benessere, al lusso, alla gastronomia e alla natura.
La seconda, “Shape Experience Platform”, punta a trasformare l’immagine della Thailandia da destinazione “con un ottimo rapporto qualità-prezzo” a destinazione più “significativa”.
Terzo pilastro della strategia, “Build New Growth Engine”, si basa su ciò che la Tat definisce la “Life Economy”: all’inizio del 2027 verrà lanciato il programma “Unseen Luxperience” rivolto ai viaggiatori di fascia alta, che combinerà destinazioni meno conosciute con esperienze autentiche incentrate sui tessuti thailandesi, i gioielli, i massaggi e la Muay Thai.
Nel frattempo, le iniziative di sostenibilità includeranno la crescita di hotel a basse emissioni di carbonio e lo sviluppo di prototipi di turismo sostenibile nelle aree di Nan e della “Wellness Valley”.
Quarto e ultimo step, “Transform Together”, che riflette un cambiamento più ampio nel ruolo della Tat, che passa da promotore turistico a “direttore d'orchestra”, dove l’analisi dei dati, il sostegno alle start-up e l’intelligenza artificiale contribuiranno a comprendere e migliorare il percorso del viaggiatore.
«L’Anno della Trasformazione rappresenta un chiaro impegno a rimodellare il turismo thailandese all’insegna della qualità, del valore e della competitività a lungo termine», ha sottolineato Kiatphaibool.
La strategia si basa sugli obiettivi fissati all’inizio di quest’anno dal governo, che prevede di attirare nel Paese almeno 33 milioni di visitatori stranieri nel 2027; tra gennaio e metà luglio 2026, la destinazione ha già accolto 17,36 milioni di visitatori stranieri, generando un fatturato stimato di 838,73 miliardi di baht, sebbene gli arrivi siano diminuiti di oltre il 3%.
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[post_content] => La ripresa di Boeing negli Stati Uniti potrebbe essere almeno parzialmente compromessa se lo sciopero di 17.000 ingegneri e tecnici per controversie salariali dovesse avere luogo.
Il sindacato Speea (Society of professional aerospace engineers) ha respinto la proposta dell'azienda per un contratto collettivo quadriennale e ha richiesto l'autorizzazione dei lavoratori, tramite votazione, a scioperare. Il 64% degli ingegneri (su un totale di 13.000) e il 72% dei tecnici (su circa 4.000) hanno votato contro l'offerta dell'azienda, mentre una percentuale leggermente superiore si è espressa a favore dello sciopero.
L'offerta dell'azienda prevedeva un aumento immediato del 3%, del 7% a marzo dell'anno successivo e del 5,5% per ciascuno dei tre anni successivi, per un totale del 29,4%.
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[post_content] => Mentre milioni di viaggiatori si dirigono all'estero durante l'alta stagione estiva, l'Europa ha consolidato la propria posizione di destinazione leader a livello mondiale per i viaggi di piacere, intercettando un terzo della spesa globale in questo segmento nel 2025; è quanto emerge dai nuovi dati del Wttc, realizzati con il sostegno di Chase Travel in qualità di partner principale per la ricerca.
Gli ultimi dati indicano che la spesa globale per i viaggi di piacere ha raggiunto i 6,15 trilioni di dollari nel 2025, segnando un incremento annuo del 3,5% e rappresentando l'80,5% della spesa turistica complessiva a livello mondiale. Di questa cifra, l'Europa ha attratto 2 trilioni di dollari – pari a un dollaro su tre spesi nel mondo per viaggi di piacere – confermando il fascino duraturo della regione agli occhi dei viaggiatori in partenza per le vacanze estive di quest'anno.
Le destinazioni dell'Europa meridionale continuano a essere al centro di questo successo. Francia, Spagna, Italia e Turchia rimangono tra le mete estive più ambite a livello globale, beneficiando di una forte domanda internazionale, di mercati di provenienza diversificati, di un'offerta turistica di eccellenza e di un'efficiente connettività.
Competitività
Mentre l'Europa affronta un'altra intensa stagione estiva, le performance turistiche della regione riflettono non solo la forte domanda stagionale, ma anche la sua competitività a lungo termine. La crescita della spesa per viaggi di piacere si è mantenuta solida nelle principali destinazioni nel 2025: la Francia ha registrato un incremento del 3,6%, la Spagna del 2,6% e l'Italia del 2,2%.
Guardando al futuro, si prevede che lo slancio di crescita dell'Europa proseguirà oltre i mesi estivi e per tutto il 2026, anno in cui la regione dovrebbe registrare un'espansione del 3,7%, superando la media globale del 3,1%.
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[post_content] => Questa estate fare il pieno è costato agli italiani fino a 1,8 miliardi di euro in più rispetto a luglio ed agosto dello scorso anno. Un aggravio che ha pesato sui bilanci delle famiglie proprio nei due mesi centrali delle vacanze, incidendo sulla mobilità e sui consumi turistici. È la stima dell’Ufficio economico Confesercenti, elaborata a parità di consumi sulla base dei dati Mimit e con le rilevazioni di agosto ormai quasi definitive: nel complesso, a luglio e agosto 2026 gli automobilisti hanno sostenuto una spesa per i rifornimenti superiore del 21% rispetto agli stessi mesi del 2025.
Il confronto con un anno fa dà la misura dell’aumento. Nell’estate 2025 la benzina si attestava intorno a 1,70 euro al litro e il gasolio a 1,63 euro. Ad agosto 2026 la media viaggia invece intorno ai 2 euro per la benzina e oltre questa soglia per il diesel. L’ultima rilevazione Mimit del 23 agosto, sulla rete stradale in modalità self, indica 2,010 euro al litro per la benzina e 2,130 per il gasolio. Tradotto in un pieno da 50 litri, significa circa 14 euro in più rispetto a un anno fa per un’auto a benzina e oltre 20 euro in più per una diesel.
Impennata
L’accelerazione si è concentrata in poche settimane. Dal 4 luglio, con la scadenza del precedente intervento sulle accise, i prezzi alla pompa hanno ripreso a crescere proprio mentre la rottura della tregua tra Iran e Stati Uniti riportava lo Stretto di Hormuz al centro delle tensioni internazionali sul greggio. Da allora la benzina è aumentata del 10,8% e il gasolio del 12,4%, senza che le successive oscillazioni abbiano prodotto una reale inversione di tendenza. Il solo effetto di questa risalita vale circa 780 milioni di euro nei due mesi.
Senza l’intervento pubblico, il conto per gli automobilisti sarebbe stato ancora più pesante. Nei soli mesi di luglio e agosto, il taglio delle accise ha ridotto la spesa per i rifornimenti di circa 300 milioni di euro. Un beneficio concentrato soprattutto sul gasolio: per buona parte di luglio, infatti, la riduzione non è stata operativa e, quando è stata reintrodotta dal 28 luglio, ha riguardato soltanto il diesel, con uno sconto di 17 centesimi al litro. In assenza del provvedimento, un pieno da 50 litri sarebbe costato circa 8,50 euro in più. La benzina, invece, dall’inizio di luglio non è mai rientrata nel perimetro dell’intervento.
Proroga
La previsione di un’ulteriore proroga è dunque senz’altro utile: in assenza di nuove risorse, i 17 centesimi tornerebbero quindi a gravare interamente sul prezzo alla pompa proprio nel pieno del controesodo e alla vigilia di settembre, mese in cui sono attesi almeno 15 milioni di turisti e che continua a rappresentare una fase importante della stagione.
“Il caro carburanti non può più essere affrontato con provvedimenti di breve durata e a efficacia limitata”, commenta il presidente di Confesercenti Nico Gronchi. “Il protrarsi delle tensioni internazionali, e quindi di una fase di elevata volatilità dei prezzi energetici, non può purtroppo essere escluso. I livelli raggiunti oggi alla pompa da benzina e gasolio rischiano già di penalizzare la stagione turistica di settembre e, soprattutto, di trasferirsi sull’intera economia, alimentando nuove pressioni inflazionistiche – un fronte cui fare particolare attenzione questo autunno. Per questo serve un intervento mirato e strutturale sulla fiscalità di carburanti ed energia, capace di attenuare gli shock e di evitare che i rincari si propaghino a catena su imprese, famiglie e consumi”.
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[post_content] => Primo semestre 2026 positivo per il Brasile, che ha accolto oltre 3,5 milioni di visitatori internazionali arrivati in aereo (+13,3%). «Si tratta del miglior risultato mai registrato in questo periodo», sottolinea una nota di Embratur ripresa da L'Echo Touristique. Considerando tutti i mezzi di trasporto, il Paese ha registrato 5.261.733 turisti internazionali nei primi sei mesi dell’anno, dato che rappresenta il secondo miglior risultato per il periodo.
Il trasporto aereo rappresenta quindi il 67% del totale degli arrivi registrati in Brasile tra gennaio e giugno, segno di un’attrattiva sempre più marcata a livello internazionale. «L’aumento degli arrivi per via aerea va di pari passo con l’espansione dei collegamenti internazionali del Brasile. Un maggior numero di voli e una presenza più marcata sui mercati di origine avvicinano il Paese ai viaggiatori provenienti dall’America Latina e dall’Europa», ha commentato il presidente di Embratur, Bruno Reis.
I flussi provenienti dal Sudamerica (+13,8%) rappresentano oltre la metà del traffico registrato negli aeroporti brasiliani, pari a oltre 1,9 milioni di visitatori. A trainare il settore è la vicina Argentina con il suo milione di turisti (+15,9%). Gli incrementi più significativi si registrano nei mercati colombiano (+33,4%) e peruviano (+20,8%), mentre il Cile registra una crescita del 6,4%.
Tra i mercati a lungo raggio, l’Asia ha registrato la crescita proporzionale più elevata. Il numero di visitatori provenienti da questa regione è in aumento (+18,8%) e rappresenta, anche in questo caso, «il miglior risultato per questo periodo». La Cina ha guidato questa tendenza con un aumento del 55,12% degli arrivi in Brasile. Anche i mercati europei registrano una crescita (+16,2%) raggiungendo così i migliori risultati degli ultimi vent’anni.
La destinazione è dunque sulla buona strada per segnare un nuovo record di affluenza nel 2026, dopo aver accolto oltre 9,2 milioni di visitatori internazionali lo scorso anno (+37,1%).
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Buona performance per la città dell'Aquila Dodici per cento in più di arrivi, 13,5% in più di presenze. Il primo semestre del 2026 consegna all'Aquila numeri in forte crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A richiamarli è stato il ministro del turismo Gianmarco Mazzi, arrivato in città in occasione della serata di apertura della 732/a Perdonanza Celestiniana.
"Quest'anno ci sono stati risultati record all'Aquila - ha detto Mazzi - Nel primo semestre abbiamo avuto un dato del 12% in più degli arrivi e del 13,5% in più delle presenze rispetto allo stesso periodo del 2025". Il ministro ha allargato lo sguardo all'Abruzzo, parlando di una media regionale "molto buona" e "in grande crescita". Poi il riferimento politico: "Siamo molto felici di questo, a dimostrazione di una regione amministrata molto bene dal presidente della Regione Marco Marsilio e di una città amministrata molto bene dal sindaco Pierluigi Biondi".
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Messico: boom di investimenti nelle strutture di lusso
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Ministro Mazzi: «Numeri in forte crescita per l'Aquila. 12% più di arrivi»
