16 September 2026

Il Nicaragua incontra i tour operator italiani a Milano

Nicaragua 2Classificato dal New York Times al terzo posto su 46 destinazioni mondiali da visitare nel 2014, il Nicaragua è stato protagonista di un evento dedicato ai tour operator italiani che si è tenuto  con la partecipazione del console onorario Lorenzo Alderisio e di Catalina Gordon (nella foto con Marino Pagni di Tour 2000 e Roberta Pattaro di Travelandia) in rappresentanza del ministero del turismo, insieme a due dmc locali come EntreIslas e Servitours. E’ stata l’occasione per approfondire la conoscenza di una piccola nazione – gli abitanti sono soltanto 5 milioni – ancora poco conosciuta sul mercato italiano e tuttavia molto ricca di attrattive sia dal punto di vista naturalistico che storico: le foreste pluviali, la fauna e i numerosissimi vulcani (di cui sette attivi) ricordano il confinante Costa Rica, ma con la differenza che il Nicaragua vanta anche due città coloniali come Granada e Leon, quest’ultima sede di una cattedrale del Cinquecento protetta dall’Unesco. A tutto questo si aggiungono il più grande lago dell’America Latina dopo il Titicaca (al cui interno sorge l’isola di Ometepe e i suoi due vulcani attivi), il litorale pacifico – che nel 2012 ha ospitato i Campionati mondiali di surf – e le isole caraibiche di Corn Island e Cayo Perlas. «Gli arrivi in Nicaragua hanno registrato negli ultimi anni tassi di crescita del 10% – dichiara Lorenzo Alderisio – arrivando l’anno scorso a circa un milione e mezzo di visitatori: grazie agli incentivi e agli sgravi fiscali decisi dal governo, l’intero settore turistico sta attraversando una fase di grande sviluppo che comprende anche investimenti nel settore alberghiero e l’imminente inaugurazione di un aeroporto sull’isola di Ometepe, in grado di accogliere velivoli fino a 42 passeggeri».

Condividi



Articoli che potrebbero interessarti:

Array ( [0] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 521992 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => [caption id="attachment_509112" align="alignleft" width="300"] ph: marcobadiani[/caption] L'aeroporto Amerigo Vespucci di Firenze ha celebrato ieri il suo 40esimo compleanno. Era infatti il 15 settembre 1986, ricorda la società di gestione Toscana Aeroporti, quando alle 7:10 decollava per Milano Linate il volo BM963 di Ati, vettore regionale di Alitalia. Il collegamento segnò la ripresa definitiva dei servizi di linea dallo scalo fiorentino e l'inizio dello sviluppo ininterrotto del traffico aereo arrivato fino ad oggi, dopo i pochi voli operati in modo discontinuo dal secondo dopoguerra fino agli anni '80 del secolo scorso. Nella stessa giornata del 15 settembre partì anche il volo Ati per Milano Malpensa, quindi l'1 ottobre il collegamento Ati con Roma Fiumicino, completando il ritorno a Firenze del vettore di bandiera italiano con voli dai suoi tre principali scali nazionali. Primi collegamenti internazionali nel marzo 1987, con il Firenze-Parigi operato da Air France tramite la Europe Air/Brit Air con turboelica Saab 340, segnando l'inizio di una rotta consolidatasi negli anni come la direttrice più trafficata dello scalo fiorentino e della Toscana, quindi nello stesso anno si aggiunsero le rotte per Bastia, Monaco, Lugano e il primo volo per la Sardegna (Olbia). Nel 1991 arriva il primo collegamento con Londra effettuato da Air Uk. Un'ulteriore spinta dal 2013 in avanti quando prima Vueling, poi Air Dolomiti e infine Volotea, scelgono Firenze come propria base. All'evoluzione di voli e vettori ha fatto riscontro la crescita costante dei passeggeri, con gli alti e bassi per le svariate vicende internazionali che negli anni hanno influenzato anche questo settore: dopo i 21.034 passeggeri trasportati sui tre voli nazionali tra settembre e dicembre 1986, il primo anno di piena operatività, nel 1987, furono raggiunti i 71.208 passeggeri, quindi furono superati i 500.000 passeggeri nel 1994, il primo milione nel 1997, i due milioni nel 2014, i tre milioni nel 2023, fino all'obiettivo previsto nel 2026 dei 4 milioni. [post_title] => Firenze: l'aeroporto compie 40 anni e punta ai 4 mln di passeggeri nel 2026 [post_date] => 2026-09-16T11:07:39+00:00 [category] => Array ( [0] => trasporti ) [category_name] => Array ( [0] => Trasporti ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1789556859000 ) ) [1] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 521990 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => La notizia c’è e riguarda una progressione che appare ancora più significativa alla luce della delicata situazione internazionale: in casa di Una Italian Hospitality ci si prepara ad archiviare un’annata a segno più, e non solo sul fronte dei ricavi. «Fino a giugno – conferma l’a.d. Giorgio Marchegiani – abbiamo messo a segno un incremento del 5-6% sul fronte dei ricavi e anche i mesi successivi si sono mossi bene». Il manager conferma anche la positiva tenuta della marginalità, trainata dalla performance di alcuni mercati chiave come quello statunitense. «L’Italia viene percepita come Paese sicuro e resta una destinazione strutturalmente appetibile a livello internazionale». Particolare soddisfazione giunge dal mercato a stelle e strisce, che cresce di oltre il 20% procurando il 12% della clientela totale, ma anche da quello italiano, che rappresenta il 25% del totale. Le sfide da affrontare Sicuramente le sfide non mancano, ma l’approccio della catena specializzata esclusivamente sulle destinazioni italiane è proattivo. «Le criticità a livello globale ci sono, dal prezzo dei voli salito vertiginosamente all'emergenza climatica, fino all’impennata dei costi di gestione delle strutture, a cominciare da quelli energetici. Al momento tuttavia siamo riusciti a mantenere un livello equilibrato dei prezzi. Certo, è difficile prevedere il trend del prossimo anno, ma intanto ci concentriamo sul risultato 2026, con i primi otto mesi dell’anno che ci hanno portato a sfiorare una crescita del 10% di fatturato grazie anche all’effetto olimpiadi invernali». A cambiare è stata semmai la suddivisione delle prenotazioni, anche da parte della clientela italiana: «Non c'è più il picco in luglio e agosto, a vantaggio di una miglior redistribuzione del booking anche sui mesi di spalla, con giugno e settembre in primo piano». Diminuisce inoltre lievemente la durata media del soggiorno, «ma solo nelle destinazioni di città». Untourist La volontà di riconfermare l’identità italiana della catena e il ruolo chiave svolto per il turismo inbound ha portato alla creazione del nuovo programma di fidelizzazione, “Untourist”, lanciato per «riconoscere i nostri clienti. Si tratta di un’esigenza maturata dall’analisi dei dati raccolti nel corso degli anni, che ci ha portato a voler razionalizzare i dati e tracciare i repeater in modo tale da essere ancora più vicini ai clienti». Una vision che apre al territorio L’albergo, nella vision di Marchegiani, è il punto di partenza per scoprire il territorio circostante, creando un legame fra la persona e le esperienze al di fuori della struttura alberghiera. «Durante il soggiorno il viaggiatore cerca qualcosa di autenticamente italiano, un ricordo da portare con sé anche al termine del viaggio. A cominciare dal rapporto con le persone che trova nella struttura alberghiera, che ha un’anima e che racconta una storia, fino ad ampliare l’esperienza al territorio». Questo modo di intendere l’ospitalità porta risultati positivi sia nel segmento leisure, che procura tra il 60 e il 70% della clientela, sia in quello Mice. «Proprio quest’ultimo è un comparto fondamentale per allungare la stagionalità, che va in parte a compensare il business travel, spesso sostituito dai meeting online». Quanto alla strategia per il futuro, che passerà anche da importanti aperture fra le quali nel 2027 quella dell’Una Esperienze Milano CityLife, Marchegiani ha le idee chiare: «Il mercato italiano va approcciato con una logica industriale, in grado di portare risultato in termini di incremento di ricavi, di contenimento dei costi e di maggiore soddisfazione dei clienti. Queste le variabili fondamentali alle quali ispireremo il nostro progetto di sviluppo. La crescita, sempre e solo in Italia, avverrà sia sul fronte delle città d’arte e dei borghi, sia su quello delle destinazioni balneari». Al momento invece, nessun progetto all’orizzonte per quanto riguarda la montagna, che nel nostro Paese «non offre mete con grandi possibilità di sviluppo a una catena come Una Italian Hospitality».       [post_title] => Una Italian Hospitality, Marchegiani: «Nel 2026 sfioriamo il +10%» [post_date] => 2026-09-16T10:40:30+00:00 [category] => Array ( [0] => alberghi ) [category_name] => Array ( [0] => Alberghi ) [post_tag] => Array ( [0] => in-evidenza ) [post_tag_name] => Array ( [0] => In evidenza ) ) [sort] => Array ( [0] => 1789555230000 ) ) [2] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 521980 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Tra le direttrici di lungo raggio dall’Italia del network Turkish Airlines, due in particolare meritano un'analisi approfondita: l'Asia orientale, con il Giappone che consolida una crescita straordinaria, e il Golfo, dove Dubai - nonostante le turbolenze dell'ultimo periodo - resta insieme meta e snodo obbligato per milioni di passeggeri. In questo contesto lo scalo di Istanbul per il traffico italiano assume un peso crescente, con Turkish Airlines tra gli operatori di riferimento. Ecco come si sta muovendo la domanda su queste due rotte, cosa distingue i bacini di Milano e Roma, e cosa aspettarsi nei prossimi mesi. La domanda italiana verso l'Asia torna a crescere Il 2025 è stato un anno record per il turismo italiano verso il Giappone. Secondo i dati diffusi dall'ente nazionale del turismo giapponese (JNTO), gli arrivi dall'Italia hanno toccato quota 309.400-310.000, con un incremento di circa il 34-35% sull'anno precedente, che colloca il nostro Paese al quarto posto tra i mercati europei, sostenuto anche dall'onda lunga di Expo Osaka 2025. I primi mesi del 2026 confermano l'interesse del mercato italiano, con 85.700 arrivi nel periodo gennaio-aprile, ma il primo semestre segnala anche un primo assestamento: tra gennaio e giugno gli arrivi si sono attestati a 135.200, in flessione marginale dello 0,6% sullo stesso periodo del 2025. Più che un rallentamento, il dato indica il passaggio da una fase di crescita eccezionale a una di consolidamento su livelli elevati. Il fenomeno non riguarda solo i flussi in uscita: anche le prenotazioni dal Giappone verso l'Italia hanno registrato una crescita a doppia cifra nel 2025, segno di un traffico di lungo raggio Italia-Asia che si rafforza in entrambe le direzioni. Giappone - Tokyo e il Kansai guidano le ricerche Tokyo resta la destinazione numero uno per i viaggiatori italiani in Giappone, ma la scelta dello scalo non è indifferente. Haneda, a circa 20-30 minuti dal centro città, ha progressivamente eroso il vantaggio storico di Narita - più periferico - diventando lo scalo preferito da chi ha soggiorni brevi o coincidenze da rispettare. Un dettaglio che pesa nella scelta delle rotte, soprattutto per la clientela business e per chi arriva dall'Italia con voli in connessione. Accanto alla capitale, la regione del Kansai - Osaka, Kyoto, Nara - si conferma il secondo polo di attrazione, complice anche l'effetto promozionale dell'Expo 2025 che ha consolidato l'aeroporto di Kansai come porta d'accesso alternativa a Tokyo per gli itinerari multi-città. Voli Giappone: come si muove il mercato italiano Il mercato dei voli Giappone dall'Italia si distribuisce tra collegamenti diretti punto-punto e soluzioni in connessione attraverso i grandi hub europei e mediorientali. Sul fronte diretto, la rotta più consolidata resta quella tra Roma Fiumicino e Tokyo Haneda, operata quotidianamente, mentre sulla tratta da Milano l'offerta si muove soprattutto su base stagionale. Le compagnie che instradano il traffico via hub - tra cui Turkish Airlines, che collega l'Italia al Giappone via Istanbul verso Tokyo e Osaka - restano un'opzione strutturale, soprattutto per la clientela leisure più sensibile alla flessibilità di orari che al volo diretto. Milano e Roma - due bacini con esigenze diverse I due principali bacini di traffico italiano verso il Giappone, Malpensa e Fiumicino, esprimono esigenze diverse. Il mercato lombardo, più legato al business e a una clientela leisure premium, alimenta un bacino d’utenza esteso a tutto il Nord Italia; quello laziale, spinto dal collegamento diretto giornaliero verso Haneda, mostra una componente turistica più marcata e una stagionalità più accentuata nei periodi di vacanza. Voli Milano Tokyo, la rotta più richiesta del segmento Da Malpensa la domanda di voli Milano Tokyo si è consolidata negli ultimi anni sia sui collegamenti diretti stagionali sia sulle soluzioni in connessione. Per il traffico che passa attraverso un hub di transito, la rotta via Istanbul rappresenta un'alternativa strutturale ai collegamenti punto-punto, allargando le combinazioni orarie disponibili verso Tokyo, tra Haneda e Narita. Voli Roma Tokyo e il peso della clientela leisure Da Fiumicino il mercato dei voli Roma Tokyo resta ancorato al collegamento diretto quotidiano verso Haneda, che assorbe la quota più consistente della domanda business e premium leisure. Tuttavia le soluzioni in connessione, con tempi di volo complessivi più lunghi ma maggiore flessibilità oraria, intercettano la clientela turistica attenta alla disponibilità di posti nei periodi di punta, quando la capacità sui voli diretti si satura più rapidamente. Dubai - hub e destinazione allo stesso tempo Dubai mantiene la sua natura duplice di meta turistica e di hub del Golfo tra i più trafficati al mondo per i passeggeri internazionali. Sul fronte turistico, la città ha accolto oltre 19 milioni di visitatori internazionali nel 2025, confermandosi tra le mete più dinamiche dell'area del Golfo. Sul fronte aeroportuale, Dubai Airports aveva anticipato al 2026 il traguardo dei 100 milioni di passeggeri annui, ma la crisi dello spazio aereo del Golfo tra febbraio e maggio ha inciso pesantemente sui volumi, rinviando il traguardo dei 100 milioni al 2027. Il 2026 è stato infatti un anno complesso per l'aviazione del Golfo: tra febbraio e maggio, l'escalation del conflitto in Medio Oriente ha causato la temporanea chiusura di ampie porzioni dello spazio aereo regionale. Questo ha causato pesanti ripercussioni sul traffico da e per Dubai e Abu Dhabi; tuttavia, la piena riapertura dello scalo - annunciata dalle autorità civili emiratine a inizio maggio - ha avviato un graduale percorso di recupero nei mesi successivi. Voli Roma Dubai e il traffico in transito Sulla rotta dei voli Roma Dubai il traffico si articola tra collegamenti diretti operati dai vettori del Golfo e soluzioni in connessione attraverso hub terzi. Per chi viaggia con Turkish Airlines, lo scalo di Istanbul rappresenta un punto di instradamento alternativo ai grandi hub del Golfo. Si tratta di un’opzione particolarmente utile per la clientela diretta verso destinazioni oltre Dubai - dal subcontinente indiano all'Africa orientale - e per chi cerca flessibilità nella costruzione dell’itinerario, dopo un anno segnato da discontinuità operative nella regione. Il ruolo dello scalo di Istanbul per il traffico italiano L'aeroporto di Istanbul si conferma dunque uno snodo centrale per il traffico italiano diretto sia verso l'Asia sia verso il Golfo. Il modello hub-and-spoke di Turkish Airlines aggrega su un unico scalo i flussi provenienti da Malpensa, Fiumicino e dagli altri aeroporti italiani serviti dalla compagnia, smistandoli verso decine di destinazioni asiatiche e mediorientali con un'unica connessione. Per chi organizza i propri voli per il Giappone dall'Italia, ciò si traduce in una rete di frequenze che integra i collegamenti diretti operati dalle altre compagnie. Turkish Airlines resta uno degli operatori di riferimento del segmento sulla direttrice Italia-Asia anche grazie a servizi dedicati ai passeggeri in transito - come il programma di visite gratuite della città durante le soste più lunghe a Istanbul. Cosa aspettarsi nella stagione invernale In vista della stagione invernale, due dinamiche meritano attenzione. Sul fronte Giappone, la spinta di JNTO verso la destagionalizzazione potrebbe spostare parte della domanda italiana verso l'autunno e l'inverno, alleggerendo la pressione sui mesi di punta; sul fronte Golfo, il vero banco di prova sarà l'avvio della winter schedule di fine ottobre, quando gli operatori puntano a riportare le frequenze quasi al livello pre-crisi. Solo allora si potrà dire se la direttrice Italia-Emirati ha davvero recuperato terreno, o se il 2026 resterà un anno anomalo per il traffico verso il Golfo. [post_title] => Lungo raggio dall'Italia: come cambiano i collegamenti Turkish Airlines verso Giappone ed Emirati nel 2026 [post_date] => 2026-09-16T09:56:46+00:00 [category] => Array ( [0] => informazione-pr [1] => trasporti ) [category_name] => Array ( [0] => Informazione PR [1] => Trasporti ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1789552606000 ) ) [3] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 521973 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Sono riprese ieri sera attorno alle 19.30 le attività di volo all'aeroporto di Catania. Dopo due giorni difficili,  la Sac, società di gestione dello scalo, ha potuto disporre la riapertura dei settori C1 e B3 dopo il passaggio dello stato di allerta vulcanica da rosso ad arancione. I voli in partenza e in arrivo sono stati ripristinati con effetto immediato. La società invita comunque i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo direttamente con le compagnie aeree prima di recarsi in aeroporto Con oltre 12,3 milioni di passeggeri all’anno l’aeroporto di Catania è il quinto aeroporto italiano, e la vicinanza al vulcano ha spesso causato problemi. Anche ad agosto c’era stata una chiusura che aveva causato gravi disagi a decine di migliaia di persone. Il confronto con Enac Nel frattempo si è svolto ieri a Roma l’incontro promosso dall’Enac per il riesame della gestione delle situazioni di emergenza che hanno interessato il sistema aeroportuale siciliano durante la stagione estiva 2026, caratterizzata dalla persistente attività eruttiva dell’Etna e dalle conseguenti limitazioni dell’operatività dell’aeroporto di Catania. Sac ha anticipato una proposta di coordinamento regionale strutturato, orientata a gestire gli effetti delle situazioni di crisi sul sistema aeroportuale siciliano secondo una logica di rete. L’iniziativa mira a potenziare il coordinamento già esistente con l’Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità e la Protezione Civile con l’obiettivo di rendere più rapido ed efficace il raccordo tra le varie competenze, assicurando informazioni condivise e strumenti operativi in grado di garantire una risposta integrata in caso di emergenza. «L’esperienza di questa estate ha evidenziato che una crisi che interessa Catania produce effetti sull’intero sistema regionale e deve quindi essere affrontata con una visione di rete. Ogni aeroporto mantiene naturalmente le proprie responsabilità e capacità operative ma occorre disporre di un quadro comune che permetta di conoscere in tempo utile quali capacità siano realmente disponibili e quali azioni possano essere attivate”, dichiarano Anna Quattrone, Presidente di Sac, e Nico Torrisi, Amministratore Delegato di Sac “Il punto non è creare nuove sovrapposizioni decisionali ma rendere più rapido ed efficace il raccordo tra competenze già esistenti, a partire dalla collaborazione con l’Assessorato regionale e la Protezione Civile, che si è confermato fondamentale nella gestione dell’emergenza estiva. La piena condivisione registrata oggi tra i gestori aeroportuali siciliani conferma la validità di una strategia comune, fondata sulla collaborazione e sulla capacità di operare come sistema» [post_title] => Catania: ripristinate le attività di volo. Incontro con Enac sulle emergenze [post_date] => 2026-09-16T09:29:02+00:00 [category] => Array ( [0] => trasporti ) [category_name] => Array ( [0] => Trasporti ) [post_tag] => Array ( [0] => topnews ) [post_tag_name] => Array ( [0] => Top News ) ) [sort] => Array ( [0] => 1789550942000 ) ) [4] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 521942 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Milano rilancia il dialogo tra fashion e turismo d'eccellenza attraverso la nascita di White Resort World, la nuova piattaforma esclusiva firmata da White e Allumeuse. L'iniziativa rappresenta un inedito punto d'incontro tra moda, ospitalità e lusso contemporaneo, pensato per connettere una selezione curata di fashion brand con i principali protagonisti dell'hospitality internazionale. Un'evoluzione strategica evidenziata da Debora Massari, assessore al Turismo e Moda della Regione Lombardia. Secondo l'assessore, «moda, design e turismo contribuiscono tutti a raccontare un territorio». Massari ha sottolineato l'importanza del connubio con il mondo dei resort e dell'ospitalità inserito da White evidenziando che l'attrattività della Lombardia risiede proprio nella capacità di collegare le eccellenze: «quando una persona arriva nella nostra regione incontra il modo in cui lo accogliamo, il design dei nostri luoghi, la moda e la ristorazione». L'obiettivo L'obiettivo della sinergia è far sì che l'incontro con i buyer internazionali si traduca in ordini e sviluppo di nuovi mercati. I vertici di White guidano questa transizione verso una dimensione globale e multisettoriale. Massimiliano Bizzi, fondatore di White, ha annunciato per l'imminente edizione un incremento del 24% degli espositori rispetto a settembre 2025, con una quota di brand esteri che raggiunge il 53%. Bizzi ha evidenziato come l'area "On The Beach", dedicata al segmento resort e lifestyle, si espanderà grazie alla partnership con BolognaFiere assecondando il bisogno strutturale delle aziende di internazionalizzarsi. Brenda Bellei, amministratore delegato di White, ha rimarcato il potenziamento delle attività strategiche di incoming, che quest'anno, grazie al supporto di Ice e del network, permetteranno di portare a Milano circa 300 compratori eccellenti e operatori chiave da tutto il mondo. Il cuore di questa evoluzione rimane il Tortona District Milano. Il distretto non solo raddoppia gli spazi espositivi, ma si apre alla città integrando workshop, eventi e una vocazione business-to-consumer. L'apertura di nuove location come il T35 (Ponte Beach) e il T31 (dedicato a beauty e design) punta a trasformare il quartiere in un hub interconnesso. Un ecosistema in cui il retail dialoga in modo sinergico con l'hotellerie di lusso offrendo ai professionisti del travel nuove prospettive per l'attrattività della destinazione Milano. (Anna Morrone) [post_title] => White Milano e Allumeuse, prosegue la sinergia tra moda, ospitalità e territorio [post_date] => 2026-09-15T15:12:09+00:00 [category] => Array ( [0] => alberghi ) [category_name] => Array ( [0] => Alberghi ) [post_tag] => Array ( [0] => allumeuse [1] => white-milano ) [post_tag_name] => Array ( [0] => Allumeuse [1] => White Milano ) ) [sort] => Array ( [0] => 1789485129000 ) ) [5] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 521952 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => [caption id="attachment_518550" align="alignleft" width="300"] Roberto Minardi[/caption] Malgrado la complessa situazione geopolitica, Egitto e Marocco si confermano sempre in vetta alle preferenze dei clienti di King Holidays. In particolare, proprio il Marocco «continua a registrare incrementi significativi», come conferma il direttore commerciale, Roberto Minardi. «Tra le novità spicca poi la Cina, verso la quale stiamo rilevando un interesse crescente: riteniamo possa esprimere un forte potenziale di sviluppo anche nella prossima stagione autunno/inverno». Venendo al corto raggio, buone le performance realizzate da Irlanda, Gran Bretagna e Azzorre, «queste ultime diventate una vera hit tra i repeater di King Holidays. Parallelamente, il trend delle coolcation ha riportato l’attenzione su Paesi baltici e Nord Europa, sempre più apprezzati per il clima fresco, piacevole alternativa alle temperature elevate che hanno caratterizzato l’estate italiana». A fronte di questi risultati, «guardiamo alla chiusura dell’anno con cauto ottimismo, nonostante un contesto internazionale ancora complesso. La domanda continua a mostrare una buona capacità di tenuta e, sulla base dell’andamento attuale, prevediamo di chiudere il 2026 con una crescita di fatturato nell’ordine del 15-20% rispetto all’anno precedente». Negoziazione anticipata In questo momento la situazione geopolitica incide soprattutto sul volato, in termini di variabilità delle tariffe e disponibilità di posti. «Fronteggiamo questa incertezza puntando soprattutto sulla negoziazione anticipata, quindi blocco preventivo degli spazi e delle quotazioni, allo scopo di offrire le migliori condizioni commerciali alle agenzie di viaggio e metterle nella condizione di poter vendere agevolmente. Puntiamo all’equilibrio tra stabilità del prezzo, qualità del prodotto e convenienza per il cliente, valorizzando tutte le leve a nostra disposizione in fase di programmazione. Stiamo inoltre studiando l’implementazione di una formula “Blocca prezzo” pensata per garantire al cliente una maggiore tutela dopo la prenotazione». Il valore aggiunto di King Holidays, chiude Minardi, «consiste nel garantire alle agenzie di viaggio un prodotto realmente chiavi in mano, competitivo sul piano economico, selezionato secondo criteri di qualità, affidabile e sicuro, sostenuto da assistenza, supporto commerciale e strumenti tecnologici dedicati. Alla base c’è una strategia basata sulla negoziazione anticipata con i vettori, che ci consente di bloccare posti e disponibilità alle migliori condizioni e di gestire in modo più efficace il rischio. A rafforzare questo modello contribuiscono oltre trent’anni di esperienza sul mercato italiano, la professionalità e la competenza del management e l’appartenenza a uno dei principali gruppi del settore a livello europeo: elementi che ci permettono di affiancare alla convenienza un patrimonio di conoscenza, solidità e capacità operativa che rappresenta il vero valore aggiunto del tour operating». [post_title] => King Holidays, Minardi e la forza del prodotto "chiavi in mano" [post_date] => 2026-09-15T14:38:21+00:00 [category] => Array ( [0] => tour_operator ) [category_name] => Array ( [0] => Tour Operator ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1789483101000 ) ) [6] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 521933 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Facciamo un po' di ordine sui paesi europei con maggior numero di turisti. Il nostro ministero del turismo sta facendo, giustamente, una campagna per mettere in evidenza i numeri italiani, ma la realtà qual è?   Francia Allora la Francia parte da una posizione di assoluto rilievo. Nel 2025 aveva raggiunto quota 102 milioni di turisti internazionali, superando ancora una volta tutte le altre destinazioni mondiali. Anche nel 2026 i primi dati indicano una situazione positiva: nei primi mesi dell'anno gli arrivi internazionali in Francia sono cresciuti di circa il 5%, secondo i dati raccolti dalla European Travel Commission. Spagna La vera sfidante della Francia è però la Spagna. Il Paese aveva già raggiunto nel 2025 il record di 97 milioni di turisti stranieri, con una crescita del 3,5% rispetto all'anno precedente. Nel 2026 la crescita è proseguita. Nei primi cinque mesi dell'anno sono arrivati 36,8 milioni di visitatori internazionali, circa il 5% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Mantenendo questo andamento, la Spagna potrebbe arrivare a circa 101,6 milioni di turisti stranieri entro la fine dell'anno. Italia Anche l'Italia continua a essere tra le grandi protagoniste del turismo europeo. Nel 2025 il nostro Paese aveva registrato circa 60,6 milioni di turisti internazionali, collocandosi dietro Francia e Spagna tra le principali destinazioni mondiali.  Il 2026 è iniziato con numeri incoraggianti. Nel primo semestre gli arrivi turistici complessivi sono aumentati del 4,43% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre gli arrivi dall'estero sono cresciuti del 6,45%. L'Italia può inoltre contare su una domanda particolarmente forte per la stagione estiva: secondo i dati sulle prenotazioni delle strutture ricettive online, il tasso di saturazione estivo ha raggiunto il 51,2%, davanti a Spagna, al 42,8%, e Francia, al 32,9%. [post_title] => La Francia anche nel 2026 sarà il Paese con maggior numero di turisti [post_date] => 2026-09-15T11:29:23+00:00 [category] => Array ( [0] => enti_istituzioni_e_territorio ) [category_name] => Array ( [0] => Enti, istituzioni e territorio ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1789471763000 ) ) [7] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 521924 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Parla l'Istat. I flussi turistici nel secondo trimestre del 2026, hanno subito una lieve diminuzione in termini di arrivi, mentre sono aumentati in misura significativa in termini di presenze, cioè di notti trascorse negli esercizi ricettivi italiani. E' quanto emerge dall'ultimo report dell'Istat. Nel secondo trimestre 2026, le strutture ricettive in Italia hanno registrato poco meno di 47 milioni di arrivi, registrando una diminuzione dello 0,8% rispetto allo stesso trimestre del 2025, e quasi 148 milioni di presenze turistiche, con un aumento del 3,9% sul 2025. Gli stranieri  La componente straniera rappresenta il 61,6% delle presenze complessive, rappresentando la quota maggioritaria dei flussi turistici. Rispetto al 2025, le presenze dei turisti stranieri nel secondo trimestre hanno fatto segnare un +4,6%, mentre l’incremento della clientela italiana è stato più contenuto (+2,7%). Rispetto al 2025, le variazioni più consistenti delle presenze sono state registrate a maggio: rispettivamente +6,4% per i turisti italiani e +10,1% per quelli stranieri (+8,8% il totale). Affitti brevi quasi come gli alberghi Il settore alberghiero ha registrato 27,6 milioni di arrivi e 77,6 milioni di presenze. Il settore extra-alberghiero, che include anche gli affitti brevi ha contribuito con oltre 19,3 milioni di arrivi e circa 70,3 milioni di presenze. L’incremento tendenziale più ampio delle presenze riguarda gli esercizi extra-alberghieri (+5,6%), mentre il settore alberghiero è aumentato in misura inferiore (+2,4%). Negli esercizi extra-alberghieri, le presenze sono aumentate sia per la componente italiana (+4,2%) sia per quella straniera (+6,4%), con una dinamica leggermente più sostenuta di quest’ultima. Negli alberghi, alla lieve crescita delle presenze della clientela italiana (+1,7%) si contrappone un incremento più marcato di quelle straniere (+2,9%). Nel secondo trimestre, la permanenza media dei clienti negli esercizi ricettivi è pari a 3,15 notti: in lieve crescita rispetto al 2025 e maggiore per gli stranieri (3,34 notti) rispetto agli italiani (2,88 notti). [post_title] => Istat, nel secondo trimestre 2026 meno arrivi (0,8%), più presenze (3,9%) [post_date] => 2026-09-15T10:27:57+00:00 [category] => Array ( [0] => enti_istituzioni_e_territorio ) [category_name] => Array ( [0] => Enti, istituzioni e territorio ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1789468077000 ) ) [8] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 521897 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Conto alla rovescia per la tredicesima edizione di Italian Cruise Day, il forum itinerante di riferimento per il comparto crocieristico nel nostro Paese, ideato e lanciato nel 2011 da Risposte Turismo - società di ricerca e consulenza strategica a servizio della macro-industria turistica - e organizzato quest’anno in partnership con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale e Porto di Livorno 2000. [caption id="attachment_520179" align="alignleft" width="232"] Francesco di Cesare[/caption] Il forum, in programma venerdì 23 ottobre a Livorno presso il Terminal Crociere (Piazzale dei Marmi 12), torna a Livorno a distanza di tredici anni dall’ultima edizione ospitata dalla città labronica per essere ancora una volta occasione di incontro, dibattito e business networking per oltre 200 operatori del comparto crocieristico provenienti da tutta la penisola e non solo, in rappresentanza delle diverse categorie professionali impegnate nell’industria crocieristica: dai tour operator agli agenti di viaggio, dalle compagnie armatoriali agli agenti marittimi fino ai rappresentanti delle realtà portuali e molti altri ancora. «Giungere alla tredicesima edizione di Italian Cruise Day è un risultato importante che conferma la strategicità di un appuntamento cresciuto negli anni insieme all’intero comparto crocieristico» ha dichiarato Francesco di Cesare – presidente Risposte Turismo. «Il forum – ha proseguito di Cesare – negli anni ha saputo consolidare la sua centralità nell’agenda di tutti gli operatori, affermandosi come la giornata annuale di riferimento per l’intera filiera crocieristica. L’edizione al via venerdì 23 ottobre è la prima a tenersi in uno dei principali poli crocieristici italiani che aveva già ospitato il forum negli anni passati. «Riportare Italian Cruise Day a Livorno a distanza di tredici anni sarà, pertanto, anche l’occasione per constatare se e quali cambiamenti siano intervenuti e quanto lavoro sia stato fatto, dalle amministrazioni e organizzazioni pubbliche così come dagli operatori privati, per rendere il porto e la città sempre più capaci di rispondere alle esigenze delle compagnie e dei passeggeri, creando un valore economico per il territorio che non si lega unicamente alla fruizione turistica» ha concluso di Cesare.       [post_title] => Italian Cruise Day, la tredicesima edizione il 23 ottobre a Livorno [post_date] => 2026-09-15T09:08:43+00:00 [category] => Array ( [0] => enti_istituzioni_e_territorio ) [category_name] => Array ( [0] => Enti, istituzioni e territorio ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1789463323000 ) ) ) { "size": 9, "query": { "filtered": { "query": { "fuzzy_like_this": { "like_text" : "nicaragua incontra i tour operator italiani milano" } }, "filter": { "range": { "post_date": { "gte": "now-2y", "lte": "now", "time_zone": "+1:00" } } } } }, "sort": { "post_date": { "order": "desc" } } }{"took":50,"timed_out":false,"_shards":{"total":5,"successful":5,"failed":0},"hits":{"total":3379,"max_score":null,"hits":[{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"521992","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_509112\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] ph: marcobadiani[/caption]\r\n\r\nL'aeroporto Amerigo Vespucci di Firenze ha celebrato ieri il suo 40esimo compleanno. Era infatti il 15 settembre 1986, ricorda la società di gestione Toscana Aeroporti, quando alle 7:10 decollava per Milano Linate il volo BM963 di Ati, vettore regionale di Alitalia.\r\n\r\nIl collegamento segnò la ripresa definitiva dei servizi di linea dallo scalo fiorentino e l'inizio dello sviluppo ininterrotto del traffico aereo arrivato fino ad oggi, dopo i pochi voli operati in modo discontinuo dal secondo dopoguerra fino agli anni '80 del secolo scorso. Nella stessa giornata del 15 settembre partì anche il volo Ati per Milano Malpensa, quindi l'1 ottobre il collegamento Ati con Roma Fiumicino, completando il ritorno a Firenze del vettore di bandiera italiano con voli dai suoi tre principali scali nazionali.\r\n\r\nPrimi collegamenti internazionali nel marzo 1987, con il Firenze-Parigi operato da Air France tramite la Europe Air/Brit Air con turboelica Saab 340, segnando l'inizio di una rotta consolidatasi negli anni come la direttrice più trafficata dello scalo fiorentino e della Toscana, quindi nello stesso anno si aggiunsero le rotte per Bastia, Monaco, Lugano e il primo volo per la Sardegna (Olbia).\r\n\r\nNel 1991 arriva il primo collegamento con Londra effettuato da Air Uk. Un'ulteriore spinta dal 2013 in avanti quando prima Vueling, poi Air Dolomiti e infine Volotea, scelgono Firenze come propria base.\r\n\r\nAll'evoluzione di voli e vettori ha fatto riscontro la crescita costante dei passeggeri, con gli alti e bassi per le svariate vicende internazionali che negli anni hanno influenzato anche questo settore: dopo i 21.034 passeggeri trasportati sui tre voli nazionali tra settembre e dicembre 1986, il primo anno di piena operatività, nel 1987, furono raggiunti i 71.208 passeggeri, quindi furono superati i 500.000 passeggeri nel 1994, il primo milione nel 1997, i due milioni nel 2014, i tre milioni nel 2023, fino all'obiettivo previsto nel 2026 dei 4 milioni.","post_title":"Firenze: l'aeroporto compie 40 anni e punta ai 4 mln di passeggeri nel 2026","post_date":"2026-09-16T11:07:39+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1789556859000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"521990","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"La notizia c’è e riguarda una progressione che appare ancora più significativa alla luce della delicata situazione internazionale: in casa di Una Italian Hospitality ci si prepara ad archiviare un’annata a segno più, e non solo sul fronte dei ricavi. «Fino a giugno – conferma l’a.d. Giorgio Marchegiani – abbiamo messo a segno un incremento del 5-6% sul fronte dei ricavi e anche i mesi successivi si sono mossi bene». Il manager conferma anche la positiva tenuta della marginalità, trainata dalla performance di alcuni mercati chiave come quello statunitense. «L’Italia viene percepita come Paese sicuro e resta una destinazione strutturalmente appetibile a livello internazionale». Particolare soddisfazione giunge dal mercato a stelle e strisce, che cresce di oltre il 20% procurando il 12% della clientela totale, ma anche da quello italiano, che rappresenta il 25% del totale.\r\nLe sfide da affrontare\r\nSicuramente le sfide non mancano, ma l’approccio della catena specializzata esclusivamente sulle destinazioni italiane è proattivo. «Le criticità a livello globale ci sono, dal prezzo dei voli salito vertiginosamente all'emergenza climatica, fino all’impennata dei costi di gestione delle strutture, a cominciare da quelli energetici. Al momento tuttavia siamo riusciti a mantenere un livello equilibrato dei prezzi. Certo, è difficile prevedere il trend del prossimo anno, ma intanto ci concentriamo sul risultato 2026, con i primi otto mesi dell’anno che ci hanno portato a sfiorare una crescita del 10% di fatturato grazie anche all’effetto olimpiadi invernali».\r\n\r\nA cambiare è stata semmai la suddivisione delle prenotazioni, anche da parte della clientela italiana: «Non c'è più il picco in luglio e agosto, a vantaggio di una miglior redistribuzione del booking anche sui mesi di spalla, con giugno e settembre in primo piano». Diminuisce inoltre lievemente la durata media del soggiorno, «ma solo nelle destinazioni di città».\r\nUntourist\r\nLa volontà di riconfermare l’identità italiana della catena e il ruolo chiave svolto per il turismo inbound ha portato alla creazione del nuovo programma di fidelizzazione, “Untourist”, lanciato per «riconoscere i nostri clienti. Si tratta di un’esigenza maturata dall’analisi dei dati raccolti nel corso degli anni, che ci ha portato a voler razionalizzare i dati e tracciare i repeater in modo tale da essere ancora più vicini ai clienti».\r\nUna vision che apre al territorio\r\nL’albergo, nella vision di Marchegiani, è il punto di partenza per scoprire il territorio circostante, creando un legame fra la persona e le esperienze al di fuori della struttura alberghiera. «Durante il soggiorno il viaggiatore cerca qualcosa di autenticamente italiano, un ricordo da portare con sé anche al termine del viaggio. A cominciare dal rapporto con le persone che trova nella struttura alberghiera, che ha un’anima e che racconta una storia, fino ad ampliare l’esperienza al territorio».\r\n\r\nQuesto modo di intendere l’ospitalità porta risultati positivi sia nel segmento leisure, che procura tra il 60 e il 70% della clientela, sia in quello Mice. «Proprio quest’ultimo è un comparto fondamentale per allungare la stagionalità, che va in parte a compensare il business travel, spesso sostituito dai meeting online».\r\n\r\nQuanto alla strategia per il futuro, che passerà anche da importanti aperture fra le quali nel 2027 quella dell’Una Esperienze Milano CityLife, Marchegiani ha le idee chiare: «Il mercato italiano va approcciato con una logica industriale, in grado di portare risultato in termini di incremento di ricavi, di contenimento dei costi e di maggiore soddisfazione dei clienti. Queste le variabili fondamentali alle quali ispireremo il nostro progetto di sviluppo. La crescita, sempre e solo in Italia, avverrà sia sul fronte delle città d’arte e dei borghi, sia su quello delle destinazioni balneari». Al momento invece, nessun progetto all’orizzonte per quanto riguarda la montagna, che nel nostro Paese «non offre mete con grandi possibilità di sviluppo a una catena come Una Italian Hospitality».\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n ","post_title":"Una Italian Hospitality, Marchegiani: «Nel 2026 sfioriamo il +10%»","post_date":"2026-09-16T10:40:30+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1789555230000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"521980","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Tra le direttrici di lungo raggio dall’Italia del network Turkish Airlines, due in particolare meritano un'analisi approfondita: l'Asia orientale, con il Giappone che consolida una crescita straordinaria, e il Golfo, dove Dubai - nonostante le turbolenze dell'ultimo periodo - resta insieme meta e snodo obbligato per milioni di passeggeri. In questo contesto lo scalo di Istanbul per il traffico italiano assume un peso crescente, con Turkish Airlines tra gli operatori di riferimento. Ecco come si sta muovendo la domanda su queste due rotte, cosa distingue i bacini di Milano e Roma, e cosa aspettarsi nei prossimi mesi.\r\nLa domanda italiana verso l'Asia torna a crescere\r\nIl 2025 è stato un anno record per il turismo italiano verso il Giappone. Secondo i dati diffusi dall'ente nazionale del turismo giapponese (JNTO), gli arrivi dall'Italia hanno toccato quota 309.400-310.000, con un incremento di circa il 34-35% sull'anno precedente, che colloca il nostro Paese al quarto posto tra i mercati europei, sostenuto anche dall'onda lunga di Expo Osaka 2025.\r\n\r\nI primi mesi del 2026 confermano l'interesse del mercato italiano, con 85.700 arrivi nel periodo gennaio-aprile, ma il primo semestre segnala anche un primo assestamento: tra gennaio e giugno gli arrivi si sono attestati a 135.200, in flessione marginale dello 0,6% sullo stesso periodo del 2025. Più che un rallentamento, il dato indica il passaggio da una fase di crescita eccezionale a una di consolidamento su livelli elevati. Il fenomeno non riguarda solo i flussi in uscita: anche le prenotazioni dal Giappone verso l'Italia hanno registrato una crescita a doppia cifra nel 2025, segno di un traffico di lungo raggio Italia-Asia che si rafforza in entrambe le direzioni.\r\nGiappone - Tokyo e il Kansai guidano le ricerche\r\nTokyo resta la destinazione numero uno per i viaggiatori italiani in Giappone, ma la scelta dello scalo non è indifferente. Haneda, a circa 20-30 minuti dal centro città, ha progressivamente eroso il vantaggio storico di Narita - più periferico - diventando lo scalo preferito da chi ha soggiorni brevi o coincidenze da rispettare. Un dettaglio che pesa nella scelta delle rotte, soprattutto per la clientela business e per chi arriva dall'Italia con voli in connessione.\r\n\r\nAccanto alla capitale, la regione del Kansai - Osaka, Kyoto, Nara - si conferma il secondo polo di attrazione, complice anche l'effetto promozionale dell'Expo 2025 che ha consolidato l'aeroporto di Kansai come porta d'accesso alternativa a Tokyo per gli itinerari multi-città.\r\nVoli Giappone: come si muove il mercato italiano\r\nIl mercato dei voli Giappone dall'Italia si distribuisce tra collegamenti diretti punto-punto e soluzioni in connessione attraverso i grandi hub europei e mediorientali. Sul fronte diretto, la rotta più consolidata resta quella tra Roma Fiumicino e Tokyo Haneda, operata quotidianamente, mentre sulla tratta da Milano l'offerta si muove soprattutto su base stagionale. Le compagnie che instradano il traffico via hub - tra cui Turkish Airlines, che collega l'Italia al Giappone via Istanbul verso Tokyo e Osaka - restano un'opzione strutturale, soprattutto per la clientela leisure più sensibile alla flessibilità di orari che al volo diretto.\r\n\r\nMilano e Roma - due bacini con esigenze diverse\r\n\r\nI due principali bacini di traffico italiano verso il Giappone, Malpensa e Fiumicino, esprimono esigenze diverse. Il mercato lombardo, più legato al business e a una clientela leisure premium, alimenta un bacino d’utenza esteso a tutto il Nord Italia; quello laziale, spinto dal collegamento diretto giornaliero verso Haneda, mostra una componente turistica più marcata e una stagionalità più accentuata nei periodi di vacanza.\r\nVoli Milano Tokyo, la rotta più richiesta del segmento\r\nDa Malpensa la domanda di voli Milano Tokyo si è consolidata negli ultimi anni sia sui collegamenti diretti stagionali sia sulle soluzioni in connessione. Per il traffico che passa attraverso un hub di transito, la rotta via Istanbul rappresenta un'alternativa strutturale ai collegamenti punto-punto, allargando le combinazioni orarie disponibili verso Tokyo, tra Haneda e Narita.\r\nVoli Roma Tokyo e il peso della clientela leisure\r\nDa Fiumicino il mercato dei voli Roma Tokyo resta ancorato al collegamento diretto quotidiano verso Haneda, che assorbe la quota più consistente della domanda business e premium leisure. Tuttavia le soluzioni in connessione, con tempi di volo complessivi più lunghi ma maggiore flessibilità oraria, intercettano la clientela turistica attenta alla disponibilità di posti nei periodi di punta, quando la capacità sui voli diretti si satura più rapidamente.\r\nDubai - hub e destinazione allo stesso tempo\r\nDubai mantiene la sua natura duplice di meta turistica e di hub del Golfo tra i più trafficati al mondo per i passeggeri internazionali. Sul fronte turistico, la città ha accolto oltre 19 milioni di visitatori internazionali nel 2025, confermandosi tra le mete più dinamiche dell'area del Golfo. Sul fronte aeroportuale, Dubai Airports aveva anticipato al 2026 il traguardo dei 100 milioni di passeggeri annui, ma la crisi dello spazio aereo del Golfo tra febbraio e maggio ha inciso pesantemente sui volumi, rinviando il traguardo dei 100 milioni al 2027.\r\n\r\nIl 2026 è stato infatti un anno complesso per l'aviazione del Golfo: tra febbraio e maggio, l'escalation del conflitto in Medio Oriente ha causato la temporanea chiusura di ampie porzioni dello spazio aereo regionale. Questo ha causato pesanti ripercussioni sul traffico da e per Dubai e Abu Dhabi; tuttavia, la piena riapertura dello scalo - annunciata dalle autorità civili emiratine a inizio maggio - ha avviato un graduale percorso di recupero nei mesi successivi.\r\nVoli Roma Dubai e il traffico in transito\r\nSulla rotta dei voli Roma Dubai il traffico si articola tra collegamenti diretti operati dai vettori del Golfo e soluzioni in connessione attraverso hub terzi. Per chi viaggia con Turkish Airlines, lo scalo di Istanbul rappresenta un punto di instradamento alternativo ai grandi hub del Golfo. Si tratta di un’opzione particolarmente utile per la clientela diretta verso destinazioni oltre Dubai - dal subcontinente indiano all'Africa orientale - e per chi cerca flessibilità nella costruzione dell’itinerario, dopo un anno segnato da discontinuità operative nella regione.\r\nIl ruolo dello scalo di Istanbul per il traffico italiano\r\nL'aeroporto di Istanbul si conferma dunque uno snodo centrale per il traffico italiano diretto sia verso l'Asia sia verso il Golfo. Il modello hub-and-spoke di Turkish Airlines aggrega su un unico scalo i flussi provenienti da Malpensa, Fiumicino e dagli altri aeroporti italiani serviti dalla compagnia, smistandoli verso decine di destinazioni asiatiche e mediorientali con un'unica connessione. \r\n\r\nPer chi organizza i propri voli per il Giappone dall'Italia, ciò si traduce in una rete di frequenze che integra i collegamenti diretti operati dalle altre compagnie. Turkish Airlines resta uno degli operatori di riferimento del segmento sulla direttrice Italia-Asia anche grazie a servizi dedicati ai passeggeri in transito - come il programma di visite gratuite della città durante le soste più lunghe a Istanbul.\r\nCosa aspettarsi nella stagione invernale\r\nIn vista della stagione invernale, due dinamiche meritano attenzione. Sul fronte Giappone, la spinta di JNTO verso la destagionalizzazione potrebbe spostare parte della domanda italiana verso l'autunno e l'inverno, alleggerendo la pressione sui mesi di punta; sul fronte Golfo, il vero banco di prova sarà l'avvio della winter schedule di fine ottobre, quando gli operatori puntano a riportare le frequenze quasi al livello pre-crisi. Solo allora si potrà dire se la direttrice Italia-Emirati ha davvero recuperato terreno, o se il 2026 resterà un anno anomalo per il traffico verso il Golfo.","post_title":"Lungo raggio dall'Italia: come cambiano i collegamenti Turkish Airlines verso Giappone ed Emirati nel 2026","post_date":"2026-09-16T09:56:46+00:00","category":["informazione-pr","trasporti"],"category_name":["Informazione PR","Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1789552606000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"521973","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Sono riprese ieri sera attorno alle 19.30 le attività di volo all'aeroporto di Catania. Dopo due giorni difficili,  la Sac, società di gestione dello scalo, ha potuto disporre la riapertura dei settori C1 e B3 dopo il passaggio dello stato di allerta vulcanica da rosso ad arancione.\r\n\r\nI voli in partenza e in arrivo sono stati ripristinati con effetto immediato. La società invita comunque i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo direttamente con le compagnie aeree prima di recarsi in aeroporto\r\n\r\nCon oltre 12,3 milioni di passeggeri all’anno l’aeroporto di Catania è il quinto aeroporto italiano, e la vicinanza al vulcano ha spesso causato problemi. Anche ad agosto c’era stata una chiusura che aveva causato gravi disagi a decine di migliaia di persone.\r\nIl confronto con Enac\r\nNel frattempo si è svolto ieri a Roma l’incontro promosso dall’Enac per il riesame della gestione delle situazioni di emergenza che hanno interessato il sistema aeroportuale siciliano durante la stagione estiva 2026, caratterizzata dalla persistente attività eruttiva dell’Etna e dalle conseguenti limitazioni dell’operatività dell’aeroporto di Catania.\r\nSac ha anticipato una proposta di coordinamento regionale strutturato, orientata a gestire gli effetti delle situazioni di crisi sul sistema aeroportuale siciliano secondo una logica di rete. L’iniziativa mira a potenziare il coordinamento già esistente con l’Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità e la Protezione Civile con l’obiettivo di rendere più rapido ed efficace il raccordo tra le varie competenze, assicurando informazioni condivise e strumenti operativi in grado di garantire una risposta integrata in caso di emergenza.\r\n«L’esperienza di questa estate ha evidenziato che una crisi che interessa Catania produce effetti sull’intero sistema regionale e deve quindi essere affrontata con una visione di rete. Ogni aeroporto mantiene naturalmente le proprie responsabilità e capacità operative ma occorre disporre di un quadro comune che permetta di conoscere in tempo utile quali capacità siano realmente disponibili e quali azioni possano essere attivate”, dichiarano Anna Quattrone, Presidente di Sac, e Nico Torrisi, Amministratore Delegato di Sac “Il punto non è creare nuove sovrapposizioni decisionali ma rendere più rapido ed efficace il raccordo tra competenze già esistenti, a partire dalla collaborazione con l’Assessorato regionale e la Protezione Civile, che si è confermato fondamentale nella gestione dell’emergenza estiva. La piena condivisione registrata oggi tra i gestori aeroportuali siciliani conferma la validità di una strategia comune, fondata sulla collaborazione e sulla capacità di operare come sistema»","post_title":"Catania: ripristinate le attività di volo. Incontro con Enac sulle emergenze","post_date":"2026-09-16T09:29:02+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":["topnews"],"post_tag_name":["Top News"]},"sort":[1789550942000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"521942","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"\r\n\r\nMilano rilancia il dialogo tra fashion e turismo d'eccellenza attraverso la nascita di White Resort World, la nuova piattaforma esclusiva firmata da White e Allumeuse. L'iniziativa rappresenta un inedito punto d'incontro tra moda, ospitalità e lusso contemporaneo, pensato per connettere una selezione curata di fashion brand con i principali protagonisti dell'hospitality internazionale.\r\n\r\nUn'evoluzione strategica evidenziata da Debora Massari, assessore al Turismo e Moda della Regione Lombardia. Secondo l'assessore, «moda, design e turismo contribuiscono tutti a raccontare un territorio». Massari ha sottolineato l'importanza del connubio con il mondo dei resort e dell'ospitalità inserito da White evidenziando che l'attrattività della Lombardia risiede proprio nella capacità di collegare le eccellenze: «quando una persona arriva nella nostra regione incontra il modo in cui lo accogliamo, il design dei nostri luoghi, la moda e la ristorazione».\r\nL'obiettivo\r\nL'obiettivo della sinergia è far sì che l'incontro con i buyer internazionali si traduca in ordini e sviluppo di nuovi mercati. I vertici di White guidano questa transizione verso una dimensione globale e multisettoriale. Massimiliano Bizzi, fondatore di White, ha annunciato per l'imminente edizione un incremento del 24% degli espositori rispetto a settembre 2025, con una quota di brand esteri che raggiunge il 53%. Bizzi ha evidenziato come l'area \"On The Beach\", dedicata al segmento resort e lifestyle, si espanderà grazie alla partnership con BolognaFiere assecondando il bisogno strutturale delle aziende di internazionalizzarsi. \r\n\r\nBrenda Bellei, amministratore delegato di White, ha rimarcato il potenziamento delle attività strategiche di incoming, che quest'anno, grazie al supporto di Ice e del network, permetteranno di portare a Milano circa 300 compratori eccellenti e operatori chiave da tutto il mondo.\r\n\r\nIl cuore di questa evoluzione rimane il Tortona District Milano. Il distretto non solo raddoppia gli spazi espositivi, ma si apre alla città integrando workshop, eventi e una vocazione business-to-consumer. L'apertura di nuove location come il T35 (Ponte Beach) e il T31 (dedicato a beauty e design) punta a trasformare il quartiere in un hub interconnesso. Un ecosistema in cui il retail dialoga in modo sinergico con l'hotellerie di lusso offrendo ai professionisti del travel nuove prospettive per l'attrattività della destinazione Milano.\r\n\r\n(Anna Morrone)","post_title":"White Milano e Allumeuse, prosegue la sinergia tra moda, ospitalità e territorio","post_date":"2026-09-15T15:12:09+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":["allumeuse","white-milano"],"post_tag_name":["Allumeuse","White Milano"]},"sort":[1789485129000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"521952","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_518550\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] Roberto Minardi[/caption]\r\n\r\nMalgrado la complessa situazione geopolitica, Egitto e Marocco si confermano sempre in vetta alle preferenze dei clienti di King Holidays. In particolare, proprio il Marocco «continua a registrare incrementi significativi», come conferma il direttore commerciale, Roberto Minardi. «Tra le novità spicca poi la Cina, verso la quale stiamo rilevando un interesse crescente: riteniamo possa esprimere un forte potenziale di sviluppo anche nella prossima stagione autunno/inverno».\r\n\r\nVenendo al corto raggio, buone le performance realizzate da Irlanda, Gran Bretagna e Azzorre, «queste ultime diventate una vera hit tra i repeater di King Holidays. Parallelamente, il trend delle coolcation ha riportato l’attenzione su Paesi baltici e Nord Europa, sempre più apprezzati per il clima fresco, piacevole alternativa alle temperature elevate che hanno caratterizzato l’estate italiana».\r\n\r\nA fronte di questi risultati, «guardiamo alla chiusura dell’anno con cauto ottimismo, nonostante un contesto internazionale ancora complesso. La domanda continua a mostrare una buona capacità di tenuta e, sulla base dell’andamento attuale, prevediamo di chiudere il 2026 con una crescita di fatturato nell’ordine del 15-20% rispetto all’anno precedente».\r\nNegoziazione anticipata\r\nIn questo momento la situazione geopolitica incide soprattutto sul volato, in termini di variabilità delle tariffe e disponibilità di posti. «Fronteggiamo questa incertezza puntando soprattutto sulla negoziazione anticipata, quindi blocco preventivo degli spazi e delle quotazioni, allo scopo di offrire le migliori condizioni commerciali alle agenzie di viaggio e metterle nella condizione di poter vendere agevolmente. Puntiamo all’equilibrio tra stabilità del prezzo, qualità del prodotto e convenienza per il cliente, valorizzando tutte le leve a nostra disposizione in fase di programmazione. Stiamo inoltre studiando l’implementazione di una formula “Blocca prezzo” pensata per garantire al cliente una maggiore tutela dopo la prenotazione».\r\n\r\nIl valore aggiunto di King Holidays, chiude Minardi, «consiste nel garantire alle agenzie di viaggio un prodotto realmente chiavi in mano, competitivo sul piano economico, selezionato secondo criteri di qualità, affidabile e sicuro, sostenuto da assistenza, supporto commerciale e strumenti tecnologici dedicati. Alla base c’è una strategia basata sulla negoziazione anticipata con i vettori, che ci consente di bloccare posti e disponibilità alle migliori condizioni e di gestire in modo più efficace il rischio. A rafforzare questo modello contribuiscono oltre trent’anni di esperienza sul mercato italiano, la professionalità e la competenza del management e l’appartenenza a uno dei principali gruppi del settore a livello europeo: elementi che ci permettono di affiancare alla convenienza un patrimonio di conoscenza, solidità e capacità operativa che rappresenta il vero valore aggiunto del tour operating».","post_title":"King Holidays, Minardi e la forza del prodotto \"chiavi in mano\"","post_date":"2026-09-15T14:38:21+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":[]},"sort":[1789483101000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"521933","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Facciamo un po' di ordine sui paesi europei con maggior numero di turisti. Il nostro ministero del turismo sta facendo, giustamente, una campagna per mettere in evidenza i numeri italiani, ma la realtà qual è?\r\n \r\n\r\nFrancia\r\nAllora la Francia parte da una posizione di assoluto rilievo. Nel 2025 aveva raggiunto quota 102 milioni di turisti internazionali, superando ancora una volta tutte le altre destinazioni mondiali. Anche nel 2026 i primi dati indicano una situazione positiva: nei primi mesi dell'anno gli arrivi internazionali in Francia sono cresciuti di circa il 5%, secondo i dati raccolti dalla European Travel Commission.\r\n\r\nSpagna\r\nLa vera sfidante della Francia è però la Spagna. Il Paese aveva già raggiunto nel 2025 il record di 97 milioni di turisti stranieri, con una crescita del 3,5% rispetto all'anno precedente. Nel 2026 la crescita è proseguita. Nei primi cinque mesi dell'anno sono arrivati 36,8 milioni di visitatori internazionali, circa il 5% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Mantenendo questo andamento, la Spagna potrebbe arrivare a circa 101,6 milioni di turisti stranieri entro la fine dell'anno.\r\n\r\nItalia\r\nAnche l'Italia continua a essere tra le grandi protagoniste del turismo europeo. Nel 2025 il nostro Paese aveva registrato circa 60,6 milioni di turisti internazionali, collocandosi dietro Francia e Spagna tra le principali destinazioni mondiali. \r\nIl 2026 è iniziato con numeri incoraggianti. Nel primo semestre gli arrivi turistici complessivi sono aumentati del 4,43% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre gli arrivi dall'estero sono cresciuti del 6,45%.\r\nL'Italia può inoltre contare su una domanda particolarmente forte per la stagione estiva: secondo i dati sulle prenotazioni delle strutture ricettive online, il tasso di saturazione estivo ha raggiunto il 51,2%, davanti a Spagna, al 42,8%, e Francia, al 32,9%.","post_title":"La Francia anche nel 2026 sarà il Paese con maggior numero di turisti","post_date":"2026-09-15T11:29:23+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1789471763000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"521924","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Parla l'Istat. I flussi turistici nel secondo trimestre del 2026, hanno subito una lieve diminuzione in termini di arrivi, mentre sono aumentati in misura significativa in termini di presenze, cioè di notti trascorse negli esercizi ricettivi italiani. E' quanto emerge dall'ultimo report dell'Istat.\r\n\r\nNel secondo trimestre 2026, le strutture ricettive in Italia hanno registrato poco meno di 47 milioni di arrivi, registrando una diminuzione dello 0,8% rispetto allo stesso trimestre del 2025, e quasi 148 milioni di presenze turistiche, con un aumento del 3,9% sul 2025.\r\nGli stranieri \r\nLa componente straniera rappresenta il 61,6% delle presenze complessive, rappresentando la quota maggioritaria dei flussi turistici. Rispetto al 2025, le presenze dei turisti stranieri nel secondo trimestre hanno fatto segnare un +4,6%, mentre l’incremento della clientela italiana è stato più contenuto (+2,7%).\r\n\r\nRispetto al 2025, le variazioni più consistenti delle presenze sono state registrate a maggio: rispettivamente +6,4% per i turisti italiani e +10,1% per quelli stranieri (+8,8% il totale).\r\nAffitti brevi quasi come gli alberghi\r\nIl settore alberghiero ha registrato 27,6 milioni di arrivi e 77,6 milioni di presenze. Il settore extra-alberghiero, che include anche gli affitti brevi ha contribuito con oltre 19,3 milioni di arrivi e circa 70,3 milioni di presenze. L’incremento tendenziale più ampio delle presenze riguarda gli esercizi extra-alberghieri (+5,6%), mentre il settore alberghiero è aumentato in misura inferiore (+2,4%).\r\n\r\nNegli esercizi extra-alberghieri, le presenze sono aumentate sia per la componente italiana (+4,2%) sia per quella straniera (+6,4%), con una dinamica leggermente più sostenuta di quest’ultima. Negli alberghi, alla lieve crescita delle presenze della clientela italiana (+1,7%) si contrappone un incremento più marcato di quelle straniere (+2,9%).\r\n\r\nNel secondo trimestre, la permanenza media dei clienti negli esercizi ricettivi è pari a 3,15 notti: in lieve crescita rispetto al 2025 e maggiore per gli stranieri (3,34 notti) rispetto agli italiani (2,88 notti).","post_title":"Istat, nel secondo trimestre 2026 meno arrivi (0,8%), più presenze (3,9%)","post_date":"2026-09-15T10:27:57+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1789468077000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"521897","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Conto alla rovescia per la tredicesima edizione di Italian Cruise Day, il forum itinerante di riferimento per il comparto crocieristico nel nostro Paese, ideato e lanciato nel 2011 da Risposte Turismo - società di ricerca e consulenza strategica a servizio della macro-industria turistica - e organizzato quest’anno in partnership con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale e Porto di Livorno 2000.\r\n\r\n[caption id=\"attachment_520179\" align=\"alignleft\" width=\"232\"] Francesco di Cesare[/caption]\r\n\r\nIl forum, in programma venerdì 23 ottobre a Livorno presso il Terminal Crociere (Piazzale dei Marmi 12), torna a Livorno a distanza di tredici anni dall’ultima edizione ospitata dalla città labronica per essere ancora una volta occasione di incontro, dibattito e business networking per oltre 200 operatori del comparto crocieristico provenienti da tutta la penisola e non solo, in rappresentanza delle diverse categorie professionali impegnate nell’industria crocieristica: dai tour operator agli agenti di viaggio, dalle compagnie armatoriali agli agenti marittimi fino ai rappresentanti delle realtà portuali e molti altri ancora.\r\n\r\n«Giungere alla tredicesima edizione di Italian Cruise Day è un risultato importante che conferma la strategicità di un appuntamento cresciuto negli anni insieme all’intero comparto crocieristico» ha dichiarato Francesco di Cesare – presidente Risposte Turismo.\r\n\r\n«Il forum – ha proseguito di Cesare – negli anni ha saputo consolidare la sua centralità nell’agenda di tutti gli operatori, affermandosi come la giornata annuale di riferimento per l’intera filiera crocieristica. L’edizione al via venerdì 23 ottobre è la prima a tenersi in uno dei principali poli crocieristici italiani che aveva già ospitato il forum negli anni passati.\r\n\r\n«Riportare Italian Cruise Day a Livorno a distanza di tredici anni sarà, pertanto, anche l’occasione per constatare se e quali cambiamenti siano intervenuti e quanto lavoro sia stato fatto, dalle amministrazioni e organizzazioni pubbliche così come dagli operatori privati, per rendere il porto e la città sempre più capaci di rispondere alle esigenze delle compagnie e dei passeggeri, creando un valore economico per il territorio che non si lega unicamente alla fruizione turistica» ha concluso di Cesare.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n ","post_title":"Italian Cruise Day, la tredicesima edizione il 23 ottobre a Livorno","post_date":"2026-09-15T09:08:43+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1789463323000]}]}}