16 October 2021

Risposta ad un lettore su Alitalia. Le tasse, gli errori e la prospettiva

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Alitalia

«Non sarebbe ora di chiudere questa commedia a spese di chi paga le tasse in Italia, chiudendo definitivamente il carrozzone Alitalia, e lasciando spazio a chi il mestiere lo sa fare?». Questo è l’incipit di uno dei tanti commenti che hanno corredato il mio articolo sulla vergogna da parte della Ue di concedere solo 12,8 milioni ad Alitalia. La posizione del lettore è interessante, per questo ho voluto estrapolare l’incipit e commentarlo (il resto del commento virava su esperienze personali, e quindi aveva, almeno per il dibattito che stiamo facendo, minore interesse).

Il lettore scrive: «Non sarebbe ora di chiudere questa commedia a spese di chi paga le tasse in Italia, chiudendo definitivamente il carrozzone Alitalia». Innanzitutto tutto quello che è capitato alla nostra compagnia non è affatto una commedia, semmai è una tragedia. Una tragedia che ha responsabili con nomi e cognomi, basta andare a leggere. Tranne pochissimi, che hanno lavorato nell’interesse del vettore, quasi tutti hanno sbagliato strategie di approccio, piani industriali e visione. Con i risultati che abbiamo sotto gli occhi.

Capitolo tasse. Sono un po’ stanco di sentire dire che Alitalia è finanziata dalle nostre tasse. E’ una posizione retorica. Anche Ferrovie dello Stato è stata finanziata dalle nostre tasse, ma è bastato un management di grande livello per farla diventare una delle aziende più profittevoli del nostro Paese. E vorrei ricordare che Fs è un’azienda pubblica. Anche questo è un punto da smentire: le aziende pubbliche se governate bene fanno grandi risultati.

Ma vediamo quando è stato speso da Alitalia negli ultimi dieci anni. La cifra approssimativa è di 9 miliardi di euro. Nove miliardi di euro in dieci anni. Che strano: Air France ha preso 14 miliardi di euro dallo stato francese in meno di un anno e Lufthansa 9 miliardi nello stesso tempo. Anche quelli sono soldi delle tasse dei cittadini. Avete sentito qualche francese o qualche tedesco che si lamenta come noi italiani? No. Perché sia francesi che tedeschi capiscono che l’aviazione ha un ruolo strategico nella ricchezza di un Paese.

La verità è che in  Europa si sta lavorando secondo la pratica dei due pesi e due misure. Alitalia che è stata “cattiva” deve essere punita, Air France, Lufthansa, Iberia e altre, che sono state “buone” devono essere premiate.

Ebbene a me questi discorsi di buoni e cattivi non piacevano neanche ai tempi della scuola, figuriamoci oggi. Alitalia-Ita deve poter attingere ad un capitale di avvio e con un management di tutto rispetto potrà iniziare a lavorare in modo da smentire tutti gli scettici. Il governo deve contrattare duramente con la Commissione europea, altrimenti il destino è segnato: Alitalia diventerà una succursale di Air France o di Lufthansa. E a me questa ipotesi non piace per niente.

Giuseppe Aloe




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