27 March 2026

La parabola ascendente di Neos: utile netto a quota 42 milioni di euro

Neos cavalca una parabola in crescita archiviando il 2023 con un utile netto di 42 milioni di euro (+260%), su ricavi per 778 milioni (+33% sul 2022) e un ebitda positivo per 68 milioni.

In quello che è stato il primo, vero anno di normalità post pandemia, il vettore del gruppo Alpitour ha trasportato 2,3 milioni di passeggeri con un load factor dell’85%. Il tutto, a fronte di un contesto geo politico internazionale complesso, con conseguenti ripercussioni su mercati strategici come quello dell’Egitto (-30%).

«Il charter vero e proprio – legato alla crocieristica, agli eventi sportivi e musicali – rappresenta ormai il 10% delle nostre operazioni – spiega in un’intervista a Il Corriere della Sera, l’ad della compagnia, Carlo Stradiotti -. Il 90% è costituito dai voli di linea, cosa che per noi ha voluto dire anche cambiare modello di business, da società con un unico cliente a tanti».

Alle spalle un inverno dai risultati positivi sulle rotte verso Caraibi, Maldive, Africa orientale ma anche per l’India, «grazie alla direttrice Toronto-Amritsar via Malpensa», l’estate porta con sè l’attesa novità della Palermo-New York, che decollerà a giugno e sarà attiva fino a settembre, «ma stiamo valutando se estenderlo fino a metà ottobre».

Sul fronte Cina, «stiamo provando a tenere il punto nel Paese, ma non è facile», ammette Stradiotti, mentre il calo del mar Rosso – per il conflitto tra israeliani e Hamas – «è stato compensato dalle prestazioni degli altri mercati».

Carlo Stradiotti, amministratore delegato di Neos

Quanto alla crescita nel breve-medio termine, nel mirino ci sono l’India e «pensiamo di aggiungere qualcosa ancora in Africa e nei Caraibi. Vorremmo anche ampliare la presenza su Roma Fiumicino, oltre che a Milano Malpensa e Verona». 

Restano sul tavolo due grandi sfide: i ritardi nelle consegne da parte di Boeing, «che sposteranno la consegna di tre 737 Max dalla prima metà di quest’anno a inizio 2025» e le normative europee sulle emissioni, come ReFuelEu, «che richiedono progressivamente un maggior impiego del Saf: il problema non è solo che il Saf costa molto di più, ma anche che non c’è e gli aeroporti non sono ancora pronti a livello infrastrutturale. E gli effetti inizieranno già dal 2025».

Attualmente Neos – a tutti gli effetti la compagnia aerea italiana che totalizza maggiori profitti – conta 1.200 dipendenti (di cui 334 assunti nel 2023) e opera con una flotta di 16 aeromobili (5 Boeing 737-800, 5 Boeing 737 Max, 6 Boeing 787) che saliranno a 19 entro il 2025.

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L’inventory deriva da contratti diretti, partnership con grandi player internazionali e collaborazioni con fornitori locali. «Valorizziamo anche realtà più piccole, che spesso offrono un prodotto molto competitivo».\r\nIl core business resta l’hotellerie, con grande attenzione alla qualità e alla profondità dell’offerta. In questo ambito, i contratti diretti hanno registrato una crescita significativa: da circa 15.000 strutture nel 2020 a oltre 250.000 a livello globale (più di 2.500 in Italia). «Il prodotto diretto è per noi sempre più centrale», ha evidenziato Graziani, anche grazie agli accordi con catene alberghiere e alle integrazioni tramite provider tecnologici, che rafforzano ulteriormente la competitività sul mercato italiano.\r\nSul tema prezzi, Graziani ha voluto essere chiaro: «Non siamo sempre i più economici in assoluto, ed è normale». Il valore aggiunto sta nella capacità di analizzare ogni combinazione di prodotto e proporre la migliore opzione disponibile. «Valutiamo ogni singola caratteristica della camera e restituiamo l’offerta più competitiva, offrendo più scelta e trasparenza». 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