23 June 2024

Francia: in vigore lo stop ai voli di breve raggio nel Paese

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Con la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta ufficiale, la Francia ha formalmente vietato i voli a brevissimo raggio nel Paese, qualora esista un’alternativa ferroviaria al di sotto delle due ore e mezza, per lo stesso collegamento.

Il divieto, come riportano La Tribune e Afp, non può essere applicato ai cosiddetti voli con coincidenza. Inoltre, l’alternativa in treno deve servire le stesse città degli aeroporti interessati. Nel caso di Roissy-Charles-de-Gaulle, ad esempio, viene presa in considerazione la stazione ad alta velocità che serve l’aeroporto. E ancora: «Le frequenze devono essere sufficienti e gli orari adeguati, tenendo conto delle esigenze di trasporto dei passeggeri che utilizzano questo collegamento, in particolare in termini di connettività e intermodalità, nonché dei trasferimenti di traffico che sarebbero causati dal divieto» precisa il testo.

Di fatto, quindi, il numero di rotte che rientrano nel campo di applicazione del decreto è particolarmente ridotto: vi rientrano solo le linee Parigi-Orly-Nantes, Orly-Lione e Orly-Bordeaux. In realtà, questa legge ratifica ciò che già esiste. Il governo aveva obbligato Air France a chiudere questi collegamenti nel maggio 2020, in cambio di un sostegno finanziario, all’epoca della pandemia. Aveva anche vietato alle compagnie concorrenti di operare sulle tratte interessate.

 

Secondo il governo, la chiusura delle tre rotte «comporta una riduzione totale delle emissioni di CO2 del trasporto aereo di 55.000 tonnellate» sulla base dei dati di traffico del 2019. Per la Commissione europea, ancora, questa misura «è in grado di contribuire a breve termine alla riduzione delle emissioni nel settore del trasporto aereo e alla lotta contro il cambiamento climatico».

Per contro, le associazioni di categoria, sono nettamente contrarie alla posizione del governo: secondo i calcoli dell’Unione aeroportuale francese (Uaf) e di Aci Europe le rotte in questione rappresentano solo lo 0,24% delle emissioni di CO2 del trasporto aereo nazionale francese, ovvero lo 0,04% delle emissioni del settore trasporti in Francia. Eliminarle «non ha molto senso» a detta di Olivier Jankovec, direttore generale di Aci Europe, che sottolinea come la Legge sul clima e la resilienza preveda che i voli nazionali compensino il 50% delle loro emissioni di CO2 entro il 2022 e il 100% entro il 2024. Le associazioni, di conseguenza, sono favorevoli al rafforzamento di questo tipo di compensazione e degli obblighi sull’uso di Saf.

 
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