27 March 2026

Tip: “Notevole il contributo” di Alpitour ai risultati dei primi tre trimestri

Il presidente e a.d. di Tip, Giovanni Tamburi

Un notevole contributo. Definisce così l’apporto di Alpitour ai propri risultati consolidati al 30 settembre la Tamburi Investment Partners. Un giudizio estremamente positivo per il più grande operatore torinese, che nella relazione Tip viene tra l’altro citato nella primissima parte del comunicato. Frutto senz’altro del più che positivo andamento di una realtà “in forte crescita, che nel periodo ha consuntivato, per la prima volta nella sua storia, un primo semestre positivo a livello di ebitda e ha proseguito nel terzo trimestre (chiusosi a luglio) con ottime performance“. Ma anche, viene da pensare, di uno sforzo comunicativo volto a presentare al meglio un asset che dallo scorso inizio ottobre è stato messo sul mercato.

Le parole lusinghiere sulla più importante realtà del turismo organizzato italiano non finiscono peraltro qui: “I risultati economici raggiunti sino a luglio da Alpitour e gli ottimi dati preconsuntivi, inclusivi del periodo estivo, del quarto trimestre (chiuso al 30 ottobre e quindi non incluso nei risultati al 30 settembre di Tip) sono tali da consentire sia la previsione di un risultato estremamente positivo per l’esercizio in corso, sia una conferma della modifica strutturale, in positivo, grazie anche agli ingenti investimenti effettuati nel triennio precedente, oltre che al trend mondiale del turismo, sui suoi conti economici”.

In generale, sottolinea quindi il documento, “il gruppo Tip chiude i primi nove mesi del 2023 con un utile consolidato pro forma di 73,6 milioni di euro e con un patrimonio netto che raggiunge gli 1,29 miliardi, dopo distribuzioni di dividendi per 21,7 milioni e ulteriori acquisti di azioni proprie nel periodo per 15,6 milioni”.

Per quanto riguarda il prossimo futuro, infine, “noi, a meno di un allargamento dei conflitti bellici in essere o di altri eventi catastrofici, continuiamo a non vedere una forte recessione, neanche nella prima metà del 2024. Vediamo piuttosto un effetto rilevante del livello dei tassi di interesse, con banche centrali intenzionate a mantenerli elevati, con paesi costretti a emettere titoli in teoria a qualsiasi costo visto l’indebitamento accumulato e le difficoltà di rifinanziarlo e, non ultimo, con molte aziende nelle condizioni di non poter effettuare rimborsi a causa dell’espansione del circolante, dell’effetto economico dei tassi stessi e di una domanda meno dinamica. Con i tassi di interesse che permarranno più o meno ai livelli attuali per un po’ di tempo è perciò difficile che, in generale, i mercati finanziari crescano molto. Ci sarà però, assai probabilmente, una forte selezione perché chi potrà beneficiare della situazione lo farà. E pertanto le società poco indebitate riprenderanno ad accelerare la crescita, anche a livello di finanza straordinaria, sia per un più agevole accesso al credito, sia per una minore concorrenza da parte di chi faceva della leva finanziaria la principale chiave di sviluppo”.

 

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