5 February 2026

Stea, Nicolaus: abbiamo riequilibrato l’offerta Mare Italia verso le destinazioni più calde

Stessa capacità del 2020, ma un’offerta riequilibrata verso le destinazioni più calde del momento. Il Gruppo Nicolaus si prepara a un’altra estate interlocutoria forte della sua quindicennale esperienza sul mare Italia, con una accentuata focalizzazione sul valore del brand e sulla chiarezza di prodotti e programmi, quali fattori in grado di garantire un vantaggio competitivo rispetto a chi fa semplicemente intermediazione di camere. Lo ha raccontato Gaetano Stea, in occasione di una recente puntata di 20:21 il Turismo della Sera.

E’ onestamente difficile fare previsioni di breve periodo, anche solo sul turismo di prossimità – ha dichiarato il direttore prodotto della compagnia di Ostuni, senza grandi illusioni sui mesi che stanno per arrivare -: Spero che l’andamento pandemico e la campagna vaccinale portino maggiore stabilità. Credo però che la prossima estate sarà tutto sommato simile a quella dell’anno scorso. Magari partirà un po’ in anticipo; magari potremo aggiungere qualche prodotto sul Mediterraneo, a cominciare da Grecia e Spagna, per poi probabilmente passare a mete come la Tunisia e l’Egitto. Ma per il lungo raggio occorrerà attendere ancora. Mi auguro che per l’autunno saremo pronti. Ma tutto ciò sarà possibile solo se potremo contare su protocolli condivisi a livello internazionali, se le informazioni saranno certe e in generale se lo scenario sarà più stabile di quello attuale”.

Ecco allora che il Gruppo Nicolaus si è preparato a un’estate che sarà ancora probabilmente concentrata sul mare Italia, razionalizzando i contratti in essere e aumentando la propria presenza in alcune mete strategiche. “A partire dalla Sicilia, dove abbiamo deciso di riproporre tra gli altri il Valtur Brucoli – ha aggiunto Stea -. Ma abbiamo potenziato anche il Nord Sardegna, creando una sorta di hub turistico nel territorio di Olbia. E’ cresciuta inoltre la nostra offerta in Puglia, così come in alcune location calabresi dove non eravamo ancora presenti, quali Capo Vaticano“.

Una proposta ritarata dunque sulle nuove esigenze del mercato e pensata anche per fronteggiare la possibile pressione sulle tariffe, che l’aumento generalizzato dell’offerta sul mare Italia potrebbe generare: “I prezzi li farà il mercato come sempre – ha concluso Stea -. Il nostro prodotto si baserà però pur sempre sulla sostenibilità economica del contratto. Il che prevede necessariamente dei margini. Ciò detto, la vera questione sarà capire quali saranno i volumi della domanda. Non si può negare che la pandemia abbia infatti portato con sé gravi problematiche socio-economiche: nel solo mondo aziendale italiano si sono registrate perdite di fatturato complessive per 430 miliardi di euro. Un calo che non potrà non produrre effetti sulla capacità di spesa dei consumatori. In tale contesto, la nostra forza sta proprio nella nostra lunga esperienza sul mare Italia: un prodotto che per caratteristiche e dinamiche si rivela spesso assai più complesso di quello internazionale“.

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