27 June 2026

Nicolaus: pronti a ripartire ma servono certezze su regole e costi

Giuseppe Pagliara

Non ha mai smesso di crederci il gruppo Nicolaus, che in questi giorni difficili ha lavorato sotto traccia, prima per mettere in sicurezza collaboratori e clienti, e poi per garantire la massima continuità possibile dell’operatività, tramite una nuova organizzazione di smart working. E ora che all’orizzonte pare finalmente profilarsi una plausibile via d’uscita dall’emergenza, la compagnia pugliese è prontissima a ripartire. Non a qualsiasi condizione però: “In questo momento una parte del mondo politico ha interesse ad accelerare sulle riaperture, perché questo significherebbe la ripresa dell’economia e la messa in sicurezza di milioni di posti di lavoro – spiega l’amministratore delegato di Erregi Holding, Gruppo Nicolaus, Giuseppe Pagliara -. In molti settori, tuttavia, e in particolare nel nostro, rimettersi in moto significa adottare una serie di misure di sicurezza che inevitabilmente avranno delle ricadute in termini normativi e soprattutto di costi per le aziende. Prima di prendere qualsiasi decisione, abbiamo perciò bisogno di capire esattamente quali saranno le regole che presiederanno al nuovo contesto“.

Molte sono in effetti le questione aperte. A cominciare dal nodo trasporti: “Quali saranno le regole per i traghetti e gli aerei? Come viaggeremo? – si domanda Pagliara -. Se per l’Italia continentale è probabile che molti decideranno di muoversi in auto, come si farà invece per raggiungere una destinazione chiave come la Sardegna? E poi sarà possibile spostarsi da regione a regione? Perché c’è anche chi sostiene che questa estate la mobilità delle persone sarà limitata all’interno delle proprie regioni di origine… Quando riapriranno inoltre le scuole? Se la ripresa delle lezioni dovesse essere anticipata, l’industria dei viaggi sarebbe ulteriormente penalizzata. Infine, il pericolo più grave: riaprire i villaggi, assumere centinaia di stagionali e trovarsi poche settimane dopo a dover richiudere a causa dell’ondata di ritorno del contagio. Sarebbe il colpo di grazia per il settore”.

Da qui la necessità di far sedere l’intera filiera del turismo ai tavoli istituzionali dove si prendono le decisioni chiave. “In questo momento non si tratta di salvare una componente del turismo o l’altra – sottolinea Pagliara -. Dobbiamo muoverci tutti assieme: dall’hotel, ai to, fino alle agenzie di viaggio. Ecco perché noi siamo stati tra i promotori e i principali sostenitori dell’iniziativa del Manifesto del turismo tramite Astoi. Nostre per esempio sono le proposte di contributo charter, per la probabile limitazione dei posti disponibili sui vettori, e della riduzione dell’Iva su agenzie e to dal 22% al 10%”.

A fronte delle inevitabili criticità che un contesto mai sperimentato prima come quello attuale porta con sé, il gruppo Nicolaus non smette però di credere nelle prospettive di ripresa. Anzi, lo scenario ritenuto più probabile dalla compagnia prevede che l’operatore alla fine dell’anno possa arrivare a generare ben il 70%-75% del fatturato del 2019, tenendo in considerazione quanto già accumulato nel primo trimestre 2020. Se così fosse, sarebbe un risultato straordinario, date le condizioni attuali: “L’ipotesi si basa su una riapertura estiva limitata al mare Italia e a poche destinazioni mediterranee, tra cui, in modo magari parziale, Egitto e Tunisia – rivela sempre Pagliara -. Il discorso Grecia appare invece più complicato, perché il mercato ellenico dipende molto anche dalla domanda inglese e tedesca. Paesi in cui la curva del contagio è in ritardo di qualche settimane rispetto alla nostra. Lo scenario prevede poi un prolungamento della stagione a partire da ottobre con le mete a medio raggio invernali, tra cui ancora una volta l’Egitto, e le destinazioni del Capodanno, con Maldive e Zanzibar in testa a tutti”.

Lo scenario peggiore, invece, tiene in considerazione l’ipotesi che la stagione estiva possa saltare completamente. “A quel punto ci rimarrebbe solo il medio raggio da fine settembre – inizi di ottobre”, conclude on realismo l’amministratore delegato del gruppo.

 

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In particolare, la possibilità di raggiungere queste destinazioni in auto rappresenta un elemento di competitività importante, permettendo ai viaggiatori di contenere l’incidenza dei costi legati a voli e traghetti e di mantenere più equilibrato il prezzo complessivo del pacchetto».\r\n\r\nFra i cambiamenti più evidenti segnalati dal manager nelle modalità di acquisto della vacanza, emerge la richiesta di una maggiore flessibilità. «Ota Viaggi ha lavorato molto su questo aspetto, comunicando al mercato una nuova policy commerciale con minimum stay ridotti a 2, 3, 4 o 5 notti e con ingressi sempre più liberi in struttura. Oggi oltre il 70-80% della nostra programmazione consente formule più flessibili rispetto al passato, sia sulla durata del soggiorno sia sui giorni di arrivo».\r\n\r\nUn altro dato interessante riguarda la bassa stagione: «I mesi di spalla continuano a registrare livelli di riempimento molto significativi, sostenuti anche dal lavoro portato avanti sul segmento gruppi, incentive ed eventi, che rappresenta un importante elemento di diversificazione della domanda. Luglio e agosto, al momento, non registrano ancora lo stesso livello di riempimento della bassa stagione, ma confidiamo che l’andamento delle vendite delle ultime settimane possa contribuire a recuperare progressivamente il gap».","post_title":"Massimo Diana, Ota Viaggi: «Booking estivo in miglioramento»","post_date":"2026-06-25T09:56:09+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1782381369000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"517475","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_487539\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] Alessandra Priante, presidente dell'Enit[/caption]\r\n\r\n“In questo momento nel settore del turismo stiamo andando avanti con le metriche di misurazione del 900 mentre per creare le destinazioni e soprattutto per promuoverle le metriche quantitative sono insufficienti - ha affermato Alessandra Priante, presidente Enit, durante l’evento Real estate & hospitality summit 2026 del Sole 24 Ore in corso a Roma -. 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