25 August 2026

Ezhaya, Alpitour: promessa mantenuta. Il to è tornato ai livelli del 2019

A novembre dell’anno scorso aveva previsto un ritorno ai livelli pre-Covid, quando la divisione tour operating del gruppo Alpitour toccava gli 1,35 miliardi di euro di fatturato. E così è stato, o quasi, visto che la parte to della compagnia si appresta a chiudere l’anno finanziario, il prossimo 31 ottobre, ben al di sopra di quota 1,3 miliardi. “Abbiamo vissuto un anno con qualche chiaro scuro ma finalmente normale, che ci ha permesso di tornare a operare con la consueta capacità su tutte le destinazioni – spiega il general manager tour operating di Alpitour World, Pier Ezhaya -. E’ un traguardo importante, perché la nostra macchina funziona se genera ricavi compresi tra gli 1,3 e gli 1,4 miliardi. Un livello che ci consente di sfruttare appieno tutte le nostre risorse, rotazioni del volato comprese. Per quanto riguarda i dati sui margini, dobbiamo aspettare ancora un po’ per l’approvazione dei bilanci, ma posso già dire che siamo soddisfatti”.

Effetto caro prezzi: flussi via dalla Grecia verso Egitto, Tunisia e in parte Capo Verde

Nel dettaglio, il mercato ha mostrato un po’ di sofferenza sull’area mediterranea, in particolare sulla Grecia: “Sono aumentati i prezzi in modo esasperato, specialmente verso le isole più alla moda, come Santorini, Mykonos e Paros. Inoltre c’è stato l’effetto degli incendi di Rodi, che ha inciso negativamente su alcuni prodotti, tra cui Creta e Kos – aggiunge Ezhaya -. Tutto ciò ha inciso su un contesto già caratterizzato da una forte inflazione. Abbiamo quindi assistito a  una riconversione della domanda su Egitto, Tunisia e in parte Capo Verde“. Più cauto invece il discorso Albania, destinazione che nei mesi estivi è stata indicata da molti quale meta emergente dell’anno. “In realtà, il Paese sta investendo molto nel turismo, ma non è ancora in grado di accogliere realmente volumi importanti”.

Altri trend: East Africa sugli scudi e il ritorno del Giappone

Molto bene è andato poi l’East Africa, specialmente Kenya, Tanzania (con Zanzibar) e Madagascar. “Per il tailor made, il 2023 è stato l’anno del Giappone, che già nel biennio 2018-2019 aveva registrato numeri record, ma che è stato evidentemente penalizzato successivamente dall’emergenza Covid” prosegue Ezhaya. Venendo alle nostre latitudini, l’Italia ha sostanzialmente pareggiato i livelli di quattro anni fa, rimanendo quindi un po’ sotto le aspettative iniziali: “Credo che ci abbia fatto male il biennio in cui abbiamo operato quasi in assenza di competizione.  Probabilmente ci si aspettava una domanda più forte, ma con le frontiere aperte la concorrenza si fa sentire”.

Eden Viaggi sopra i 200 mln di fatturato ma stenta ancora ad attirare i fai-da-te

Infine una parola sul brand Eden Viaggi, sui cui il gruppo ha puntato particolarmente per quest’anno anche tramite un’importante campagna pubblicitaria dedicata da 4 milioni di euro. “Sul pari perimetro abbiamo raggiunto livelli del 22% superiori al 2019 – rivela Ezhaya -. Per la fine dell’anno finanziario contiamo di superare i 200 milioni di euro. Siamo molto soddisfatti, anche se non riusciamo ancora ad attirare i clienti del fai-da-te, che è il nostro obiettivo di medio periodo. La domanda si è rivelata comunque molto forte, forse anche a causa del caro prezzi”.

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