27 March 2026

Ezhaya, Alpitour: il to chiude a 830 mln. Nel 2023 ai livelli pre-Covid

Chiude a 830 milioni di euro l’anno del comparto tour operating di Alpitour World: la metà del fatturato complessivo di 1,6 miliardi del gruppo. «Non siamo ancora ai livelli del 2019 – racconta il general manager tour operating della compagnia, Pier Ezhaya, a margine della presentazione del nuovo logo -. Ma già dall’anno prossimo prevediamo di tornare sugli 1,35 miliardi di tre anni fa!. Molto bene stanno andando soprattutto le Maldive, l’Egitto e la Repubblica Dominicana. «Quest’ultima destinazione – prosegue Ezhaya – pare aver preso un po’ il posto di Messico e Cuba come star dell’area caraibica. Buone poi le performance dell’Africa Orientale, soprattutto di Kenya e Zanzibar».

«Per il 2023 ci aspettiamo quindi una ripresa del Messico e soprattutto una crescita su Mauritius, dove per la prima volta nella nostra storia posizioneremo un volo Neos, a partire dal prossimo 20 dicembre. Ci aspettiamo inoltre un Egitto ancora tonico e una Tunisia in recupero. La meta maghrebina potrebbe in particolare guadagnare quote di mercato a scapito di altre destinazioni mediterranee tradizionalmente più care come la Spagna e la Grecia, che potrebbero risentire della crescita dell’inflazione e della conseguente perdita di potere d’acquisto dei viaggiatori. Sul lungo raggio, infine, continuano a esercitare un grande appeal gli Stati Uniti, nonostante il cambio euro-dollaro sfavorevole. Ci attendiamo poi la ripartenza forte di Giappone e Thailandia e una sostanziale conferma dell’Indonesia”.

Reset della domanda

A faticare un po’ sono invece le mete nuove. Quelle destinazioni lanciate nel 2019, appena prima dello scoppio della pandemia, che all’epoca sembravano godere di ottime prospettive e che ora invece stentano a trovare spazio tra i desiderata degli italiani. “E’ un po’ come se il Covid avesse generato una sorta di reset nella domanda. Poca Naxos in Grecia, quindi per intenderci, ma si torna invece volentieri e Mykonos, Creta e Rodi. Anche l’Oman, che prometteva benissimo, oggi soffre un po’.

«Noi però non ci fermiamo e oltre a trovare nuove strategie per queste mete, continuiamo a pensare anche ad altre destinazioni. Al momento stiamo per esempio studiando la Guinea Equatoriale, che ha molto da offrire soprattutto dal punto di vista naturalistico, e abbiamo introdotto una nuova declinazione di Doha. Il tutto, senza naturalmente dimenticare la novità Arabia Saudita: direi inevitabile visti gli investimenti che il Paese sta effettuando per valorizzare la propria proposta turistica».

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In questo momento nel turismo organizzato si segnano più cancellazioni che le prenotazioni. Avere il punto di riferimento senza testa è un guaio. Il presidente del Consiglio ha fatto solo una specie di marketing di facciata, per ripulire il governo dopo la batosta del no. Ma chi ne paga e ne pagherà le conseguenze sarà il nostro settore.\r\n\r\nSeconda amarissima osservazione. Per la prima volta nella storia di questo Paese il turismo è stato sulla bocca di tutti, giornali nazionali, telegiornali, nelle chiacchiere, ovunque. Ma non per l'importanza che ha, ma per una questione squisitamente politica. Che follia.\r\nBilancio\r\nInfine il bilancio di tre anni e qualche mese di Santanchè al ministero. Senza dubbio Daniela Santanchè è arrivata a guidare il dicastero senza sapere nulla del turismo. Lentamente qualcosa l'ha imparato, ma naturalmente non ha potuto colmare le lacune che aveva ab origine. Ricordo che in una sala di 1600 agenti outgoing chiese di far arrivare in massa turisti in Italia. Ho ancora impressi nella testa gli sguardi sconcertati degli agenti di viaggio. Di queste situazioni ce ne sono state parecchie e questo giornale ha cercato di riportarle sempre con una certa precisione.\r\n\r\nUna cosa bisogna riconoscergliela. Nel momento il cui l'Europa si stava convincendo ad approvare la nuova direttiva pacchetti, l'unico ministro ad opporsi è stata la Santanchè. E meno male, perché quella direttiva, per come era scritta avrebbe fatto più danni del Covid.\r\n\r\nPer il resto troppa visibilità con il suo tagliare nastri ad ogni evento, che si trattasse del Ttg di Rimini, o della fiera delle biciclette. E quando prendeva il microfono iniziava la fiera delle banalità: siamo italiani, dobbiamo essere ottimisti ecc, ecc.\r\n\r\nInsomma questo è il quadro in sintesi. Il prossimo ministro (si parla di Giovanni Malagò, ex presidente del Coni) prima di prendere in mano la situazione dovrà cercare di capire in che mondo è capitato. E non sarà facile. Mentre il turismo se la deve sbrigare da solo. Come al solito.\r\n\r\nGiuseppe Aloe\r\n\r\n ","post_title":"Bilancio di tre anni di Santanchè e qualcosa anche su Giorgia","post_date":"2026-03-26T09:14:47+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":["topnews"],"post_tag_name":["Top News"]},"sort":[1774516487000]}]}}