1 febbraio 2023 09:25
Un portale aggiornato, ancora più ricco di immagini e video, per iniziare l’anno italiano di Avalon Waterways, che inaugura il 2023 del mercato tricolore puntando su un concept slow tourism, supportato da incentivi e policy ad hoc dedicate alla catena distributiva nazionale.
“Con il nostro prodotto di itinerari su Reno, Danubio e Mosella, nonché sui canali tra Olanda e Belgio, intendiamo rispondere a un’esigenza che, via via, è andata affiorando in questo ultimo anno, soprattutto a seguito di quanto abbiamo vissuto con la pandemia. Ovvero la voglia di ritmi più lenti, di assaporare appieno quanto si sta vivendo, di un luogo cui abbandonarsi perché sono gli altri a prendersi cura di noi. Ecco, una crociera fluviale con noi è tutto questo – spiega Barbara Baldini, product manager and sales European markets di Avalon Waterways –: un calmo fluire di piaceri alla scoperta degli angoli più affascinanti d’Europa. La nostra parola d’ordine è relax: tutto scorre lentamente per permettere ai nostri ospiti di vivere intensamente ogni momento”.
Dal punto di vista commerciale, è quindi già partita la campagna Early booking, che prevede uno sconto di 750 euro a persona su tutte le partenze 2023, prenotando entro il prossimo 31 marzo. “E’ importante che gli agenti sappiano che avremo cinque partenze tra Reno e Danubio tutte in lingua italiana (sul Reno: 10 giugno, 08 luglio, 05 agosto, mentre sul Danubio 15 agosto e 30 ottobre). A queste se ne aggiungono altre 15, che sono un mix italiano/inglese”, sottolinea sempre Barbara Baldini.
Ma crescono anche i numeri di chi viaggia da solo e, a questo proposito, Avalon Waterways in Italia ha deciso di ridurre al 30% il supplemento singola, al contempo rilanciando una politica gruppi ben precisa. “Si tratta – conclude Barbara Baldini – della 20-20-20: commissione al 20%, ogni 20 paganti il 21esimo è free; infine, supplemento singola al 20% se l’individuale è parte del gruppo. In questa maniera, da un lato, agevoliamo le vendite individuali, offrendo un prezzo adeguato a chi sta in cabina da solo e, dall’altro, proponiamo le nostre crociere anche a piccoli gruppi incentive, al business travel o a gruppi familiari estesi”.
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Il settore del turismo è in fermento, spinto da cambiamenti epocali che richiedono alle agenzie di viaggio di reinventarsi costantemente.
Un recente panel di esperti del settore, tenutosi nell'ambito di Bit Milano, ha messo in luce come l'integrazione di nuovi format, l'uso strategico dei social media e l'adozione dell'intelligenza artificiale stiano plasmando l'agente di viaggio del futuro che deve stare al passo con i tempi e conquistare i clienti della Gen Ai.
Luca Caraffini, ceo Istante Viaggi; Fabio Angiolillo, cofounder Business Class – The Travel Lounge; Tatiana Rigon, fondatrice La Gente dei Viaggi; Deborah Rainis, founder Travel Angels e Roberta Bampa, founder Archè Tech hanno provato a cavalcare il cambiamento.
Il nuovo concept di agenzia si traduce in esperienza emotiva e design curato. L'agenzia di viaggi tradizionale sta lasciando spazio a nuovi modelli, come dimostra l'esperienza di Business Class Viaggi e il suo format "The Travel Lounge". L'idea centrale è creare uno spazio in cui i clienti possano immergersi nel viaggio prima ancora di partire, in un percorso emozionale e sensoriale. Ambienti accoglienti con l'uso di colori naturali, profumi esotici e l'assenza di cataloghi fisici contribuiscono a creare un'atmosfera unica, dove il cliente si sente accolto e a proprio agio. C’è anche un focus sulla privacy. Le postazioni separate da pannelli di legno e vetro garantiscono la riservatezza, un aspetto sempre più apprezzato da una clientela esigente. Consulenza e autorevolezza traspare poi dal consulente di viaggio, percepito come un esperto che viaggia molto, acquisisce autorevolezza e credibilità agli occhi del cliente, che si affida a lui per sfuggire al "fai da te" e restare nel mondo del turismo organizzato.
Social media e AI sono invece nuovi strumenti per nuovi clienti. L'integrazione della tecnologia è fondamentale, ma richiede un approccio ponderato e non improvvisato. Sono anche strumento di acquisizione. I social network, in particolare Instagram, non sono visti solo come piattaforme di vendita online, ma come potenti strumenti per costruire un brand personale, acquisire la fiducia dei clienti e mostrare autenticità. I giovani, in particolare, cercano la verità e non la perfezione patinata. L’intelligenza artificiale è un supporto. L'AI non è percepita come una minaccia, ma come un'opportunità per migliorare l'efficienza e l'assistenza. Le sue applicazioni spaziano dall'analisi dei dati dei clienti per personalizzare le offerte, alle chatbot intelligenti, fino all'automazione di messaggi di recall per i clienti passati. Emerge l'esigenza di una formazione mirata, specifica che insegni agli agenti non solo le competenze operative, ma anche come comunicare e vendere efficacemente ai clienti acquisiti tramite piattaforme digitali.
La diversificazione è la chiave di successo. Roberta Bamba di Archè Tech Travel ha sottolineato l'importanza della diversificazione. Partendo dai viaggi, la sua agenzia ha ampliato i servizi offrendo logistica per il mondo del cinema e dei festival (Apolycon, Taormina Film Festival), diventando un partner indispensabile per le produzioni e parallelamente acquisendo nuovi clienti leisure.
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Anna Morrone
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ITB Berlin 2026, in programma dal 3 al 5 marzo presso il quartiere fieristico della capitale tedesca, registra il tutto esaurito. Nell’anno del suo 60° anniversario, la principale fiera B2B mondiale dedicata al turismo conferma la propria centralità nello scenario internazionale con oltre 160 Paesi rappresentati, vendite di biglietti sostenute e una Convention di alto profilo. Paese Ospite ufficiale sarà l’Angola.
La manifestazione evidenzia una crescita particolarmente significativa in Asia e nei Paesi arabi, così come nei segmenti crociere, travel technology, turismo medicale e avventura. Le grandi partecipazioni nazionali – tra cui Thailandia, Egitto, Turchia e Italia – rafforzano il ruolo di ITB Berlin quale marketplace globale per business, innovazione, dialogo e sviluppo sostenibile.
Tra le novità dell’edizione 2026 debutta MIA, chatbot attivo 24 ore su 24 per supportare espositori e visitatori. Si ampliano inoltre le ITB Guided Tours, con percorsi tematici dedicati all’intelligenza artificiale, alle destinazioni resilienti e alle tecnologie alberghiere. Il nuovo Talent Hub, evoluzione del Career Center, punta sulla formazione e sull’attrazione dei giovani professionisti, mentre il Medical & Health Tourism Pavilion continua a espandersi, intercettando la crescente domanda di viaggi legati a prevenzione, longevità e benessere.
Il comparto Travel Technology, con sei padiglioni completamente sold out, si conferma tra i più dinamici, con un forte focus su AI, sistemi di pagamento digitali e soluzioni software per l’hospitality.
Tutte le macro-regioni mondiali saranno ampiamente rappresentate: dalle Americhe – in vista del lancio di ITB Americas – all’Africa con l’Angola protagonista, fino a Medio Oriente, Asia-Pacifico e Oceania. In costante espansione anche i segmenti Luxury, LGBTQ+ Tourism, MICE, Business Travel e Adventure Travel.
Con lo slogan “Leading Tourism into Balance”, l’ITB Berlin Convention 2026 riunirà circa 400 relatori internazionali per approfondire le grandi trasformazioni del settore: dall’intelligenza artificiale (con particolare attenzione all’agentic commerce) alle strategie rigenerative, dalla longevità ai nuovi ecosistemi di pagamento, fino al turismo inclusivo.
A completare il programma, un ricco calendario di eventi celebrativi diffusi in tutta l’area espositiva per festeggiare i 60 anni della manifestazione, tra mostre, networking e format speciali. Con ITB 360°, la piattaforma attiva tutto l’anno, ITB Berlin consolida così il proprio posizionamento come hub globale dell’innovazione turistica.
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[post_content] => Il turismo internazionale entra in una nuova fase di riequilibrio geografico e competitivo, con il Mediterraneo sempre più centrale nella costruzione dei flussi globali. È quanto emerso durante l’incontro “Europa e Mediterraneo: la nuova mappa del turismo internazionale”, andato in scena alla Bit di Milano.
Non si tratta di un semplice ritorno ai livelli del 2019, ma di una ridefinizione delle gerarchie tra destinazioni, dove sicurezza percepita, accessibilità e varietà di esperienze stanno favorendo in particolare il Sud Europa.
«I nostri clienti percepiscono i singoli Paesi in modo diverso, ma la percezione dell’Europa come mercato unitario è molto forte» ha spiegato Tom Jenkins, ceo di Etoa – European Tourism Association. «E la crescita del turismo crocieristico è un dato da tenere attentamente sotto osservazione».
L’Europa come itinerario, non come destinazione
Il cambiamento principale riguarda la modalità di consumo: il viaggio europeo diventa sempre più multidestinazione, soprattutto per i mercati long haul.
Dal mercato argentino emerge una forte selezione geografica. «Il nostro turista è orientato verso Spagna, Francia e Italia anche per le origini comuni — e grazie alla connettività sceglie spesso queste mete» ha spiegato il buyer Juan Carlos Scartascini. «Chi torna è disposto a restare più a lungo perché conosce già la qualità del prodotto europeo».
Anche l’India conferma il trend: «Molti giovani indiani arrivano per cultura, food e shopping. Crescono le richieste di itinerari combinati Italia-Grecia-Spagna» ha sottolineato il buyer Sanjay Chinai.
Dagli Stati Uniti il comportamento è simile: dopo un primo viaggio iconico, il cliente torna e scopre nuove aree. «Dall’America i clienti iniziano a considerare destinazioni meno note, come la Sardegna. Si aspettano però uno standard qualitativo molto alto» ha osservato Maria Khury, presidente Alta Travel NYC.
Shopping, ospitalità e territorio: nasce il prodotto ibrido
La costruzione del prodotto si sposta verso esperienze integrate tra retail, ospitalità ed enogastronomia.
«Lavoriamo con oltre 200 nazionalità e lo shopping tourism continua a crescere, ma dobbiamo ragionare sulle esperienze che il cliente si aspetta» ha spiegato Daniele Rutigliano, senior manager tourism McArthurGlen Group.
Il segmento lusso conferma la trasformazione: «Il lusso oggi è ricerca di esperienze legate al territorio. Il cliente combina soggiorno, shopping ed enogastronomia» ha aggiunto Barbara Rohner, general manager Magna Pars – L’Hotel à Parfum di Milano. «Spesso Milano diventa una tappa iniziale prima di proseguire verso mare o montagna».
La centralità della relazione B2B
In questo contesto, la promozione non è più sufficiente senza contatto diretto tra operatori.
«Gli incontri b2b sono fondamentali perché permettono di conoscere ciò che poi venderemo» ha dichiarato Ann Lewis, presidente Asta Usa Northeast. «Abbiamo toccato con mano in questi giorno in Italia cosa proporremo ai clienti nelle prossime settimane».
Rutigliano sottolinea lo stesso concetto: «Non bastano campagne digitali o media: serve recuperare la relazione umana. Solo incontrandoci possiamo trasmettere l’essenza delle destinazioni».
Per il trade la direzione appare chiara: meno promozione generalista e più progettazione di itinerari, con l’Europa proposta come sistema integrato di esperienze connesse — e il Mediterraneo come suo principale baricentro operativo.
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[post_content] => «Su una destinazione come l’Australia ci sono ancora ampi margini di crescita: è la domanda a essere cambiata», afferma Matteo Prato, referente per l’Italia di Tourism Australia, al termine della prima edizione di Aussie Talks 2026 organizzata da Quality Group. «Ne è emerso un racconto più dinamico, fatto di idee, confronti e punti di vista condivisi - commenta Prato -, utili a individuare le barriere ancora presenti nella vendita dell’Australia e a costruire un’offerta sempre più strutturata per budget e interessi».
Il mercato italiano conferma segnali di grande solidità: tra dicembre 2024 e novembre 2025, gli arrivi dall’Italia hanno raggiunto 74.970 unità (+15% rispetto all’anno precedente) e a fine dicembre scorso si ritiene completata la ripresa post-pandemia. Trainanti sono sia il segmento leisure (+20%) sia quello holiday (+22%). La motivazione principale resta la vacanza (39%), seguita dal Vfr (27%), riferito a chi parte per andare da parenti e amici. Aumentano i giovani - molti dei quali fra i 18 e i 35 anni usufruiscono del visto che permette di lavorare, studiare e fare una vacanza - e i clienti che viaggiano in autonomia, mentre gli itinerari (in media 18-21 giorni) non si accorciano, ma risultano più mirati e circoscritti.
Entro il 2030 gli italiani diretti nel Down Under potrebbero toccare quota 90.000, sostenuti dagli investimenti di Tourism Australia e dal ruolo ancora centrale del trade, che in Italia intercetta il 32% delle prenotazioni. Il turista italiano si distingue per l’elevata spesa (+21% rispetto al 2019, al netto dell’inflazione) e per la propensione a esplorare il Paese oltre le grandi città, costruendo itinerari diffusi e ad alto impatto economico sulla destinazione.
«L’Australia non è solo la meta “una volta nella vita” o il classico viaggio di nozze - conclude Prato -. Evoca avventura, natura, fauna selvatica e cultura aborigena, scoperta tra oceano e deserto. Per migliorarne la percezione, Tourism Australia lavora a stretto contatto con gli operatori, affiancando la costruzione del prodotto a un solido programma b2b di formazione. In Italia, a metà anno fiscale, sono già stati formati 400 agenti di viaggio, con 700 membri attivi nella community e 33 Premier Aussie Specialist, professionisti che non solo conoscono e vendono la destinazione, ma la promuovono in modo proattivo».
Le preferenze dei viaggiatori italiani
L’italiano, dopo aver visitato le grandi città, desidera andare oltre ed esplorare i diversi territori. Le aree più amate restano: il New South Wales, che calamita l’attenzione con l’iconica Sydney; il Queensland, con la sua Barriera Corallina e un’offerta mare variegata; e Victoria, con Melbourne e la Great Ocean Road. Nel cuore dell’outback attrae Uluru, Ayers Rock, luogo sacro per gli aborigeni.
A registrare una marcata crescita è il Western Australia, grazie anche al volo diretto Roma-Perth di Qantas e alla promozione della regione come porta d’ingresso “più vicina” all’Australia, ricca di esperienze, natura, gastronomia e barriera corallina. Ci sono poi luoghi come Kangaroo Island (South Australia), con 400 abitanti e piccole strutture ricettive, dove il turismo rappresenta una risorsa fondamentale; e ancora la Tasmania, vera perla destinata a emergere, ideale per chi cerca un’Australia autentica e fuori dal tempo.
(Federica De Luca)
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Bluserena mette al centro le persone e il loro modo di vivere il tempo libero: senza rinunce, con maggiore libertà di scelta e con un’offerta capace di adattarsi a esigenze e bisogni diversi.
Questo approccio trova espressione nelle nuove formule Tutto Incluso di Bluserena, che rappresentano una delle evoluzioni più significative dell’offerta del gruppo degli ultimi anni. A partire dalla prossima stagione estiva, Bluserena supera il tradizionale schema della pensione completa introducendo tre formule di soggiorno – Soft-Inclusive, All-Inclusive e Ultra-Inclusive – pensate come un sistema flessibile e progressivo, in grado di offrire livelli crescenti di servizi ed esperienze, mantenendo chiarezza e semplicità per l’ospite.
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[post_content] => Gli 800 anni dalla morte di San Francesco, puntano i riflettori su una tradizione di turismo sostenibile e slow che ha nei “Cammini” uno dei suoi punti di forza. Ma anche la capacità di stupire grazie a un territorio autentico, dover provare esperienze a contatto con le piccole realtà locali e assaporare un’enogastronomia particolarmente distintiva. L’assessore al turismo, sport e agricoltura della regione Umbria, Simona Meloni, ha spiegato a ItaliAbsolutely come vincere la sfida turistica a livello internazionale. “Una sfida – spiega Meloni – che già nel 2025 ci ha portato grandi soddisfazioni, facendoci sfiorare il traguardo degli 8 milioni di presenze”.
Un risultato significativo, che proietta la regione nel 2026 con ambizioni importanti. “Continueremo a fare leva sulle eccellenze presenti sul nostro territorio – continua l’assessore -. In primis sulle celebrazioni per l’anniversario della morte di San Francesco, ma anche sull’importante binomio benessere e salute e anche sullo sport”.
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La Spagna è una delle destinazioni più mature del Mediterraneo e, proprio per questo, rappresenta un osservatorio privilegiato per comprendere se la destagionalizzazione stia diventando una leva concreta o resti una sfida aperta. I dati 2025 mostrano una crescita solida, sempre più orientata alla qualità e a un modello di sviluppo equilibrato.
Ne parliamo con Blanca Pérez-Sauquillo, direttrice dell’Ente Spagnolo del Turismo a Milano.
La destagionalizzazione sta diventando una leva reale per la Spagna?
Nel 2025 si prevede di chiudere l’anno con una spesa turistica in destinazione pari a 134.710 milioni di euro, in crescita del 6,8% rispetto all’anno precedente, e con 97 milioni di turisti internazionali, il 3,5% in più rispetto al 2024. La crescita avviene secondo un modello coerente con la tripla sostenibilità – economica, sociale e ambientale – in cui gli aspetti qualitativi assumono un peso sempre maggiore rispetto a quelli puramente quantitativi.
Rispetto al 2019, la crescita degli arrivi nel 2025 è stata significativamente più elevata al di fuori dell’alta stagione. Mesi come novembre, febbraio, ottobre, gennaio e aprile hanno registrato tassi di crescita nettamente superiori alla media annua e più alti rispetto ai mesi estivi, confermando che la destagionalizzazione sta diventando una leva strutturale.
Come state ripensando l’offerta per rispondere alla domanda di esperienze più autentiche e meno congestionate?
La strategia di Turespaña punta, oltre che alla destagionalizzazione, alla diversificazione delle destinazioni, valorizzando mete meno conosciute e dell’entroterra e rafforzando il turismo esperienziale. In questo contesto si inserisce il progetto “Experiencia España”, finanziato con fondi Next Generation nell’ambito del PRTR, che promuove alleanze tra imprese turistiche e destinazioni per sviluppare esperienze innovative e sostenibili.
Le esperienze spaziano da quelle gastronomiche a quelle culturali e naturalistiche, come la Rete dei caseifici di Spagna o il progetto “Spagna in fioritura”, che valorizza le diverse fioriture stagionali su tutto il territorio nazionale. A questo si affianca il sostegno ai Club di Prodotto specializzati, come Saborea España, il Club delle Città del Vino (ACEVIN) e lo Spain Heritage Network, dedicato a castelli e palazzi storici.
Quali indicazioni arrivano dai dati 2025 e quali saranno i temi promozionali chiave per il 2026?
Il mercato italiano resta prioritario e si colloca al quarto posto per numero di turisti. Da gennaio a novembre 2025 hanno visitato la Spagna oltre 5,3 milioni di italiani (+4% sul 2024), con una spesa superiore ai 5 miliardi di euro, in crescita del 6%, quindi più degli arrivi. Dati che confermano una strategia orientata alla qualità.
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Francesco Tapinassi, direttore di Toscana Promozione Turistica, ha presentato le principali strategie e i progetti della Regione, in occasione della serata a Casa Toscana dedicata al Carnevale di Viareggio. L'approccio si basa sull'analisi dei dati per collegare la promozione a un'offerta reale e verificabile sul territorio.
«Un progetto dedicato al family che include una "carta dei valori" e una campagna di promozione che mette in grado la nostra regione di raccontare credibilmente l’attenzione e la cura verso l’ospitalità delle famiglie con bambini. Supportati da un'analisi approfondita della domanda tramite un osservatorio evoluto, è stato completato il Pet Travel, un lavoro dedicato ai viaggi con animali domestici e la mappatura di oltre 3.400 imprese ricettive pet-friendly», ha spiegato Tapinassi.
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L’enogastronomia sarà il tema centrale dell'anno, abbinando gli assessorati regionali al turismo e all'agricoltura. «La Toscana è la prima regione italiana per l'agriturismo e per le certificazioni DOP e IGP. Il progetto "Vetrina Toscana", che promuove l'offerta enogastronomica, è considerato il primo attrattore della regione».
«Stiamo lavorando alla ricognizione di itinerari e laboratori dell’artigianato locale visitabili, per arricchire l'offerta turistica considerata un elemento distintivo a livello internazionale», ha sottolineato Tapinassi. Il progetto Filo d’Oro di Signa, legato alla manifattura raffinata è un esempio: il cappello di paglia di Firenze, nato a Signa, subisce una rivoluzione. Esportato in tutto il mondo diventa famoso e protagonista di numerosi film famosi come “Pretty Woman” indossati da attrici famose come Julia Roberts e Sofia Loren.
«Operiamo attraverso una strategia basata sull'analisi dei dati per investire in progetti destagionalizzanti ed eventi di grande richiamo internazionale», ha in fine aggiunto. Tra questi spiccano il Carnevale di Viareggio, il Festival Pucciniano e il Lucca Comics Games che ha raggiunto 250.000 persone in un giorno. Altri eventi includono il Palio di Siena, la Giostra del Saracino e vari festival musicali.
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In questo scenario si inserisce l’evento trade “Scopri la Corea: networking e connessioni”, organizzato dalla Korea Tourism Organization, con l’obiettivo di rafforzare i rapporti con tour operator, agenzie di viaggio e media italiani.
Casa Korea, ospitata all'interno della cornice di Villa Necchi-Campiglio in occasione delle Olimpiadi di Milano-Cortina, rappresenta un'occasione per scoprire la ricchezza della cultura coreana attraverso un programma variegato: K-Culture, gastronomia, spettacoli, eventi, stand esperienziali.
«I mercati di Francia, Italia e Spagna registrano tutti una crescita dei visitatori verso la Corea rispetto allo scorso anno, con un incremento particolarmente significativo proprio in Italia», ha spiegato Jung Sun Hwa, direttrice dell’ufficio parigino della Kto.
Il mercato italiano evidenzia infatti una dinamica tra le più vivaci in Europa: oltre 81 mila connazionali hanno visitato la destinazione, con un aumento del 28,2% anno su anno. Un dato che conferma il crescente interesse per il Paese asiatico, sostenuto anche dall’appeal culturale e lifestyle.
A supportare lo sviluppo della domanda contribuisce anche la connettività aerea: Korean Air collega la Corea del Sud con l’Italia attraverso tre frequenze settimanali da Roma e quattro da Milano, garantendo continuità operativa e maggiore accessibilità per il mercato leisure e organizzato.
L’iniziativa ha visto inoltre la partecipazione di rappresentanti della provincia di Jeonbuk e di operatori legati ai segmenti K-Pop e K-Beauty, elementi sempre più centrali nella costruzione del prodotto turistico coreano e leve di forte attrazione soprattutto per la clientela europea.
Per la Korea Tourism Organization l’obiettivo è ora consolidare la presenza sul trade italiano, accompagnando la crescita della domanda con attività di formazione, networking e sviluppo prodotto mirate agli operatori.
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