25 February 2021

Astoi, la diretta minuto per minuto

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Astoi, diretta,

#Seigiàinvacanzaquando il tuo unico pensiero è chiudere la valigia. Un hashtag interminabile che non punta di certo a essere virale ma a dare un messaggio preciso. Questa la scelta di Astoi Confindustria Viaggi per aprire la conferenza annuale.

12.30 – Si aprono i lavori, sul palco dei relatori, Marco Peci, Flavia Franceschini, Nardo Filippetti e Pier Ezhaya.

12.32 – Apre il giro Flavia Franceschini, con una breve introduzione. «Astoi è nata nel settembre del 2000, a breve sarà maggiorenne».

«Parliamo un attimo del turismo organizzato in Italia, 9mila tra agenzie e operatori, con un volume d’affari di circa 7,3 miliardi di euro, di cui 3,5 miliardi in organizzazione, si stimano 50mila addetti occupati».
Come a dire, non siamo una filiera che è possibile trascurare.
Ma non è il momento di mostrare i muscoli, l’attenzione si sposta velocemente sul Fondo Astoi a Tutela dei Viaggiatori, «importante per garantire rimborsi e rientri dai luoghi di vacanza, in caso di insolvenze e fallimenti degli operatori. Si tratta di garanzie che i clienti possono avere solo con l’acquisto di un pacchetto turistico da un vero operatore»

12.39 – Prende la parola il presidente Nardo Filippetti. «Il lavoro del tour operator è conosciuto tra gli addetti alla filiera, ci siamo posti da diversi anni il problema. Tutto è cominciato con l’avvento delle Olta più che del web. Siamo rimasti zitti o meglio non abbiamo risposto, abbiamo pensato che fosse normale che chi voleva una vacanza andava in agenzia. Quando il mercato è stato stravolto ci siamo posti il problema, realmente. Come non abbiamo potuto “drenare” la crescita di un mondo che andava altrove?»
Un mea culpa, forse anche retroattivo, tanto per cominciare

«Non dimentichiamo che il valore di qualcuno che va a cercare un qualche cosa per un certo tipo di clientela fosse un valore, un valore che non abbiamo mai comunicato».

12.43 – «Stiamo vedendo solo adesso, ora che comunichiamo il vero valore aggiunto un certo ritorno. Un cliente anche se navigato, se si trova supportato nelle sue scelte da un’agenzia, rende più sereno il viaggiatore. Tutto quello che c’è dietro una vacanza non dà preoccupazione al cliente. Ci abbiamo impiegato tanto, lo sappiamo ma in Italia non è mai facile fare sistema».

Mano tesa ai network
«Speriamo che qualcuno possa affiancarsi a noi, magari i network delle agenzie di viaggio. Badate che noi diciamo di andare in agenzia. Non vendiamo un prezzo, se qualcuno vuole un prezzo non deve comprare in agenzia o in un tour operator. Noi ci rivolgiamo a quel tipo di clientela che vuole essere considerata, assistita, rincuorata».
12.48 – «Il messaggio non è quello di saper comperare una vacanza ma quello di saper assistere chi vuole andare in vacanza»

Il valore della campagna
12.50 – La parola passa a Pier Ezhaya.
«In questi anni ho sentito molta frustrazione tra i colleghi, una frustrazione dovuta al non saper comunicare a tutti la differenza che esiste tra un servizio offerto dalla filiera e quello offerto da una banca letti».
«Questa campagna di comunicazione viene fatta, per la prima volta da un’associazione e per la prima volta dimostriamo di saper fare sistema. Volevamo parlare del valore che c’è in una vacanza organizzata. Per anni ci siamo preoccupati di dover rincorrere il prezzo. Ma non è il nostro scopo. Noi dobbiamo raccontare i valori».

12.54 – «Il nostro è un lavoro molto articolato. Tra tutti gli operatori associati abbiamo 2mila persone in giro per il mondo che lavorano per testare, aiutare, supportare, sia in caso di necessità ma anche e soprattutto quando va tutto bene».
«Abbiamo lanciato una sorta di “amo” alla distribuzione. Se ci metteremo insieme, con le agenzie presenti in Italia, riusciremo a spiegare ancor meglio la differenza che siamo in grado di fare».

Secondo messaggio indirizzato ai network, che in sala sono presenti in gran numero, chissà se risponderanno.

12.56 – Tocca a Marco Peci
«Abbiamo raccolto le testimonianze dalla strada, dalle agenzie, raccogliendo una quantità impressionante di dati. Abbiamo dovuto creare un team di comunicazione, prendendo il meglio dalle nostre aziende. E’ stato un lavoro lungo 14 mesi, che ha richiesto tempo, pazienza e tanta attenzione».

13.01 – «Acquistare in un’agenzia o operatore è ormai il trend più cool. Noi investiamo: tempo, energie ma soprattutto soldi. Come si può pensare che un turista “fai da te” possa fare tutto quello che facciamo noi?»
«La modernità ci avrebbe indotto di portare un messaggio in maniera aggressiva ma l’abbiamo pensata diversamente».

13.05 – «I dati Gfk – Eurisko ci dicono che ci sono almeno 1 milioni di viaggiatori che possiamo intercettare».
Anche perché i viaggiatori in Italia sono circa 24 milioni, stando alle ultime rilevazioni, mentre quelli che si rivolgono a un tour operator sono 2,9 milioni, Peci dixit.

 

Il piano web
Televisione, stampa, sia di settore sia extra settore ma anche – e verrebbe da dire, ovviamente – tutto quanto è digital e social. Partendo dalle pagine Facebook degli operatori e arrivando ai singoli website dei to. Queste le linea guida della nuova campagna, strutturata in quattro elementi: il sogno, la consulenza, il valore del tour operator sino ad arrivare al payoff finale, rassicurante. 

13.12 – «Il nostro desiderio non è di rimanere da soli – aggiunge Peci – vogliamo condividerlo con tutti quegli attori che condividono con noi la quotidianità».
«Abbiamo investito 1 milione di euro – si inserisce Ezhaya -, cifra che può essere definita alta, bassa, non importa. Non è stato l’investimento di un singolo operatore ma lo sforzo di un’associazione, è questo il punto: abbiamo fatto qualcosa insieme, per tutti».

13.15 – «Metterci insieme è stato il vero successo – ribadisce Filippetti -. Adesso pensiamo a fare cobranding con le agenzie di viaggio, con le “filiere del turismo”. Ci abbiamo provato, già una volta, poi ci siamo lasciati. Ma se adesso ci riavvicinassimo sarebbe bene per tutti. Ribadisco, nella campagna mandiamo i clienti in agenzia di viaggio».
E via con il terzo messaggio diretto ai network.

13.20 – E’ il momento delle domande. E arriva la questione sulla lingua di tutti, come è noto: come cambiano i pesi a seguito della maxi operazione Alpitour –Eden?
«I pesi non cambiano, c’è uno statuto e dei regolamenti, basati su fatturati e quote associative. Tra di noi non ci vediamo più come competitor, ma come colleghi. Il vero nemico è altrove», spiega Filippetti.

13.25 – Ma in tutto questo le vendite degli operatori come stanno andando?
«Premesso che Astoi rappresenta il 90% del mercato – precisa Ezhaya -, a pari data sul 2017 siamo in rialzo dell’8% sulle vendite».

E con questo si chiude la conferenza e conseguentemente la diretta.
Ora, anche se siamo nel pieno dell’era digitale e la rivoluzione industriale è chiamata 4.0, gli operatori e gli affari si spostano al buffet.




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