17 August 2022

Alpitour: arrivano i cluster e i brand passano da dieci a sette

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Dopo aver salutato Hotelplan, il gruppo Alpitour si prepara a rinunciare anche a Viaggidea, Margò e Karambola. Ma lo fa con in mente un piano di razionalizzazione ben preciso, inevitabile coda della fusione con Eden Viaggi, e soprattutto senza rinunciare neppure a una virgola di prodotto. Al contrario, rinforzando la proposta con una banca letti ancora più vasta e l’ambizioso obiettivo di andare a erodere quote di mercato all’offerta online. Ma andiamo con ordine: oggi al Palazzo delle Stelline di Milano il più grande operatore turistico italiano ha presentato la sua Trevolution: un po’ rivoluzione, un po’ evoluzione, con il numero tre a fare da fil rouge dell’intera operazione.

Il periodo della pandemia ha infatti favorito in casa Alpitour una profonda riflessione sulle logiche di business della compagnia. Un ripensamento, come si diceva, sicuramente dovuto al processo di merger in corso, ma che la ridotta attività causata dall’emergenza sanitaria ha accelerato sensibilmente, fungendo da catalizzatore di idee e progetti. Ne è venuta fuori una nuova organizzazione dell’offerta che ora si divide in tre cluster di prodotto distinti, a loro volta contenitori dei singoli brand del gruppo e tutti dotati, a regime, di un proprio indirizzo Internet specifico, disegnato per rivolgersi al proprio target di mercato.

Il filone Mainstream includerà in particolare l’offerta tour operating più tradizionale – ha spiegato il general manager to del gruppo, Pier Ezhaya -. Quella composta, in altre parole, dai villaggi e da tutta la nostra proposta all inclusive, con una vocazione prioritaria per le famiglie. In questo filone confluiranno i brand Alpitour, Francorosso (per l’offerta di gamma più elevata) e Bravo. Quest’ultimo comprenderà sia la proposta Bravo Club, sia quella Eden Village, per un prodotto complessivo della sola villaggistica che in epoca pre-Covid vantava un giro d’affari di oltre 330 milioni di euro“.

Il cluster Specialties & Goal Oriented si rivolgerà invece ai clienti con maggior capacità di spesa, “ma soprattutto – ha ripreso Ezhaya – sarà provvisto sia della classica offerta tailor made, sia di un nuovo filone di business basato più sugli interessi che sulle destinazioni (goal oriented, appunto). Il tutto unito sotto il cappello Turisanda, che si declinerà anche nei due sister-brand Presstour by Turisanda (per l’offerta più accessibile) e Made by Turisanda (proprio per la proposta goal oriented)”.

Nasce infine il segmento Seamless & No Frills, che già dal nome tradisce la propria vocazione verso un pubblico alla ricerca di flessibilità, approcci più smart e casual, nonché una forte attenzione al prezzo. A questo cluster sarà completamente dedicato il brand edenviaggi, che allo scopo è andato incontro anche a una rivisitazione del logo. «Sempre all’interno del filone Seamless – ha aggiunto ancora Ezhaya – sarà per di più inserita la nostra nuova banca letti edengò, che stiamo finendo di ultimare proprio in queste settimane. Lo scopo è quello di costruire ciò che in gergo si chiama scaffale infinito, per garantire un inventario capace di raggiungere non solo le destinazioni più turistiche ma pressoché qualsiasi meta a livello globale”. Ed è proprio la banca letti lo strumento con cui il gruppo Alpitour intende provare a erodere quote di mercato online, rivolgendosi specialmente al pubblico più giovane.

L’intera nuova architettura sarà guidata dal nuovo direttore prodotto Franco Campazzo, che assumerà anche la responsabilità del cluster Mainstream ad interim. A Paolo Guariento, invece, sarà affidato il filone Specialties & Goal Oriented, mentre a Massimo Mariani andrà il segmento Seamless & No Frills. Importanti saranno anche i volumi gestiti da ogni singola divisione. In epoca pre-Covid, infatti, il prodotto Mainstream generava un giro d’affari complessivo di circa 840 milioni di euro, quello Specialties & Goal Oriented di 310 milioni e quello Seamless & No Frills di 200 milioni. “Ma è proprio quest’ultimo – sottolinea Ezhaya – quello da cui ci aspettiamo la crescita relativa più marcata”.

La differenziazione di prodotto si riverbererà naturalmente anche sull’organizzazione interna nelle tre sedi del gruppo. “A Torino – ha infatti precisato il presidente e ceo di Alpitour, Gabriele Burgio – rimarrà il quartier generale della compagnia, nonché una parte importante della gestione del prodotto Mainstream. Gli uffici di Milano si occuperanno invece principalmente del filone Specialties, come peraltro già sostanzialmente hanno fatto fino a oggi, mentre a Pesaro si concentrerà l’attività Seamless, oltre che una fetta di quella Mainstream”.




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