Cancro vescica, con terapia allungata quasi 90% pazienti è vivo a 5 anni
01/06/2026 16:43
Roma, 1 giu. (Adnkronos Salute) - Quasi il 90% (87,6%) dei pazienti con tumore della vescica non muscolo-invasivo ad alto rischio di recidiva è vivo a 5 anni. Un risultato ottenuto grazie all'aggiunta di 1 anno di trattamento con durvalumab di AstraZeneca alla terapia di induzione e mantenimento con Bacillus calmette-guérin (Bcg). Non solo. Il nuovo regime non ha mostrato un impatto clinicamente rilevante sulla qualità di vita, valutata attraverso questionari compilati dai pazienti. E' quanto emerge dallo studio di fase 3 Potomac, presentato al Congresso dell'American Society of Clinical Oncology (Asco), a Chicago. "Da oltre 10 anni non vi erano evidenti progressi per questi pazienti, che vengono trattati con intento curativo - afferma Patrizia Giannatempo, dirigente medico della Struttura dipartimentale di Oncologia medica genitourinaria, Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano - L'attuale standard di cura è costituito dalla Turbt, la resezione transuretrale del tumore, seguita dall'instillazione di Bcg direttamente nella vescica. Un'elevata percentuale di pazienti, però, presenta recidiva e progressione di malattia, che possono richiedere ripetute procedure invasive fino alla cistectomia, l'intervento chirurgico di rimozione della vescica. Da qui la necessità di nuove opzioni di cura".
"Nella malattia non muscolo infiltrante ad alto rischio, l'obiettivo è evitare la cistectomia e le procedure invasive, che possono avere un impatto negativo sulla qualità di vita - continua Giannatempo - L'aggiunta di durvalumab, per 12 mesi, alla terapia di induzione e mantenimento con Bcg consente di raggiungere tassi elevati di sopravvivenza a 5 anni. Nello studio Potomac, la qualità di vita è stata misurata sulla base di tre questionari, Pro, Qlq-C30 e Qlq-Nmibc24. Qlq-C30 ha incluso la valutazione della funzionalità fisica, cioè è specificamente dedicato ai sintomi e agli aspetti psicologici correlati al tumore della vescica non muscolo-invasivo. Come atteso con un trattamento immunoterapico prolungato, è stato osservato un moderato peggioramento della fatigue riportata dai pazienti. Tuttavia, l'impatto complessivo sui patient-reported outcomes è risultato limitato e globalmente comparabile al solo trattamento con Bcg. Questi pazienti presentano molto spesso un bisogno improvviso e impellente di urinare, che può influire significativamente sulla quotidianità e sulla percezione della propria autonomia".
"Qlq-Nmibc24 - prosegue Giannatempo - è un questionario specificamente dedicato ai pazienti con tumore della vescica non muscolo-invasivo e valuta, oltre ai sintomi urinari e agli effetti dei trattamenti intravescicali, aspetti legati alla percezione della malattia e alle preoccupazioni per il futuro. Come atteso con un trattamento immunoterapico prolungato, è stato osservato un moderato peggioramento della fatigue riportata dai pazienti. Tuttavia, l'impatto complessivo sui patient-reported outcomes è risultato limitato e globalmente comparabile al solo trattamento con Bcg. Si tratta di un elemento particolarmente rilevante in una patologia caratterizzata da trattamenti protratti nel tempo e dalla necessità di preservare, oltre al controllo della malattia, anche la funzionalità vescicale e la qualità di vita".
Queste evidenze illustrate all'Asco - ricorda una nota - si aggiungono ai dati dello studio Potomac già presentati nel 2025 al congresso della European Society for Medical Oncology (Esmo) e pubblicati su 'The Lancet', in cui il regime con durvalumab aveva dimostrato una riduzione del 32% del rischio di recidiva (o di morte in assenza di recidiva) rispetto al solo trattamento con Bcg. Inoltre, un'analisi esplorativa dello studio Potomac, presentata recentemente al congresso dell'American Urological Association (Aua), ha evidenziato che, nel primo anno di trattamento, il numero di eventi ad alto rischio e di recidive non sensibili a Bcg nel braccio trattato con durvalumab più Bcg era quasi la metà rispetto alla sola Bcg. Durvalumab più Bcg ha quindi migliorato il tempo all’intervento chirurgico di asportazione della vescica (cistectomia) e la sopravvivenza libera da cistectomia, con un numero inferiore di pazienti sottoposti a chirurgia.
"Nel 2025, in Italia, sono stimati circa 29.100 nuovi casi di tumore della vescica - spiega Rossana Berardi, presidente eletto Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) e ordinario di Oncologia all'università Politecnica delle Marche e direttore della Clinica oncologica dell'azienda ospedaliero universitaria delle Marche - Circa il 70% delle diagnosi riguarda forme non infiltranti, individuate quindi in una fase iniziale della malattia, nella quale le nuove terapie possono aumentare significativamente le possibilità di guarigione e migliorare la qualità di vita dei pazienti. Per garantire il miglior percorso di cura è fondamentale un approccio multidisciplinare, che coinvolga diverse figure specialistiche, tra cui oncologo, urologo, radiologo e anatomo-patologo".
"Grande attenzione - rimarca Berardi - deve essere rivolta anche alla prevenzione. Circa la metà dei casi è legata al fumo di sigaretta, che aumenta di quasi 5 volte il rischio di sviluppare la malattia rispetto ai non fumatori. Un dato particolarmente rilevante riguarda la popolazione femminile, in cui il tabagismo è in crescita e, di conseguenza, aumentano anche le diagnosi di tumore della vescica. Sebbene questa neoplasia sia ancora più frequente negli uomini, nelle donne esiste un rischio maggiore di diagnosi tardiva. L'ematuria, che rappresenta il principale campanello d’allarme della malattia, viene infatti spesso inizialmente attribuita ad altre condizioni urologiche o ginecologiche, ritardando l'avvio degli accertamenti diagnostici. E' quindi fondamentale promuovere una maggiore consapevolezza anche in ottica di medicina di genere, per favorire diagnosi più tempestive e migliori possibilità di cura. Infine, circa il 10% dei casi è associato all'esposizione professionale a sostanze chimiche presenti, ad esempio, in coloranti, diserbanti e idrocarburi. Le categorie professionali maggiormente esposte devono pertanto essere sottoposte a programmi di monitoraggio e sorveglianza dedicati", conclude il presidente eletto Aiom.
Fonte Adnkronos
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Novità alla guida dell’Anguilla Tourist Board che da oggi, 1° giugno, vede la transizione della presidenza e la nomina di un nuovo membro del consiglio.
Il ministro della Salute, del Turismo e dello Sport, Cardigan Connor, ha confermato la nomina di Sean Richard come nuovo presidente dell’Anguilla Tourist Board, succedendo a Cecile Amelia Vanterpool-Kubisch, il cui mandato come presidente è stato ridotto nell’ambito del processo di transizione della leadership. Vanterpool-Kubisch continuerà a far parte del consiglio di amministrazione.
L’Anguilla Tourist Board dà inoltre il benvenuto a Lockhart Hughes in qualità di nuovo membro del consiglio. Queste transizioni rientrano nell’impegno continuo del governo di Anguilla volto a rafforzare la governance, la supervisione strategica, la continuità della leadership e l’innovazione nel settore turistico, sostenendo al contempo la crescita costante e la sostenibilità a lungo termine dell’industria turistica dell’isola.
“Queste nomine rappresentano un passo importante nel rafforzamento della leadership strategica e del quadro di governance dell’Anguilla Tourist Board - ha commentato il ministro Connor -. Mentre Anguilla continua a consolidare la propria posizione come una delle principali destinazioni di lusso dei Caraibi, una leadership forte ed efficace del Consiglio rimane essenziale per sostenere la crescita, la sostenibilità e la competitività della nostra industria turistica.”
L’Anguilla Tourist Board rimane focalizzato sull’avanzamento del marketing strategico della destinazione, sul rafforzamento delle partnership con gli stakeholder, sul miglioramento dell’esperienza dei visitatori e sul posizionamento di Anguilla tra le principali destinazioni di lusso dei Caraibi.
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[post_content] => Starlux Airlines studia per il 2027 l'apertura di quattro nuove destinazioni a lungo raggio, in Europa e Australia.
Il presidente della compagnia aerea taiwanese, Chang Kuo-wei, ha anticipato in occasione dell'assemblea annuale degli azionisti, il lancio delle nuove rotte dalla base di Taipei-Taoyuan verso Barcellona, Zurigo, Sydney e Auckland, con quest'ultima operata come estensione del servizio per Sydney.
Il progetto è ancora in fase di valutazione e non è stata ancora presa alcuna decisione definitiva. Ma, se confermate, queste sarebbero le prime e uniche rotte dirette tra queste coppie di città. L'unica altra destinazione europea che Starlux Airlines ha finora confermato è Praga, con un collegamento che dovrebbe decollare il 1° agosto 2026.
In parallelo, il vettore sta portando avanti anche un'ulteriore espansione negli Stati Uniti, con Chicago, Washington, New York e Dallas valutate come potenziali prossimi hub in Nord America. Starlux ha già una presenza significativa sulla costa occidentale degli Stati Uniti, dove serve Los Angeles, Ontario, San Francisco e Seattle-Tacoma, oltre a Phoenix in Arizona, uno stato in cui l'industria taiwanese dei microchip ha effettuato ingenti investimenti.
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Un sistema integrato di polizze ad ampio spettro di coperture, in grado di offrire ad agenti di viaggio e clienti un vero e proprio scudo contro molteplici fattori di rischio, prevedibili e non: è la proposta di I4T – Insurance Travel per fronteggiare le nuove dinamiche di prenotazione innescate dalla crisi mediorientale, che vedono clienti sempre più prudenti, processi decisionali più lenti e una crescente domanda di protezione. Soluzioni pensate come strumenti concreti per intercettare e capitalizzare la voglia di viaggiare.
“Negli ultimi mesi abbiamo registrato un cambiamento netto nelle richieste provenienti dalle agenzie di viaggio – osserva Christian Garrone, responsabile intermediazione assicurativa di I4T – oggi il tema non riguarda più solo la copertura sanitaria o l’annullamento tradizionale: il viaggiatore vuole sapere cosa accade se il contesto internazionale peggiora, se subentrano difficoltà operative e, soprattutto, se un trasporto viene cancellato. Per questo abbiamo potenziato una serie di prodotti, a cominciare da I4Flight, nostro storico cavallo di battaglia, che proponiamo in una nuova edizione ancora più completa”.
I4Flight New Edition interviene sulle penali di annullamento e sulle spese di riprotezione in caso di cancellazione di qualsiasi mezzo di trasporto già prenotato – aereo, ferroviario o marittimo – e comprende non solo eventi tradizionali, come scioperi o condizioni atmosferiche avverse, ma anche situazioni oggi particolarmente sensibili per il mercato, come eventuali carenze di carburante.
Accanto a questa proposta c’è la polizza Annullamento Platino All Risks, soluzione che consente di rinunciare al viaggio e ottenere il rimborso delle penali per qualsiasi causa oggettivamente documentabile. Tra i vantaggi, anche una specifica copertura in caso di atti terroristici che possono verificarsi 30 giorni prima della partenza, entro un raggio di 100 chilometri dalla destinazione del viaggio.
Da segnalare anche l’Annullamento Silver Special Edition, polizza che permette di annullare il viaggio senza obbligo di motivazione fino a 13 giorni prima della partenza, con rimborso delle penali anche per i casi di ansia e stress.
Completano la gamma le polizze medico, bagaglio e a annullamento della linea Gold che includono pandemie ed epidemie, elemento recentemente tornato ad assumere rilevanza nelle valutazioni dei viaggiatori dopo gli ultimi anni.
“Oggi più che mai – conclude Garrone – la polizza assicurativa assume un ruolo centrale: non è solo una tutela economica per il viaggiatore, ma è anche uno strumento che genera fiducia lungo tutta la filiera. Da un lato rassicura il cliente al momento della prenotazione, dall’altro consente alle agenzie di viaggio di operare con maggiore serenità nella gestione di eventuali criticità, rafforzando ulteriormente il loro valore consulenziale”.
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[post_content] => Il fondo di investimento americano Castlelake ha annunciato il proprio interesse per EasyJet. Secondo fonti interne al fondo, nemmeno la compagnia aerea sarebbe a conoscenza dell'interesse, in quanto non ci sono stati contatti con il management. EasyJet, con circa 300 aeromobili, è, dopo Ryanair, la più grande compagnia aerea low-cost in Europa, nettamente più grande di Wizz Air.
Castlelake è una società di investimento con sede a Minneapolis, negli Stati Uniti. L'azienda detiene partecipazioni in diverse imprese, tra cui una quota del 32% in SAS, e possiede circa 250 aeromobili, sia di proprietà che in leasing ad altre compagnie aeree, per un valore stimato di circa 18 miliardi di dollari. Ha venduto 118 di questi aeromobili ad Avolon, un'altra società di leasing presente sul mercato.
L'offerta pubblica di acquisto per EasyJet, che secondo la legge britannica deve essere finalizzata entro il 26 giugno, arriva in un momento sempre più difficile per la compagnia aerea, che ha accumulato perdite significative quest'inverno. Tuttavia, non si trova ad affrontare problemi di liquidità, sebbene il suo valore di mercato si sia dimezzato in seguito agli eventi nel Golfo Persico e all'aumento dei prezzi del carburante.
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[post_content] => In merito all'argomento sviluppato nell'ultimo numero di Travel Quotidiano, cioè l'incredibile preferenza verso le compagnie aeree da parte dell'Ue, rispetto a adv e to che devono presentare una montagna di garanzie. Per i vettori garanzie niente, come al solito.
Dicevo in merito a questo argomento abbiamo ricevuto una lettera da Leandro Santini, general manager dell'agenzia Viaggi Santini srl, che vogliamo riportare per dare un'idea seppure sintetica di cosa succede in un'agenzia nei rapporti con Iata e vettori.
Eccola:
«Gent.mo Direttore Dott. Aloe,
Ha toccato un tema che nei miei lunghi anni (oltre 50 di adv) ho sempre puntualizzato nelle circostanze che mi sono capitate, comprese critiche dirette verso la stessa Iata. Chiaramente senza successo.
Siamo Iata da, mi pare, 48 anni, e non abbiamo mai avuto mai problemi economici con loro.
Ma problemi da vari vettori ne ho avuto, oltre quelle recenti (con vettori da lei segnalati…ma poco utilizzati in Europa) anche altre compagnie che operano in Europa, o che si possono vendere in Europa.
Da parte sua la Iata chiede dimostrazioni della nostra solidità, oltre che giustificarla con le fidejussioni
Aggiungo un'altra battaglia da fare: la mancata accettazione delle carte di credito agenziali. Sa cosa significa?
Anni fa avevamo fidejussioni per di molti milioni di lire, oggi euro, il totale del BSP mensile era sempre garantito, per cui Iata era tranquilla, anzi erano loro spesso che dovevano rimborsarci dei soldi.
Poi è arrivato lo stop alle carte di credito agenziali, di conseguenza il rischio delle adv verso la Iata cresce. In questo caso la Iata che fa? Alza subito le fidejussioni e di conseguenza mette in difficolta l’adv che deve rivolgersi alla banca e, se la banca gli concede l’aumento delle fidejussioni, dovrà sopportare costi molto più alti…
Poi però gli stessi vettori che a noi riconoscono lo 0,1% ‘’staccano’’ le nostre carte di credito perché non gli va bene che prendiamo operazioni commerciali che ci comportano commissioni a nostro favore da parte dei gestori delle carte di credito.
Cordiali saluti»
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[post_content] => Punta allo sviluppo internazionale il 2027 di Aeroitalia, con l'avanzamento del piano di sviluppo della flotta che vedrà la consegna di nuovi Boeing 737-8.
Proprio l'ampliamento della flotta darà impulso alla crescita oltre i confini italiani, dopo un periodo di consolidamento della propria presenza sul mercato domestico: a spiegarlo, in occasione di Routes Europe 2026 a Rimini, il direttore commerciale Massimo Di Perna, ripreso da Aviation Week.
«Il prossimo anno sarà l'anno dell'espansione internazionale in modo organico. Stiamo già sviluppando una strategia di network. Siamo qui (al Routes Europe) per incontrare gli aeroporti al fine di comprendere le opportunità».
Il vettore opera attualmente con una flotta mista composta da 737-800, Atr 72-600 ed Embraer 175/195 e prevede di prendere in consegna cinque B737-8 da Air Lease Corporation, con la prima consegna prevista per marzo 2027 e le restanti a seguire, tra giugno e luglio.
«Nel picco estivo di quest'anno avremo 20 aeromobili, ma a partire da marzo del 2027 arriveranno i nuovi 737 Max. Ciò significa che dobbiamo crescere organicamente al di fuori dell’Italia».
La compagnia aerea ha già avviato la propria espansione internazionale: questo maggio ha inaugurato la nuova base a Salerno Costa d’Amalfi e del Cilento e durante la summer offrirà voli per Ibiza, Palma di Maiorca, Mykonos e Santorini.
Di Perna ha sottolineato che Aeroitalia si considera ora una network airline, focalizzata sulla connettività, ricordando le partnership di interline con Air France, Delta Air Lines, Klm, Etihad Airways e Qatar Airways: in pratica, «è possibile volare da Palermo via Roma con Delta fino a New York».
Tuttavia, nonostante le ambizioni di crescita, ha riconosciuto la crescente pressione derivante dall'aumento dei costi del carburante in tutto il settore e i rischi associati all'espansione oltre i confini italiani in mercati sempre più competitivi.
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[post_content] => I dati dell'Ipw in Florida confermano la Louisiana destinazione emergente del Sud degli Stati Uniti per il mercato italiano, capace di evolvere da storica patria del jazz a meta esperienziale a 360 gradi. Per il 2026 il focus promozionale della destinazione si concentra sull'Anno dell'Outdoor.
«La vita all’aria aperta non è solo qualcosa che si vede, qui è qualcosa che si vive. Lanciare l’amo all’alba, osservare le aquile librarsi sopra le paludi di cipressi e passeggiare in un giardino d’arte all’aperto. La Louisiana si è guadagnata il titolo di “Paradiso degli sportivi” perché nessun altro luogo offre una varietà di esperienze all’aria aperta pari alla nostra», ha dichiarato il vice governatore Billy Nungesser.
La nuova proposta turistica si articola su tre direttrici ad alto valore aggiunto, studiate su misura per il viaggiatore alla ricerca di autenticità.
Il pilastro outdoor e l'esperienza wild
La natura della Louisiana non si osserva passivamente, si vive in prima persona attraverso attività ad alto tasso di adrenalina e coinvolgimento dedicate a chi cerca l'avventura vera. Swamp tour in airboat con navigazione a tutta velocità nelle paludi, sfrecciando tra foreste sommerse e il suggestivo muschio spagnolo. Safari palustre tramite itinerari guidati che garantiscono incontri ravvicinati con alligatori, procioni e cuccioli di cinghiale selvatico. Fly & Drive naturalistico sfruttando una fitta rete di parchi statali e byways panoramiche, una formula perfetta per esplorare il territorio in totale libertà
Cultura, cinema e borghi storici
Il viaggiatore italiano cerca storie, atmosfere cinematografiche e radici profonde. La Louisiana risponde con un grosso patrimonio visivo. Le Grandi Piantagioni con strutture iconiche come la Oak Alley Plantation, celebre per il suo maestoso e fotogenico viale di querce secolari. Oltre New Orleans, il viaggio nel cuore delle culture creole e cajun, scoprendo l'autenticità di Baton Rouge, Lafayette e dei piccoli borghi storici. Set a cielo aperto tra scenari leggendari che hanno fatto la storia del cinema e delle serie Tv mondiale.
Gastronomia identitaria, una cucina d'autore
Niente fast food. In Louisiana la cucina è una religione, un pilastro culturale che da solo vale il viaggio e che conquista il palato italiano al primo assaggio. Il Gumbo, leggendario piatto nazionale a base di roux, carne o pesce, così sacro da avere una sua giornata celebrativa ufficiale. La Jambalaya, un trionfo ricco e speziato di carne e pesce che reinterpreta in chiave locale la paella spagnola. L'oro del Golfo di eccellenze ittiche freschissime, gamberi di palude, granchi rossi, ostriche locali.
In quest'ottica, la Louisiana smette di essere una semplice estensione musicale e diventa un viaggio completo, perfetto anche per i repeaters: autenticità, natura incontaminata e cultura culinaria d'eccellenza. L'inserimento di New Orleans come tappa all'interno di itinerari nell'entroterra, interamente incentrati sulla natura selvaggia e sulle culture locali, rappresenta un format ideale per conquistare un target alla ricerca del volto autentico e inaspettato del grande Sud americano.
(Anna Morrone)
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[post_content] => Debutta all'aeroporto di Milano Bergamo “NextBG - The New Way to Explore Bergamo”, il primo servizio di noleggio di biciclette elettriche premium attivato all’interno di un’aerostazione italiana.
Un progetto che nasce dalla collaborazione tra Dif Spa e Sacbo, la società di gestione del Milan Bergamo Airport, con il supporto dei partner tecnici Würth e Bergamont, accomunati da una visione condivisa orientata all’innovazione e alla mobilità sostenibile.
Sono oltre 25 le e-bike Bergamont (gruppo Scott Sports) di ultima generazione tra le quali si può scegliere a seconda di gusti e stile (e-Mtb premium dotate di vari comfort e disponibili in diverse varianti in base alle esigenze).
Il punto forte è la proposta cicloturistica. Oltre al semplice noleggio, si possono infatti vivere alcune esperienze guidate: in Città Alta, ad esempio, con “Città Alta, dove Bergamo racconta la sua storia”, gita di 4 ore comprensiva di guida cicloturistica, oppure la variante da mezza giornata che include il pranzo tipico bergamasco; in alternativa si può optare per la pedalata guidata tra le vigne del Moscato di Scanzo o fino al Castello di Malpaga, anche in questi due casi con opzione visita guidata, degustazione e pranzo. Tutte le proposte già disponibili sono illustrate sul sito Nextbg.it e altre saranno implementate nelle prossime settimane. Per chi desidera qualcosa di ancora più personale, NextBG progetta esperienze su misura, adatte a famiglie, coppie o viaggiatori individuali.
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L’idea di fondo, a cui ora si aggiunge il progetto NextBG, è creare le condizioni perché l’intera comunità che ruota attorno all’aeroporto possa utilizzare e valorizzare la bicicletta. Non solo i lavoratori aeroportuali, quindi, ma anche i viaggiatori, italiani e internazionali, che sempre più spesso ricercano infrastrutture e servizi che permettano loro di muoversi in modalità integrata, combinando diversi mezzi di trasporto sostenibili.
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[post_content] => Dovrebbe attestarsi tra il 10% e il 15% la flessione del totale arrivi a Cipro entro fine anno: a tracciare una cauta prospettiva è il presidente della Cyprus Travel and Tourism Agents (Actta), Charis Papacharalambous, che esprime speranza sul ridimensionamento graduale del calo dei visitatori ma, naturalmente, avverte delle pressioni che continuano a gravare sul settore turistico.
I dati dell'Ufficio di statistica di Cipro (Cystat) segnalano intanto una diminuzione del 27,6% su base annua degli arrivi turistici per il mese di aprile a conferma delle conseguenze negative del conflitto in Iran sul settore turistico dell’isola: in aprile i visitatori sono stati 303.031, portando la flessione complessiva nei primi quattro mesi del 2026 ad un meno 17,9% rispetto al primo quadrimestre del 2025.
In un'intervista con la Cyprus News Agency - ripresa da CyprusMail - Papacharalambous ha affermato che l'associazione rimane in costante contatto con i propri partner all'estero, lavorando per promuovere Cipro attraverso offerte e nuovi programmi di viaggio.
Guardando al futuro, il dirigente esprime cauto ottimismo sul fatto che la situazione potrebbe stabilizzarsi verso la fine dell’anno: «Da settembre a ottobre, il calo degli arrivi potrebbe aggirarsi tra il 5% e il 7%» per poi attestarsi a fine anno tra il 10% e il 15%.
A pesare sulla performance c'è sicuramente la crescente incertezza tra i viaggiatori, che ha modificato in modo significativo il comportamento di prenotazione. «Stiamo assistendo a un forte spostamento verso le prenotazioni last minute, ed è così che si evolverà l'anno». C'è poi da considerare anche la riduzione della capacità aerea per Cipro che, unita a una domanda più debole, sta influenzando i prezzi dei biglietti.
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