27 March 2026

Val Gardena: Peter Runggaldier, l’eterno ragazzo della discesa libera e del super G

Peter Runngaldier con la coppa del mondo di SuperG nel 1995

Il Sud Tirolo (o Alto Adige che dir si voglia) è molto attivo nella promozione del proprio patrimonio montano, sia estivo che invernale. IDM Südtirol – Alto Adige ha ultimamente promosso il giro delle “tre nere FIS” di coppa del mondo: a Plan De Corones (Erta), Alta Badia (Gran Risa) e Val Gardena (Saslong).
Una delle sorprese che possono capitare è una bella sciata con Peter Runggaldier, supegigantista e liberista degli anni ’90, periodo “Tomba” ma anche periodo legato all’ “Italjet” dove assieme a Ghedina, Peratoner, Vitalini sfrecciava sulle nere ghiacciate da discesa libera di tutt’Europa per la coppa del mondo di Sci Alpino, che vinse, per il Super G, primo Italiano, nel 1995.
Peter, nativo di Bressanone, ha rappresentato un vanto dell’Italia della velocità su sci, che al tempo dell’ ”Italjet” si piazzava meglio dei grandi Svizzeri e Austriaci. E’ possibile organizzare una sciata attraverso l’IDM Südtirol – Alto Adige  con il grande campione, che appare un buontempone, allegro, sorridente, con un sacco di storie da raccontare…anche perché ne ha viste delle belle nella sua carriera il cui picco fu, dopo una leggendaria medaglia d’argento in libera al trofeo Topolino, fucina di grandi campioni a 12 anni, nel 1980, e la coppa del mondo di Super G (1994/’95) ai Mondiali di Saalbach-Hinterglemm nel 1991, l’argento nella discesa libera.

«Begli anni e ricordi indelebili di un circo bianco davvero interessante – narra Runggaldier, classe ’68, ancor oggi circondato dall’affetto dei suoi estimatori e conterranei – eravamo una bella squadra. La cosa bella del “Circo Bianco” è che sono ancora in contatto con molti sciatori leggendari, uno su tutti Franz “Kaiser” Klammer, con cui condivido eventi e momenti ludici e una datata amicizia». Oggi, dopo avere fatto il direttore della scuola di sci di Selva di Valgardena,  , resta nel settore accompagnando a sciare persone che vogliono provare l’emozione di sciare con un campione e ha assunto la direzione agonistica del Porsche ski club.
Parlando di carriera ci dice ancora: «Dietro al rimpianto di non essere mai riuscito a conquistare una vittoria in discesa libera c’è un altro piccolo cruccio: quello di non essere mai riuscito a brillare nella mia valle. Io non avevo il fisico e la pesantezza giusta per emergere su certi percorsi e oltre i cento all’ora non sempre la tecnica basta. Ma, ripeto, della mia carriera non mi lamento».
E su questa positività, in una gloriosa giornata di sole siamo tornati in pista.

 

 

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