14 dicembre 2021 09:57
Malta tutta da scoprire, anche negli spazi più remoti della Capitale: ecco Underground Valletta, un’area resa accessibile al pubblico lo scorso novembre, che rappresenta un corpus di cunicoli risalenti all’epoca in cui la capitale maltese fu fondata sul monte Sciberras dai Cavalieri Ospitalieri dell’Ordine di San Giovanni, a seguito della loro vittoria contro gli Ottomani nel 1565. Originariamente questi spazi furono costruiti allo scopo di creare pozzi e cisterne di stoccaggio, per poi tornare prepotentemente in auge negli anni della Seconda Guerra Mondiale quando divennero rifugi dove i maltesi si nascondevano durante i raid aerei.
Grazie a Heritage Malta, il pubblico ha ora l’opportunità di vivere Valletta, Patrimonio Unesco, in modo ancora più completo e apprezzare alcuni aspetti della sua storia che in passato potevano essere trascurati.
L’ingresso a Underground Valletta è in St John Square, a destra della Concattedrale di San Giovanni. I tour guidati della durata di 40 minuti sono disponibili il lunedì, il mercoledì e il sabato e permettono l’accesso ad un massimo di 12 persone alla volta. Il costo del biglietto è di € 15 ed è acquistabile sul sito di Heritage Malta.
In attesa di visitare di persona Underground Valletta, il prossimo 19 dicembre andrà in onda su Italia 1 una speciale puntata dedicata a Malta di Freedom – Oltre il Confine che vedrà Roberto Giacobbo in qualità di primo conduttore della tv italiana dedicare un servizio a Valletta Sotterranea.
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[post_content] => Innsbruck allunga lo sguardo alla primavera quando, dal 27 marzo al 6 aprile, la Marktplatz si trasforma in un variopinto giardino pasquale in cui l’artigianato d’eccellenza incontra i sapori del territorio e le più antiche usanze tirolesi.
La capitale delle Alpi austriache celebra la rinascita primaverile con un programma denso di musica, cultura e attività per famiglie che accompagnano l'atteso mercatino di Pasqua: il momento ideale per scoprire una città capace di unire il fascino della storia alle ultime discese sugli sci e ai primi tour in bicicletta lungo il fiume Inn.
Un appuntamento centrale della stagione, che accoglie all'ombra della maestosa Nordkette la vivacità del centro storico. Oltre trenta bancarelle accuratamente decorate accoglieranno i visitatori ogni giorno, dal 27 marzo al 6 aprile dalle 11 alle 20, offrendo una selezione internazionale di artigianato di alta qualità tra l'odore dei pinoli appena sfornati. Passeggiando tra gli stand, gli ospiti potranno scoprire manufatti artistici in legno e ceramica, creazioni di gioielleria, uova dipinte a mano, profumi e candele provenienti da sei Paesi: Austria, Germania, Francia, Polonia, Spagna e Ungheria. E, ovviamente, le tipiche pantofole in pelle tirolesi.
L'esperienza gastronomica, altrettanto ricca, spazia dalla tipica colazione rinforzata del Frühshoppen ai grandi classici locali come lo speck e il formaggio di malga, fino ai dolci Baumstriezel appena sfornati, al torrone e alle mandorle caramellate. Per chi cerca sapori contemporanei o internazionali non mancano le Tornado Potatoes e i churros che rendono la sosta culinaria un viaggio tra tradizione e innovazione. Il tutto immerso in un'atmosfera gioiosa in cui anche i più piccoli possono divertirsi nel "Mondo dei bambini", aperto dalle 11 alle 17 con laboratori di bricolage, giochi e concorsi di disegno.
La Pasqua a Innsbruck non è una festa commerciale, ma un tuffo profondo nelle radici culturali del Tirolo: un ricco programma anima le piazze e i vicoli del centro con esibizioni giornaliere di musica popolare. Il debutto ufficiale sarà venerdì 27 marzo con i Goaslschnalzer di Innsbruck, i cui schiocchi di frusta annunciano l'inizio dei festeggiamenti. Nei giorni successivi si alterneranno gruppi come la Höttinger Tanzlmusig e gli Innsbrucker Böhmische, portando in scena melodie che risuoneranno tra il Tettuccio d'Oro e la riva dell'Inn. Particolare fascino rivestono riti come il Grasausläuten del 30 marzo, in cui il suono dei campanacci viene utilizzato per "risvegliare l'erba" e chiamare la primavera, o il suggestivo Karfreitagsratschen del venerdì santo, quando le raganelle di legno suonate dai bambini sostituiscono le "campane volate a Roma" per il lutto.
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[post_content] => Oltre un milione di arrivi per la Basilicata nel 2025 e circa 2,83 milioni di presenze.
L'Apt Basilicata ha presentato in Bit i dati evidenziando una crescita del 9,7% rispetto al 2019, anno di Matera Capitale europea della cultura del 2019, e del +12,4% rispetto al 2024.
«La Basilicata ha lavorato bene e sta vincendo - ha sottolinetao la ministra del turismo Daniela Santanché - Nel 2025 i dati sul turismo sono stati meravigliosi e il 2026 sarà ancora meglio. Dobbiamo aumentare sempre di più le nostre offerte turistiche, occuparci delle nostre aree interne perché dobbiamo destagionalizzare, ma dobbiamo anche combattere il fenomeno della desertificazione e dello spopolamento. Se arriva l'industria del turismo, i nostri giovani possono decidere di rimanere nella terra dove sono stati e che amano».
I dati certificano 1 milione e 35 mila arrivi, ossia i turisti giunti in Basilicata e circa 2,83 milioni di presenze, ossia il numero di pernottamenti nelle strutture ricettive. Solo il 2,3% di questi dati è rappresentato dalle nuove locazioni turistiche emerse grazie al Cin, ossia il codice identificativo nazionale per le strutture ricettive.
La provenienza dei turisti è per il 67,95% italiana confermandosi base strutturale della domanda regionale. Il 32,05% arriva dall’estero, con flussi in sensibile crescita rispetto al 2024 e livelli che superano ampiamente quelli del 2019; tra i principali mercati esteri si confermano Francia, Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Spagna.
«Il 2025 è stato un anno straordinario per il turismo lucano e segna un passaggio strutturale per la Basilicata. La crescita registrata - dichiara il presidente della regione Basilicata, Vito Bardi - conferma che la Basilicata è oggi una destinazione maggiormente riconosciuta e più competitiva, capace di attrarre flussi nazionali e internazionali grazie a programmazione, identità territoriale e qualità dell’offerta sui quali continuare a lavorare di concerto con gli operatori e con Apt, a cui va il mio riconoscimento per il buon lavoro. Nel prossimo triennio l’obiettivo è compiere un ulteriore salto di qualità sul piano della governance, dotandoci di strumenti strutturati di valutazione dell’impatto economico delle politiche turistiche sul PIL regionale e sui territori. Indicatori - conclude Bardi - chiari e misurabili ci consentiranno di orientare in modo sempre più efficace le scelte di investimento pubblico, rafforzando uno sviluppo turistico equilibrato, sostenibile e coerente con le esigenze delle comunità locali».
«È un risultato che premia un lavoro corale e soprattutto degli operatori tutti. - dichiara il direttore di Apt, Margherita Sarli - dal nostro canto, d’intesa con il presidente della regione continueremo a lavorare ad un piano di attività che tenga fermi i due capisaldi del nostro lavoro: prodotto e comunicazione, che sono una parte importante del più complessivo sistema».
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Aeroporti, porti, autonoleggio e mobilità su gomma: a Bit Milano il panel "City break e hub di accesso: il viaggio comincia qui" ha messo intorno allo stesso tavolo i protagonisti della filiera per affrontare il nodo ancora irrisolto o meglio, in fase di sviluppo, della mobilità turistica italiana. Il dibattito ha visto Salvatore Burrafato, presidente - Gesap - Aeroporto Falcone Borsellino, Maria Paola Forleo, head of destination management di Sea Milan Airports, Giuseppe Giunta, business development Italia di Sicily by Car, Roberto Achenza, creative operations director di Costa, e Marco Todde, ceo di Todde Bus.
Il filo conduttore: il viaggio non inizia all'imbarco ma dalla porta di casa, eppure l'ultimo miglio resta il grande assente dalle piattaforme di prenotazione. Todde ha lanciato la provocazione più diretta: la tecnologia per integrare il trasferimento locale nel booking esiste già, manca la volontà dei grandi player di aprirsi a partnership capillari. Ovvero di coinvolgere le reti di trasporto già presenti sui territori per raggiungere anche i borghi più piccoli. Insomma, c’è bisogno ancora di fare sistema.
I numeri raccontano un settore in salute e in trasformazione. Palermo ha chiuso il 2025 con 9,3 milioni di passeggeri (+3,3%) e punta a diventare capitale del city break mediterraneo grazie alla metropolitana in aeroporto e a una rete di servizi ancillari sempre più integrata. In cui, ha sottolineato Burrafato, proprio la volontà di fare sistema con gli altri attori dei trasporti ha fatto la differenza per sviluppare la vitalità dello scalo e le opportunità per vivere Palermo. Bene anche per lo scalo di Malpensa, che è l'aeroporto europeo con la maggiore crescita sul lungo raggio (+14%) e fa leva sul coordinamento strategico per vendere non solo la città ma l'intero territorio lombardo.
Dal mondo crociere, Achenza ha ribaltato il cliché del mordi e fuggi: secondo i dati Clia, sei crocieristi su dieci tornano nella destinazione visitata con un viaggio autonomo. Sicily by Car, dal canto suo, ha illustrato come digitalizzazione e AI stiano rivoluzionando il noleggio — dalla consegna auto in sette minuti ai circuiti elettrici tra dimore storiche — con 850mila contratti annui.
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ITB Berlin 2026, in programma dal 3 al 5 marzo presso il quartiere fieristico della capitale tedesca, registra il tutto esaurito. Nell’anno del suo 60° anniversario, la principale fiera B2B mondiale dedicata al turismo conferma la propria centralità nello scenario internazionale con oltre 160 Paesi rappresentati, vendite di biglietti sostenute e una Convention di alto profilo. Paese Ospite ufficiale sarà l’Angola.
La manifestazione evidenzia una crescita particolarmente significativa in Asia e nei Paesi arabi, così come nei segmenti crociere, travel technology, turismo medicale e avventura. Le grandi partecipazioni nazionali – tra cui Thailandia, Egitto, Turchia e Italia – rafforzano il ruolo di ITB Berlin quale marketplace globale per business, innovazione, dialogo e sviluppo sostenibile.
Tra le novità dell’edizione 2026 debutta MIA, chatbot attivo 24 ore su 24 per supportare espositori e visitatori. Si ampliano inoltre le ITB Guided Tours, con percorsi tematici dedicati all’intelligenza artificiale, alle destinazioni resilienti e alle tecnologie alberghiere. Il nuovo Talent Hub, evoluzione del Career Center, punta sulla formazione e sull’attrazione dei giovani professionisti, mentre il Medical & Health Tourism Pavilion continua a espandersi, intercettando la crescente domanda di viaggi legati a prevenzione, longevità e benessere.
Il comparto Travel Technology, con sei padiglioni completamente sold out, si conferma tra i più dinamici, con un forte focus su AI, sistemi di pagamento digitali e soluzioni software per l’hospitality.
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Con lo slogan “Leading Tourism into Balance”, l’ITB Berlin Convention 2026 riunirà circa 400 relatori internazionali per approfondire le grandi trasformazioni del settore: dall’intelligenza artificiale (con particolare attenzione all’agentic commerce) alle strategie rigenerative, dalla longevità ai nuovi ecosistemi di pagamento, fino al turismo inclusivo.
A completare il programma, un ricco calendario di eventi celebrativi diffusi in tutta l’area espositiva per festeggiare i 60 anni della manifestazione, tra mostre, networking e format speciali. Con ITB 360°, la piattaforma attiva tutto l’anno, ITB Berlin consolida così il proprio posizionamento come hub globale dell’innovazione turistica.
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[post_content] => «Abbiamo voluto parlare delle Olimpiadi per arricchire il programma della Bit con appuntamenti legati al mercato mondiale del turismo e per capire quale sarà l'eredità di quanto sta succedendo non solo a Milano, a Cortina e nelle regioni limitrofe, ma anche in tutta Italia». Esordisce così Paolo Verri, presidente della Fondazione Mondadori e advisory board della Bit, che ha presentato con entusiasmo il panel: “Olimpiadi. E dopo? L’onda lunga degli eventi sportivi nelle città olimpiche. Milano - Parigi – Barcellona”. Nell’indagare un tema tanto significativo hanno preso la parola Enric Turñó, assessore allo sport del Comune di Barcellona, Sandrine Buffenoir, direttrice di Atout France, Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura della città di Milano e Domenico De Maio Education & Culture Director di Fondazione Milano Cortina 2026. «Sono con noi due città amiche: Barcellona (che è gemellata con Milano) e Parigi (sede dell’ultima Olimpiade) che tanto ha avuto in comune con Milano: dalla cerimonia d’apertura all’impegno della sindaca Anne Hidalgo nel farla diventare una città totalmente sostenibile. - prosegue Verri - Un impegno che, nel corso di 24 mesi, ha dimostrato di essere un forte traino per una nuova Parigi e una nuova Francia. Per arrivare a questo abbiamo tutti imparato di Barcellona, dove le Olimpiadi hanno dato aiuto alle periferie, e hanno fatto un importante lavoro per l’inclusione sociale e per i giovani. Le Olimpiadi del 1992 hanno cambiato la storia di Barcellona e la storia del Movimento Olimpico». Nel 1992 Enric Turñó era l'assessore ai giovani, allo sport e alle Olimpiadi del Comune di Barcellona e racconta quale effetto duraturo i Giochi abbiano avuto sul turismo e sull'orgoglio locale. «Allora era in corso una transizione politica, c’era una crisi economica e la città tentava, faticosamente, di riprendersi da una dittatura lunga 40 anni. - afferma Turñó - Juan Antonio Samaranch venne nominato presidente del Comitato Olimpico Internazionale dal 1980 al 2001; era cittadino di Barcellona e decise di proporre la candidatura olimpica come motore di sviluppo della città, avviando importanti opere di recupero. Le organizzazioni governative e il comitato olimpico lavorarono insieme con le istituzioni turistiche e avviarono un piano alberghiero per favorire l’accoglienza degli ospiti, aprendo 15 grandi alberghi di catene internazionali. Alla fine dei giochi olimpici Samaranch disse che erano stati i migliori della storia e hanno accompagnato Barcellona e la Spagna nell’età moderna». «Barcellona è stata quindi la prima delle “nuove Olimpiadi”, perché ha capito che, per una città, la decisione di attrarre talenti, investimenti e turisti passa attraverso i giochi olimpici. Anche Parigi ha saputo cogliere questa opportunità» ha aggiunto Verri, dando la parola a Sandrine Buffenoir, direttrice di Atout France che prosegue: «Parigi si è candidata pensando a delle Olimpiadi diffuse che includessero tutta la Francia e anche la Polinesia Francese per le gare di surf. Abbiamo così messo in risalto un patrimonio del passato che conduce verso il futuro, con la digitalizzazione della Francia: grazie all’Ai abbiamo messo a punto strumenti per migliorare la mobilità dei passeggeri e che oggi restano come lascito dei Giochi. Abbiamo anche sviluppato una narrazione intorno alle competizioni invitando gli ospiti a sfruttare al meglio il loro tempo al di fuori delle gare visitando l’intera Francia, oltre a Parigi. Il paese intero ha così tratto beneficio dalle competizioni. È stata anche un’opportunità per la sostenibilità: i giochi dovevano avere il minor impatto in termini di emissioni di carbonio, quindi abbiamo costruito una sola struttura - una piscina e arena acquatica oggi utilizzata dalla città - mentre il Villaggio Olimpico, costruito con finanziamenti privati, ospita ora diverse attività. Per noi era fondamentale che i giochi andassero a beneficio della popolazione, in un progetto che proseguirà con i giochi nelle Alpi Francesi del 2030. Con il nostro Ministro dello Sport e il Comitato Olimpico abbiamo seguito la strada aperta da Barcellona1992, abbiamo imparato da Parigi2024 e stiamo osservando e studiando l’operato di Milano-Cortina2026: poi useremo tutto questo per organizzare nel modo migliore i Giochi Invernali del 2030 in termini di sostenibilità, nel rispetto degli abitanti locali e dell'ambiente». Le Olimpiadi coinvolgono anche la cultura: importante l’apporto di Domenico De Maio, education&culture director di Fondazione Milano Cortina 2026. «Costruendo i programmi educativi e culturali per queste Olimpiadi conoscevamo l'off-city contract firmato da regioni e città nel 2019, secondo il quale i programmi educativi e culturali non sono attività a corredo dei Giochi ma, allo stesso modo di un impianto, sono parte dell'impegno di comunicazione e di responsabilità sociale di portare i valori olimpici a 8 milioni di ragazzi. 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Quello che rimane sono il soft-power - il potere diffuso della produzione culturale, un lavoro che, a partire dal capoluogo, va a tessere una tela estesa a tante comunità minori della Lombardia e del Veneto - e le strutture come quel Villaggio Olimpico, visitato anche dal Capo dello Stato Mattarella, che sta vincendo la sua sfida grazie a una visione lungimirante nella destinazione degli edifici. Ogni evento guidato da Fondazione, dal Cio e ai soggetti titolati ha portato vantaggi di comunità. Le Olimpiadi avranno poi un impatto nell’accelerazione di progetti culturali della città, come è avvenuto per il restauro della Volta Leonardesca conservata al Castello Sforzesco nella Sala delle Asse (opera mirabile, il cui cantiere era aperto da 18 anni e che rimarrà come futura eredità per tutti gli amanti dell’arte). Abbiamo poi riallestito la Pinacoteca del Castello e realizzato tante altre migliorie, portando anche la mostra di Anselm Kiefer alla sala delle Cariatidi. 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Chiara Ambrosioni
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[post_content] => Star Clippers prolunga l'iniziativa dell’Early booking discount, offrendo alle agenzie uno strumento in più per promuovere e commercializzare il prodotto in Italia.
Sconti del 10% e del 20% saranno applicati alle prenotazioni effettuate entro il 28 febbraio su una selezione di partenze previste per la prossima estate dagli home port mediterranei a bordo dei tre velieri Star Clippers.
Royal Clipper tra Costa Azzurra e Adriatico
Gli Early Booking Discount del cinque albero Royal Clipper, ammiraglia della flotta, riguardano un totale di nove partenze, tutte da sette notti, dai porti di Nizza (25 aprile, 2 e 16 maggio) e Venezia (11, 18 e 25 luglio; 1°, 8 e 15 agosto), tutte scontate del 10%, con rientro nello stesso porto di partenza.
Star Clipper tra minicrociere e coast-to-coast
Per il quattro alberi Star Clipper dieci crociere totali, tra aprile e novembre, con sconti tra il 10% e il 20%.
Dalle minicrociere di aprile con imbarco e sbarco a Nizza (25 aprile, 3 notti, con scalo a Monaco in occasione del GP Historique; 28 aprile, 4 notti) alle traversate tra Venezia e Civitavecchia (2 luglio, 11 notti, e ritorno su rotta opposta il 18 luglio, 11 notti) e tra Venezia e Atene (29 luglio, 11 notti, e ritorno su rotta opposta il 9 agosto, 11 notti).
Star Flyer tra il Canale di Suez e lo stretto di Gibilterra
I due capi del Mediterraneo, le estreme vie d’accesso al Mare Nostrum, saranno attraversate da Star Flyer. Il 30 giugno 2026 partirà una delle rotte più attese: da Safaga, porto egiziano sul Mar Rosso, il veliero raggiungerà Atene dopo aver attraversato il Canale di Suez, in 11 notti (sconto del 10%). Tra luglio e agosto, tre crociere nell’Egeo (Atene-Atene, 25 luglio, 8 e 15 agosto, sette notti), anticiperanno il gran finale di stagione in partenza da La Valletta il 25 ottobre: una crociera di 10 notti fino a Malaga, da cui il quattro alberi prenderà il largo verso le Americhe, attraversando lo stretto di Gibilterra.
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Su Star Flyer saranno quattro le crociere, in alta stagione sulle rotte Atene-Atene da sette notti, (25 luglio 2026, 1, 8 e 15 agosto 2026). Quattro partenze anche quelle a bordo di Star Clipper, sulle rotte da 11 notti Venezia-Civitavecchia del 2 luglio, Civitavecchia-Venezia del 18 luglio, Venezia-Atene del 29 luglio e Atene-Venezia del 9 agosto 2026.
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[post_content] => La Bit rappresenta per Ita Airways un’importante occasione per presentare la stagione estiva 2026, durante la quale la compagnia opererà un totale di 72 destinazioni di cui 19 nazionali, 36 internazionali e 17 intercontinentali, incluse 12 destinazioni stagionali – 3 nazionali e 9 internazionali – verso le isole italiane, greche e spagnole.
A partire dall’avvio della Summer 2026 Ita Airways riprenderà i voli verso Londra Heathrow. Il nuovo collegamento da Roma Fiumicino verso la capitale britannica arricchirà ulteriormente la connettività tra l’Italia e il più grande hub internazionale del Regno Unito, e sarà operato con due frequenze giornaliere.
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Casa Toscana, presso Terme De Montel - dirimpettai dello stadio San Siro a Milano -, presenta in anteprima BIT 2026 il Carnevale di Viareggio. Un evento di grande rilievo per la regione Toscana che va oltre la sfilata canonica e un segmento turistico che rientra a pieno titolo nel segmento del turismo familiare.
«È una magia l’intera organizzazione del carnevale. Si tratta di un evento storico di grande attrazione turistica, con una grande peculiarità, la destagionalizzazione. Attrae migliaia e migliaia di persone anche a livello internazionale, non solo come evento annuale. Il carnevale costituisce un'esperienza culturale e turistica continuativa e permanente - spiega Francesco Tapinassi, direttore di Toscana Promozione Turistica -. Attraverso l'occupazione di tutte le strutture, come per gli altri eventi che seguiamo, per esempio Lucca Comics Games che fa grandi numeri, scopriamo che il carnevale non coinvolge solo Viareggio ma tutta l'area della Toscana Nord-Est e Nord-Ovest. Sono eventi che hanno veramente un peso sull’attrazione regionale».
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Quest’anno sono 6 manifestazioni dal 1° al 21 febbraio e un mese ricco di eventi. Le parate, dette Corsi Mascherati, si svolgono sul lungomare di Viareggio, descritto come un palcoscenico naturale dove sfilano opere fantastiche e allegoriche accompagnate da numerosi figuranti. I carri sono i protagonisti assoluti dell'evento organizzato dalla Fondazione Carnevale dove gli artisti sono liberi di scegliere il tema del proprio carro. Il colore, tema di quest’anno, è anche oggetto di una mostra dedicata presso il Museo del Carnevale che include un'opera, l'Arlecchina anonima, in prestito dalla Galleria degli Uffizi.
La Cittadella del Carnevale, spazio creativo dove i maestri artigiani creano le opere allegoriche nei loro laboratori, aggiunge attività per tutto l'anno e un museo all’aperto che permette di vedere i carri e la loro costruzione per l’edizione successiva. Diventa il luogo dove si realizza esperienza museale permanente tra percorsi, visite guidate e laboratori.
Anna Morrone
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Il mercato italiano conferma segnali di grande solidità: tra dicembre 2024 e novembre 2025, gli arrivi dall’Italia hanno raggiunto 74.970 unità (+15% rispetto all’anno precedente) e a fine dicembre scorso si ritiene completata la ripresa post-pandemia. Trainanti sono sia il segmento leisure (+20%) sia quello holiday (+22%). La motivazione principale resta la vacanza (39%), seguita dal Vfr (27%), riferito a chi parte per andare da parenti e amici. Aumentano i giovani - molti dei quali fra i 18 e i 35 anni usufruiscono del visto che permette di lavorare, studiare e fare una vacanza - e i clienti che viaggiano in autonomia, mentre gli itinerari (in media 18-21 giorni) non si accorciano, ma risultano più mirati e circoscritti.
Entro il 2030 gli italiani diretti nel Down Under potrebbero toccare quota 90.000, sostenuti dagli investimenti di Tourism Australia e dal ruolo ancora centrale del trade, che in Italia intercetta il 32% delle prenotazioni. Il turista italiano si distingue per l’elevata spesa (+21% rispetto al 2019, al netto dell’inflazione) e per la propensione a esplorare il Paese oltre le grandi città, costruendo itinerari diffusi e ad alto impatto economico sulla destinazione.
«L’Australia non è solo la meta “una volta nella vita” o il classico viaggio di nozze - conclude Prato -. Evoca avventura, natura, fauna selvatica e cultura aborigena, scoperta tra oceano e deserto. Per migliorarne la percezione, Tourism Australia lavora a stretto contatto con gli operatori, affiancando la costruzione del prodotto a un solido programma b2b di formazione. In Italia, a metà anno fiscale, sono già stati formati 400 agenti di viaggio, con 700 membri attivi nella community e 33 Premier Aussie Specialist, professionisti che non solo conoscono e vendono la destinazione, ma la promuovono in modo proattivo».
Le preferenze dei viaggiatori italiani
L’italiano, dopo aver visitato le grandi città, desidera andare oltre ed esplorare i diversi territori. Le aree più amate restano: il New South Wales, che calamita l’attenzione con l’iconica Sydney; il Queensland, con la sua Barriera Corallina e un’offerta mare variegata; e Victoria, con Melbourne e la Great Ocean Road. Nel cuore dell’outback attrae Uluru, Ayers Rock, luogo sacro per gli aborigeni.
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(Federica De Luca)
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