26 August 2026

Passaporto vaccinale al vaglio dell’Ue il 21 gennaio. La Iata incalza per il via libera

E’ atteso per giovedì 21 gennaio il confronto tra i 27 Paesi Ue sulla potenziale introduzione di un passaporto vaccinale a livello europeo, inizialmente proposto dal primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, che però in questi giorni ha sollevato le perplessità di più di un membro, a causa del rischio di discriminazione nei confronti di chi non è stato vaccinato. Al vaglio ci sarebbe il riconoscimento reciproco dei certificati di vaccinazione e la creazione di una piattaforma digitale per raccogliere e scambiare dati sui vaccini, in particolare per valutarne l’efficacia.

Proprio in vista dell’appuntamento di dopodomani il direttore generale e ceo della Iata, Alexandre de Juniac, ha inviato una lettera aperta alla presidente Ursula von der Leyen, in cui sollecita l’Ue ad accogliere la richiesta della Grecia“L’iniziativa del primo ministro Mitsotakis dovrebbe essere adottata con urgenza dalla Commissione e da tutti gli Stati membri – spiega de Juniac -. La vaccinazione è una chiave fondamentale per riaprire in sicurezza le frontiere e stimolare la ripresa economica. Un certificato di vaccinazione paneuropeo riconosciuto reciprocamente sarebbe un passo importante per dare ai governi la fiducia necessaria per aprire in sicurezza i loro confini e ai passeggeri la sicurezza di volare senza la barriera della quarantena“.

De Juniac sottolinea come stiamo attraversando “giorni molto bui di questa pandemia. Ma le dure misure adottate, unite all’accelerazione dei programmi di vaccinazione, devono farci sperare di poter ristabilire in sicurezza la libertà di movimento. Ciò salverà posti di lavoro, allevierà l’angoscia mentale, riunirà le famiglie e farà rivivere l’economia. Per farlo in modo sicuro ed efficiente, la pianificazione è fondamentale. La proposta del primo ministro Mitsotakis per i certificati vaccinali sarà un fattore chiave. È possibile progredire nell’eliminazione o nella riduzione delle quarantene con i protocolli di test. Ma ciò di cui abbiamo bisogno ora è che i governi inizino a lavorare insieme in modo molto più efficace”.

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