25 August 2026

La Svizzera abolisce le restrizioni Covid e guarda alla primavera, tra carnevale e feste popolari

La Svizzera abolisce praticamente la totalità delle restrizioni legate al Covid e guarda alla primavera, alzando il sipario su alcuni dei carnevali più partecipati ed emblematici del Paese, dopo i due anni di sospensione causa pandemia. L’imminente primavera porta con sé anche altre curiose feste popolari con radici pagane o religiose che riflettono il carattere identitario dei diversi Cantoni.

Intanto, da oggi, non sono più necessari mascherina e green pass per accedere a negozi, ristoranti, istituzioni culturali, altre strutture aperte al pubblico e manifestazioni. Le misure sanitarie per l’ingresso in Svizzera saranno totalmente abolite. Rimangono in vigore fino a fine marzo l’uso obbligatorio di mascherine nei trasporti pubblici e nelle strutture sanitarie, così come l’isolamento dei positivi per cinque giorni.

Gruppi in maschera, armati di fiati e percussioni, si mettono in mostra dando vita a spassose e rumorose esibizioni per far danzare e cantare tutta la città: vanno in scena a Lucerna, dal 24 febbraio al 1° marzo,  i Guggenmuusige che animano le vie della città “sbeffeggiando” il proprio pubblico. Fra le maschere spicca il Fritschi, un uomo avanti con gli anni, con sua moglie, la Fritschene, e il loro figlio Fritschikind.

Dal 7 al 9 marzo ci si sposta a Basilea per il Carnevale che qui comincia alle 4.00 del lunedì con la sfilata delle lanterne, mentre in tutta Europa è già Quaresima, uno dei pochi sopravvissuti alla severa Riforma protestante. Gruppi in maschera di quartiere (i clique), equipaggiati di tamburi e pifferi, sfilano per tre giorni nelle vie cittadine secondo un rituale prestabilito che mescola usanze medievali, elementi militareschi e satira.

Chalandamarz in romancio indica l’inizio (le calende) di marzo: il giorno in cui si scaccia l’inverno a suon di campanacci e si saluta l’arrivo della primavera. Fatta eccezione per i dettagli, diversi in ogni villaggio, il filo conduttore di questo rito, diffuso nei Grigioni, è ovunque lo stesso: di buon mattino, gli allievi delle scuole sfilano in costume tradizionale agitando campanacci, schioccando fruste e intonando antichi canti. A Scuol si svolge una gara di schiocco di frusta. A Ftan i ragazzi sfilano mascherati. In Valle Poschiavo e in Valle Mesolcina si dà fuoco a un pupazzo di neve che simboleggia l’inverno.

Quando sbocciano i primi fiori e le giornate si allungano, gli zurighesi celebrano la tradizionale festa di primavera che cade, normalmente, il primo lunedì dopo l’equinozio: la Sechseläuten. Le corporazioni sfilano e bruciano alle 18 in punto il pupazzo Böögg sul Bellevue, imbottito di fuochi d’artificio. 

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