7 luglio 2025 09:15
La regione francese del Beaujolais, a nord di Lione, è conosciuta per la produzione vinicola e la bellezza naturale. Copre 160mila ettari e produce ogni anno 1mln di ettolitri di vino, di cui il 97% dal vitigno del Gamey, la parte restante dallo Chardonnay. Secondo un rituale avviato nel 1985 il terzo giovedì di novembre di ogni anno prendono il via la degustazione e la commercializzazione del Beaujolais Noveau. Da diversi anni la regione lavora alla restituzione del giusto riconoscimento al suo vino: se il Beaujolais Noveau dev’essere consumato rapidamente, il Beaujolais – rosso, bianco e rosato – è un vino di grande qualità. Nell’area tenute come lo Château des Jaques offrono visite guidate delle cantine, seguite da momenti di degustazione che rivelano gli attenti processi di produzione e invecchiamento del vino, oltre alla continua ricerca e la capacità di rinnovarsi. La regione del Beaujolais, dalla ricca conformazione geologica, rivela altri aspetti nel Museo Fossilea che espone preziosi fossili, strumenti di indagine tecnologici, schermi interattivi e diverse varietà di roccia che testimoniano la ricchezza del terreno della regione.
Nel Beaujolais si trovano infatti 50 dei 600 tipi di roccia esistenti al mondo (www.fossilea.fr). Nei secoli le cave – di cui alcune ancora in attività – hanno fornito materiale per costruire chiese, castelli e abitazioni. La caratteristica pietra dorata del territorio è stata utilizzata per edificare paesi come Oingt, uno dei Les Plus Beaux Villages de France. La cittadina, situata nel dipartimento del Rodano è ottimamente conservata e ancora viva con una chiesa, la scuola e tante attività. Le strette vie caratteristiche si inerpicano sulla collina fino a raggiungere la torre. Salendo 73 gradini si può ammirare un panorama a 360° del Beaujolais. Nei mesi di luglio e agosto ogni sabato è anche possibile partecipare all’Unusual Aperitif con una degustazione di vini accompagnata da salumi e formaggi – da prenotare rivolgendosi al locale ufficio turistico. Durante l’anno si possono visitare i castelli della zona e i loro vigneti facendo un picnic o dedicandosi all’hiking.
Il museo della città accoglie un’interessante raccolta di organi a manovella: il 6 e 7 settembre prossimi è in programma la 44esima edizione del Festival d’Orgues de Barbarie de Oingt. Si possono scoprire i sapori della regione nelle sale antiche e curate dello Château Les Loges, delizioso anche nella cura dei piatti e con una bella cantina dove assaggiare diversi vini locali. Les Maritonnes Hôtel è il luogo ideale dove pernottare, anche in famiglia: la prima ala allungata ospita le camere accoglienti e la piscina, la seconda uno dei 6 ristoranti de L’Esprit Blanc Collection dello chef 3 stelle Michelin Georges Blanc: una vivace esperienza culinaria da vivere nei caratteristici spazi bianchi e rossi. Tra le due ali un giardino spazioso, intorno solo i vigneti del Beaujolais.
Chiara Ambrosioni
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Al via Vinova, il primo albergo diffuso esperienziale d’Europa dedicato al vino: un progetto che trasforma i vigneti italiani in destinazioni di soggiorno immersivo, sostenibile e contemporaneo.
Un nuovo modo di vivere il paesaggio vitivinicolo italiano: non più da visitatori, ma da ospiti accolti nel cuore dei filari. Il debutto è avvenuto a inizio 2026 presso l’azienda Broglia, storica cantina del Gavi docg e custode di una delle zone più luminose e armoniose del Piemonte. Le prime Wine Suites hanno trovato casa tra le colline e le vigne piemontesi.
Le Wine Suites sono piccole architetture immerse nei vigneti. Costruite in legno e disegnate con forme morbide ispirate alle botti, si inseriscono nel paesaggio con discrezione.
Gli spazi sono essenziali e raffinati: una camera intima, un bagno en suite dalle finiture contemporanee, grandi vetrate che incorniciano il vigneto.
È un’esperienza sensoriale completa: il silenzio del mattino, la luce che filtra all’alba, il profumo dell’uva al sole, il vento che muove le foglie, il tramonto che colora i filari. E, nelle
notti limpide, il cielo stellato che accompagna il riposo.
Un progetto da quattro stagioni
Le Wine Suites sono pensate per un soggiorno quattro stagioni: grazie all’isolamento naturale e alla climatizzazione moderna, ogni momento dell’anno diventa ideale per
scoprire il vigneto in una veste diversa — la quiete invernale, i germogli primaverili, la piena estate, la magia della vendemmia.
A differenza dei format outdoor collocati in contesti isolati, le Wine Suites trovano casa nel cuore delle tenute vinicole: luoghi vivi, abitati, ricchi di storie e di persone che custodiscono i ritmi antichi della terra.
La presenza delle Wine Suites porta nuova energia alle comunità rurali, valorizza la cultura del vino attraverso esperienze autentiche e crea relazioni virtuose con il tessuto del
territorio. Ogni tenuta partner racconta un mondo diverso, con il suo ritmo, la sua luce, i suoi saperi.
L'espansione
Dal 2026 Vinova inizierà a espandersi nelle principali regioni vitivinicole italiane, creando una costellazione di luoghi del vino dove vivere la natura da vicino e riscoprire il ritmo dei territori. L’obiettivo: 300 Wine Suites entro il 2030, per dare vita alla più ampia rete di ospitalità immersiva dedicata al vino in Europa. Un progetto di turismo sostenibile che nasce in Italia e guarda al mondo.
«Vinova nasce dal desiderio di dare una nuova voce ai paesaggi del vino italiano - spiega Elena Bisio, founder & ceo -: luoghi di una bellezza straordinaria, che meritano di essere vissuti dall’interno. Vogliamo offrire un’esperienza autentica, sostenibile e profondamente legata ai territori».
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Una struttura nel cuore di Cotignac, borgo che ha ottenuto il titolo di “uno dei più bei villaggi di Francia", 4 ettari di giardini e 36 camere, laboratori nella natura. Lou Calen è un eco resort in Provenza, uno spazio dove è possibile riconnettersi con la natura.
Tra gli obiettivi, crescere sul mercato italiano, ma anche sul mercato canadese ed in generale su tutta l’Europa. Attualmente gli ospiti provengono principalmente da Francia, Usa, Regno Unito e Germania.
«Puntiamo ad avere un supporto per la vendita negli Usa – spiega Aurore Chainet, marketing & sales director hotel LouCalen – ed anche ad un collaboratore sul Regno Unito. Intendiamo rafforzare la nostra partecipazione alle fiere di settore e ripensare al nostro sito web con un approccio B2B. Non solo, ma vogliamo sviluppare l’offerta per le famiglie, per adattarci meglio a questo target».
Tra campi di lavanda, uliveti e vigneti, l’eco resort, che dista un’ora e mezza da Nizza, affascina per il contesto unico, da una parte la natura e dall’altra la cultura: Cotignac infatti attira moltissimi pellegrini grazie all’apparizione della Sacra Famiglia e ai tantissimi santuari della zona.
Nella primavera del 2020, il ristorante Jardin Secret ha aperto le sue porte: una residenza storica costruita più di due secoli fa, immersa nel cuore di un uliveto. Nel marzo 2023 è stato premiato con la stella verde nella guida Michelin, che distingue i ristoranti che combinano eccellenza gastronomica e rispetto per l'ambiente.
Nel luglio 2021, la tenuta Lou Calen ha inaugurato la zona Mico, segnando il ritorno degli alloggi all'interno dell'area. Questo nuovo spazio offre 12 stanze lussuose.
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Nel giugno 2024 viene aperto un secondo ristorante e il pastis bar "O' Fadoli" sul Cours du village. E vengono aggiunte 10 nuove stanze nell'edificio storico di Lou Calen.
«Cotignac è conosciuto come “il piccolo Saint Tropez dell’alto Vara" – aggiunge Chainet – grazie alle personalità famose che negli anni hanno frequentato la zona. La nostra struttura offre servizi a 5 stelle: negli anni il proprietario ha investito 40 milioni di euro per acquisire i terreni e ristrutturare. Vogliamo rafforzare la nostra presenza sul mercato italiano, per questo stiamo collaborando con i t.o. e lanceremo una pagina in italiano sul nostro sito web. Contemporaneamente potenzieremo ancora l’offerta con 10 nuove camere. Non solo, apriremo nuove aree eventi, ristruttureremo il nostro brewpub, creeremo uno stagno e svilupperemo il lato “retreat” di Lou Calen».
Maria Carniglia
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Quattro giorni tra natura, formazione e networking: si è svolto dal 16 al 19 aprile il Travel Vip Day in Slovenia, educational dedicato ad agenti di viaggio e tour operator italiani, pensato per far conoscere da vicino le potenzialità turistiche di Bled e delle Alpi Giulie.
L’iniziativa ha coinvolto un gruppo selezionato di professionisti del settore, offrendo un mix equilibrato tra momenti formativi e attività esperienziali, con l’obiettivo di valorizzare il territorio sloveno e rafforzare le relazioni tra operatori e agenti.
Il Travel Vip Day è stato realizzato in collaborazione con: l’Ente Sloveno per il Turismo, l’Ente del Turismo di Bled, il Castello di Bled, AB Turismus e HIT Alpinea.
Il programma ha preso il via il 16 aprile con la partenza degli agenti da Mestre e una prima tappa a Štanjel, suggestivo borgo del Carso sloveno, dove i partecipanti hanno potuto effettuare una breve visita e degustare vino e prosciutto locale. Nel tardo pomeriggio, arrivo a Bled e check-in nei rispettivi alberghi — Hotel Astoria Bled, Ribno Alpine Resort, Bled Rose Hotel e Park Hotel — strutture immerse nella natura e a breve distanza dal lago. A seguire, cena presso il ristorante Julian Alps e pernottamento.
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Photos by: Roscoe Žerovec
Il 17 aprile è stato dedicato al workshop B2B, ospitato nella sala convegni di Bled. Durante l’incontro, gli agenti italiani hanno avuto l’opportunità di confrontarsi direttamente con operatori turistici sloveni, approfondendo prodotti, servizi e opportunità di collaborazione. La giornata è proseguita con il pranzo presso l’Hotel Astoria e, nel pomeriggio, con l’escursione della scenografica Isola di Bled, simbolo iconico del paese e la visita al celebre castello di Bled.
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La terza giornata ha portato i partecipanti alla scoperta delle Alpi Giulie slovene, con la visita alla spettacolare Gola di Vintgar, seguita dal trasferimento a Kranjska Gora con una sosta al Planica Nordic Center, uno dei poli sportivi più importanti della regione e al suggestivo Lago Jasna. Pernottamento presso il Ramada Resort.
Il 19 aprile, rientro degli agenti in Italia e termine di un’esperienza che ha unito formazione e scoperta.
Il Travel Vip Day si conferma un format che consente agli agenti di viaggio di vivere in prima persona le destinazioni, trasformando la conoscenza in valore concreto da proporre ai clienti.
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Nato a Genova, Burlando è laureato in Scienze Geologiche e ha maturato una prima esperienza nella geologia ambientale e applicata. Per vent’anni ha diretto il Parco naturale regionale del Beigua, anche in qualità di responsabile del Geoparco Unesco; successivamente, per quasi otto anni, è stato direttore del Parco nazionale arcipelago Toscano e coordinatore tecnico della Riserva della Biosfera Mab Unesco “Isole di Toscana”.
Tra gli altri incarichi ricoperti negli anni: valutatore per l’Unesco, Coordinatore del Forum nazionale dei geoparchi Italiani, presidente dell’Associazione italiana direttori aree protette e oggi membro del Comitato tecnico-scientifico di Federparchi. Fa inoltre parte del gruppo di esperti selezionati dalla Unione internazionale per la conservazione della natura per la valutazione delle candidature italiane alla Green List.
Burlando sostituisce il direttore uscente Patrizio Scarpellini, che negli ultimi 13 anni ha ricoperto il ruolo con competenza, passione e senso delle istituzioni, garantendo efficienza e stabilità anche in fasi particolarmente complesse e contribuendo a consolidare le basi organizzative e professionali dell’Ente.
«Con la nomina del direttore Burlando – dichiara il presidente del Parco Lorenzo Viviani – si completano gli organi direttivi dell’Ente e si apre una nuova fase. Abbiamo davanti un orizzonte importante: portare a compimento le attività in corso e avviare nuove progettualità, fondamentali per rafforzare le azioni di tutela e valorizzazione del nostro parco».
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[post_content] => Il gruppo Ginobbi acquisisce palazzo Scanderbeg, nel centro di Roma. L’operazione rafforza una strategia di crescita focalizzata su asset iconici. Situato a pochi passi da fontana di Trevi, palazzo Scanderbeg occupa una delle posizioni più esclusive della capitale. L’operazione segna l’ingresso del gruppo in una proprietà iconica già esistente, che sarà oggetto di un riposizionamento strategico e gestionale coerente con il proprio concept di ospitalità.
La struttura, caratterizzata da una selezionata proposta di suite, punta su un’offerta tailor made, con elevati standard di servizio e un’esperienza esclusiva in un contesto urbano unico al mondo. L’unicum dell’acquisizione risiede nella combinazione tra location irripetibile, valore storico dell’edificio e potenziale di sviluppo come boutique hotel di fascia alta, rivolto a una clientela internazionale.
L’acquisizione si inserisce in un percorso già consolidato nella capitale con palazzo Ripetta – primo cinque stelle dell’omonima via e affiliato a Relais & Chateaux – e con la gestione delle ville di Torre Sponda a Positano, gestione avviata nel 2025.
Un modello replicabile
Il modello palazzo Ripetta rappresenta, nelle strategie del gruppo, un benchmark replicabile in ulteriori location prime, combinando valorizzazione del patrimonio immobiliare, tecnologie per l’efficienza operativa e sostenibilità ambientale e sociale.
«Con l’acquisizione di palazzo Scanderbeg consolidiamo la nostra presenza nel mercato prime di Roma e rafforziamo una strategia di espansione fondata su operazioni mirate in ambito real estate alberghiero. Il nostro obiettivo è continuare ad ampliare il nostro portafoglio di asset trophy, caratterizzato da location irripetibili e forte potenziale di valorizzazione. Continueremo a valutare opportunità di investimento attraverso acquisizioni dirette ma soprattutto tramite gestioni strategiche, con un approccio industriale orientato alla creazione di valore e all’ottimizzazione delle performance nel medio-lungo periodo» ha dichiarato Federica Schiavo, direttore sviluppo e acquisizioni del gruppo Ginobbi.
«Questa operazione rappresenta un ulteriore passo nel percorso di espansione patrimoniale del gruppo nel segmento luxury. Puntiamo su un modello integrato che combina solidità finanziaria, capacità di asset management e valorizzazione di immobili iconici in destinazioni ad alta attrattività internazionale. Investire in proprietà come palazzo Scanderbeg significa rafforzare la qualità e la redditività del nostro portafoglio, contribuendo al contempo alla competitività del sistema turistico italiano e alla generazione di valore sostenibile per i nostri stakeholder» ha aggiunto Giacomo Crisci, presidente del gruppo Ginobbi.
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[post_content] => Chapter Chianti aprirà a giugno 2026 nel Chianti, a soli 45 minuti da Firenze. La struttura da 82 camere segna la seconda apertura nel portfolio Chapter Italia, sviluppato da Marco Cilia dopo il successo di Chapter Roma nel 2019.
Situata all’interno di un villaggio medievale del XVI secolo restaurato e immerso in oltre 40 ettari di natura, la proprietà ridefinisce l’ospitalità italiana introducendo un audace design contemporaneo in uno dei paesaggi più evocativi nel tipico immaginario del nostro Paese.
Si tratta di una struttura fortemente orientata al mondo del design che combina l’affidabilità e il comfort di un hotel di livello con la personalità, il calore e la creatività di una struttura indipendente.
Filosofia vincente
«Dopo il successo di Chapter Roma volevamo portare la filosofia Chapter oltre i confini della città e dimostrare che il design contemporaneo e l’autentica ospitalità italiana possono prosperare ovunque - spiega Cilia -. La Toscana offre resort di campagna straordinari, ma molti ci sembravano troppo tranquilli, troppo prevedibili. Abbiamo creato un luogo dove potersi rilassare completamente oppure lasciarsi andare – talvolta entrambe le cose nella stessa giornata. Chapter Chianti nasce per dare agli ospiti la libertà di vivere la Toscana a modo loro, che sia con una sessione di yoga all’alba o ballando dopo il tramonto».
La spa Forever A Relaxed Mood da 500 metri quadrati reinventa il concetto di wellness come esperienza comunitaria. Diversamente dalle spa tradizionali pensate per un ritiro solitario, questo spazio incoraggia la connessione oltre al relax, con bagni turchi, saune, piscine salate, vasche idroterapiche, hammam secco e jacuzzi in un autentico santuario rivestito in travertino.
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L’arte rimane centrale nell’esperienza Chapter. Proseguendo il suo lavoro iniziato con Chapter Roma, il designer sudafricano Tristan Du Plessis, dello studio Studio A, porta anche in Chianti la sua estetica immersiva, mentre l’artista Kokekit introduce un linguaggio visivo più morbido in tutta la proprietà. Le sue linee organiche e forme fluide attraversano camere e spazi comuni, culminando in un’opera d’arte iconica posizionata sotto l’acqua della piscina panoramica, che si rivela man mano che gli ospiti nuotano sopra di essa, sospesi tra arte e paesaggio. «La sfida era creare qualcosa di audace e moderno in una regione definita dalla tradizione, senza perderne l’anima - spiega Du Plessis -. Volevamo che antico e nuovo convivessero in dialogo. Il risultato è uno spazio in cui il passare del tempo è visibile ma non cristallizzato: un borgo storico trasformato in qualcosa di radicalmente attuale, eppure senza tempo».
Oltre all’hotel principale, The Mansion offre una villa con cinque camere da letto e cinque bagni, piscina privata, giardini di ulivi e totale privacy — perfetta per famiglie, amici o gruppi in cerca di uno spazio per riunirsi e festeggiare. Posizionato nel cuore della terra del Chianti e a 45 minuti da Siena e Firenze, Chapter Chianti è una base ideale per scoprire la Toscana più autentica, offrendo al contempo un rifugio che sembra lontano anni luce da ciò che ci si aspetta normalmente. «Non stiamo cercando di replicare ciò che esiste già in Toscana - aggiunge Cilia -. Stiamo scrivendo un nuovo capitolo, che parla a viaggiatori che valorizzano autenticità, creatività e design come parte del loro percorso. Chapter Chianti onora il luogo in cui si trova, mostrando con sicurezza dove sta andando».
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Quale momento migliore della primavera per godere di un viaggio lento e rilassante a bordo del Trenino Verde delle Alpi: un percorso tra il Piemonte e la Svizzera che scivola silenzioso su binari che sembrano disegnati a mano tra vallate, boschi di abete e panorami da fiaba alpina.
Il percorso che conduce verso l'Oberland Bernese è uno dei più scenografici dell'intera rete ferroviaria europea. Il treno attraversa ponti, gallerie scavate nella roccia e villaggi incantati che sembrano sospesi nel tempo. Le vetture panoramiche offrono finestre ampie come tele da pittore, e ogni curva regala una composizione nuova: le cime di Eiger, Mönch e Jungfrau che emergono all'orizzonte, insieme al blu intenso dei laghi alpini che comincia ad affacciarsi tra i rilievi. Con la primavera che avanza, questo spettacolo si arricchisce di mille sfumature di verde, di fiori che sbocciano sui prati e di una luce dorata che trasforma ogni momento del viaggio in un ricordo che vale la pena custodire.
Una delle destinazioni ideali per questo periodo è proprio Thun, cittadina medievale che si affaccia sulle sponde nord-occidentali dell’omonimo lago e che segna il momento in cui il viaggio diventa destinazione.
In primavera, la cittadina e l’intera regione si vestono della loro versione più seducente. Sui soleggiati versanti meridionali tra Thun e Merligen — la cosiddetta "Riviera del Lago di Thun" — prospera una vegetazione quasi subtropicale, mentre i vigneti della Baia di Spiez cominciano a risvegliare le loro viti. È il momento in cui i sentieri lungo il lago si animano di camminatori, le terrazze dei ristoranti tornano a spalancarsi sul panorama e l'aria frizzantina sa ancora di montagna.
Thun è raggiungibile comodamente da Domodossola in circa un’ora e mezza con le frequenti partenze quotidiane del Trenino Verde delle Alpi. La formula “sali e scendi” della Carta giornaliera Bls – disponibile nelle formule da 1 o 2 giorni - consente la massima libertà di movimento lungo la tratta, permettendo di scegliere tappe, soste e ritmi di viaggio in piena autonomia.
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Laax e il suo vasto comprensorio, nel Canton Grigioni al Sud-est della Svizzera, è il luogo ideale per una vacanza. Sia nel periodo invernale – praticando snowboard, sci da discesa e da alpinismo o camminando con le ciaspole nella natura – sia in estate con passeggiate, hike e in mtb. Il territorio è affascinante: la sua storia geologica ci porta a 280mln di anni fa, quando le placche tettoniche si muovevano formando le montagne. A Laax l’hanno fatto in modo unico e le rocce più antiche si trovano sopra quelle più recenti: un fenomeno di sovrascorrimento geologico visibile nelle pareti delle montagne e tanto significativo da spingere nel 2008 l’Unesco a dichiarare l’”Area tettonica Sardona” Patrimonio Mondiale. Il territorio trasmette al suo ospite una forza primordiale. Risale a 10mila anni fa l’evento che ha trasformato la valle: in una delle maggiori frane al mondo – nota come Flimsersturz – la cima di una montagna grande quanto 16 volte il Cervino è crollata sulla valle dove oggi si trovano i centri abitati di Laax e di Flims. Lo scorrere della storia ci porta poi a metà ‘800, quando tutto il turismo della zona si concentrava negli eleganti alberghi sulle rive del Lago di Cauma, un incantevole specchio d’acqua turchese che, ghiacciato d’inverno, d’estate è il luogo ideale dove praticare gli sport acquatici. Lo sci arrivò nel 1908, ma la prima funivia fu costruita nel 1945 e collegava Flims a Foppa. Il comprensorio sciistico di Laax offre agli appassionati di sci e snowboard oltre 224 chilometri di piste, 30 impianti di risalita, cinque snowpark, l’halfpipe più grande del mondo e un’infrastruttura freestyle senza pari. Il freestyle a Laax non è solo per i professionisti, è per tutti. Infatti grazie agli snowpark per principianti, alle aree per imparare nuove tecniche e alla Freestyle Academy, sciatori e snowboarder di tutte le età possono divertirsi sulla neve. Laax è una delle destinazioni svizzere più apprezzate dalle famiglie, con offerte su misura che rendono le vacanze in montagna facili e divertenti.
«Oggi il mercato del turismo svizzero si rivolge agli italiani per continuare a crescere, Laax è una destinazione da scoprire, a fianco di mete già note come St.Moritz e Davos. – sottolinea Martina Calonder, pr manager di Weisse Arena Gruppe – Il Weisse Arena Gruppe, nato nel 1996 dalla fusione tra la società di impianti di risalita Crap Sogn Gion di Laax e quella di Flims, commercializza le proprie offerte turistiche tutto l’anno con il marchio Laax. Con grande attenzione al freestyle, al greenstyle e allo stile di vita, tramanda la tradizione e la storia del turismo nella regione». Per rendere completa l’offerta turistica nel comprensorio Laax/Flims/Falera sia in inverno che in estate, è stato completato a dicembre il FlemXpress: un sistema di cabinovie che risalgono la montagna. L’impianto, aperto 2 anni fa, è accessibile a tutti, anche ai disabili. Le cabinovie da 10 persone offrono agli ospiti un servizio altamente tecnologico, “on demand”.
L’impianto è formato da 6 stazioni e 5 sezioni. Nella hall si aprono 4 ingressi: i gruppi di viaggiatori possono riservare la propria destinazione su una tastiera e una cabina li trasporterà rapidamente alla loro meta, garantendo un risparmio energetico del 50%. È un ulteriore aspetto dell’attenzione alla sostenibilità di questa bella destinazione montana, presentata nel ricco volume di Greenstyle “Come gestire una destinazione alpina sostenibile”, realizzato dal Weisse Arena Gruppe. Per gli ospiti italiani Laax è una destinazione di prossimità; possono muoversi in bus o in macchina (raggiungendo in treno Bellinzona o in aereo Zurigo), oppure vivere un’esperienza di scoperta naturale arrivando in treno nella pittoresca cittadina di Ilanz/Glion in romancio – che si trova a soli 7km di distanza – e raggiungendo poi Laax in pullman attraversando le Rheinschlukt: le Gole del Reno. Il maestoso fiume nasce proprio qui, nel Canton Grigioni, poi scorre impetuoso tra bianche pareti di roccia e fitte foreste, percorrendo la via nota come “il Grand Canyon svizzero”.
(Chiara Ambrosioni)
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Un appuntamento che, oltre al valore identitario, si conferma una piattaforma importante di promozione per il comparto enoturistico altoatesino, capace di integrare offerta esperienziale, ospitalità e filiera vitivinicola. Nella cornice di Castel Mareccio, tra vigneti e centro storico, il format delle degustazioni al tavolo – cifra distintiva della manifestazione fin dal 1896 – proporrà oltre 160 etichette di circa 40 cantine, con il supporto dei sommelier.
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Come dichiarano dall’Azienda di Soggiorno, “non manca una componente strategica per il trade: diversi hotel cittadini propongono pacchetti dedicati che includono soggiorno, accesso alla manifestazione ed esperienze guidate, contribuendo a destagionalizzare i flussi e a rafforzare la permanenza media”.
A completare l’offerta, visite guidate urbane e proposte gastronomiche diffuse nei ristoranti locali.
«Il vino rappresenta al tempo stesso cultura ed economia, due dimensioni fondamentali per il nostro territorio», sottolinea il sindaco Claudio Corrarati. «Sedersi allo stesso tavolo significa dialogare e costruire relazioni: allo stesso modo anche la nostra economia cresce quando sa lavorare insieme».
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Il territorio è affascinante: la sua storia geologica ci porta a 280mln di anni fa, quando le placche tettoniche si muovevano formando le montagne. A Laax l’hanno fatto in modo unico e le rocce più antiche si trovano sopra quelle più recenti: un fenomeno di sovrascorrimento geologico visibile nelle pareti delle montagne e tanto significativo da spingere nel 2008 l’Unesco a dichiarare l’”Area tettonica Sardona” Patrimonio Mondiale. Il territorio trasmette al suo ospite una forza primordiale. Risale a 10mila anni fa l’evento che ha trasformato la valle: in una delle maggiori frane al mondo – nota come Flimsersturz – la cima di una montagna grande quanto 16 volte il Cervino è crollata sulla valle dove oggi si trovano i centri abitati di Laax e di Flims. Lo scorrere della storia ci porta poi a metà ‘800, quando tutto il turismo della zona si concentrava negli eleganti alberghi sulle rive del Lago di Cauma, un incantevole specchio d’acqua turchese che, ghiacciato d’inverno, d’estate è il luogo ideale dove praticare gli sport acquatici. Lo sci arrivò nel 1908, ma la prima funivia fu costruita nel 1945 e collegava Flims a Foppa. Il comprensorio sciistico di Laax offre agli appassionati di sci e snowboard oltre 224 chilometri di piste, 30 impianti di risalita, cinque snowpark, l’halfpipe più grande del mondo e un’infrastruttura freestyle senza pari. Il freestyle a Laax non è solo per i professionisti, è per tutti. Infatti grazie agli snowpark per principianti, alle aree per imparare nuove tecniche e alla Freestyle Academy, sciatori e snowboarder di tutte le età possono divertirsi sulla neve. Laax è una delle destinazioni svizzere più apprezzate dalle famiglie, con offerte su misura che rendono le vacanze in montagna facili e divertenti.\r\n \r\n«Oggi il mercato del turismo svizzero si rivolge agli italiani per continuare a crescere, Laax è una destinazione da scoprire, a fianco di mete già note come St.Moritz e Davos. – sottolinea Martina Calonder, pr manager di Weisse Arena Gruppe – Il Weisse Arena Gruppe, nato nel 1996 dalla fusione tra la società di impianti di risalita Crap Sogn Gion di Laax e quella di Flims, commercializza le proprie offerte turistiche tutto l’anno con il marchio Laax. Con grande attenzione al freestyle, al greenstyle e allo stile di vita, tramanda la tradizione e la storia del turismo nella regione». Per rendere completa l’offerta turistica nel comprensorio Laax/Flims/Falera sia in inverno che in estate, è stato completato a dicembre il FlemXpress: un sistema di cabinovie che risalgono la montagna. L’impianto, aperto 2 anni fa, è accessibile a tutti, anche ai disabili. Le cabinovie da 10 persone offrono agli ospiti un servizio altamente tecnologico, “on demand”.\r\n \r\nL’impianto è formato da 6 stazioni e 5 sezioni. Nella hall si aprono 4 ingressi: i gruppi di viaggiatori possono riservare la propria destinazione su una tastiera e una cabina li trasporterà rapidamente alla loro meta, garantendo un risparmio energetico del 50%. È un ulteriore aspetto dell’attenzione alla sostenibilità di questa bella destinazione montana, presentata nel ricco volume di Greenstyle “Come gestire una destinazione alpina sostenibile”, realizzato dal Weisse Arena Gruppe. Per gli ospiti italiani Laax è una destinazione di prossimità; possono muoversi in bus o in macchina (raggiungendo in treno Bellinzona o in aereo Zurigo), oppure vivere un’esperienza di scoperta naturale arrivando in treno nella pittoresca cittadina di Ilanz/Glion in romancio – che si trova a soli 7km di distanza – e raggiungendo poi Laax in pullman attraversando le Rheinschlukt: le Gole del Reno. Il maestoso fiume nasce proprio qui, nel Canton Grigioni, poi scorre impetuoso tra bianche pareti di roccia e fitte foreste, percorrendo la via nota come “il Grand Canyon svizzero”.\r\n(Chiara Ambrosioni)\r\n\r\n[gallery ids=\"510134,510139,510136,510145,510135,510137\"]","post_title":"Svizzera: scoprire Laax in estate e inverno e il ruolo del Weisse Arena Gruppe","post_date":"2026-03-23T10:09:53+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1774260593000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"510021","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Il vino come racconto di territorio, relazioni e opportunità turistiche. Dal 26 al 29 marzo Bolzano ospita la 99ª edizione della Mostra Vini – Calici d’Alto Adige, storica rassegna organizzata dall’Azienda di Soggiorno e Turismo cittadina insieme a produttori locali, Camera di Commercio e Accademia Italiana della Cucina.\r\n\r\nUn appuntamento che, oltre al valore identitario, si conferma una piattaforma importante di promozione per il comparto enoturistico altoatesino, capace di integrare offerta esperienziale, ospitalità e filiera vitivinicola. Nella cornice di Castel Mareccio, tra vigneti e centro storico, il format delle degustazioni al tavolo – cifra distintiva della manifestazione fin dal 1896 – proporrà oltre 160 etichette di circa 40 cantine, con il supporto dei sommelier.\r\n\r\nAccanto al vino, la rassegna gastronomica “L’Oste nel castello” rafforza il dialogo tra cucina e territorio, mentre seminari e incontri tematici approfondiscono il legame tra produzione vinicola, cultura e innovazione. Un palinsesto che si arricchisce anche di esperienze outdoor, come l’itinerario cicloturistico “Piaceri su due ruote”, pensato per valorizzare in chiave sostenibile il paesaggio bolzanino.\r\n\r\nCome dichiarano dall’Azienda di Soggiorno, “non manca una componente strategica per il trade: diversi hotel cittadini propongono pacchetti dedicati che includono soggiorno, accesso alla manifestazione ed esperienze guidate, contribuendo a destagionalizzare i flussi e a rafforzare la permanenza media”. \r\n\r\nA completare l’offerta, visite guidate urbane e proposte gastronomiche diffuse nei ristoranti locali.\r\n\r\n«Il vino rappresenta al tempo stesso cultura ed economia, due dimensioni fondamentali per il nostro territorio», sottolinea il sindaco Claudio Corrarati. «Sedersi allo stesso tavolo significa dialogare e costruire relazioni: allo stesso modo anche la nostra economia cresce quando sa lavorare insieme».\r\n\r\nIn questa chiave la 99° edizione della Mostra Vini, nota anche come Weinkost, si posiziona come un prodotto maturo dell’offerta altoatesina, capace di coniugare heritage e innovazione. «Un viaggio lento e coinvolgente», come emerge dal concept dell’evento, che trasforma il vino in leva di sviluppo territoriale e in driver di attrattività per un turismo sempre più esperienziale e consapevole.","post_title":"Bolzano, la Mostra Vini torna con 160 etichette e pacchetti dedicati al trade","post_date":"2026-03-20T09:56:07+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":["alto-adige","bolzano-2"],"post_tag_name":["Alto Adige","bolzano"]},"sort":[1774000567000]}]}}