27 June 2026

La Santanchè incanta gli albergatori. Saprà mantenere le promesse?

E’ una Daniela Santanchè galvanizzata dai risultati del primo trimestre dell’economia italiana (che cresce più dell’eurozona, ndr) quella che si presenta sul palco della settantatreesima assemblea di Federalberghi, svoltasi nei giorni scorsi a Bergamo. Il ministro del turismo tra gli operatori del ricettivo si sente a casa. E non potrebbe essere altrimenti, dati i suoi trascorsi imprenditoriali con Flavio Briatore al Billionaire e al Twiga. Non le è quindi difficile snocciolare promesse (peraltro già sentite, ndr) che agli albergatori suonano come musica alle proprie orecchie.

Il taglio al cuneo fiscale

Si comincia dal taglio al cuneo fiscale, secondo Daniela Santanché la via maestra per favorire il recupero d’appeal del settore. Il ministro rivendica l’innalzamento della riduzione fiscale al 7% per i dipendenti con redditi fino a 25 mila euro. In attesa che la misura diventi strutturale (per ora è prevista solo sino a fine anno, ndr), non costa così nulla promettere un taglio generalizzato medio del 5% su tutte le buste paga degli italiani, a prescindere dal reddito dichiarato. E poi ci sono le decontribuzioni al 100% già approvate sulle assunzioni dei giovani e dei percettori del (fu) reddito di cittadinanza, rimarca sempre il ministro.

Entro fine giugno in arrivo un ddl sugli affitti brevi

Il discorso si posta poi su un altro argomento caro agli albergatori: la regolamentazione degli affitti brevi. Un tema che Federalberghi porta avanti da anni e che oggi ripropone con forza, anche alla luce delle recenti dichiarazioni di alcuni sindaci di città importanti, alle prese con l’eccessiva proliferazione del fenomeno. Il ministro sul punto promette la presentazione di un disegno di legge entro la fine del prossimo mese di giugno. L’idea è quella di agire su tre elementi fondamentali: l’implementazione del Codice identificativo nazionale (Cin) introdotto nel 2019 ma non ancora attivato. La realizzazione di una piattaforma nazionale dedicata. La limitazione della formula degli affitti brevi alle prenotazioni di durata superiore alle due – tre notti, sebbene, ammetta la stessa Santanché, “quest’ultimo è un obiettivo difficile da raggiungere”.

Più risorse per il settore. Qualche miliardo?

Ulteriore tema caro agli albergatori è quindi la questione delle risorse finanziarie. Ancora una volta il ministro comincia rivendicando il successo del bando relativo agli 1,38 miliardi di euro legato al pnrr, messo a disposizione delle imprese del turismo per opere di ammodernamento, efficientamento e digitalizzazione, che è stato, dice la Santanché, completamente “messo a terra”. Poi passa alle promesse. Ribadendo un concetto espresso da tempo, assicura così che una parte dei cosiddetti residui, ossia dei fondi di altri capitoli rimasti inutilizzati, saranno reindirizzati verso il turismo: “Si tratta di qualche miliardo in più“, dichiara con grande ottimismo. Il tutto senza dimenticare le risorse del fondo di Coesione e Sviluppo da 50 miliardi, una parte dei quali (ma in questo caso non si sbilancia sull’entità della cifra) sarà dedicata sempre all’industria dei viaggi.

Focus su infrastrutture, turismo lento e sostenibilità

Le promesse però non sono finite qui. Daniela Santanché parla anche di infrastrutture, accennando tra le altre cose a ipotetiche autostrade del mare che potrebbero favorire i collegamenti nord-sud aiutando così la destagionalizzazione del comparto, ma anche di turismo lento e di prodotti sostenibili. L’industria dei viaggi è il vero “ascensore sociale di oggi”, conclude il ministro.

Cucinelli: “Più che tagliare il cuneo fiscale, basterebbe rinunciare a uno-due punti di ebitda”

Tante belle parole, insomma, che appaiono oggi difficili da valutare. Anche perché molti dei risultati rivendicati sono il frutto e il retaggio del combinato disposto di quanto fatto pure dal governo precedente. Certo, rimane il grave problema dell’appeal di un settore che stenta a trovare personale qualificato. “Quanti di voi genitori consigliereste ai vostri figli determinati tipi di lavoro? Bisogna assicurare prima di tutto piena dignità a ogni professione”, sottolinea Brunello Cucinelli, invitato anche a lui a parlare dal palco di Federalberghi.

E la dignità passa pure dai salari, naturalmente. Ma piuttosto che tagliare il cuneo fiscale (e mettere a rischio lo stato sociale, ndr), l’imprenditore umbro suggerisce di rinunciare magari a una piccola quota di margini: “Bastano uno o due punti di ebitda (margini operativi lordi, ndr), per far crescere uno stipendio di 1.300 euro fino a circa 1.800 euro al mese”. Una provocazione? Sicuramente sì. Ma ben calibrata e che colpisce nel segno (gli applausi dalla platea in questo caso sono meno scroscianti del solito, ndr). Eppure, lo dichiara la stessa Daniela Santanché, di salari minimi il suo governo non ne vuole sapere: “Non intendiamo disturbare chi lavora. Vogliamo al contrario togliere lacci e lacciuoli per le imprese”.

A questo punto non resta perciò che attendere. E vedere se le ricette del nuovo ministro saranno quelle giuste. E soprattutto capire se le sue promesse, se non tutte almeno alcune, saranno davvero mantenute. Oppure “messe a terra”, come si usa dire da qualche a tempo a questa parte.

Massimiliano Sarti

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