6 December 2025

Ezhaya: “Il 2023 è andato bene. Il 2024 si presenta in crescita”

Pier Ezhaya presidente Astoi

“Il 2023 è stato il primo anno pieno dopo una pandemia terribile, ancora non siamo ai livelli del 2019 che è stato l’ultimo anno sano pre-pandemia, però abbiamo quasi recuperato tutti i volumi e tutti i ricavi. È stato un anno tonico nel quale finalmente abbiamo potuto fare il nostro lavoro”. Queste le parole di Pier Ezhaya, general manager tour operating di Alpitour World e presidente di Astoi, durante un’intervista a Italpress Economy.

Ma come sarà l’anno che sta per iniziare? “Per il 2024 si prevede una crescita soprattutto del segmento del turismo organizzato quasi del 12%, poi come si muoverà questa crescita bisognerà leggerlo perché lo scacchiere mondiale è sempre un po’ fluido, però in linea di massima ci aspettiamo un mercato ancora tonico l’anno prossimo”.

Se guardiamo a Natale e Capodanno “i dati sono molto positivi – conferma Pier Ezhaya – li abbiamo anche confezionati con un maggior anticipo. Naturalmente questo per gli operatori è un fattore estremamente importante, perché permette di pianificare per tempo e di irrobustire la propria programmazione. Nelle settimane clou, tra Natale e Capodanno, prevediamo una crescita dell’11% sui ricavi del 2022, poi la mappa si è spostata in funzione anche di quello che è accaduto in Medio Oriente però assistiamo un lungo raggio molto tonico, vediamo una ripresa anche dei viaggi itineranti: bisogna aiutare le persone più a sentire dentro che vedere fuori, hanno bisogno di vivere i luoghi e le esperienze, venendo in contatto anche con le popolazioni locali”.

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È tutto molto diviso, anche sulla Direttiva Pacchetti, come si è visto sui social dopo la mia lettera.\r\n\r\nNel 2020 ho accettato l’incarico di presidente Astoi Confindustria Viaggi e mi dispiace questa divisione. In 5 anni ho parlato con tre ministri del turismo diversi: prima Franceschini, poi Garavaglia, quindi Daniela Santanchè. Ogni volta bisogna ricominciare da capo, ma bisogna anche pensare che ogni ministro - parlando dei 132mld che vale il settore nel nostro paese - quando incontra chi si occupa del Turismo Organizzato si trova davanti 25 associazioni diverse, che rappresentano un mercato che vale circa 8 miliardi di euro. Dobbiamo fare squadra! Serve anche tanta fiducia. - conclude Ezhaya - Un bene pericoloso perché espone alla delusione, ma indispensabile per costruire qualcosa. Serve fiducia nel network, nelle aziende sue azioniste e nelle persone che lo guidano e questo crea il valore e ci traghetterà nel futuro».\r\n\r\nChiara Ambrosioni\r\n\r\n ","post_title":"Pier Ezhaya: il futuro, l’IA e il superamento dell’individualismo delle associazioni (2)","post_date":"2025-04-30T12:33:00+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":[]},"sort":[1746016380000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"489532","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"“Insieme si può fare tutto”: è uno dei mantra di Pier Ezhaya, general manager tour operating Alpitour World e dal 2020 presidente Astoi Confindustria Viaggi, per la quale conduce un’appassionata campagna a favore del settore. Lo ha così presentato Adriano Apicella - amministratore delegato di Welcome Travel Group - nell’ambito della ConnAction del network che si è svolta a Casablanca, all’inizio di aprile.\r\n\r\nFelice di parlare di fronte a una platea di 1500 persone - tra agenti di viaggio Welcome e Geo e 65 partner commerciali - Pier Ezhaya, ha esordito: «Vedere tanti colleghi attenti dimostra la forza e la professionalità di questo gruppo. È importante credere a questo network, supportarlo, appoggiarne le linee guida e fare squadra. Welcome Travel Group ha un grande valore perché è detenuto da due dei maggiori player del turismo: Costa Crociere naviga in tutto il mondo ed è parte della Carnival Corporation, mentre Alpitour World è tra i primi 5 gruppi europei a livello di turismo.\r\n\r\n«Questo è importante per voi. - ha sottolineato Ezhaya rivolgendosi alla platea - Perché i 2 gruppi devono guardare a 10/15 anni di distanza. Devono studiare il futuro, prevenirlo e governare il cambiamento, facendo la cosa più importante per chi è parte del network: traghettarlo nel futuro». Guidato dalle domande di Adriano Apicella, Ezhaya ha proseguito toccando importanti tematiche. «Nel nostro gruppo il Tour Operating non è mai stato considerato un centro di reddito, ma un volano di volumi: i più grandi risultati d’Ebitda li abbiamo sempre fatti nell'aviation e nell'alberghiero. - ha affermato -\r\n\r\n«Quando nel 2021 mi è stata affidata la direzione generale mi sono convinto che le due cose potessero stare assieme: che oltre a fare volumi, potessimo anche generare Ebitda. Così dai 70mln di Ebitda fatti prima del Covid, siamo passati ai 140 degli ultimi due anni. Dei 70mln in più rispetto al 2019 ben 45mln sono stati fatti dal Tour Operating». Ezhaya ha poi analizzato il tema delle commissioni, coinvolgendo la platea: «Noi mettiamo sul mercato una grande quantità di prodotto con 740.000 posti aerei garantiti – al 100% sulle spalle di Alpitour World a livello di garanzia - ben divisi sulle destinazioni: 240.000 sull'Egitto, 124.000 sulla Spagna, 90.000 sull'Est Africa, 86.000 sulla Grecia, 53.000 sui Caraibi, più di 40.000 sulle Maldive e sull'Oceano Indiano. Ci sarebbero da aggiungere anche l’Oman, Phuket, l'Italia, il Nord Europa, Capo Verde … I posti sono poi abbinati agli alberghi più iconici di ogni destinazione. Forse la commissione singola non è la più alta del mercato, ma le volte in cui la si può moltiplicare è impressionante. Questo per me significa fare economia seria».\r\n\r\nIn evidenza il tema degli investimenti: «Innanzitutto investiamo in tecnologia: stiamo realizzando qualcosa di rivoluzionario creando un sistema di vendita molto più dinamico, che piacerà alla distribuzione. Investiamo anche sui nostri asset: la nostra giovane flotta e gli alberghi». Importanti, poi, gli investimenti in comunicazione, con i 6mln utilizzati per realizzare una serie di spot Alpitour, «che servono a creare possibilità di vendita e a sostenere la distribuzione».\r\n\r\nRiguarda poi gli investimenti, ma anche la sostenibilità, la controversa questione dei cataloghi affrontata da Ezhaya: «Dopo un’attenta ricerca fatta sul mercato io e Alessandro Seghi, il nostro direttore commerciale, ci siamo chiesti se il catalogo fosse ancora uno strumento di vendita. Ogni anno ci costano 3, 4 milioni di euro che potremmo investire altrove. 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