6 February 2026

Destinazione turistica, per Studiowiki focus su collaborazione, identità, comunicazione e prodotto

Destinazione turistica, per Studiowiki focus su collaborazione, identità, comunicazione, prodotto e promocommercializzazioneCollaborazione, identità, comunicazione, prodotto e promocommercializzazione: sono queste le parole chiave di una destinazione turistica che funziona secondo Federico Alberto, direttore creativo di Studiowiki – agenzia associata a UNA Aziende della Comunicazione Unite e socia della rete di imprese DEDE Destination Desing.

Studiowiki lavora da anni nel marketing territoriale, affiancando diverse destinazioni in tutta Italia.

Qual è, secondo voi, la condizione essenziale perché una destinazione possa crescere?
La condizione imprescindibile è la collaborazione tra pubblico e privato. Nessuna destinazione può crescere se le due parti non si muovono insieme: senza questa sinergia è difficile costruire strategie di sviluppo turistico solide e sostenibili. Il pubblico deve garantire visione, continuità e capacità di coordinamento. risorse; il privato porta competenze, prodotto, capacità di innovazione e di risposta al mercato. Quando questi due mondi si incontrano, si attiva un processo virtuoso che permette al territorio di strutturarsi davvero come destinazione, creando valore e ricadute concrete.

Come si passa dall’identità di un territorio alla costruzione di un prodotto turistico riconoscibile?
Rendendo il territorio fruibile e organizzato. Un territorio non diventa destinazione turistica solo perché possiede attrazioni o bellezze naturali: lo diventa quando queste risorse si trasformano in esperienze chiare, accessibili, prenotabili, integrate con i servizi e coerenti con l’identità locale. È un lavoro di costruzione che passa dal coinvolgimento degli operatori fino alla definizione di un’offerta condivisa, capace di parlare con una voce sola e di garantire qualità riconoscibile.

La comunicazione entra in gioco solo a questo punto?
Sì, la comunicazione, almeno quella esterna rivolta al mercato, deve arrivare quando il prodotto è pronto, altrimenti rischia di creare un’immagine che non trova riscontro nell’esperienza reale del visitatore. Qui entra in gioco anche la promocommercializzazione, che non è semplice promozione né pura vendita, ma un ponte creativo tra ciò che la destinazione ha costruito e ciò che il mercato chiede. È il momento in cui lo storytelling incontra la distribuzione, in cui la narrazione si traduce in opportunità concrete per chi sceglie di viaggiare.

Quali sono le difficoltà principali che incontrate in questi processi?
Una criticità frequente è la mancanza di allineamento tra pubblico e privato, che hanno tempi e obiettivi diversi. Un’altra è la discontinuità dei progetti, che rischiano di fermarsi a iniziative isolate senza svilupparsi nel lungo periodo. Se l’esperienza non è solida, la promozione perde efficacia e il brand stesso si indebolisce.

E allora qual è il ruolo del brand in questo percorso?
Il brand arriva come espressione di un lavoro più ampio. Non è un punto di partenza estetico, ma il risultato di un percorso che ha visto la costruzione del prodotto, il coinvolgimento della comunità, la definizione di un’identità chiara. Il marchio funziona quando diventa strumento condiviso, adottato dagli operatori e riconosciuto dagli abitanti, capace di sintetizzare in modo semplice e duraturo la complessità di un territorio. È fondamentale che il prodotto esista prima che la comunicazione prenda il volo.

Dal suo osservatorio professionale, come vede l’evoluzione del marketing turistico nei prossimi anni?
Stiamo entrando in una fase in cui le destinazioni non possono più solo “promuoversi”: devono strutturarsi come sistemi, con identità chiare, prodotti ben organizzati e strategie capaci di dialogare con i mercati in modo continuativo. Cresceranno i temi della sostenibilità e della digitalizzazione, ma anche la dimensione di rete, perché nessun territorio può ragionare da solo. In questo scenario, la costruzione del prodotto e la promocommercializzazione diventeranno il cuore delle strategie, mentre il branding sarà la naturale sintesi di tutto questo lavoro.

 

 

 

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