12 October 2026

Basta con le formule tipo “Bisogna fare squadra”. Andiamo avanti

La squadra. Allora oggi scriviamo un pezzo sul linguaggio. Niente di complicato, solo un’annotazione sulle formule inflazionate che si usano in questo settore. Parlo naturalmente delle formule usate dai vari ministri del turismo. Da Rutelli in poi. Da quando, insomma, il neo-neo liberismo si è impadronito dei nostri pensieri e, peggio ancora, del nostro linguaggio.

Voglio parlare di questa becera definizione che recita: “Bisogna fare squadra“. Che squadra? La Cremonese, il Milan, la Juve Stabia, il Torino? quale. Ce lo dicano perché le cose sono diverse da compagine a compagine La verità, aldi là dei piccoli sfottò, è che ci siamo stancati di sentire queste litanie ogni volta che parla un rappresentante delle istituzioni. Il mondo del turismo ha bisogno di un nuovo linguaggio che non può essere quello maleodorante del marketing, né quello burocratico-sportivo delle istituzioni.

E poi, scusatemi, è dai tempi di Rutelli, ministro dei beni culturali con delega al turismo (si era nel 2006 e il sottoscritto era presente) che si parla di fare questa benedetta squadra. Siamo nel 2024, cioè sono passati vent’anni e ancora di questa squadra non si vede neanche il massaggiatore. Andiamo bene. 

Cambiate formula, parlate bene in italiano, studiate (non solo economia e marketing, ma anche italiano), leggete, e non solo i bilanci, fatevi una cultura e poi alla fine parlate. Vedrete che le formule tipo “Bisogna fare squadra” saranno solo un incubo del passato.

Giuseppe Aloe

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Verso gli Stati Generali”, organizzato dal Cesisp (Centro studi in economia e Regolazione dei servizi, dell’industria e del aettore pubblico) all’Università degli Studi di Milano-Bicocca La giornata ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle autorità di regolazione, degli aeroporti e delle principali compagnie aeree per fare il punto sullo stato dell’arte del settore e sulle prospettive di sviluppo del trasporto aereo in Italia.\r\n Gaetano Intrieri, amministratore delegato di Aeroitalia, ha portato in primo piano l’impatto del caro carburante sui conti delle compagnie aeree e sulla necessità di interventi capaci di tutelare la competitività del settore: «Il caro carburante rappresenta oggi una pressione crescente sui conti dei vettori e rischia di incidere sempre di più sulla sostenibilità economica del trasporto aereo. 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In tal senso, occorrono politiche capaci di sostenere il settore in questa fase delicata, evitando che l’aumento dei costi pesi sulle tasche dei passeggeri, compromettendo altresì investimenti e competitività».\r\n\r\nLo stato dell’arte del sistema aeroportuale è stato invece al centro dell'intervento di Massimo Di Perna, chief commercial officer del vettore: «Il trasporto aereo è un settore strategico per l’economia e il turismo del nostro Paese, che richiede un dialogo costante tra compagnie aeree, aeroporti e istituzioni. Ci troviamo in una fase particolarmente complessa, anche a causa dell’aumento dei costi del carburante, ma è necessario guardare alle riforme strutturali di cui il settore ha bisogno. In particolare, riteniamo importante un aggiornamento della normativa europea sulle tariffe aeroportuali, attraverso l’applicazione del modello del ‘single till’ anche al mercato italiano, così da tenere conto dei ricavi aviation e non aviation nella determinazione delle tariffe. 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