13 May 2026

Primerano, Federalberghi: il futuro dell’hotellerie è nell’intelligenza artificiale

Un moltiplicatore di potenza. L’intelligenza artificiale è il tema centrale del dibattito sul digitale di oggi. Un’evoluzione che tutti concordano sarà destinata presto a cambiare il mondo. In quali modalità è ancora difficile da capire fino in fondo, ma del potere dirompente dell’Ai sono davvero in pochi a dubitare.

“Anche perché al momento stiamo vivendo solamente la fase due della rivoluzione. Quella che sfrutta il cosiddetto Large language model (Llm), che mette in grado applicazioni come ChatGpt di interpretare linguaggi ed espressioni diverse – spiega il presidente di Federalberghi Lombardia, Fabio Primerano, intervenuto in occasione del seminario sul digital organizzato a Milano da Travel Open Village Hospitality -. Nel futuro ci aspetta ancora lo step della Theory of mind, per cui l’intelligenza artificiale sarà capace di comprendere le emozioni. Infine si potrà forse arrivare alla self-awareness degli strumenti digitali. Una prospettiva per certi versi inquietante, che tuttavia è molto meno remota di quanto si possa comunemente pensare”.

Un modo nuove di interagire con gli ospiti

A fronte di tanti e tali cambiamenti è chiaro quindi che anche il piccolo mondo dell’ospitalità non può sottrarsi dal confronto con le nuove prospettive dell’intelligenza artificiale. “Occorre andare là dove la domanda si dirige – osserva semplicemente Primerano -. E ormai tutti gli ospiti, compresi quelli delle generazioni più mature, si servono degli strumenti digitali in modo sempre più pervasivo”.

Il primo contesto in cui l’Ai può quindi rivoluzionare gli approcci tradizionali dell’ospitalità è quello delle interazioni con i clienti. Pre, post e durante il soggiorno. “Fino a oggi siamo stati abituati a confrontarci con bot pre-registrati, dotati di una ridotta capacità di relazione con gli utenti. Ora esistono strumenti estremamente flessibili, in grado di imparare dal confronto con il cliente e con lo stesso hotel di cui sono al servizio. I nuovi software possono elaborare in pochi minuti una quantità pressoché infinita di dati provenienti dalle fonti più disparate (pdf, power point, video, immagini…). Restituendo poi all’utente informazioni puntuali, persino con un tono di voce e uno stile difficilmente distinguibile da quello di una classica interazione umana”.

La questione recensioni, la formazione e l’housekeeping

Altro aspetto chiave su cui l’Ai può già essere di grande supporto agli hotelier è poi la questione recensioni. “Il vantaggio in questo caso è sia la capacità dell’intelligenza artificiale di analizzare una mole di dati molto più elevata rispetto a qualsiasi altro strumento sino a oggi disponibile, sia di garantire repliche adeguate al contesto di riferimento di ogni singolo cliente. A partire magari dal paese di origine di ciascun ospite, che impone stili di risposta e toni di relazione differenti”.

Ma l’Ai potrà aiutare anche in ambito formativo, mettendo per esempio gli allievi nelle condizioni di affrontare simulazioni realistiche con ospiti virtuali. Non mancano neppure possibili applicazioni nel comparto housekeeping: “Le regole dell’hotellerie dicono che la governante dovrebbe ogni giorno controllare a fondo tutte le stanze, per assicurarsi che gli standard di pulizia siano rispettati nel minimo dettaglio.

Inutile nascondere che, salvo rarissime eccezioni, questo è praticamente impossibile, solitamente le visite limitandosi a delle camere a campione. Ebbene, oggi da una semplice foto o da un video di cellulare l’Ai è in grado di fare un check completo di ogni stanza in tempi ridotti, assicurando in questo modo il pieno rispetto degli standard”.

Rivoluzione revenue management

Infine c’è il capitolo forse più intuitivo, che è il tema del revenue management. Ancora una volta è la capacità di analizzare grandi volumi di dati a fare la differenza. “Soprattutto perché oggi l’offerta alberghiera si articola su sempre più variabili – conclude Primerano -. Non solo le tipologie di camere si sono moltiplicate, ma anche lo stesso prodotto hotel si declina in tantissime proposte differenti: con o senza colazioni, per numero di persone, per durata del soggiorno e con o senza pensione, mezza o completa che sia… Il tutto senza dimenticare che il confronto con il benchmark di riferimento, in base al quale stabilire di volta in volta il prezzo più adatto, non può più limitarsi a un pugno di hotel competitor di categoria simile. Ma deve includere anche le strutture extralberghiere, che nello scenario contemporaneo della ricettività sono spesso i veri market maker”.

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