9 aprile 2026 09:24

Marcello Mangia ed Enrico Foti
L‘università di Catania e Mangia’s Hotel and Resorts uniscono le forze in una sinergia operativa, con l’obiettivo di realizzare un innovativo corso di laurea in economia aziendale a indirizzo internazionale, con focus sul luxury hospitality management.
Il protocollo d’intesa, che segna l’avvio del percorso di attivazione di un bachelor of Business Administration triennale interamente in lingua inglese, è stato sottoscritto nei giorni scorsi dal rettore Enrico Foti e dal presidente e ceo di Mangia’s Hotel and Resorts – Aeroviaggi, Marcello Mangia. Il corso sarà erogato dal dipartimento di economia e impresa dell’ateneo catanese e nasce dall’integrazione tra la competenza accademica, scientifica e istituzionale dell’università e l’esperienza operativa, la solidità infrastrutturale e la capacità organizzativa di Mangia’s nel settore dell’ospitalità.
In una prima fase, il percorso sarà riservato a circa 130 studenti provenienti dal Regno dell’Arabia Saudita, che ha riconosciuto la rilevanza del progetto e le sue concrete prospettive di attuazione. Mangia’s Hotel and Resorts contribuirà in maniera determinante alla realizzazione dell’iniziativa mettendo a disposizione il Mangia’s Brucoli Resort, insieme ad altre strutture ricettive e infrastrutture dedicate. Tali spazi saranno funzionali non solo all’accoglienza degli studenti, ma anche allo svolgimento delle attività di formazione pratica e all’acquisizione di competenze operative direttamente sul campo.
Un modello integrato
La collaborazione si fonda su un modello integrato che prevede da un lato, la progettazione e la supervisione accademica del percorso da parte dell’università; dall’altro, la predisposizione delle condizioni organizzative, logistiche e istituzionali necessarie all’attivazione del programma, inclusi il supporto ai processi di internazionalizzazione e l’eventuale accreditamento Ksa, ovvero il riconoscimento del valore didattico del corso da parte del ministero dell’ostruzione del Regno dell’Arabia Saudita o di altre autorità competenti. A completare il percorso formativo, una solida componente esperienziale, laboratoriale e applicativa, con attività di stage e on-the-job training realizzate grazie al supporto operativo e infrastrutturale di Aeroviaggi.
«Questo accordo – commenta il rettore Enrico Foti – rappresenta un ulteriore passo nel rafforzamento della relazione tra Università e sistema produttivo, in un ambito strategico come quello del turismo e dell’hospitality management di lusso, offrendo agli studenti un percorso formativo qualificato e orientato a un immediato inserimento professionale. L’iniziativa si configura come un percorso formativo strutturato, di livello specialistico ed executive, che conferma la capacità dell’ateneo di progettare offerte didattiche coerenti con i fabbisogni professionali espressi dal mercato anche internazionale, attraverso modelli formativi integrati, interdisciplinari e orientati all’occupabilità dei laureati. In questa prospettiva, l’Università di Catania è stata scelta per il proprio patrimonio scientifico e culturale, che le ha consentito di sviluppare competenze distintive nel settore dell’accoglienza e di costruire percorsi formativi capaci di coniugare solidità teorica, applicazione pratica e apertura ai contesti internazionali».
«Grazie a questa partnership tra Mangia’s e l’università di Catania – aggiungeMarcello Mangia, presidente e ceo di Mangia’s Hotel and Resorts -, immaginiamo un modello formativo in cui sapere ed esperienza si incontrano per formare i leader di domani dell’ospitalità, all’interno di un ecosistema internazionale dove i talenti crescono immersi in contesti reali, sviluppando una visione globale ma anche concreta e operativa. Questo progetto, in collaborazione con DolceVita Academy, rappresenta un passo importante verso un’integrazione sempre più stretta tra formazione e impresa, capace di rispondere alle esigenze di un settore in continua evoluzione e sempre più orientato a standard internazionali».
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Tra le esperienze di intrattenimento nuove e rivisitate figurano appuntamenti da non perdere, come ad esempio il nuovissimo spettacolo acquatico con tuffatori che sfidano la gravità, acrobati, robot e ballerini presso l’AquaTheater. "Shockwave" fonde l'energia dell'hip hop e il balletto classico per esplorare la forza e la fragilità dell'acqua.
E ancora, Fusion è un nuovo spettacolo di pattinaggio su ghiaccio che cattura le forze della natura con pattinatori di livello mondiale e una tecnologia di produzione all'avanguardia: sarà ambientato nell'Absolute Zero, la più grande arena di ghiaccio in mare.
Al suo debutto in mare al Royal Theater, il musical di Broadway “Charlie and the Chocolate Factory” di Roald Dahl darà vita al mondo di Willy Wonka in uno spettacolo ricco di sorprese. America’s Got Talent Live offrirà alle famiglie di tutto il mondo una versione rivisitata dell’amato show di varietà, segnando su Legend il suo debutto assoluto in mare. Oltre agli spettacoli di Legend, le famiglie avranno numerose occasioni per divertirsi al quartiere Surfside con, per esempio, Quack Bash, una vera festa in piazza con musica, truccabimbi e altro ancora. Da non perdere anche gli omaggi alle destinazioni di tutto il mondo con la parata Voyage to Adventure sulla Royal Promenade.
Infine, oltre alle produzioni, Legend avrà oltre 45 musicisti che si esibiranno in 20 bar, lounge e 7 locali con musica dal vivo.
Enterteinment in 28 locali
Sul fronte dell'enterteinment, sono 28 i locali dove mangiare e bere. Fra gli altri, si segnala il Royal Railway – Legend Station, un locale immersivo che riproduce realisticamente l’accesso e l’esperienza a bordo di un raffinato vagone ristorante, introdotto per la prima volta su Utopia of the Seas, porterà i commensali verso nuove destinazioni lungo le antiche Vie della Seta.
All'Hollywoodland Supper Club gli ospiti vivranno una serata all’insegna del glamour con un nuovo concept di supper club ispirato all’età d’oro di Hollywood.
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Questa rotta si inserisce nel contesto della crescente importanza dell'hub di Dublino come porta d'accesso tra l'Europa e gli Stati Uniti e precede l'apertura di una linea per Pittsburgh, che porterà a 24 il numero delle destinazioni nordamericane servite dall'Irlanda.
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«Questa espansione rafforza il ruolo dell’Irlanda come ponte fondamentale tra l’Europa e il Nord America e si inserisce nella nostra strategia di hub a Dublino, offrendo coincidenze senza intoppi verso il Regno Unito e il continente», sottolinea la compagnia. Secondo i dati forniti da Aer Lingus, la rete transatlantica del 2026 conterà più di venti destinazioni negli Stati Uniti e in Canada, tra cui New York, Boston, Chicago, Washington, Orlando, San Francisco e le nuove destinazioni di Raleigh-Durham e Pittsburgh.
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L'operativo prevede un volo settimanale da Milano, il giovedì, che sarà attivo dal prossimo 4 giugno e fino al 24 settembre; da Catania si volerà il martedì, dal 9 giugno e fino al 29 settembre.
Con le ampie spiagge di sabbia bianca, lambite da un mare tra i più limpidi del Mediterraneo, El Alamein incanta per la sua atmosfera esclusiva e ancora autentica. La posizione strategica consente inoltre di godere delle spiagge spettacolari di Marsa Matrouh e di esplorare facilmente una delle destinazioni più affascinanti dell’Egitto, Alessandria, che è raggiungibile in poche ore.
La nuova programmazione rafforza ulteriormente i collegamenti tra Italia ed Egitto, offrendo nuove opportunità sia per il turismo leisure sia per gli operatori del settore.
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La sintesi è quella che emerge dal più recente report di Boston Consulting Group (Bcg) European Airports Add New Routes to Value Creation, realizzato con Aci Europe, che allarga l'attuale dibattito sul trasporto aereo, inevitabilmente focalizzato su costi di carburante, biglietti e sostenibilità delle rotte, ai cambiamenti che stanno attraversando il settore.
«L'aumento del traffico non si traduce più automaticamente in creazione di valore - commenta Gabriele Ferri, managing director e partner di Bcg -. Pressioni strutturali sui ricavi unitari, l’incremento dei costi operativi e degli investimenti necessari per lo sviluppo delle infrastrutture potrebbero mettere a rischio fino a 75 miliardi di euro di eebitda per il settore nei prossimi vent’anni».
La ricerca evidenzia come il flusso di viaggiatori, che prima della pandemia cresceva a un ritmo medio annuo di circa il 5%, è destinato a rallentare tra il 2% e il 2,5% fino al 2043, a causa dell’impatto combinato di politiche di sostenibilità più stringenti, aumento dei costi per le compagnie aeree e una maggiore pressione competitiva, con un possibile calo del traffico cumulato fino al 10% nei prossimi due decenni.
Parallelamente, si indebolisce il legame tra domanda di mobilità e ricavi. I proventi aeronautici per passeggero sono scesi da 18 euro nel 2015 a 14 euro nel 2023 e potrebbero ridursi ulteriormente fino a circa 11 euro entro il 2043. Anche le attività non aeronautiche, come retail e ristorazione, riscontrano difficoltà a causa di modelli commerciali non più allineati all’evoluzione della domanda.
A queste dinamiche si aggiunge l’incremento dei costi operativi, che crescono a un ritmo superiore all’inflazione, trainati soprattutto dal costo del lavoro, dell’energia e dei materiali. Nel lungo periodo, la carenza di manodopera specializzata potrebbe portare i costi del lavoro a circa 15 euro per passeggero entro il 2043.
Il quarto elemento riguarda gli investimenti infrastrutturali. Entro il 2030, il traffico passeggeri crescerà di circa 940 milioni rispetto al 2015, mentre la capacità si espanderà solo di circa 350 milioni, ampliando il divario tra domanda e offerta.
Gli interventi possibili
«Gli aeroporti stanno già reagendo, ponendo crescente attenzione al valore per il passeggero e accelerando sulla trasformazione digitale, priorità per oltre il 60% degli operatori intervistati», osserva Ferri.
L’adozione di soluzioni digitali e basate sull’intelligenza artificiale è infatti tra le principali leve di risposta: oltre il 90% dei grandi aeroporti ha già avviato iniziative in questo ambito, con un potenziale miglioramento fino a 3 punti percentuali dell’EBITDA, grazie a una maggiore efficienza operativa e a un migliore utilizzo della capacità esistente.
Accanto alla digitalizzazione, il 90% degli aeroporti di medie dimensioni sta riequilibrando il proprio mix di traffico per ridurre la dipendenza dai vettori low-cost e puntando su segmenti a maggiore rendimento, come il lungo raggio e il turismo premium.
[post_title] => Aeroporti europei: non basta aumentare il numero di passeggeri, occorre creare valore
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San Marino International tour operator rafforza il proprio posizionamento nel b2b gruppi, con un focus crescente sulla Francia. Ne parliamo con Lino Cenci, sales e product manager b2b.
Qual è oggi il posizionamento di San Marino International e come si inserisce la Francia nella vostra strategia? «San Marino International nasce nel 2019 come estensione di Navitours, tour operator storico sulla Grecia con oltre 56 anni di attività. Il nostro core resta il b2b gruppi, sia adulti sia studenti. Negli anni poi la domanda del mercato italiano ci ha spinto ad ampliare l’offerta verso altre destinazioni europee, tra cui la Francia, dove oggi stiamo registrando risultati molto positivi. Pur essendo entrati da poco, siamo già percepiti come interlocutori affidabili. Anche la crescita della struttura – che oggi conta circa 40 persone – ci ha permesso di organizzarci per reparti e replicare un modello operativo solido, mantenendo flessibilità e qualità del servizio».
La nuova domanda
Come sta evolvendo la domanda e quali sono le dinamiche principali nel segmento gruppi? «Il mercato è complessivamente stabile, nonostante il contesto internazionale. L’Europa viene percepita come una destinazione sicura e questo sta favorendo un ritorno o un rafforzamento dei flussi intra europei. In particolare, una parte della clientela che guardava al lungo raggio oggi si orienta verso destinazioni più vicine, come Francia, Italia e Spagna. Sul segmento scuole le scelte restano legate ai programmi didattici – Strasburgo e il parlamento europeo sono un esempio – rendendo più complessa la destagionalizzazione. Per i gruppi adulti, invece, esiste maggiore margine, anche se le abitudini restano forti. Il nostro ruolo è essere propositivi e stimolare nuove idee di viaggio in periodi diversi da quelli canonici».
Entriamo nel dettaglio del vostro modello operativo: che tipo di servizio offrite? «Ci occupiamo di tutti i servizi a terra. Non vendiamo il trasporto aereo, ma gestiamo l’intera esperienza a destinazione: transfer, hotel, visite guidate, ingressi, ristorazione. In sostanza, prendiamo in carico il gruppo dal momento dell’arrivo e costruiamo un pacchetto completo, con un alto livello di personalizzazione in base alle esigenze del cliente».
Quanto contano eventi e workshop di settore nello sviluppo del business? «Occasioni come i saloni professionali sono fondamentali perché permettono un confronto diretto con partner e fornitori, migliorano la comunicazione e aiutano a costruire relazioni solide. Sono momenti chiave anche per comprendere meglio i prodotti e allineare gli obiettivi commerciali. Inoltre, favoriscono un networking autentico: si incontrano anche i competitor, ma in un contesto di dialogo e scambio. In questo senso realtà come Atout France, con l’appuntamento annuale del Rendez-vous en France, svolgono un lavoro importante nella promozione del prodotto Francia, contribuendo così a una visione più ampia e strutturata dell’offerta».
(Enzo Scudieri)
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Nuove nomine nel board of directors e nel ruolo di ceo di Turkish Airlines: Murat Şeker, che ha ricoperto per molti anni ruoli chiave presso il vettore di bandiera nazionale, è stato nominato chairman of the board of directors ed executive committee della compagnia.
Ahmet Olmuştur, che per molti anni ha guidato le attività strategiche di vendita e marketing della compagnia in qualità di chief commercial officer è stato nominato chief executive officer del vettore.
Şeker, laureato in ingegneria industriale presso la Marmara University nel 2000, ha conseguito un Master in Economia presso la Sabancı University e un dottorato in Economia presso la University of Minnesota. Nel corso della sua carriera internazionale, ha ricoperto ruoli di rilievo partecipando a diversi progetti operativi ed è stato responsabile della redazione di report strategici e studi accademici su innovazione, imprenditorialità, commercio internazionale e crescita nei Paesi in via di sviluppo durante la sua esperienza come economista presso la World Bank tra il 2008 e il 2013.
Nel luglio 2016 è stato nominato chief financial officer di Turkish Airlines e dal marzo 2021 è membro del Board and the Executive Committee del vettore ed è inoltre membro del Board di Turkish Technic e SunExpress. Dal 2024 è membro del Financial Advisory Council istituito dalla Iata.
Nato a Istanbul nel 1980, Ahmet Olmuştur ha completato gli studi universitari in Business Administration presso la Marmara University e ha conseguito un Mba attraverso un programma internazionale svolto in collaborazione con la Long Island University (New York), la European Business School (Londra) e il Pôle Universitaire Léonard de Vinci (Parigi).
Il percorso professionale di Ahmet Olmuştur ha avuto inizio nel 2000, con un ruolo part-time presso il call center di Turkish Airlines. Forte dell’esperienza maturata in uno dei principali punti di contatto della compagnia, ha costruito un percorso di crescita esemplare che lo ha portato a ricoprire posizioni di vertice all’interno del vettore di bandiera nazionale.
Dopo l’esperienza iniziale, ha proseguito la sua carriera in Turkish Airlines come Flight Analyst all’interno della Direzione Revenue Management. Negli anni successivi ha ricoperto diversi ruoli chiave nello stesso ambito, tra cui Manager dei Global Distribution Systems, Manager del Revenue Management e Pricing, e Senior Vice President del Revenue Management.
Dal 2014, Ahmet Olmuştur ha ricoperto il ruolo di chief marketing e sales officer e, dal 2024, ha guidato le operazioni commerciali della compagnia in qualità di cco. Parallelamente, ricopre il ruolo di membro del board e dell’Audit committee di SunExpress, del board di Turkish Technic e dell’Iata Distribution Advisory Council.
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La compagnia consolida così una presenza già significativa: nel 2025 ha operato oltre 2.100 voli da Torino, trasportando più di 450.000 passeggeri e collegando la città a destinazioni domestiche ed europee: dalla più vicina Catania fino a Varsavia, Budapest, Sofia e Tirana, per citarne solo alcune. A queste si aggiungeranno, dal 4 maggio 2026, Palermo e, dal 9 giugno 2026, Londra Luton.
Nel 2026 il network crescerà fino a 16 rotte verso 8 Paesi, con quasi 1,3 milioni di posti disponibili. Andras Szabo, network officer di Wizz Air, non ha dubbi: “Con l’apertura della nostra nuova base all’Aeroporto di Torino compiamo un passo strategico di grande rilevanza per lo sviluppo del nostro network e diamo un contributo importante al rafforzamento della connettività del Nord Italia”. Concorda Andrea Andorno, amministratore delegato di Torino Airport: “È un’ulteriore conferma dell’attrattività dell’Aeroporto di Torino e della solidità del percorso di crescita che stiamo portando avanti, con l’obiettivo di garantire competitività e nuove opportunità di sviluppo per l’intero sistema territoriale”.
Dal 14 settembre sarà operativo a Caselle un primo Airbus A321neo di ultima generazione, seguito da un secondo dal 25 ottobre: aeromobili più efficienti e sostenibili, che rappresentano una significativa espansione del network e il rafforzamento dell’offerta verso destinazioni sia nazionali sia internazionali, con un incremento della capacità annua di 500.000 posti aggiuntivi per ciascun aereo.
L’apertura della base porterà al lancio di 7 nuove rotte, tra collegamenti domestici e internazionali. Tra le principali novità, l’aumento delle frequenze domestiche verso Roma Fiumicino (11 voli settimanali) e il nuovo collegamento con Napoli Capodichino (dal 1° dicembre). Si amplia inoltre la rete verso la Spagna con un volo giornaliero per Barcellona, quattro collegamenti settimanali con Valencia (dal 15 settembre) e Madrid (dal 25 ottobre) e tre frequenze settimanali per Malaga (dal 26 ottobre). Novità assoluta Bilbao (dal 14 settembre), servita per la prima volta da Torino tre volte a settimana.
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(Federica De Luca)
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La configurazione del Dreamliner prevede le tre cabine Signature Class, Premium Economy ed Economy. In Signature Class, i passeggeri possono godere di un’esperienza premium a lungo raggio con sedili completamente reclinabili, ristorazione curata e servizio personalizzato.
«Il lancio del nuovo collegamento Catania-Montréal rappresenta una tappa fondamentale per Air Canada in Italia, rafforzando ulteriormente il nostro ruolo di compagnia leader tra Italia e Canada - ha dichiarato Stefano Casaregola, directeur générale commercial, Air Canada Italia, durante la presentazione che si è svolta questa mattina a Catania -. La Sicilia è un mercato strategico con profondi legami culturali e familiari con il Canada e questa nuova rotta non solo avvicina le comunità, ma offre ai viaggiatori del Sud Italia un accesso diretto e fluido all’intero network nordamericano di Air Canada. Allo stesso tempo, apre una nuova porta d’ingresso per i viaggiatori nordamericani alla scoperta della ricchezza e della diversità della Sicilia».
Elissa Golberg, ambasciatrice del Canada in Italia, ha sottolineato come «I collegamenti aerei diretti come il nuovo volo Catania-Montréal rafforzano concretamente i legami del Canada con l’Italia e con l’intera regione del Mediterraneo. Questi voli sostengono gli scambi economici, promuovono l’innovazione e facilitano la mobilità delle persone, confermando l’impegno congiunto di Canada e Italia nel costruire una partnership dinamica e proiettata al future».
«Il nuovo collegamento diretto tra Catania e Montréal rappresenta un risultato di grande rilevanza strategica per il nostro territorio e un passo importante nel percorso di sviluppo e internazionalizzazione del nostro sistema aeroportuale - hanno ricordato Anna Quattrone e Nico Torrisi, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Sac, società di gestione dello scalo -. Questa rotta rafforza il ruolo dell’aeroporto di Catania come porta d’accesso privilegiata al Sud Italia, ampliando in modo significativo le opportunità di connessione verso il Nord America. Al tempo stesso, consolida i legami storici e culturali tra Italia e Canada, sostenendo i flussi turistici e gli scambi economici. È il frutto di un lavoro sinergico con Air Canada e testimonia la crescente attrattività della Sicilia sui mercati internazionali, rendendo l’isola sempre più connessa e competitiva a livello globale».
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