6 February 2026

Bocca, Federalberghi: pagare tutti per pagare meno. Serve la city tax

“Pagare tutti per pagare meno”. Sembra uno slogan da manifestazione di piazza. Invece è stato lanciato dal solitamente pacato Bernabò Bocca, in occasione della settantaquattresima assemblea nazionale di Federalberghi. Obiettivo degli strali del presidente dell’associazione una misura contenuta nell’ultima legge di bilancio: quella che, in occasione del Giubileo, consente ai comuni di incrementare imposta e contributo di soggiorno fino a due euro per notte, permettendo inoltre in via permanente di destinare il gettito così ottenuto a finanziare anche i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. “Tutti i discorsi, i ragionamenti, le promesse vanno a finire qui – ha chiosato Bocca a Viareggio -: la nostra attività è vista come un bancomat da molti amministratori che non riescono a garantire equilibrio alla finanza locale“.

A chi ha la responsabilità di definire la politica nazionale, Federalberghi chiede quindi “di imporre una corretta disciplina di bilancio al territorio, anziché di fornirgli gli strumenti per peggiorare la situazione. Nel corso di una recente audizione, abbiamo sottolineato come, a nostro avviso, sarebbe più corretto finanziare le funzioni svolte dagli enti locali in campo turistico con modalità diverse dall’imposta di soggiorno, per esempio mediante la compartecipazione degli stessi enti locali al gettito Iva di tutte le attività produttive che traggono beneficio dall’economia turistica o tramite l’istituzione di una city tax (il riferimento, in questo caso, è a quanto già avviene  a New York, dove l’imposta di soggiorno è distribuita tra molte attività produttive della destinazione, ndr)”.

La ripresa c’è stata ma non per tutti: bene le città d’arte, meno le località balneari

D’altronde, nonostante i dati provvisori Istat relativi al 2023 delineino una situazione in ripresa per i flussi turistici, che sono finalmente tornati sopra ai livelli pre-Covid, è altrettanto vero che “il ritorno dei grandi flussi turistici dal Nordamerica ha beneficiato soprattutto le destinazioni naturali per questo segmento di mercato: le nostre grandi città d’arte. Per contro, gli ormai consolidati problemi legati alla domanda interna, unitamente al recupero di appetibilità delle mete straniere per i turisti italiani, hanno determinato una performance delle nostre mete marine al di sotto delle aspettative“.

Non mancano quindi le preoccupazioni per il futuro dell’ospitalità: “Lo scenario politico internazionale, in primis: le guerre, le minacce di instabilità che in brevissimo tempo potrebbero riportarci a scenari catastrofici. Ma anche l’andamento economico generale e quello in particolare del nostro Paese, poiché la domanda interna, seppur in discesa, rappresenta pur sempre la metà del giro d’affari del settore. E poi la concorrenza, quella attuale e quella potenziale derivante anche dalle innovazioni tecnologiche, che hanno dimostrato in questi anni di poter avere effetti dirompenti sugli equilibri economici”.

Le richieste di Federalberghi

Federalberghi ritiene perciò prioritaria “una riduzione della pressione fiscale, in particolare attraverso la diminuzione delle tasse sugli immobili, al fine di alleviare il carico sulle imprese, specialmente quando sono chiuse o operano a capacità ridotta; l’incentivazione degli investimenti, mediante il potenziamento del credito di imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive, con l’obiettivo di renderlo uno strumento strutturale e più efficace; la revisione delle norme obsolete che limitano la capacità degli alberghi di ampliare l’offerta, per esempio riguardo alla ristorazione per clienti non alloggiati, alla direttiva sui pacchetti turistici e alle concessioni demaniali prospicienti le strutture ricettive; il contrasto dell’abusivismo nel settore turistico, implementando misure efficaci per prevenire e reprimere pratiche illegali che danneggiano il mercato e compromettono la qualità dell’offerta turistica; il potenziamento infine e la modernizzazione delle reti e delle infrastrutture, al fine di garantire che l’intero territorio nazionale sia facilmente accessibile e fruibile, favorendo così lo sviluppo equilibrato del turismo in tutte le regioni”.

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Un modello che rispecchia il modo di viaggiare di oggi, fatto di partenze brevi e ripetute, spesso decise all’ultimo momento talvolta senza pensare all’assicurazione.\r\nL’obiettivo è accompagnare il viaggiatore ovunque vada, in Italia o all’estero, offrendo un supporto concreto in caso di imprevisti legati alla salute, al bagaglio o alla responsabilità verso terzi.\r\nUno degli elementi che caratterizza Nobis Più Viaggi è l’attenzione a chi parte con il proprio animale domestico, non solo in auto. Dal 2025 infatti le regole Enac in Italia permettono a cani e gatti di viaggiare in cabina con trasportino, superando i vecchi limiti di peso e favorendo una tendenza già in forte crescita.\r\n\r\nAnimali domestici\r\nPer questo Nobis ha previsto Travel Pet, un servizio che copre eventuali spese veterinarie sostenute durante il soggiorno. 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