27 September 2026

Destination Italia: lo Shopping Tourism per parlare dei giovani e del futuro

La nona edizione del forum itinerante Shopping Tourism, organizzato a Parma da Risposte Turismo, è un evento che aiuta a leggere la realtà socioeconomica italiana in modo trasversale. Significative in questo senso le parole di Dina Ravera, presidente e ceo di Destination Italia, che ha affermato: «In Italia sta diventando sempre più rilevante il turismo che raggiunge non le grandi città, ma le aree interne. Ed è un bene, perché c’è bisogno di ripopolare, inoltre nelle metropoli l’Ai sta togliendo lavoro a tanti giovani capaci. I borghi diventano allora un’opportunità e lo shopping acquista un ruolo importante, perché si possono acquistare oggetti di artigianato, di produzione locale, di enogastronomia …

Credo sia un’evoluzione del concetto stesso di shopping. Non si tratta più di un acquisto che puoi fare nel mall vicino a casa, ma anche a Dubai o in altre parti del mondo: è uno shopping sempre più autentico, decentrato e con un portafoglio più ampio. È uno shopping che cerca l’autentico, ci distingue dalla concorrenza e restituisce al territorio dal punto di vista economico, riavviando un ecosistema che si stava spegnendo. Oggi abbiamo 4.500 Comuni minori dove l’età media è molto alta, ma finalmente i giovani comprendono che, invece di mendicare un posto di lavoro in una grande metropoli dove sono allontanati dall’arrivo dell’Ai, è possibile diventare uno splendido imprenditore nel proprio paese d’origine, avere più libertà e anche più soddisfazione: sia economica che di qualità della vita».

Nel corso del forum si è parlato di potenziare le produzioni locali, con un focus sul Parmigiano Reggiano – che con la sua eccellenza e versatilità diventa destinazione – per poi prendere coscienza dei cambiamenti. «Tutto sta accadendo molto rapidamente: in un solo anno l’Ai ha ridisegnato pesantemente la nostra economia e nel giro di due anni la stravolgerà. – prosegue Ravera – I territori minori non sono più un peso ma stanno diventando un’opportunità per i nostri giovani e per l’economia del paese. Prima assistevamo a un’aggregazione nelle grandi metropoli, mentre si spegneva il 60% del territorio con le sue caratteristiche e le sue tradizioni.

Oggi nella complessità della rivoluzione portata dall’Ai c’è un aspetto positivo: chi lo desidera avrà l’opportunità di fare un lavoro bello a contatto con le persone e non glielo porteranno via né i robot, né i social. Vivremo questo contatto nei luoghi più autentici e meno copiabili». Il forum Shopping Tourism evidenzia che i viaggiatori «vogliono provare, comprare, assaggiare un prodotto enogastronomico, scoprire la produzione della pelletteria e vivere un’esperienza d’acquisto. In quasi tutte le regioni italiane c’è oggi una forte consapevolezza. Si parla di turismo perché il viaggio è l’occasione per conoscere e da questa conoscenza deriva un nuovo fenomeno: quello dei nomadi digitali. – conclude Ravera -Vado a conoscere un luogo, magari il Parmigiano Reggiano. Mi piace, allora mi fermo 6 mesi o un anno. Poi scelgo un altro territorio italiano e mi sposto: è un fenomeno che farà bene al settore del turismo e, di conseguenza, all’Italia».

 

 
 
 
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Chiara Ambrosioni

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