27 June 2026

Fain, Royal Caribbean: i casi a bordo ci sono. L’obiettivo è isolarli e contenerli

“Abbiamo ospitato decina di migliaia di persone a bordo delle nostre navi, così come hanno fatto altre compagnie in Europa. E sì, certo, abbiamo registrato dei casi di Covid. Ma sono stati tutti episodi singoli o riguardanti piccoli gruppi familiari immediatamente isolati. Un approccio molto simile a quello che stanno adottando in Asia, dove il Covid continua a esserci ma i contagi vengono subito confinati, senza dover chiudere un’intera società. Ed è quanto stiamo cercando di fare sulle nostre navi”. E’ quasi un botta e risposta a distanza quello tra Richard Fain, che ha parlato in occasione della Phocuswright conference 2020, e le autorità sanitarie Usa (Cdc), che hanno recentemente emesso lo sconsiglio per i viaggi in crociera.

Il ceo del gruppo Royal Caribbean ha in particolare portato avanti l’esperienza dei suoi due brand europei operati in joint venture: Hapag-Lloyd e Tui Cruises. Fain ha naturalmente sottolineato come la gestione della pandemia sia l’obiettivo principale dell’Health Sail Panel, il gruppo di esperti costituito in collaborazione con Norwegian Cruise Line Holding, perché è chiaro a tutti che sarebbe impossibile garantire al 100% un ambiente libero dal Covid a bordo.

“Siamo sempre stati chiari a riguardo – ha rimarcato ancora Fain -: così come non si può eliminare completamente il virus dalla società, non lo si può fare neppure a bordo. Il nostro obiettivo è quello di rendere le navi ambienti più sicuri di quelli che si sperimentano nella propria città. E di evitare episodi di contagi diffusi, nel caso si verifichino dei casi a bordo”.

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In particolare, la possibilità di raggiungere queste destinazioni in auto rappresenta un elemento di competitività importante, permettendo ai viaggiatori di contenere l’incidenza dei costi legati a voli e traghetti e di mantenere più equilibrato il prezzo complessivo del pacchetto».\r\n\r\nFra i cambiamenti più evidenti segnalati dal manager nelle modalità di acquisto della vacanza, emerge la richiesta di una maggiore flessibilità. «Ota Viaggi ha lavorato molto su questo aspetto, comunicando al mercato una nuova policy commerciale con minimum stay ridotti a 2, 3, 4 o 5 notti e con ingressi sempre più liberi in struttura. Oggi oltre il 70-80% della nostra programmazione consente formule più flessibili rispetto al passato, sia sulla durata del soggiorno sia sui giorni di arrivo».\r\n\r\nUn altro dato interessante riguarda la bassa stagione: «I mesi di spalla continuano a registrare livelli di riempimento molto significativi, sostenuti anche dal lavoro portato avanti sul segmento gruppi, incentive ed eventi, che rappresenta un importante elemento di diversificazione della domanda. Luglio e agosto, al momento, non registrano ancora lo stesso livello di riempimento della bassa stagione, ma confidiamo che l’andamento delle vendite delle ultime settimane possa contribuire a recuperare progressivamente il gap».","post_title":"Massimo Diana, Ota Viaggi: «Booking estivo in miglioramento»","post_date":"2026-06-25T09:56:09+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1782381369000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"517477","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_389627\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] Marco Gilardi[/caption]\r\n\r\nDall’esperienza del cliente all’efficienza operativa delle strutture, passando per la gestione dei dati, la personalizzazione dei servizi e l’ottimizzazione dei processi aziendali. 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